Migliora il tasso di disoccupazione USA

borse_economiche Giornata altalenante per le Borse europee che, dopo un avvio decisamente sotto tono, sono riuscite ad invertire la tendenza negativa e a guadagnare il segno positivo. Tra le performance migliori si registrano quelle di Parigi( +1,45%), Francoforte(+1,66%) e Milano che ha segnato un +1,23%.
A determinare questa inversione di rotta sono stati i dati diffusi sull’andamento della disoccupazione negli Stati Uniti che hanno mostrato come nel mese di luglio i posti di lavoro persi sono stati 247 mila contro i 443 mila del mese precedente. Netto miglioramento quindi per il tasso di disoccupazione USA che migliora passando dal 9,5 al 9,4%.
Così la fiducia diffusasi a partire da questi dati ha dato un buono sprint alle Borse americane ed europee, con Wall Street che ha visto salire il Dow Jones e il Nasdaq rispettivamente a 1,23 e 1,37 punti percentuali.
Per quanto concerne Piazza Affari ad andare particolarmente beni sono stati i titoli bancari, con Intesa a +4,52%, Bpm in rialzo del 2,45%, Mps, +1,8% e Unicredit, in rialzo dell’1,72%.
In calo Fiat (-0,96%) in una giornata che ha visto il downgrading di Peugeot (-5,43% in chiusura) da parte di S&P, fattore che ha trascinato al ribasso anche Renault (-1,97%). In rialzo invece Telecom, più 1,51%, dopo lo scivolone della vigilia. Tra i titoli minori, forte balzo di Saras ( 11,26%) e tentativo di reazione da parte di Safilo ( 1,06%) mentre Damiani – che ha presentato i dati semestrali – è scesa del 2,89%.

Salgono le immatricolazioni

a href=”http://www.ruid.com/photos/show/5847/38897″>getimage_php Si conferma positivo il mercato dell’auto in Italia che, nel mese di luglio, ha fatto registrare un incremento delle vendite del 6,16%, attestando così il numero delle vetture vendute a ben 204.905. Un bel passo in avanti dopo il +12,38% segnato nel mese di luglio, che fa registrare una bella ripresa per l’intero settore.
A rendere noti questi dati alquanto incoraggianti è stato il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, che ha anche comunicato come la vendita delle auto usate sia diminuita dell’11,50%, confermando come l’incremento registrato in questi mesi si riferisca soprattutto alle auto nuove.
Per quanto concerne Fiat, le immatricolazioni sono salite nel mese scorso a 68.811 nuove autovetture, per un balzo dell’11,13% rispetto allo stesso mese di un anno fa.
In circa sette mesi, quindi, le immatricolazioni del gruppo torinese si sono attestate intorno a 446.037 unità, con un rialzo nel solo mese di luglio di circa il 33,58% rispetto al 32,08% registrato nello stesso mese di un anno fa. A giugno si era attestata al 33,97%. Sul cumulato dei sette mesi la quota di Fga è al 33,42% contro il precedente 31,97%.

Marchionne: “In Usa sarà un successo”

marchionne “Non ho dubbi che Chrysler sarà redditizia, ma per poter pensare a previsioni dovete darci almeno il tempo di parlarne in Consiglio di amministrazione. Sarebbe improprio parlarne prima, anche perchè ci sono anche altri azionisti importanti”.
Lo sottolinea l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, durante la conferenza di presentazione della trimestrale del gruppo. Il manager del Lingotto sottolinea di “essere contento di quello che abbiamo” negli Stati Uniti. “Credo di aver trovato un ottimo partner negli USA”, sottolinea Marchionne, “qualcuno con cui costruire il futuro”.
L’amministratore delegato di Fiat precisa inoltre, sempre a margine della conferenza, di aspettarsi margini migliori per il mercato statunitense dell’auto per i prossimi 12-18 mesi.

