La Germania uscira’ dall’Euro?

Eurozona

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La Germania dovrebbe lasciare l’euro? Guardando la crisi avanzante del debito dell’Eurozona, molti economisti stanno avanzando convinti per quest’idea, anche se è stato detto che la cancelliera tedesca Angela Merkel pare che questa settimana abbia detto di essere ancora determinata a mantenere la moneta unica rimangono intatti.

Il suo piano, dicono, sia quello di onorare la promessa fatta ai proect creditori senior; le regole attuali e le protezioni resteranno fino al 2013, ma se ci sono fallimenti bancari individuali prima di quel momento, la Merkel sta andando molto difficile tentare di forzare privati creditori senior di partecipare.

Come si dice: “più si tratta di banche, piu’ e’ economico è per la Germania.” Sarà interessante vedere se questa offensiva tedesca sul debito avra’ piu’ successo della precedente.

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YouTube in Germania: diritti di chi?

YouTube

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GEMA, l’organo che equivale alla Sia italiana, si interroga ancora sulal questione dei diritti degli intermediari per quanto riguarda YouTube.

Pare infatti che per i teutonici sia di primaria importanza che la società che gestisce le royalty di chi possiede i diritti abbia la possibilità di essere preservata da eventuali reclami. Ovvero, se i video vengono caricati su YouTube, in quanto fornitore del servizio, chi prenderà la responsabilità per l’uso che gli intermediari ne faranno dei contenuti emessi?

E mentre è stata bocciata la manovra che voleva che alcuni video non fossero accessibili agli utenti tedeschi, il giudice che ha respinto la questione ha dichiarato: Leggi tutto »

Germania: autodenunce per evasione fiscale

Padlock and money isolated on a white backgroundCon la recente questione dell’acquisto, dalle banche svizzere, dei nominativi degli evasori fiscali tedeschi, pare che i teutonici abbiano provato brividi di paura.

Lo denuncia il “Financial Times Deutschland”, quotidiano economico tedesco, che sottolinea come in Germania sia sacttata una sorta di “febbre da autodenuncia per evasione fiscale”.

Qualche esempio? In una sola settimana, gli evasori fiscali della Baviera sono cresciuti esponenzialmente da meno di 20 a 291.

E poi, ancora, Amburgo e Berlino, dove si sono autodenunciati, rispettivamente: da 10 a 88 (in soli tre giorni) ad Amburgo, e se ne sono sommati fino a 112 nella capitale. In Germania, ricordiamo, chi autodenuncia le sue evasioni fiscali non viene perseguito penalmente

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Germania: il governo comprerà i dati rubati dalla Svizzera?

Badge tedesco

Badge tedesco

Cosa farà il governo tedesco? La proposta è allettante, ma l’etica di questa non piace ai tedeschi.

Si tratta infatti di una questione tra due fuochi: da un lato c’è la Svizzera, la quale possiede i nominativi di ben 1.500 contribuenti tedeschi fortemente sospettati di aver evaso le tasse per anni e che offre alla Germania di comprare i dati bollenti; dall’altro lato c’è il governo tedesco, fortemente rigoroso per le tasse, che però dovrebbe comprare questi nomi per ben 2.5 milioni di euro.

Il problema più gravoso, però, è che i dati in possesso delle banche svizzere sono stati assolutamente rubati, quindi illegali; la Germania teme di acquistare un illecito (come già accadde per il Lichtenstein, di cui FinanzaOggi aveva già parlato).

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Cina supera Germania come export leader mondiale

16Dopo un continuo rincorrersi durato anni la Cina/, come prevedevano le stime, è diventato il leader indiscusso dell’export mondiale. Fino allo scoccare del 2010, questo leader è sempre stato da sempre la Germania.

Ma con dati alla mano, per la prima volta l’export cinese ha fatturato 1070 miliardi di Dollari e quello tedesco, contemporaneamente, “solo” 1050 miliardi di Dollari. I numeri sono stati emanati da Pechino, e sono poi stati confermati dai colleghi tedeschi.

Ed è già discussione. Esperti e scienziati hanno già iniziato con gli sproloqui: c’è chi dice tanto si sapeva che la Cina sarebbe diventata leader, era solo una questione di tempo”, ed i più nostalgici che si eclissano nel “attualmente ci sono due leader mondiali in contemporanea: Cina e Germani esportano prodotti estremamente differenti tra di loro”.

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Germania: bloccata dalle carte di credito non funzionanti

16Difficile da credere, ma anche in uno dei Paesi più efficienti ed ordinati d’Europa capitano disguidi qualche volta.
E’ infatti dall’inizio del nuovo anno che la stragrande maggioranza dei possessori tedeschi di carte bancomat si trovano a dover fare i conti con gli sportelli automatici piuttosto ballerini. Il motivo? Non emettono più il denaro!

