Fisco:ultima chiamata!

tasse686558_18462590mini Sta per scadere il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2008.
Scadrà, infatti, il 30 settembre il termine ultimo per l’invio telematico del Modello Unico, o attraverso i servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate o tramite uno dei tanti intermediari abilitati, come caf, professionisti e associazioni di categoria.
In questo ultimo caso la procedura prevede che il contribuente è tenuto a consegnare la propria dichiarazione originale sottoscritta e conservare tale dichiarazione firmata nonchè quella dell’intermediario che si è assunto il compito di trasmetterla al Fisco.
Chiaramente il contribuente che opterà per questa via dovrà corrispondere un pagamento all’intermediario.
Ma un’alternativa senza costi esiste, visto che la dichiarazione può essere presentata in maniera del tutto gratuita presso uno dei qualsiasi sportelli dell’Agenzia delle Entrate.
Si puo’ invece ancora presentare il modello presso gli Uffici Postali se pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il mod. 730, non si ha più un datore di lavoro perché il rapporto e’ cessato, e non si e’ ancora titolari di pensione; pur potendo presentare il mod. 730, si devono dichiarare alcuni redditi o comunicare dati utilizzando i relativi quadri del modello Unico (RM, RT, RW, AC); si deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
E veniamo ora alle scadenze.
Va ricordato infatti che chi supera il termine del 30 settembre, potrà presentare la dichiarazione entro i 90 giorni successivi ma facendosi carico di una mora che va da 258 euro a 1.032 euro, sanzione che si puo’ evitare se entro lo stesso termine di 90 giorni si versa spontaneamente una sanzione ridotta (21 euro, pari ad 1/12 di 258 euro).
I più ritardatari, ovvero quelli che presenteranno la dichiarazione, dopo i 90 giorni previsti, devono infine sapere che la dichiarazione non verrà considerata valida, mentre manterrà assoluta validità la riscossione delle imposte dovute sulla base degli imponibili indicati e delle ritenute dei sostituti d’imposta.

Hedge fund più semplice il rimpatrio

fairmont-monte-carlo Poco prima della partenza dello scudo fiscale parte terza è stato varato un provvedimento che rende molto più semplice il rimpatrio di una particolare tipologia di strumenti finanziari.
Nel decreto-legge noto come “salva-infrazione”, che contiene provvedimenti per l’attuazione ad obblighi comunitari, varato dal Governo lo scorso 14 settembre, all’articolo 14 è previsto che i proventi dei fondi comunitari non ammortizzati e assoggettati a forme di vigilanza nei paesi esteri nei quali sono istituiti , situati nei paesi membri dell’UE e negli stati membri del SEE, siano assoggettati ad una ritenuta del 12,50% a titolo di acconto per esercenti e imprese commerciali e a titolo d’imposta per tutti gli altri contribuenti, persone fisiche incluse.
Nella tipologia dei fondi comuni non ammortizzati rientrano ad esempio i titoli speculativi e gli hedge fund e i fondi riservati. La tassazione sarà sul realizzato, ovvero applicata ai proventi distribuiti e alla differenza tra prezzo di cessione e di acquisto. Il nuovo trattamento fiscale, in vigore dal 1° gennaio 2010, elimina quindi una possibile remora al rimpatrio di questa tipologia di fondi, in quanto l’assoggettamento dei proventi a ritenuta da parte dell’intermediario italiano consentirà il loro mantenimento nel dossier “segreto” , trattandosi di accredito di reddito da capitale e plusvalenze realizzate riferibili a attività rimpatriate e tassati a titolo definitivo.

