Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
La corsa all’inflazione è arrivata ad azzerarsi nel corso dell’estate, spinta verso il basso dalla normalizzazione dei mercati delle materie prime.
Gli ultimi dati disponibili relativi al mese di agosto, sembrano ricordare l’inizio di una nuova storia, che dovrebbe accompagnarsi al superamento della fase peggiore della crisi. Il tasso di crescita tendenziale dei prezzi ha infatti iniziato ad aumentare, mentre la variazione mese su mese è risultata più elevata della media del periodo.
Tali dati potrebbero rappresentare un indizio della ripresa di una iniziale pressione sui prezzi, con un’inversione di tendenza rispetto alla fase deflazionistica in atto dalla fine dello scorso anno. Ma un’analisi più attenta ci consente di collocare meglio i dati a disposizione, sottolineando che il dato di agosto è stato influenzato da tendenze stagionali, non solo per quanto concerne i servizi turistici, ma anche a causa delle influenze sui mercati petroliferi che hanno indotto i rincari dei carburanti così come quelli dei servizi di trasporto.
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Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Poco prima della partenza dello scudo fiscale parte terza è stato varato un provvedimento che rende molto più semplice il rimpatrio di una particolare tipologia di strumenti finanziari.
Nel decreto-legge noto come “salva-infrazione”, che contiene provvedimenti per l’attuazione ad obblighi comunitari, varato dal Governo lo scorso 14 settembre, all’articolo 14 è previsto che i proventi dei fondi comunitari non ammortizzati e assoggettati a forme di vigilanza nei paesi esteri nei quali sono istituiti , situati nei paesi membri dell’UE e negli stati membri del SEE, siano assoggettati ad una ritenuta del 12,50% a titolo di acconto per esercenti e imprese commerciali e a titolo d’imposta per tutti gli altri contribuenti, persone fisiche incluse.
Nella tipologia dei fondi comuni non ammortizzati rientrano ad esempio i titoli speculativi e gli hedge fund e i fondi riservati. La tassazione sarà sul realizzato, ovvero applicata ai proventi distribuiti e alla differenza tra prezzo di cessione e di acquisto. Il nuovo trattamento fiscale, in vigore dal 1° gennaio 2010, elimina quindi una possibile remora al rimpatrio di questa tipologia di fondi, in quanto l’assoggettamento dei proventi a ritenuta da parte dell’intermediario italiano consentirà il loro mantenimento nel dossier “segreto” , trattandosi di accredito di reddito da capitale e plusvalenze realizzate riferibili a attività rimpatriate e tassati a titolo definitivo.
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Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Notizie leggermente positive giungono dall’Europa sull’economia italiana, sebbene i dati non siano ancora incoraggianti, visto che le previsioni di crescita nell’Eurozona si attestano ancora a -4%. Tuttavia la situazione sembra essere migliorata, facendo ben sperare per la seconda metà dell’anno.
Tuttavia le incertezze rimangono.
Per quanto concerne l’Italia, si è sottolineato come il Pil italiano segnerà nel 2009 una contrazione del 5% su base annua, ma vedrà una piccola ripresa nella seconda metà dell’anno che daranno “piccoli impulsi positivi alla crescita” nel 2010. È quanto stima la Commissione Europea nelle Previsioni intermedie pubblicate oggi. “Per l’anno nel suo complesso – si legge nel documento – l’attività economica secondo le proiezioni dovrebbe contrarsi del 5%, il peggior calo annuo in numerosi decenni”.
L’economia italiana avrà un “miglioramento progressivo nella seconda parte dell’anno”.
Sono queste le stime del Commissario europeo agli affari monetari, Joaquin Almunia, che con riguardo all’Italia ha sottolineato che la contrazione per il nostro paese sarà pari al 5%, sebbene non si possa sottacere che alcuni segnali di ripresa ci sono come ad esempio la crescita della fiducia da parte dei consumatori.
Previsioni che aprono qualche bagliore di speranza, ma avranno davvero un fondamento e soprattutto un seguito?
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Scritto Mercoledì 9 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Segnali positivi ma prudenti giungono dall’Europa sullo stato della crisi economica globale. A parlare è il numero uno della Bce, Jean-Claude Trichet, il quale ha dichiarato che “probabilmente si è usciti dalla fase di caduta libera vista fra fine 2009 e inizio 2010, ma dobbiamo comunque restare prudenti. Non si esclude, infatti, che la strada da percorrere sia accidentata”.
E’ questo l’esito del Global Economy Meeting di Basilea, dove si sono riuniti governatori delle Banche centrali per discutere della disoccupazione in aumento nelle maggiori economie, e in particolare del suo impatto sulla fiducia e sulle famiglie.
“Molti indicatori economici stanno andando meglio di quanto si pensasse” e “tante stime sono state riviste verso l’alto”, ha spiegato il presidente dell’Istituto di Francoforte.