Fiat: produzione spostata in Serbia

logo_fiat Continua il braccio di ferro tra i vertici della Fiat e gli operai italiani che non riescono a capire il piano di ristrutturazione che Merchionne sta mettendo in atto dopo l’accordo con la General Motors.
Mentre le proteste e gli scioperi si susseguono principalmente nello stabilimento di Termini Imerese, è di pochi giorni fa la notizia che il Lingotto ha avviato la produzione nello stabilimento serbo di Kragujevac delle prime Punto con motore diesel Multijet.
E’ quanto si apprende dal sito ilsussidiario.net nel quale si ricorda che all’avvio della produzione erano presenti il ministro dell’economia serba Mladjan Dinkic, il direttore della fabbrica Giovanni de Filippis, l’ambasciatore d’Italia in Serbia Armando Varricchio, il direttore delle operazioni internazionali della Fiat Silverio Bonfiglioli, la ministra serba per gli investimenti Verica Kalanovic e il sindaco di Kragujevac Veroljub Stevanovic.
L’impianto di Kragujevac e’ stato acquisito dalla Fiat nell’ambito dell’accordo dello scorso ottobre che ha portato il Lingotto ad acquisire il 67% della Zastava mentre il restante 33% e’ detenuto dalla repubblica serba. Red/mur

Fiat, nuovo accordo con la Cina

logo_fiat Giorno importante quello di oggi per la rinnovata Fiat di Merchionne che siglerà l’accordo con Guangzhou Automobile Group, Gac, per riavviare la produzione di auto passeggeri in Cina.
La produzione si era, infatti, arrestata nel 2007 quando il Lingotto decise di tagliare i ponti con Nianjing Automotive, azienda con la quale aveva prodotto per alcuni anni la Palio.
Tuttavia questo divorzio non era riuscito ad indebolire la presenza dell’azienda torinese nel mercato cinese, dove la Fiat è rimasta sempre molto forte.
Tuttavia prima di questa reunion la Fiat doveva limitare la sua presenza alle vetture di importazione, mentre aveva dovuto abbandonare il settore della produzione in loco.
Ma tutto questo cambierà in seguito alla firma dell’accordo di oggi che consentirà a Fiat di inserirsi in maniera più massiccia nel mercato cinese.

Merchionne alla guida di Chrysler

logo_fiat Dopo la firma dell’accordo, Sergio Merchionne è diventato ufficialmente il nuovo ad di Chrysler. Il gruppo nato dalla “fusione” tra il colosso americano e la Fiat sarà guidato da un Cda composto da tre amministratori delegati nominati dalla Fiat, quattro nominati dal Dipartimento del Tesoro statunitense, uno uno dal Governo canadese e uno dall’United Auto Workers’ Retiree Medical Benefits Trust. Il Consiglio dovrebbe nominare Presidente Robert Kidder
Entusiasta Merchionne che commentando la nascita del nuovo gruppo ha dichiarato alla stampa:
Questo è un giorno molto importante, non solo per Chrysler e per i suoi dipendenti, che hanno vissuto quest’ultimo anno in un contesto pieno di incertezze, ma anche per l’intera industria automobilistica. Sono consapevole del fatto che questo è stato un processo difficile per tutti i soggetti coinvolti, ma siamo pronti a dimostrare al consumatore americano che Chrysler puo’ tornare ad essere una società forte e competitiva con una gamma di vetture affidabili che colpiscono l’immaginazione e ispirano fedelta”’.
Sin dall’inizio, eravamo decisi a fare di quest’alleanza un passo fondamentale per risolvere i problemi che affliggono l’industria dell’auto. D’ora in avanti, lavoreremo alla definizione di un nuovo modello di riferimento per le aziende automobilistiche che vogliano produrre utili”, prosegue. Partendo dalla cultura di innovazione di Chrysler e dalla tecnologia e know-how di Fiat, intendiamo ampliare il portafoglio prodotti di Chrysler sia in Nord America sia negli altri mercati. Le attività della Chrysler rilevate dalla nuova società, ferme durante questo periodo, sono già o saranno presto nuovamente operative, ed è già iniziato il lavoro per sviluppare vetture ecologiche, a basso consumo e di alta qualità, che saranno le caratteristiche distintive dei nuovi prodotti del gruppo Chrysler”.
Un altro punto da non sottovalutare è il fatto che la Crysler potrà trarre insegnamento dall’esperienza del gruppo italiano, soprattutto dal settore della ristrutturazione aziendale, potendo, tra l’altro, usufruire di un più facile accesso alla rete di distribuzione internazionale che Fiat può vantare in maniera particolare in America Latina e in Russia.
In base alle disposizioni del Tribunale di New York il vecchio gruppo noto come Chrysler Llc ha ufficialmente ceduto tutti i propri beni (con l’esclusione di determinati debiti e altre passività) ad una nuova società con la denominazione sociale di Chrysler group Llc.
Chrysler Group ha assegnato ad una controllata di Fiat una quota del 20% della partecipazione nella nuova società, al netto degli effetti diluitivi, sebbene la quota di Fiat aumenterà progressivamente fino ad un totale del 35% subordinatamente al raggiungimento di determinati obiettivi previsti dall’accordo.
www.finanzaoggi.it Intervista a Sergio Merchionne

Addio General Motors!

