Francia: tutti contro la borsa di studio ai cantanti

Cantanti pop

Cantanti pop

Arriva dalla Francia la notizia dell’indignazione del Paese francofono per la concessione di 2 delle 4 borse di studio “pensionnaieres” per la Villa Medici a Roma.

Si tratta di una dependance che ospita, a spese dello stato francese, degli stagisti che hanno ottenuto la tanto abita borsa, e che possono in questo modo esprimere la loro creatività.

Unico problema: gli artisti e gli amanti della musica hanno scritto una petizione al ministro della Cultura francese affinché le due borse in questione siano tolte ai due artisti, che sono già conosciuti ed affermati nel panorama musicale.

In questo modo, secondo i francesi, si toglie la possibilità ai giovani artisti emergenti di svilupparsi, sperimentare e crescere.

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Mara Carfagna vuole legge e multe anti burqa anche in Italia

Come è accaduto molto di recente in Francia, ora la Ministra delle Pari Opportunità vuole applicare la stessa legge in Italia, al fine di abolire per legge l’utilizzo di burqa e niqab in luoghi pubblici. Chi non rispetta il nuovo codice, verrà sanzionato.

«Il velo integrale non è una libera scelta delle donne, ma un segno di chiara oppressione»

– precisa la Ministra, che estende la legge anche ai familiari che costringono una donna ad indossare questi accessori in pubblico
La Carfagna auspica che la legge venga applicata in Italia in tempistiche brevi,e precisa che privare una donna del velo non equivale a privare un’altra donna del crocefisso: Leggi tutto »

Vaccino: quanto mi costi?

16L’ansia mediatica indotta ai cittadini sul virus H1N1, fondamentalemtne mera trovata comemrciale finalizzata al guadagno tramite la del vaccino, non ha funzionato del tutto.

Il Ministero della Sanità francese si ritrova con un esubero di vaccini inacquistati (ovvero, una di 869milioni Cellulari, ex amori, reati e Cassazione. Risultato: una multa di 300 €) che i cugini d’Oltralpe stanno cercando di sbolognare all’estero al momento. Le case farmaceutiche, s’altronde, vogliono essere pagate per aver fornito milioni di vaccini.

E se riuscissero a venderli all’? La paura è quella di una inutile, che graverebbe ulteriormente sull’economia del nostro Paese. Il Ministero della Salute Italiano sostiene di avere delle riserve di vaccini, ma non di non avere esuberi, e che parte di questi antidoti in riserva debbano ancora essere soministrati ad alcuni pazienti. Quest’affermazione farebbe pensare che non sia necessario allarmarsi. Speriamo.

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I francesi amano la Svizzera… per cc segreti e paradisi fiscali

16Negano le autorità francesi quando le si confronta con l’accaduto: un ex dipendente della Hsbc Private Bank, 38 anni, avrebbe sottratto dei dati fiscali dai clienti francesi che avevano i conti presso la sede svizzera della banca, e venuto la lista la francese.

Il giornale Le Parisien, però, diffonde la notizia, denunciando alla popolazione francese la parte di compatrioti che avevano paradisi fiscali e conti segreti in Svizzera tra il 2006-‘07.

In Italia esiste il cosiddetto scudo fiscale, per cui gli evasori restano anonimi, ma gli al contrario vogliono avere nomi e cognomi degli evasori, e pare che ben 14.700 cittadini abbiano aderito al programma in questione.

Il caso accaduto in Francia ha ricordato a molti quello dello scorso marzo verificatosi in Liechtenstein, dove le informazioni fiscali rubate da un dipendente della banca Lgt furono controllate dalle autorità tedesche, che scoprirono una grossa frode: il gruppo tedesco Bnd pagò illegalmente 4,2 per ottenere i nomi degli evasori.

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Italia: produzione industriale in crescita