Ma la guardia non va mai più abbassata. Infatti, anche se la fase peggiore della crisi ormai è alle spalle, Trichet ammonisce comunque i suoi colleghi: “Le autorità finanziarie mondiali devono prestare grande attenzione alle lezioni delle crisi finanziarie precedenti, perché non sarebbero perdonate in caso di nuove crisi”.
Intanto, altre notizie positive arrivano dall’agenzia di rating Moody’s che ha diffuso le sue previsioni. I numeri più delle parole. Secondo quanto si legge nel “Credit Opinion”, quest’anno la crescita italiana sarà del -4,4%, con una crescita dello 0,1% nei prossimi 12 mesi.
Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, parlando al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini a fine agosto, aveva detto: “Nella media del 2009 la caduta del Pil rispetto all’anno precedente risulterà in Italia intorno al 5%”.
Pochi giorni dopo l’Ocse, nel suo “Interim Economic Assessment”, parlava invece del 5,2%, comunque meglio del -5,5% di giugno.
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Scritto Lunedì 7 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
In arrivo i primi segnali della tanto sognata risalita economica.
Stando ai dati diffusi dalla Confcommercio, infatti, i consumi hanno registrato due incrementi fondamentali.
In primo luogo c’è stata una ripresa su base tendenziale, ovvero rispetto a luglio dello scorso anno si è registrato un aumento dello 0,5%, mentre su base congiunturale, e cioe’ rispetto a giugno scorso, e’ dello 0,2%.
Per Confcommercio, si tratta di “un risultato importante che, associato ad altre informazioni, sembra confermare il superamento della fase piu’ negativa del ciclo e l’inizio di una debole ripresa. Certo, l’esiguita’ degli impulsi registrati e il permanere di elementi congiunturali contraddittori non permettono ancora di parlare di una ripresa robusta”.
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Scritto Lunedì 7 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
La crisi è alle spalle.
Da tempo ormai si sente ripetere questa rassicurante frase che fa ben sperare per il futuro. In effetti i sistemi finanziari ed economici mondiali stanno conoscendo una fase di stabilizzazione, ma ciò non significa che bisogna abbassare la guardia. A lanciare il monito sono gli stessi ministri dell’Economia e i governatori delle banche centrali nel documento finale siglato in conclusione dei lavori del G20 di Londra.
“Ci siamo incontrati – si legge nel resoconto dei lavori londinesi – per valutare i progressi dei piani messi in atto per contrastare la crisi economica globale e realizzare nuove azioni che assicurino una crescita sostenibile e costruiscano un sistema finanziario internazionale piu’ forte”.
I 20 ribadiscono “la necessita’ di un rafforzamento delle decisioni prese ai summit di Washington e Londra e concordano sulla necessita’ di fare ulteriori passi per un rafforzamento del sistema finanziario”. “La nostra azione, senza precedenti, decisiva e concertata, e’ stata aiutata dal rallentamento della crisi e dalla ripresa della domanda globale”, scrivono i ministri e i banchieri. “I sistemi finanziari si stanno stabilizzando e l’economia globale e’ in fase di miglioramento, ma restiamo cauti sulle previsioni riguardanti la crescita e l’occupazione’, si legge ancora nel documento.
Non è quindi ancora giunto il momento di pensare ad una exit strategy, poichè in primo luogo è necessario “implementare gli interventi di supporto per la finanza e le misure di politica fiscale e monetaria, per una maggiore stabilita’ dei prezzi”. “Lavorando con il Fmi e con il Fsb saranno sviluppate politiche coordinate per una exit strategy, tenendo conto che i tempi e la sequenza delle azioni variera’ a seconda dei dei paesi e della tipologia di misure”.
Allo stesso tempo bisogna “supportare il credito e condurre stress test ove necessario”. Circa l’occupazione, e’ importante, scrivono i 20 ministri finanziari, “promuoverla attraverso politiche strutturali, la formazione e l’educazione”. Il G20 si impegna anche sul fronte della volatilita’ dei prezzi delle materie prime: “Lavoreremo per contrastare l’eccessiva volatilita’dei prezzi delle commodities attraverso il miglioramento del funzionamento e della trasparenza dei mercati e favorendo un dialogo piu’stretto tra paesi consumatori e produttori”. Appello infine per la lotta al cambiamento climatico: “E’ urgente combattere il riscaldamento globale del pianeta e per questo si assicura il massimo impegno per un successo del vertice di Copenhagen di fine anno“.
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Scritto Venerdì 4 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Non arrivano delle buone notizie dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, il quale ha annunciato che nei prossimi mesi i prezzi al consumo saliranno nuovamente, sebbene il tasso di riferimento resterà al suo minimo storico, ovvero all’1,0%.
“Ci aspettiamo che la stabilità dei prezzi venga preservata nel medio termine – ha detto Trichet – Gli indicatori disponibili sulle aspettative di inflazione restano fermamente in linea con l’obiettivo del consiglio direttivo di mantenere l’inflazione inferiore ma prossima al 2%”.
Ad ogni modo, ha aggiunto il numero uno dell’Eurotower, ” nel medio termine la pressione inflazionistica resterà bassa, in quanto l’espansione monetaria e creditizia continuerà a rallentare”.
