Easy Finanza: le azioni 1

Azioni

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Molte azioni ripagano con un reddito regolare sotto forma di dividendi. Ma investire direttamente è una scelta piena di pericoli. Molti piccoli azionisti in questi ultimi anni si sono scottati giocando con il fuoco, con la Northern Rock, Bradford & Bingley, Halifax e gli investitori Lloyds, che hanno perso in grandi numeri (e, in alcuni casi, tutti i loro investimenti).

Per questo motivo, per i piccoli investitori è molto meglio scegliere un fondo di investimento che detiene una vasta gamma di azioni, e che sia gestito da un manager esperto.

Coloro che invece cercano maggior reddito, possono scegliere un particolare tipo di fondo, noto come ‘equity income’.

(Foto © Google)

Easy Finanza: le azioni 2

Azioni

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Questi fondi di solito pagano un reddito compreso tra il 3 e il 5 per cento annuo, che è meno che sulle obbligazioni, ma sono anche su un altro gradino sulla scala di rischio.

Gli equity income hanno più possibilità di crescita del capitale, che manterrebbe i vostri soldi in linea, o al di sopra, dell’inflazione.

Brian Dennehy, della IFA Dennehy Weller, dichiara:

‘Vi è ampio consenso che i fondi globali in grado di offrire un buon rapporto monetario, e non è troppo difficile arrivare al 5 per cento del reddito. Penso che tra dieci anni saremo sorpresi dalla misura in cui i pensionati britannici si appoggeranno sui redditi delle società asiatiche. – ed aggiunge – Se si va con loro spassionatamente ora, si otterrà un buon reddito, ma bisognerà anche accettare un sacco di volatilità nel breve termine.’

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Federconsumatori: un figlio costa caro

Bebè

Bebè

Tra il 3% ed il 4% in più rispetto allo scorso anno – questa è la percentuale che è rincarata rispetto al 2008 per quello che riguarda la crescita ed il mantenimento di un figlio.

Soprattutto per i neonati, il loro primo anno di vita è decisamente una spesa al di sopra della norma.
Per i neonati nei loro primi 365 giorni di vita, Federconsumo ha analizzato la situazione in modo oggettivo: abbigliamento & accessori, alimentazione & prodotti sanitari di base. Il totale? Dai 580 Euro alla super cifra di 12.988 Euro.

Il motivo di tante spese dipende da diversi fattori da cui ne dipende la quotidianità: dalla scelta di una marca piuttosto che un’altra (questo influisce soprattutto per i pannolini), la durata dell’allattamento e la scelta dei capi di vestiario.

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L’euro è sempre più forte

euro Nuovo primato dell’euro sul dollaro.
Sui massimi livelli negli ultimi 14 mesi la moneta comunitaria è riuscita a toccare quota 1,50 rispetto al biglietto verde, anche grazie al mercato azionario che negli ultimi tempi sembra aver intrapreso una corsa ai guadagni.
Ma a cosa si deve precisamente la forza dell’euro rispetto al dollaro?
La risposta può facilmente essere rintracciata nella maggior propensione al rischio da parte degli investitori che sembra determinare una più accentuata debolezza della moneta statunitense.
Infatti, nel momento in cui cresce la voglia di rendimento, gli operatori tendono a correre maggiori rischi, facendo si che i capitai si spostino dai Titoli di Stato USA ai bond europei, che hanno rendimenti maggiori.
Ma vendere bond americani per acquistare bond europei non significa altro che vendere dollari per euro: ecco perchè negli ultimi tempi il dollaro è sempre più debole.
Ovviamente a questo motivo si deve aggiungere la debolezza dell’economia americana e il fatto che la ripresa economica non sia accompagnata da un rilancio dell’occupazione.
Questa situazione fa si che l’appeal del dollaro sia in costante discesa, con la conseguenza che gli investitori siano sempre più propensi verso i bond europei anziché quelli americani, con la prospettiva che in breve tempo l’euro possa anche toccare quota 1,6.