Terza edizione dello scudo fiscale

tremonti-3 Partirà a breve, esattamente il 15 settembre, la terza edizione dello scudo fiscale, grazie al quale fino al prossimo 15 aprile 2010 potranno essere rimpatriati o regolarizzati i capitali illecitamente trasferiti all’estero.
Una terza edizione che spera di replicare il successo delle precedenti, quando le manovre, fortemente volute da Giulio Tremonti, permisero di far emergere ben 73,1 miliardi di euro, ovvero un gettito pari a 2,1 miliardi di euro.
Per questa terza edizione il Governo ha fissato un’aliquota pari al 5%, mentre non ha voluto fare alcuna previsione sul gettito, neanche facendo riferimento ad altri paesi che pure sono ricorsi e ricorrono a questa misura.
Ecco un riepilogo sui numeri dei primi due scudi fiscali su dati forniti dall’Ufficio italiano Cambi-Bankitalia e sul gettito generato in tutti i paesi, compresa l’Italia, che hanno adottato misure similari (dati Ocse).
Lo scudo 2001 prevedeva che venisse applicata un’aliquota del 2,5% sull’importo dichiarato tra il novembre 2001 e il giugno 2002 ai fini del rimpatrio e della regolarizzazione.
Con il primo scudo emersero invece 54,6 miliardi di euro, pari a 33,2 miliardi per i rimpatri e a 21,4 miliardi per le regolarizzazioni.
Lo scudo 2002 prevedeva un’aliquota più alta pari al 4% applicata sempre sull’importo dichiarato. Tra il gennaio e l’ottobre 2003 emergono 18,5 miliardi (10 miliardi sono i rientri e 8,5 miliardi le regolarizzazioni)

Fisco, tra controlli ed evasione

guardia_di_finanza Sono ben 190 i milioni di euro evasi nella sola Sardegna nei primi otto mesi del 2009. Sono questi i dati diffusi in seguito ai controlli della Guardia di finanza.
“Questo – ha spiegato il colonnello delle fiamme gialle, Francesco Capasso – ci induce a perseverare nell’attività di controllo e di vigilanza che quest’anno vede, sulla scorta delle direttive ministeriali, l’approfondimento dei controlli nei confronti di soggetti possessori di autovetture di lusso e di imbarcazioni di stazza superiore a 50 tonnellate”.
Scoperti anche 38 milioni di euro di Iva non versata il 67 per cento in più rispetto allo scorso anno. Individuate 107 persone sconosciute all’Agenzia delle Entrate. Dagli accertamenti sugli evasori totali sono emersi 59 milioni di euro in nero, numeri potrebbero salire ancora grazie ai tremila controlli programmati per quest’anno dalla Guardia di Finanza: i militari verificheranno la gestione della contabilità riguardante più anni di attività e le singole operazioni. Importante strumento sarà il redditometro che permetterà di ricostruire il reddito presunto sulla base della capacità di spesa: “Questa capacità di spesa – ha detto il comandante della Guardia di Finanza della Sardegna, Francesco Capasso – viene poi confrontata con le dichiarazioni fornite da questi soggetti al fisco per cui in caso di scostamenti evidenti si approfondirà il controllo.

Italiani i più tartassati

Che il peso tributario sia sempre stato tra i più alti in Europa nel nostro paese, ormai è cosa nota.
Il problema esiste da tempo e gli italiani, sempre più tartassati, sentono ancora di più il peso delle imposte a causa della crisi che sta facendo perdere tanti posti di lavoro e restringimento sempre di più i salari.
tasse686558_18462590mini Ebbene sono ora disponibili i dati che permettono, grazie all’evidenza dei numeri, di render sempre più palese la difficoltà della situazione attuale.
E’ stato, infatti, calcolato che su ogni italiano grava un peso tributario annuo, fatto di sole tasse, imposte e tributi, pari a 7.777 euro, mentre in Germania ci si ferma a 7.052.
Stanno peggio di noi solo i nostri cugini d’Oltralpe, per i quali a fronte di una media di 8.053 euro di tasse, dove però c’è una spesa sociale pro capite di 10.494 euro.
A diffondere questi non certo incoraggianti dati è la Cgia di Mestre che, con la sua indagine, ha inteso dimostrare come nel nostro paese esista ancora un saldo negativo tra tasse versate e spesa sociale ricevuta.