produzione_industriale Dopo ben 5 cali consecutivi, sembra che il settore industriale italiano sia in ripresa.
A renderlo noto il Centro Studi di Confindustria che per il terzo trimestre del 2009 prevede un aumento della industriale che dovrebbe registrare un +5,9%.
Il dato è contenuto nell’indagine condotta dal Centro e relativa alla industriale, diffusa nei giorni scorsi dall’Istat.
Per quanto riguarda le stime per il mese di settembre il Centro Studi di Confindustria rende noto che, nonostante vi sia stata una leggera flessione, il dato di settembre rimane comunque superiore del 3,6% rispetto ai valori registrati a giugno e a luglio.
Il livello risulta, invece, del 20% inferiore al picco precrisi (aprile 2008), avendo recuperato solo il 7,5% dai minimi di marzo 2009. La media giornaliera si riduce a settembre 2009 del 12,7% sul settembre 2008. In agosto la contrazione annua era stata del 18,3% (dati corretti per il diverso numero di giornate lavorative). Nei dati grezzi l’attività diminuisce in settembre del 12,3% sullo stesso mese del 2008 (-14,5% in agosto).
Nel contesto internazionale l’Italia sembra però registrare una buona performance rispetto ad esempio alla (+1,7%) e alla (+1,8%). Ciò consente di riequilibrare il divario accumulato nei mesi precedenti. L’indicatore anticipatore dell’Ocse delinea ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi.

G20: ecco le conclusioni

barak-obama Il G20 di Pittsburgh sembra aver preso una posizione sull’annosa questione dei bonus ai manager che, stando alla bozza di comunicato approvata, dovrebbero d’ora in poi essere legati ai risultati a lungo termine da questi conseguiti e non più alla condotta sul breve periodo.
Stando ad alcune indiscrezioni il testo prevederebbe in modo esplicito di “limitare i bonus a una certa percentuale dei profitti totali netti, quando non si sia in armonia con il mantenimento di una solida base di capitale”.
Una posizione quella del G20 che protende ad una maggior sicurezza e trasparenza, nonostante le cautele espresse da e Gran Bretagna che, rispetto alla Francia e alla , sembravano protendere per posizioni più “morbide”.
Non si tratta tuttavia di un’intesa definitiva, visto che un compromesso definitivo ancora non c’è.
L’intento in seno al G20 è di attuare compiutamente la nuova normativa per migliorare qualità ed entità dei capitali bancari entro il 2012, con una progressiva applicazione mirata sull’evolversi delle condizioni finanziarie e sulla ripresa economica globale.
Altro punto di dibattito le misure da adottare per evitare un arresto improvviso della ripresa economica, punto questo alquanto delicato sul quale si guerreggia soprattutto la battaglia al protezionismo.

Al Nord il lavoro tiene

disoccupazione Già da tempo si discute sulla crisi del mercato del lavoro che nell’ultimo trimestre di quest’anno ha toccato la percentuale del 7,9% di disoccupati. Ciò in termini assoluti significa che i senza lavoro sono 1.982.000, mentre per la fine del 2009 le previsioni sono ancora più nere e la disoccupazione potrebbe toccare ben l’8,8%.
Ma nel resto d’ le cose non vanno meglio. Anzi. Sempre al 31 marzo del 2009 in il tasso di disoccupazione era pari al 17,4% (+ 6% rispetto a settembre 2008), in Francia all’8,7% (+ 1,3% sul 3° trim. 2008) e in all’8,5% (+0,9% su settembre 2008).
Solo il Regno Unito registrava un tasso di disoccupazione inferiore al nostro pari al 7,1% (+1,3% su settembre 2008).
Tuttavia le previsioni tendono a non essere così nere, visto che da più parti si sottolinea che i dati diffusi sono medi nazionali, che presentano delle differenze territoriali molto evidenti, soprattutto in Italia.
“Per questo – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – abbiamo cercato di capire qual è la percentuale dei senza lavoro nelle aree più industrializzate del nostro Paese confrontandola con i livelli di disoccupazione registrati nelle regioni più ricche d’”.
Ebbene, nel marzo di quest’anno, il tasso di disoccupazione del Piemonte ha toccato il 7%, quello della Lombardia il 5%, nel Veneto il 4,7% e in Emilia Romagna il 4,1%. Sempre nello stesso periodo nelle tre regioni più ricche della la disoccupazione ha raggiunto l’8,9% nella Nordrhein-Westfalen, il 5,1% in Baviera e il 4,8% nel Baden-Wurttemberg.
Per fare altri confronti con aree più ricche, in Francia, invece, nella Provenza-Alpes- Costa Azzurra la disoccupazione è salita al 10,3% nella Rhone-Alpes all’8,1% e nell’Ile-de-France al 7,4%. Nel Regno Unito la regione londinese ha segnato l’ 8,2%, il South-West il 7,9% e il South- East il 5,3%.
Sconcertante la situazione dei senza lavoro in . La Catalogna presenta una disoccupazione del 16,2%, la Comunidad de Madrid del 13,5% e l’Andalusia addirittura del 24%.
“Da questo confronto emerge in maniera molto chiara – prosegue Bortolussi – che nonostante un progressivo aumento dei disoccupati anche nelle regioni settentrionali, non siamo un Paese alla deriva, visto che quasi tutti i nostri principali partners economici stanno peggio. Certo, per quegli italiani che hanno perso il lavoro in questi ultimi mesi è poco consolante sapere che nei territori più ricchi d’ c’è chi sta peggio. Ma è altresì vero che in questa fase così delicata bisognerebbe affrontare questo tema con un approccio meno emotivo e basarsi, invece, su una attenta analisi delle statistiche ufficiali”.