Trichet: “L’economia italiana si riprenderà”

trichet Parole incoraggianti vengono dal presidente della banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che parlando della situazione italiana durante un convegno ha dichiarato:
“Le piccole e medie imprese italiane fronteggiano tempi difficili” a causa della crisi. “Ma sono convinto che ne usciranno con una migliore struttura dei costi e una più efficiente organizzazione dei processi produttivi. Lo spirito imprenditoriale che è il gene di questa nazione alla fine prevarrà”, ha proseguito il presidente della Bce.
“La crisi – ha proseguito Trichet – può essere la leva per un ambizioso piano di modernizzazione dell’economia italiana e per renderla più dinamica. Le riforme economiche non possono essere rinviate. Le istituzioni del mercato del lavoro devono essere riformate per consentire alle retribuzioni di riflettere meglio gli sforzi individuali e il livello di eccellenza delle aziende. La catena dei prezzi, in particolare del settore dei servizi, va modificata incisivamente per incrementare la flessibilità dei prezzi. Alcune prestazioni legate al Welfare vanno eliminate in quanto drenano il reddito disponibile e penalizzano la crescita potenziale”.
Quanto alla situazione generale, “è prematuro dire che la crisi finanziaria sia stata superata. L’economia sta mostrando segnali di stabilizzazione dopo la sua peggiore crisi dai tempi della seconda guerra mondiale, ma la ripresa sarà molto graduale”. Siamo ancora comunque in una fase di incertezza, ma la Bce è, “come sempre, in allerta rispetto a qualsiasi sviluppo inaspettato”.

Buon andamento del settore terziario

salesterritory Sembra sia continuata anche nel mese di settembre la contrazione del settore terziario, sebbene la riduzione sia stata molto più lieve rispetto ai mesi precedenti.
L’indice Pmi, calcolato dall’indagine mensile sui direttori agli acquisti curata da Markit Economics e Adaci, ha registrato un aumento a 48,5 punti, il livello piu’ alto dal settembre 2008, contro i 46,4 di agosto e oltre le previsioni che davano l’indice in progresso a 47,1 punti. Tuttavia il dato e’ inferiore al valore di 50 punti, che indica una contrazione mentre se superiore a 50 indica un’espansione.
Buoni i numeri anche in Europa, dove l’indice Pmi è tornato a crescere, raggiungendo nella zona euro dove si è toccato i 50,9 punti e superando per la prima volta da 16 mesi quota 50 punti. Ad agosto l’indice si era fermato a 49,9 punti. Sopra i 50 punti anche l’indice in Francia, che passa da 51,3 punti di agosto a 54,8 punti di settembre, mentre in Germania l’indice, che e’ sopra 50 punti, frena rispetto ad agosto, scendendola 53,8 a 52,1 punti.

Buone notizie dalla Fed

saupload_clip_image001_5_ Notizie positive arrivano per l’economia dalla Federal Reserve che ieri ha annunciato che si è finalmente imboccata la strada della ripresa, sebbene vi sia ancora la necessità di mantenere bassi i tassi di interesse, così da non mettere a repentaglio una ripresa già difficile.
Contemporaneamente la Fed ha annunciato la sua intenzione di rallentare il ritmo dell’acquisto dei titoli di debito emessi dalle agenzie federali per rifinanziare mutui, iniziando a creare una breccia nella straordinaria gamma di misure a sostegno del sistema finanziario messo in vigore dall’inizio dell’anno.
La Fed ha infatti deciso di estendere per altri 3 mesi il programma che mette sul piatto circa 1.450 miliardi di dollari.
Per quanto concerne il tasso di interesse la Fed ha deciso di lasciarlo a 0,25%.
“I dati raccolti dopo la riunione del Monetary Policy Committee nel mese di agosto suggeriscono che l’attività economica è migliorata, dopo una grave recessione”, ha detto la Fed nel comunicato che ha accompagnato le due decisioni.
“Le condizioni dei mercati finanziari sono migliorate e l’attività nel settore immobiliare è cresciuta”, ha continuato la banca centrale statunitense.
A conti fatti, nel giro di quasi un anno, la Fed ha iniettato centinaia di miliardi nel sistema finanziario degli Stati Uniti per cercare di far uscire l’economia della peggiore recessione dalla Grande Depressione dagli Anni 30 a oggi.
Anche sul tema dell’inflazione, tutto sembra andare come previsto e sperato. Il comitato di politica monetaria ha infatti rassicurato che l’inflazione dovrebbe rimanere molto moderata per un ampio periodo , il basso livello di attività porta poca pressione sui prezzi, sempre dando per scontata la previsione che vede le materie prime stabili anche sul lungo termine

