CDP in campo per le imprese

donne lavoro Per cercare di convincere le banche ad appoggiare la ripresa delle PMI è scesa in campo anche la Cassa Depositi e Prestiti che ha deciso di tagliare i tassi di interesse applicati ai finanziamenti al sistema bancario, indirizzati al sostegno delle PMI.
Grazie a questo provvedimento, le banche riceveranno risorse da destinare alle imprese con i differenziali sull’Euribor a 6 mesi abbassati di 15 punti base, portando le due nuove fasce di spread a 60 e 80 punti base.
L’iniziativa ha il chiaro obiettivo di mettere a disposizione delle imprese italiane condizioni più favorevoli come già previsto dalla Convenzione siglata alla fine dello scorso maggio tra Cdp e l’Associazione bancaria italiana sui flussi di finanziamento alle Pmi supportata da risorse della Cassa, che quindi ha messo a disposizione delle banche complessivamente 8 miliardi di euro.
La decisione, presa grazie alle migliori condizioni del mercato, avrà efficacia a partire dalle erogazioni che saranno richieste dalle banche alla Cassa per ottobre. Nelle ultime settimane, – spiega Cdp – si è registrata una sensibile e progressiva riduzione della percezione del rischio di credito, sia in generale, sia in particolare sul comparto bancario e finanziario italiano, che ha determinato un restringimento degli spread sui titoli di Stato e delle obbligazioni bancarie.

Banda larga: bloccato il piano Romano

cavi Il grandioso progetto della rete Internet ad alta velocità viaggia per il momento piuttosto lentamente in Italia.
Il progetto, che prende il nome dal sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani avrebbe dovuto portare alla realizzazione della banda larga in tutt’Italia entro il 2012, mentre al momento il progetto è fermo. Il motivo è che questo piano, dal costo di 1.450 milioni di euro, non ha ancora ricevuto l’approvazione del Cipe. Ne consegue che il finanziamento di 800 milioni, cuore del progetto, resta bloccato.
Scopo del progetto è quello di ridurre il divario digitale tra zone tecnologicamente ricche e povere. E se nello staff del sottosegretario la convinzione è che i tempi di approvazione Cipe saranno brevi, in altri ambienti governativi si raccolgono valutazioni di altro segno. Senza il finanziamento pubblico, per giunta, non partono nemmeno i 200 milioni che gli operatori telefonici si sono impegnati a investire nelle zone meno profittevoli, dove appunto è indispensabile l’aiuto della mano pubblica.
Ne consegue che l’unica parte del programma in fase di avvio è quella di competenza dell’Infratel, l’azienda statale che sta aprendo le gare per il potenziamento delle infrastrutture telefoniche nel Sud.
nel frattempo se a livello nazionale tutto è fermo in altre città, nello specifico Milano e Roma, è l’interesse privato a produrre i primi risultati, sebbene in questo caso il campo di intervento non sia la banda larga ma quella ultralarga (a 100 megabit), ottenibile soltanto con la fibra ottica. A Milano, una delle città più cablate d’Europa, con 30 mila su 60 mila palazzi raggiunti (soprattutto da Fastweb), gli operatori stanno investendo più di 200 milioni: l’area urbana dovrebbe essere interamente cablata entro il 2015. Ma novità arrivano anche dalla Capitale, dove si sta avviando un esperimento del tutto inedito. Rispetto a Milano, la Città Eterna è tecnologicamente meno avanzata e urbanisticamente più complicata: e infatti gli investimenti previsti dal piano «Roma digitale» (tutti privati) ammontano a 600 milioni, per il 75% di Telecom Italia.

