G20: ecco le conclusioni

barak-obama Il G20 di Pittsburgh sembra aver preso una posizione sull’annosa questione dei bonus ai manager che, stando alla bozza di comunicato approvata, dovrebbero d’ora in poi essere legati ai risultati a lungo termine da questi conseguiti e non più alla condotta sul breve periodo.
Stando ad alcune indiscrezioni il testo prevederebbe in modo esplicito di “limitare i bonus a una certa percentuale dei profitti totali netti, quando non si sia in armonia con il mantenimento di una solida base di capitale”.
Una posizione quella del G20 che protende ad una maggior sicurezza e trasparenza, nonostante le cautele espresse da USA e Gran Bretagna che, rispetto alla Francia e alla Germania, sembravano protendere per posizioni più “morbide”.
Non si tratta tuttavia di un’intesa definitiva, visto che un compromesso definitivo ancora non c’è.
L’intento in seno al G20 è di attuare compiutamente la nuova normativa per migliorare qualità ed entità dei capitali bancari entro il 2012, con una progressiva applicazione mirata sull’evolversi delle condizioni finanziarie e sulla ripresa economica globale.
Altro punto di dibattito le misure da adottare per evitare un arresto improvviso della ripresa economica, punto questo alquanto delicato sul quale si guerreggia soprattutto la battaglia al protezionismo.

Conclusi i lavori del G20 di Londra

londra_g20_2009_N La crisi è alle spalle.
Da tempo ormai si sente ripetere questa rassicurante frase che fa ben sperare per il futuro. In effetti i sistemi finanziari ed economici mondiali stanno conoscendo una fase di stabilizzazione, ma ciò non significa che bisogna abbassare la guardia. A lanciare il monito sono gli stessi ministri dell’Economia e i governatori delle banche centrali nel documento finale siglato in conclusione dei lavori del G20 di Londra.
“Ci siamo incontrati – si legge nel resoconto dei lavori londinesi – per valutare i progressi dei piani messi in atto per contrastare la crisi economica globale e realizzare nuove azioni che assicurino una crescita sostenibile e costruiscano un sistema finanziario internazionale piu’ forte”.
I 20 ribadiscono “la necessita’ di un rafforzamento delle decisioni prese ai summit di Washington e Londra e concordano sulla necessita’ di fare ulteriori passi per un rafforzamento del sistema finanziario”. “La nostra azione, senza precedenti, decisiva e concertata, e’ stata aiutata dal rallentamento della crisi e dalla ripresa della domanda globale”, scrivono i ministri e i banchieri. “I sistemi finanziari si stanno stabilizzando e l’economia globale e’ in fase di miglioramento, ma restiamo cauti sulle previsioni riguardanti la crescita e l’occupazione’, si legge ancora nel documento.
Non è quindi ancora giunto il momento di pensare ad una exit strategy, poichè in primo luogo è necessario “implementare gli interventi di supporto per la finanza e le misure di politica fiscale e monetaria, per una maggiore stabilita’ dei prezzi”. “Lavorando con il Fmi e con il Fsb saranno sviluppate politiche coordinate per una exit strategy, tenendo conto che i tempi e la sequenza delle azioni variera’ a seconda dei dei paesi e della tipologia di misure”.
Allo stesso tempo bisogna “supportare il credito e condurre stress test ove necessario”. Circa l’occupazione, e’ importante, scrivono i 20 ministri finanziari, “promuoverla attraverso politiche strutturali, la formazione e l’educazione”. Il G20 si impegna anche sul fronte della volatilita’ dei prezzi delle materie prime: “Lavoreremo per contrastare l’eccessiva volatilita’dei prezzi delle commodities attraverso il miglioramento del funzionamento e della trasparenza dei mercati e favorendo un dialogo piu’stretto tra paesi consumatori e produttori”. Appello infine per la lotta al cambiamento climatico: “E’ urgente combattere il riscaldamento globale del pianeta e per questo si assicura il massimo impegno per un successo del vertice di Copenhagen di fine anno“.

La lista nera si svuota

OSCE-Flags_0Importante vittoria messa a segno dall’Osce che, per bocca del suo segretario, Angel Gurria, ha annunciato che anche le Filippine, la Malaysia, la Costa Rica e l’Uruguay, hanno deciso di rispettare gli standard internazionali in materia fiscale, uscendo così definitivamente dalla famigerata lista nera che a questo punto è vuota.
Appena stillata dall’Osce, sotto le pressioni del G20, l’esistenza della lista nera testimonia la volontà dei paesi di avviare un processo di adeguamento generalizato a più rigide norme fiscali che siano in grado di limitare frodi e contraffazioni.
Siamo molto soddisfatti di quanto hanno deciso i quattro paesi, è in corso una trasformazione sostanziale del panorama mondiale“, ha detto Angel Gurria nel corso di una conferenza stampa a Parigi.
Un altra buona notizia viene dalla Svizzera che ha finalmente deciso di aprire un dialogo con gli Stati Uniti, al fine di ammorbidire le norme che regolano il segreto fiscale, così da adeguarsi alle disposizioni dell’Osce.

Draghi: “Ora servono misure efficaci”

draghiSi allaga il Financial Stability Forum, presieduto dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. New entry sono la Cina, l’India, la Russia, il Brasile e ancora la Corea, il Messico, l’Argentina, l’Arabia, l’Indonesia, il Sudafrica, la Turchia e Commissione europea.
Il risultato è che oggi ci troviamo quindi difronte ad una sorta di G20 tecnico con in più la Spagna, in virtù di un allargamento reso sempre più necessario dalla necessità di adottare delle misure sempre più aggressive vista la grave crisi che sta colpendo sia le economie più deboli che quelle più avanzate.
Il governatore Draghi su questo punto non ha dubbi e al G20 è deciso di farsi promotore di nuovi progetti, soprattutto per quanto concerne il freno da mettere alle retribuzioni dei manager.
Il principio, spiega, «è assicurare l’effettiva gestione delle retribuzioni allineando i compensi all’assunzione prudente dei rischi, e l’efficace supervisione».
Chiare anche le indicazioni che Draghi ha fornito ai responsabili delle filiali regionali, per indirizzarli su come comportarsi di fronte alle richieste dei dati da parte dei prefetti, che entro la fine del mese allestiranno degli osservatori sull’andamento del credito bancario alle imprese. “Piena collaborazione» scrive Draghi avvertendo però che la Banca d’Italia potrà trasmettere «solo i dati aggregati» a livello territoriale e non quelli specifici di ogni banca, visto che su quelli esiste il segreto d’ufficio.
Al G20, che inizia venerdì sera a Brighton, oltre a Draghi parteciperà anche il ministro dell’Economia. Giulio Tremonti, giunto a Londra anche per incontrarsi con il primo ministro, Gordon Brown.