Giovani: troppo frequenti i disoccupati

Disoccupato

Disoccupato

1 giovane su 4 è disoccupato in questo periodo in Italia. L’Istata sostiene che, in aggiunta, i prezzi al consumo siano aumentati, e che questo non facilita certo la situazione. Con la media europea dei giovani disoccupati in fascia d’età tra i 15 ed i 24 anni, l’Italia ha un tasso del 26.8% (per quello giovanile, che è tristemente in crescita), mentre quello europeo è al 19.3%.

Italia nuovamente fanalino di coda, con picchi soprattutto nei mesi estivi (luglio, agosto) e che batte il livello di maggiore crisi dell’ormai obsoleto 2004.

Soprattutto crescono gli inattivi, ovevro la fasci di popolazione che vorrebbe lavorare ma che non trova un impiego: su questa condizione agiscono anche fattori psicologici che fanno perdere la voglia di continuare a cercare.

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Giovani: peggiore disoccupazione dal 2001

Lavoro

Lavoro

Lo dice l’Istat: i giovani disoccupati moderni sono quelli nella situazione peggiore di sempre, persino rispetto al 2001 (l’anno più sfortunato).

Il tasso di disoccupazione è diffuso in tutta Europa: tra i 15 ed i 24 anni, quasi il 30% dei giovanissimi non riesce a trovare un lavoro ed è disoccupato.

Ed è proprio quest’ultimo il dato che preoccupa maggiormente il Paese Unito, soprattutto considerando che tale dato è aumentato del 4.5% rispetto allo stesso periodo quadrimestre dello scorso anno.

E come ha rivelato l’Eurostat, pare che la disoccupazione sia in crescita in tutti i Paesi dell’Eurozona, in un solo anno, precipitosamente.

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Lavoro: tutti assenti per malattia

Assenteismo lavorativo

Assenteismo lavorativo

Situazione particolare, quella che emerge dalla stima della Fondazione ISTUD per il ministero del Welfare.

Pare che il numero degli assenti per malattia sul posto di lavoro sia in aumento del 27%; sorprendentemente, pare che gli accaniti della malattia siano i lavoratori più giovani.

La fascia d’età oscilla infatti tra i 25 ed i 34 anni, indifferentemente tra settore privato e pubblico. Ma non si tratta solo di pigrizia: i ricercatori hanno scoperto che l’assenteismo lavorativo è più che altro una reazione psicologica.

Infatti, se sul posto di lavoro ci fosse un clima generale migliore, i dipendenti sarebbero motiva, spinti alla produttività e più sereni; lo studio ha anche sottolineato come i lavoratori più giovani siano quelli che maggiormente risentono di questi disagi dovuti al cattivo clima aziendale.

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Bersani: i giovani come risoluzione ai problemi

Bersani

Bersani

Nella relazione di chiusura della Fiera di Roma, Bersani ha sottolineato l’importanza di dare spazio ai giovani del Paese, i quali sarebbero in grado di risolver molti problemi dell’Italia.

Bersani ha proseguito sostenendo che non bisogna parlare dei problemi, poichè l’unico modo per risolverli è mettersi a lavorare. A questo concetto, l’ex ministro del governo Prodi collega la manovra di governo che è in attesa di essere varata, e dichiara:

“Non si vede nulla di nulla che metta mano a dei meccanismi e che ad esempio metta in condizione questo Paese di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese alla rendita e alla ricchezza. Tutte le cose che si stanno dicendo di nuovo portano il carico sui ceti medi e bassi, a riduzione degli investimenti e una riduzione sugli enti locali

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Giovani: molti non lavorano nè studiano

Giovani

Giovani

Un’indagine condotta dal Ministero del Lavoro ha diffuso un dato strano ed inquietante: pare che il 9% dei giovani tra i 19 ed i 29 anni non facciano “letteralmente nulla”.

Secondo la stima, questa percentuale di ragazzi, a partire dal termine delle scuole superiori non avrebbe né proseguito gli studi, né aver intrapreso un lavoro o imparato un mestiere. In pratica, contribuiscono a formare la popolazione degli inattivi.

Traducendo il fenomeno in numeri, si registra un preoccupante sbilanciamento di inattivi al sud: su una media di tre milioni di giovani meridionali ventenni, mezzo milione di questi under 30 non svolgerebbe alcuna attività lavorativa e/o culturale.

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