IRAP, nuovamente rinviata la scadenza

agenzia delle entrate Rinviato il famigerato clic-day per il rimborso dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive.
Dopo il primo rinvio nel mese di giugno, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rinviare anche la scadenza del 14 settembre, a causa delle innumerevoli perplessità espresse da imprenditori e commercialisti.
In un comunicato stampa, l’Agenzia ha motivato la sua decisione, sottolinenado che “la proroga si rende necessaria per individuare, nel rispetto dell’attuale contesto normativo, le soluzioni tecniche piu’ idonee per eliminare alcuni inconvenienti connessi all’attuale meccanismo telematico di presentazione delle istanze di rimborso, tenuto anche conto delle segnalazioni pervenute dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria”.
Ciò che non ha convinto è stato soprattutto il meccanismo attualmente previsto per la restituzione, visto che il riconoscimento del beneficio risulta legato all’ordine cronologico delle istanze e all’esaurimento dei fondi. Budget decisamente insufficiente a restituire ai contribuenti il dovuto, ovvero del 10% dell’Irap pagata tra il 2004 e il 2007.
A dirlo sono i dati che mettono in luce come, in base a questo processo, ben un contribuente su quattro avrebbe rischiato di rimanere a bocca asciutta, visto che contro una domanda stimata di circa 4 miliardi di euro degli aventi diritto, gli stanziamenti previsti dal decreto anticrisi ammontano, infatti, a 100 milioni per il 2009, complessivamente un miliardo di euro nel triennio fino al 2011.
I contribuenti hanno quindi accolto con gran piacere la decisione delle Entrate, così come i commercialisti e diverse associazioni come Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Casartigiani non hanno mai nascosto, di fatto, l’insofferenza creata da questo sistema di ammissione telematica ai benefici con le domande da presentare online che sarebbero state accettate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei pochissimi fondi a disposizione.
Dalle Associazioni si faceva notare da tempo come il rimborso fosse un diritto e non potesse chiaramente essere ridotto ad una semplice gare al “clic” più veloce.

Agosto, tempo di scadenze fiscali

tasse686558_18462590mini Vacanze finite e non solo per gli italiani ma anche per il Fisco che, dopo la proroga sul pagamento delle tasse per il mese di agosto, torna puntuale con le sue scadenze.
Si riprende proprio il 31 agosto quando scadrà, per i titolari di contratti di affitto, il termine per il pagamento dell’imposta di registro per i nuovi contratti di locazione o per quelli che sono stati rinnovati con decorrenza dal 1 agosto 2009.
Il modello fiscale da utilizzare per il saldo dell’imposta e’ come sempre l’F23 presso banche, agenzie postali o concessionari.
Nello stesso giorno scade anche il termine per il pagamento del bollo auto per tutti coloro che risultano residenti in regioni che non hanno definito modalità diverse e risultino proprietari di veicoli con una potenza fino a 35 Kw.
Il pagamento del bollo puo’ essere effettuato dai diretti interessati presso gli uffici dell’ACI, alla Posta con un apposito bollettino di conto corrente, presso le agenzie di pratiche auto oppure ancora presso le tabaccherie.
Il 31 agosto e’ anche l’ultimo giorno utile per i contribuenti non titolari di partita Iva e che non hanno partecipazioni in societa’, associazioni e imprese soggette agli studi di settore, che hanno scelto nella dichiarazione dei redditi Unico 2009 il pagamento rateale e hanno effettuato il primo versamento entro il 16 giugno 2009, per procedere al versamento della quarta rata delle imposte e dei contributi dovuti a titolo di saldo 2008 e di 1° acconto 2009, con applicazione degli interessi nella misura del 4% annuo.