Italiani i più tartassati

Che il peso tributario sia sempre stato tra i più alti in nel nostro paese, ormai è cosa nota.
Il problema esiste da tempo e gli italiani, sempre più tartassati, sentono ancora di più il peso delle a causa della crisi che sta facendo perdere tanti posti di lavoro e restringimento sempre di più i salari.
tasse686558_18462590mini Ebbene sono ora disponibili i dati che permettono, grazie all’evidenza dei numeri, di render sempre più palese la difficoltà della situazione attuale.
E’ stato, infatti, calcolato che su ogni italiano grava un peso tributario annuo, fatto di sole tasse, e tributi, pari a 7.777 euro, mentre in Germania ci si ferma a 7.052.
Stanno peggio di noi solo i nostri cugini d’Oltralpe, per i quali a fronte di una media di 8.053 euro di tasse, dove però c’è una pro capite di 10.494 euro.
A diffondere questi non certo incoraggianti dati è la Cgia di Mestre che, con la sua indagine, ha inteso dimostrare come nel nostro paese esista ancora un saldo negativo tra tasse versate e ricevuta.

Italiani formiche d’Europa

denaro_blog Nonostante la crisi e il fantomatico problema di arrivare alla quarta settimana, gli italiani si confermano come i maggiori risparmiatori d’Europa.
Così mentre nel resto del Vecchio Continente sale in maniera vertiginosa l’indebitamento delle famiglie, in Italia si fa più attenzione al portafogli, riuscendo di conseguenza ad evitare un eccessivo carico di prestito sugli istituti di credito.
A “etichettare” gli italiani come le formichine d’Europa è un’indagine recentemente condotta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre.
I numeri piu’ delle parole: ogni famiglia italiana ha un debito medio pari a 21.270 euro contro i 36.150 euro della , i 37.785 euro della Germania, i 55.886 euro della e i 63.447 euro del Regno Unito.
“Ma il distacco rispetto ai principali competitors europei – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario dell’Associazione Artigiani – risulta ancor piu’ interessante e, ovviamente ancor piu’ confortante, quando viene posto l’accento sull’indebitamento di tutte le famiglie in rapporto al Pil”.
Si scopre, cosi’, che i 524 miliardi di euro di debiti dei nuclei familiari italiani incidono sul Prodotto interno lordo per il 34,2%. Un valore ben lontano da quello rilevato in dove gli oltre 942 miliardi di euro fanno arrivare questo rapporto quasi al 50%.
Mentre i risultati piu’ eclatanti giungono da Germania, e, soprattutto dal Regno Unito, dove l’indebitamento delle famiglie, pari a 1.605 miliardi di euro, incide per piu’ del 100% del Pil.

GM torna sui suoi passi

gm_general_motors_logo Sfida ancora aperta sul futuro di Opel, il cui destino appare ancora così incerto da far ipotizzare ad alcuni la possibilità che General Motors torni sulla decisione di vendere a Magna, o quanto meno tenterà di mantenere nel proprio perimetro le attività di ricerca e di sviluppo di auto verdi.
Queste rivelazioni sono state fatte oggi dal quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung secondo il quale dietro il rinvio nella decisione finale di GM sulla vendita ci potrebbe essere l’intenzione di Detroit di attendere una nuova maggioranza a Berlino per far accettare l’offerta di RHJ International.
Stando sempre al quotidiano tedesco, dopo la chiusura di sei settimane dalla procedura d’insolvenza d General Motors, avrebbe cominciato a prendere piede l’ipotesi dell’annullamento della vendita a Magna. I motivi, ed i vantaggi che ne deriverebbero, sarebbero essenzialmente due: da un lato non andrebbe perduto il prezioso Opel Development Center di Russelsheim e, dall’altro, GM non finirebbe per sostenere i suoi potenziali concorrenti sul mercato automobilistico russo, sempre piu’ importante per la casa di Detroit, vista l’intenzione di Magna, compratore preferito dal governo federale, di venire a patti con Sberbank e il costruttore russo Gaz”.