L’Europa e le banche

unione_europea La Bce regala alle banche di Eurolandia un rifinanziamento di 442 miliardi di euro al tasso dell’1 per cento, ma i nostri istituti di credito disertano il banchetto. Per poi stringere i cordoni della borsa rischiando di strozzare imprese medie e piccole che potrebbero superare la crisi con adeguata liquidità. Dato che queste aziende si affidano a molte banche (cinque in media per quelle con meno di 500 dipendenti), ognuna delle quali non è incentivata a tenere in vita il cliente ma a rientrare dei soldi prestati, potrebbe servire un coordinamento tra istituti, evitando – sotto la vigilanza di Bankitalia – comportamenti collusivi. Nell’ecumenica relazione Consob è rimasta nell’ombra la frattura che divide il presidente Cardia dalla maggioranza dei commissari sul modo d’intendere la comunicazione finanziaria nel Ventunesimo secolo: giornali di carta nazionali o internet?
Sono almeno 700mila le badanti straniere in Italia, di cui 300mila senza permesso di soggiorno. Se non vengono regolarizzate, dopo il varo delle truci norme contro i “clandestini”, un Governo già molto disattento ai problemi delle famiglie le lascerà ancora più sole.
Ha effetti peggiori del previsto la crisi globale sui paesi in via di sviluppo. Ma dal G8 dell’Aquila non sono uscite politiche incisive per combattere la povertà. I leader hanno assunto una nuova iniziativa sulla sicurezza alimentare, probabilmente insufficiente. E hanno ribadito impegni già molte volte disattesi. Speriamo funzioni il nuovo meccanismo di verifica degli impegni presi, mantenuti o mancati

Fondi per i Paesi dell’Est

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I leader dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per aumentare da 25 a 50 miliardi il fondo di “emergenza” per sostenere i paesi membri in difficolta’ per la crisi. Ai fondi possono accedere i paesi che si trovano fuori dall’Eurozona e che hanno gravi squilibri nella bilancia dei pagamenti. La proposta del nuovo stanziamento era stata presentata dalla Commissione europea. Dei 25 miliardi gia’ disponibili, 6,5 sono gia’ stati destinati all’Ungheria e 3,1 alla Lettonia e sono in corso negoziati per aiutare anche la Romania.A Bruxelles e’ cominciata questa mattina la sessione conclusiva del Consiglio europeo, incentrata sul Partenariato orientale con sei repubbliche ex sovietiche, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina. Il nuovo Partenariato sara’ battezzato al vertice straordinario di Praga del 7 maggio, ma intanto c’e’ il nodo dei fondi per sostenere questi Paesi. La Commissione europea ha proposto un incremento di 600 milioni di euro fino al 2013 che, nella bozza di conclusioni, i Ventisette definiscono “rispettoso delle risorse disponibili”. Ma numerosi Stati Membri (tra cui Italia, Francia e Spagna) hanno sollevato obiezioni riaffermando la validita’ della ripartizione degli aiuti di due terzi al Sud e un terzo ad Est stabilita nel 2006. Di qui la richiesta che ogni eventuale incremento di risorse ad Est si rifletta in un incremento a Sud secondo queste proporzioni. L’Ue e’”pronta a sostenere” gli Stati membri piu’ in difficolta’ per la crisi e per questo “riesaminera’ il plafond del meccanismo europeo di sostegno finanziario alle bilance dei pagamenti”: si legge nell’ultima bozza di conclusioni del Consiglio. Il testo non indica pero’ cifre. Il presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso, aveva proposto di raddoppiare i fondi attuali, pari a 25 miliardi di euro, di cui 10 gia’ stanziati per aiutare Ungheria e Lettonia. “La solidarieta’ tra gli Stati membri e’ un valore fondamentale dell’Ue”, si legge ancora nel testo dei Ventisette che invitano la Commissione a prendere le misure necessarie “al fine di essere pronti, valutando caso per caso, ad attivare tutti gli strumenti disponibili e, se ci fosse bisogno, in cooperazione stretta con le istituzioni finanziarie internazionali’. Monito anche alle banche: nella bozza delle conclusioni del Consiglio, si sottolinea che le banche che hanno ricevuto aiuti di Stato non dovrebbero limitare il credito alle loro filiali nell’Est Europa. Il sostegno alle banche madri non dovrebbe risultare in alcuna restrizione sulle attivita’ delle filiali in altri Paesi Ue”. Nella bozza si annuncia inoltre che il Consiglio europeo del 18-19 giugno “approvera’ i principi di base di un nuovo sistema di supervisione per il settore finanziario dell’Ue, sulla base delle proposte della Commissione derivanti dal gruppo de Laroisiere”. I Ventisette ribadiscono che “il ripristino della fiducia e il corretto funzionamento del mercato e’ una precondizione indispensabile per uscire dall’attuale crisi finanziaria ed economica”.