Così ci aspetta per la zona euro una crescita negativa del Pil compresa tra -4,4% e -3,8%, mentre nel 2010 la situazione dovrebbe migliorare con un Pil che oscillerebbe tra -0,5% e +0,9%. Proiezioni al rialzo, quindi, rispetto a quelle del mese di giugno, che rifletterebbero secondo il numero uno della Bce i recenti dati macro.
Anche per l’inflazione le stime sono state infatti riviste al rialzo, con una proiezione di 0,2/0,6% per il 2009 da 0,1/0,5% delle previsioni di giugno, e di 0,8/1,6% per il 2010 da 0,6/1,4%.
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Scritto Mercoledì 26 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
La crisi economica che ha investito l’economia reale e quella finanziaria ha lasciato le famiglie italiane certamente molto indebitate.
A rivelarlo la Cgia di Mestre che ha reso noto come dal 2002 al 2009 ben 81% in più delle famiglie si sia indebitata, sebbene risulti che la ricchezza delle famiglie sia riuscita a tenere. Infatti, mentre il debito pubblico è cresciuto, la ricchezza media delle famiglie tiene bene, riuscendo anche a contrastare l’avanzata dell’inflazione. La ricchezza delle famiglie italiane si attesterebbe quindi intorno a 8mila miliardi di euro, importo dato dalla differenza tra le attività, siano esse reali o finanziarie, e le passività finanziarie. Tra le attività reali la parte più importante è occupata dalle abitazioni (55,7% della ricchezza totale), mentre quelle finanziarie (cartamoneta, depositi bancari, risparmi postali, titoli, azioni, etc), rappresentano complessivamente il 40% del patrimonio delle famiglie italiane.
Per quanto riguarda invece le passività – spiegsa la ricerca della Cgia – , ci sono in primis i mutui per l’acquisto della casa e prestiti a medio/lungo termine (la voce contiene anche credito al consumo, debiti commerciali, ed altri tipi di prestito), il dato si attesta ad inizio 2009 al 6,7% del totale.
Quindi nel periodo che va dal 2002 al 2009, la dinamica della ricchezza netta complessiva è stata positiva, visto che l’aumento del 29,2% è stato superiore di quello dei prezzi al consumo, fermatosi a +15,4%.
Ma attenzione, perché il dato complessivo nasconde sempre delle insidie. “va sottolineato – commenta non a caso Giuseppe Bortolussi della Cgia – che stiamo parlando di dati medi, che non tengono chiaramente conto delle aumentate differenze di reddito e di ricchezza esistenti sia tra le fasce sociali, sia tra le aree geografiche italiane”.
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Scritto Martedì 25 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Chiude bene anche oggi Piazza Affari, spinta dalle prestazioni al di sopra delle stime del mercato americano. In mattinata si era registrato un calo dei prezzi a causa della chiusura piuttosto debole della borsa americana nella giornata di ieri.
E’ poi iniziato un lenti recupero che, verso l’ora di pranzo, ha spinto gli indici della borsa milanese al rialzo, non soltanto grazie alla buona performance degli indici americani, ma anche al buon andamento della fiducia dei consumatori
E al termine della giornata il Mib ha chiuso in rialzo dello 0,5% a 22.474 punti e l’All Share ha terminato in rialzo dello 0,5% a 22.929 punti. Rialzo anche per gli indici minori, con il Mid Cap che ha chiuso in salita dello 0,1% e lo Star in guadagno dello 0,3%
Lusso, assicurativi e tlc sono stati i protagonisti della seduta tra i titoli delle blue chips. Bulgari ha terminato in rialzo di quasi il 4%, mentre Telecom Italia finisce in salita del 3% grazie a un report di Jp Mogan che consiglia di acquistare i titoli del settore della telefonia europea. Bene anche il duo assicurativo Alleanza-Generali che per tutta la seduta si sono mossi insieme e alla fine hanno messo in cassa un rialzo del 2,5%. Ma Fondiaria ha fatto meglio salendo quasi del 3%. Ottima la performance anche di A2A che e’ salita del 2,7%
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Tag:borse, economia americana, finanza, Indici, Mercati Internazionali, Piazza affari, wall street
Scritto Giovedì 6 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Scende ancora l’indice della produzione industriale. Nel mese di luglio infatti si è segnata una diminuzione dell’1,2%, , rispetto a maggio, mentre la variazione congiunturale degli ultimi tre mesi è stata pari a -3,9%.
A comunicarlo l’Istat, che aggiunge come il calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sia stato pari al 19,7%.
Per quanto concerne la produzione auto l’Istat rende noto come questa sia diminuita in giugno del 31,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (dato grezzo). L’Istat precisa che il calo corretto per i giorni lavorativi è stato pari al 35,2%. Nel primo semestre dell’anno si è invece avuta una diminuzione tendenziale, depurata dagli effetti di calendario, pari a 36,1% mentre l’indice grezzo è risultato pari a -36,6 per cento.
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