Date le tempistiche protratte del malfunzionamento, i teeschi si sono trovati impossibilitati a fare acquisti, approfittare dei primi saldi di stagione ed effettuare pagameti più o meno importanti. Qualcuno si preoccupa per quelli di loro che attualmente si trovano in vacanza, magari in un Paese straniero, e magari sono anche all’oscuro di quello che sta capitanto nella loro madre Patria.

Ma non bisogna allarmarsi troppo: fonti ufficiali fanno sapere che già l’85% delle casistiche è stato risolto o aggiustato, ma per la risoluzione definitiva ed il ritorno alla normalità bisognerà attendere fino a lunedì. Sempre più veloci, comunque, che nello Stivale… bravi!

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Germania: l’Euro con previsioni positive

EuroIn occasione dell’anniversario della caduta del muro di Berlino, si sono tirate le somme anche riguardo alla situazione economica in Germania.

Con dati alla mano, ne risulta che le esportazioni tedesche sono cresciute del 3,5% su base mensile da settembre, oltre le previsioni (al secondo posto c’è, come ormai spesso accade, la Cina); allo stesso modo, la produzione industriale dei nostri partner europei è salita a sorpresa.

Nonostante questi dati positivi, l’export tedesco da ancora un’impression negativa (con una calo del 18,8% dell’import ed una produzione industriale del 12,9%), ma pare che le previsioni per il futuro siano positive, considerando che il governo tedesco ha in piano nuove misure pro economia, tra cui il taglio dell’IVA per gli hotel, la riforma sulla tassa di successione e l’incremento della somma alle famiglie con bambini.

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Italia: produzione industriale in crescita

produzione_industriale Dopo ben 5 cali consecutivi, sembra che il settore industriale italiano sia in ripresa.
A renderlo noto il Centro Studi di Confindustria che per il terzo trimestre del 2009 prevede un aumento della produzione industriale che dovrebbe registrare un +5,9%.
Il dato è contenuto nell’indagine condotta dal Centro e relativa alla produzione industriale, diffusa nei giorni scorsi dall’Istat.
Per quanto riguarda le stime per il mese di settembre il Centro Studi di Confindustria rende noto che, nonostante vi sia stata una leggera flessione, il dato di settembre rimane comunque superiore del 3,6% rispetto ai valori registrati a giugno e a luglio.
Il livello risulta, invece, del 20% inferiore al picco precrisi (aprile 2008), avendo recuperato solo il 7,5% dai minimi di marzo 2009. La produzione media giornaliera si riduce a settembre 2009 del 12,7% sul settembre 2008. In agosto la contrazione annua era stata del 18,3% (dati corretti per il diverso numero di giornate lavorative). Nei dati grezzi l’attività diminuisce in settembre del 12,3% sullo stesso mese del 2008 (-14,5% in agosto).
Nel contesto internazionale l’Italia sembra però registrare una buona performance rispetto ad esempio alla Germania (+1,7%) e alla Francia (+1,8%). Ciò consente di riequilibrare il divario accumulato nei mesi precedenti. L’indicatore anticipatore dell’Ocse delinea ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi.

Magna si aggiudica Opel

angela_merkel Finalmente una decisione è stata presa.
La General Motors ha infatti definitivamente optato per la cessione di Opel al gruppo austro-canadese Magna.
Ad annunciarlo è stata il cancelliere tedesco Angela Merkel, la quale nel corso di una conferenza stampa precipitosamente convocata a Berlino si è detta “molto contenta” della scelta.
Soddisfatto quindi il Governo tedesco che sosteneva con forza questa soluzione.
Battaglia vinta dunque da Magna che ha dovuto vedersela con la concorrenza della finanziaria Rhj,controllata dal fondo americano Ripplewood.
“Il governo accoglie in modo molto positivo la decisione”, ha affermato la Merkel, che ha inoltre precisato che le condizioni poste da Gm non sono un ostacolo insormontabile sulla strada di un rilancio di Opel.

Italiani i più tartassati

Che il peso tributario sia sempre stato tra i più alti in Europa nel nostro paese, ormai è cosa nota.
Il problema esiste da tempo e gli italiani, sempre più tartassati, sentono ancora di più il peso delle imposte a causa della crisi che sta facendo perdere tanti posti di lavoro e restringimento sempre di più i salari.
tasse686558_18462590mini Ebbene sono ora disponibili i dati che permettono, grazie all’evidenza dei numeri, di render sempre più palese la difficoltà della situazione attuale.
E’ stato, infatti, calcolato che su ogni italiano grava un peso tributario annuo, fatto di sole tasse, imposte e tributi, pari a 7.777 euro, mentre in Germania ci si ferma a 7.052.
Stanno peggio di noi solo i nostri cugini d’Oltralpe, per i quali a fronte di una media di 8.053 euro di tasse, dove però c’è una spesa sociale pro capite di 10.494 euro.
A diffondere questi non certo incoraggianti dati è la Cgia di Mestre che, con la sua indagine, ha inteso dimostrare come nel nostro paese esista ancora un saldo negativo tra tasse versate e spesa sociale ricevuta.