“Tax credit” e “tax shelter”, via libera della Commissione

cinema Con decisione del 22 luglio 2009, la Commissione europea ha autorizzato il secondo pacchetto di misure di incentivazione fiscale per il cinema proposte dal Governo italiano, ovvero i crediti d’imposta (“tax credit”) e la detassazione degli utili (“tax shelter”) relativi alle spese e gli investimenti nella realizzazione e distribuzione di opere cinematografiche culturali da parte delle imprese non appartenenti al settore cineaudiovisivo, delle imprese distributrici e delle imprese di esercizio.
Si tratta di un altro notevole successo, ottenuto dopo quello di dicembre scorso per i produttori, e al termine di un lungo e complesso negoziato con l’UE. L’autorizzazione dei crediti fiscali per le imprese esterne al mondo del cinema che decidano di investire in film di qualità costituisce un “tassello” fondamentale per il futuro del settore in Italia. Si aprono scenari importanti, data la vastità della platea degli interessati che potrebbero far confluire risorse per la produzione di film. Senza tacere degli incentivi permessi per i distributori cinematografici, che dovrebbero consentire anche una migliore circolazione delle opere di contenuto culturale.
“Al riguardo – ha dichiarato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi - intendo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al risultato di oggi, in particolare il Ministro degli esteri Frattini che, con l’operato del suo Gabinetto e della Rappresentanza italiana a Bruxelles (in particolare, il nostro Rappresentante – l’Ambasciatore Nelli Feroci – il Cons. Celeste ed il dr. Petrangeli), ha fornito un sostegno fattivo e costante al “gruppo di lavoro” congiunto del MiBAC e del Ministero dell’economia per la vicenda “incentivi”.
“Voglio infine aggiungere – ha concluso il Ministro – opportune informazioni per quanto concerne un’ulteriore importante misura, attesa dal settore dell’esercizio cinematografico, ovvero gli incentivi fiscali per l’introduzione della tecnologia digitale nelle sale, il cd. “tax credit digitale”. Al riguardo, nella decisione del 22 luglio la Commissione UE ha ritenuto di non esprimersi – dato che, in materia, l’UE non ha ancora una policy e delle “linee guida” di comportamento definite – e proprio per questo di aprire, sull’input della proposta normativa italiana notificata, una “consultazione pubblica” con gli altri Paesi UE sull’importante problematica. Sono lieto di informare, d’intesa con le autorità UE, che questa consultazione pubblica avrà il suo momento focale in un apposito workshop europeo, che si terrà il 21 ottobre p.v. durante gli Stati generali del cinema, nell’ambito del IV Festival internazionale del film di Roma. Gli esiti di tale giornata di lavori, che vedrà la partecipazione di istituzioni e associazioni di settore nazionali e dell’UE, saranno molto importanti in vista di poter giungere ad una rapida implementazione concreta in Italia anche per questa specifica forma di aiuto. Peraltro per il “tax credit digitale”, in attesa di una definizione con l’UE della questione, sto percorrendo, mediante i miei Uffici, congiuntamente a quelli dell’Amministrazione finanziaria e delle Politiche comunitarie, un’altra possibile strada all’interno della nostra legislazione, ovvero l’applicazione delle disposizioni UE cd. “de minimis” e sugli aiuti temporanei, per giungere in tempi molto veloci all’entrata in vigore di un decreto, sia pur nell’ambito di soglie di sostegno limitate, che non richiede nulla osta autorizzativi da Bruxelles”.

I contratti si registrano on-line

agenzia delle entrate Nuovo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
A partire da oggi, infatti, sarà possibile con pochi click registrare i contratti di locazione e versare le relative imposte, senza più code chilometriche agli uffici postali.
Grazie a questo nuovo sevizio web sarà quindi possibile da casa, comodamente seduti davanti al proprio pc, registrare i contratti compilando un semplice form nel quale basterà inserire i dati relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo.
Per le imposte da pagare, infatti, basterà cliccare su un pulsante dopo aver inserito le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale poi l’Agenzia delle Entrate addebiterà l’importo.
Sono piu’ di 800mila – riferisce l’Agenzia delle Entrate – i documenti che, nel corso del primo semestre di quest’anno, sono stati inviati telematicamente per la registrazione di contratti di locazione. Inoltre, in questo periodo, e’ emersa una crescita significativa nell’uso del nuovo servizio, tanto da rivelare un incremento del 9,8% nei contratti di affitto, registrati in coincidenza con il lancio della procedura innovativa delle “locazioni web”.
Si tratta, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, di “un significativo balzo in avanti che ha convinto l’amministrazione a realizzare un kit completo con le istruzioni per l’uso, non affollato di pagine e di indici, immediato e di facile lettura, il cui obiettivo e’ ridurre sensibilmente il numero dei contribuenti che si recano presso gli uffici in cerca di informazioni o per chiudere definitivamente una procedura, in questo caso legata alla registrazione d’un contratto di locazione”.
Il pieghevole – disponibile on line su www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione ‘Documenti, guide fiscali’, e distribuito in forma cartacea presso tutti gli uffici delle Entrate – illustra infatti in maniera semplice e immediata la procedura attivata dall’Agenzia a partire da gennaio 2009 per facilitare ulteriormente i cittadini nelle operazioni di registrazione dei contratti di locazione.