Prezzi, la tendenza di fondo è il calo

a6di La corsa all’inflazione è arrivata ad azzerarsi nel corso dell’estate, spinta verso il basso dalla normalizzazione dei mercati delle materie prime.
Gli ultimi dati disponibili relativi al mese di agosto, sembrano ricordare l’inizio di una nuova storia, che dovrebbe accompagnarsi al superamento della fase peggiore della crisi. Il tasso di crescita tendenziale dei prezzi ha infatti iniziato ad aumentare, mentre la variazione mese su mese è risultata più elevata della media del periodo.
Tali dati potrebbero rappresentare un indizio della ripresa di una iniziale pressione sui prezzi, con un’inversione di tendenza rispetto alla fase deflazionistica in atto dalla fine dello scorso anno. Ma un’analisi più attenta ci consente di collocare meglio i dati a disposizione, sottolineando che il dato di agosto è stato influenzato da tendenze stagionali, non solo per quanto concerne i servizi turistici, ma anche a causa delle influenze sui mercati petroliferi che hanno indotto i rincari dei carburanti così come quelli dei servizi di trasporto.

Hedge fund più semplice il rimpatrio

fairmont-monte-carlo Poco prima della partenza dello scudo fiscale parte terza è stato varato un provvedimento che rende molto più semplice il rimpatrio di una particolare tipologia di strumenti finanziari.
Nel decreto-legge noto come “salva-infrazione”, che contiene provvedimenti per l’attuazione ad obblighi comunitari, varato dal Governo lo scorso 14 settembre, all’articolo 14 è previsto che i proventi dei fondi comunitari non ammortizzati e assoggettati a forme di vigilanza nei paesi esteri nei quali sono istituiti , situati nei paesi membri dell’UE e negli stati membri del SEE, siano assoggettati ad una ritenuta del 12,50% a titolo di acconto per esercenti e imprese commerciali e a titolo d’imposta per tutti gli altri contribuenti, persone fisiche incluse.
Nella tipologia dei fondi comuni non ammortizzati rientrano ad esempio i titoli speculativi e gli hedge fund e i fondi riservati. La tassazione sarà sul realizzato, ovvero applicata ai proventi distribuiti e alla differenza tra prezzo di cessione e di acquisto. Il nuovo trattamento fiscale, in vigore dal 1° gennaio 2010, elimina quindi una possibile remora al rimpatrio di questa tipologia di fondi, in quanto l’assoggettamento dei proventi a ritenuta da parte dell’intermediario italiano consentirà il loro mantenimento nel dossier “segreto” , trattandosi di accredito di reddito da capitale e plusvalenze realizzate riferibili a attività rimpatriate e tassati a titolo definitivo.

UE:ecco le previsioni per il 2010

unione_europea Notizie leggermente positive giungono dall’Europa sull’economia italiana, sebbene i dati non siano ancora incoraggianti, visto che le previsioni di crescita nell’Eurozona si attestano ancora a -4%. Tuttavia la situazione sembra essere migliorata, facendo ben sperare per la seconda metà dell’anno.
Tuttavia le incertezze rimangono.
Per quanto concerne l’Italia, si è sottolineato come il Pil italiano segnerà nel 2009 una contrazione del 5% su base annua, ma vedrà una piccola ripresa nella seconda metà dell’anno che daranno “piccoli impulsi positivi alla crescita” nel 2010. È quanto stima la Commissione Europea nelle Previsioni intermedie pubblicate oggi. “Per l’anno nel suo complesso – si legge nel documento – l’attività economica secondo le proiezioni dovrebbe contrarsi del 5%, il peggior calo annuo in numerosi decenni”.
L’economia italiana avrà un “miglioramento progressivo nella seconda parte dell’anno”.
Sono queste le stime del Commissario europeo agli affari monetari, Joaquin Almunia, che con riguardo all’Italia ha sottolineato che la contrazione per il nostro paese sarà pari al 5%, sebbene non si possa sottacere che alcuni segnali di ripresa ci sono come ad esempio la crescita della fiducia da parte dei consumatori.
Previsioni che aprono qualche bagliore di speranza, ma avranno davvero un fondamento e soprattutto un seguito?