Energia e internet, questi gli obiettivi dell’Europa

berlaymont_thumbLa Commissione Europea ha recentemente presentato, nel quadro dell’attuazione di ripresa approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2008, proposte di investimento in progetti fondamentali concernenti infrastrutture dell’energia e di Internet a banda larga. Questi progetti avranno l’arduo compito di fornire all’economia europea lo stimolo di cui essa ha grande bisogno, fissando nel contempo obiettivi strategici come la sicurezza energetica. Tutti gli Stati membri beneficeranno del pacchetto di misure, il quale contiene una breve comunicazione che descrive in generale il contesto e gli obiettivi dell’iniziativa, mentre per quanto riguarda i progetti energetici, è inserita una proposta di regolamento che concede alla Comunità un finanziamento per progetti strategici nel settore dell’energia. Si propone un importo complessivo di 3,5 miliardi di euro per gli investimenti di cattura e stoccaggio del carbonio (dotazione finanziaria: 1 250 milioni di euro), per i progetti di energia eolica offshore (500 milioni di euro) e per i progetti di interconnessioni del gas e dell’elettricità (1 750 milioni di euro). Per quanto riguarda la la banda larga, la Commissione propone di destinare 1 miliardo di euro per estendere e migliorare la connessione a Internet ad alta velocità nelle comunità rurali; tale importo, erogato mediante l’attuale Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, servirà a coprire gli attuali “vuoti” della mappa europea della banda larga (il 30% della popolazione delle zone rurali che non ha accesso alla banda larga). Infine per affrontare le nuove sfide contenute nella valutazione della politica agricola comune (PAC): impiegando gli attuali meccanismi di sviluppo rurale, 500 milioni di euro sarebbero destinati al lancio dei lavori per affrontare le “nuove sfide” definite nella valutazione della PAC, sfide costituite dal cambiamento climatico, dalle fonti energetiche rinnovabili, dalla gestione delle risorse idriche, dalla biodiversità e dalla ristrutturazione del settore lattiero-caseario.
Ne consegue quindi che nel quadro del suo piano europeo di ripresa economica, la Commissione ha proposto di stanziare per il 2009 e il 2010 altri 5 miliardi di euro provenienti dai crediti non spesi del bilancio dell’UE per progetti nel settore dell’energia e dell’infrastruttura a banda larga. L’idea era di accelerare gli investimenti necessari, attenuare gli effetti della recessione economica sul settore dell’edilizia e rafforzare il potenziale di crescita sostenibile a lungo termine dell’Unione europea, stimolandone l’economia con precisi obiettivi. Si tratta di un contributo importante all’obiettivo concordato di destinare l’1,5 % del PIL a misure di stimolo dell’economia, sia nazionali sia comunitarie.
La proposta è stata presentata questa settimana dal Presidente Barroso, d’accordo con i commissari Piebalgs, Fischer Boel e Reding. Con queste proposte la Commissione attua il mandato conferitole dal Consiglio europeo nel dicembre del 2008 affinché presentasse rapidamente un elenco di progetti specifici che tenessero conto di un adeguato equilibrio geografico. Per massimizzare gli effetti il più rapidamente possibile sull’economia in generale, è stato posto un particolare accento sulla necessità di impegnare le spese nel 2009 e nel 2010.
Affinché le proposte possano produrre quanto prima gli effetti perseguiti, la Commissione auspica che il Consiglio e il Parlamento europeo riescano a far progredire velocemente i dibattiti e l’adozione delle misure legislative. La Commissione pertanto si augura che possano essere accelerate le normali procedure delle altre istituzioni, per consentire una rapida adozione del pacchetto.