Torna lo scudo fiscale!

tremonti_giulio Addio al Dpef che dal prossimo anno verrà sostituito con il Dfp (Decisione di finanza pubblica) e ben tornato allo scudo fiscale, contestatissimo dalle opposizioni. Alla Camera, infatti, è arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2010-2014 ed è stato presentato anche un emendamento al decreto anticrisi per favorire il rientro dei capitali depositati all’estero. L’imposta si applica su di un rendimento lordo presunto in ragione del 2% l’anno per i cinque anni precedenti il rimpatrio, con un’aliquota complessiva del 50% annuo complessiva di interessi e sanzioni. In pratica, l’aliquota sarà del 5%.
Per quanto riguarda invece il Dpef 2010-2014, il governo insiste sulla linea dell’ottimismo come arma per uscire dalla crisi e prevede che il 2009 sconterà ancora gli effetti della recessione internazionale con il Prodotto interno lordo in calo del 5,2%, ma già in ripresa nel 2010 quando la locomotiva Italia riprenderà a marciare con un +0,5% nel 2010 e un altro +2% per ciascuno degli anni 2011-2013.
Tenuta dei conti pubblici, coesione sociale e liquidità alle imprese, a partire da quelle piccole e medie. “Sono questi i principali obiettivi del documento – spiega il ministro dell’economia Giulio Tremonti – per contrastare e fronteggiare la crisi e risanare la finanza pubblica”. Obiettivi perseguiti già dal precedente documento, rivendica il numero uno di via XX settembre, dove “si parlava di crisi” e “c’era già chiara la traccia politica di quello che avremmo e abbiamo fatto” con obiettivi che sono “stati raggiunti”.
Confermate, comunque, le difficili prospettive già annunciate, nelle scorse settimane, dalle previsioni di Bankitalia e Confindustria, non mancano timidi segnali di ottimismo. Rimandato, quindi, al 2010 anche ogni spiraglio di uscita dal tunnel della disoccupazione, che quest’anno si attesterà sull’8,8% della forza lavoro.
Per quanto riguarda il debito pubblico, che nel 2008 si è attestato al 105,7%, salirà quest’anno di quasi dieci punti al 115,3%, toccherà il 118,2% nel 2010 per poi ridiscendere al 114,1% nel 2013.
Capitolo a parte per lo scudo fiscale. Il pacchetto di emendamenti presentati dal Governo e dai relatori al decreto legge anticrisi prevede che i capitali che si trovano nei Paesi extra Ue dovranno essere rimpatriati, mentre quelli che si trovano in Paesi dell’Unione europea potranno essere sia regolarizzati (lasciandoli all’estero) sia rimpatriati.
Nel testo non si fa riferimento esplicito una aliquota ma si riporta la formula di tassazione: “L’imposta si applica su un rendimento lordo presunto – si legge nelle relazione tecnica – in ragione del due per cento annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del cinquanta per centro per anno comprensiva di interessi e sanzioni”.
Mentre la regolarizzazione delle attività “finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008” potrà avvenire dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010. Quindi l’ombrello fiscale, nell’ultima versione, riguarda solo l’omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele.
Lo scudo dovrà avere l’ok europeo e altri paesi, Stati Uniti in testa, stanno mettendo a punto regole simili”, assicura Giulio Tremonti. Ma le opposizioni insorgono, puntando l’indice su un “nuovo condono”. Inaccettabile, attacca il segretario del Pd Dario Franceschini; una misura che “serve solo a una piccola casta piduista”, per Antonio Di Pietro.
Confermata, infine, anche la parificazione tra uomini e donne per l’età pensionabile nel settore pubblico, imposta dall’Europa. Nel 2010 le impiegate statali andranno in pensione a 61 anni, dagli attuali 60. La soglia aumenterà poi di un anno ogni due per arrivare nel 2018 a quota 65 anni, età in cui oggi i loro colleghi di sesso maschile smettono di lavorare.