GM General Motors Oramai è ufficiale.
General Motors, l’azienda che per circa un secolo ha dominato i mercati di tutto il mondo, sarà oggi dichiarata fallita.
Nella notte un funzionario del gruppo aveva già annunciato che il Governo americano ha fornito al gruppo aiuti per circa 30,1 miliardi di dollari (aveva già versato 20 miliardi di aiuti pubblici), facendo quindi del Governo il maggiore azionista, con una quaota pari a circa il 60%.
I motivi del fallimento di General Motors sono stati comunicati ieri dallo stesso presidente del gruppo, Fritz Henderson, il quale ha spiegato che la bancarotta è stata determinata dal fatto che la maggioranza degli obbligazionisti non ha accettato la conversione dei propri titoli in Gm ristrutturata.
Accanto al fallimento ci sarà, chiaramente, anche la chiusura di impianti, circa 11 negli Stati Uniti e la sospensione temporanea di altri tre, il che implicherà 21.000 posti di lavoro persi.
nel frattempo il giudice che si occupa del caso, Arthur Gonzalez, del tribunale fallimentare di New York, ha dato il via libera alla vendita degli asset “buoni” di Chrysler alla nuova compagnia che sarà guidata da Fiat.
Secondo il New York Times, infatti, il giudice Gonzalez avrebbe approvato la vendita di asset per un valore di circa 2 miliardi di dollari alla nuova azienda che avrà come azionista principale un fondo sanitario legato all’Uaw, il sindacato delle quattro ruote Usa, con il 68 per cento. Fiat controllerà il 20 per cento, mentre ai governi canadese e statunitense toccherà il restante 12 per cento.

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Fiat, ancora tensioni

sciopero Ancora scontri e tensioni in casa FIAT.
Non bastavano le infinite trattative con Opel e Chryler, la spinosa querstione dello stabilimento di Pomigliano, la cassaintegrazione “ad oltranza”, il malcontento crescente e lproteste sempre più accese degli operai, a dare dei dei grattacapi a Merchionne&co.
E’ di oggi, infatti, la notizia di un nuovo scipero, questa volta a Melfi, dove i lavoratori di un’azienda di componenti ha bloccato la produzione della Grande Punto, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di 25 operai, mandati a casa per essere sostituiti da operai provenienti dallo stabilimento di Pomigliano D’Arco.
Accanto agli operai sono scesi in campo anche i sindacati, i quali hanno sottolineato come questo clima di tensione sociale sia da imputare esclusivamente alla Fiat, visto che il considerevole aumento della produzione di Melfi era stata decisa proprio per incrementare l’occupazione locale e non per diminuiral.
Insomma le tensioni aumentano e la soluzione sembra lontana, su tutti i fronti.
www.finanzaoggi.it Cariche contro gli operai Fiat:Intervista ad un lavoratore

Borse europee, sedute incerte

img1088Si preannuncia piuttosto incerto l’andamento di tutte le borse europee per oggi, dopo l’apertura abbastanza altalenante a causa della pubblicazione dell’indice Ifo tedesco, al di sotto delle attese. A contribuire all’incertezza è, inoltre, la chiusura di Wall Street a causa della festività del Memorial Day, e le apprensioni che provengono dalle borse asiatiche dopo i test atomici in Corea del Sud.
A Piazza Affari, il Mibtel segna -1,2%, mentre nel resto del Continente il Dax -1,1% e il Cac40 -1,2%.
Bene Cir (1,15%) e Saipem, Campari (+1,7%), mentre Fiat cede l’1,8% in attesa di novità sul fronte Opel. In coda all’S&P/Mib milanese c’é Geox, che cede il 2,04%, ma arretrano anche Bpm (-2,01%), Mondadori (-3,6%), Unipol (-1,44%), Banco Popolare (-1,42%) e Tenaris (-1,05%). Pirelli segna -1,41%, risentendo anche della debolezza della concorrente francese Michelin. Nel resto del listino, si mettono in evidenza Panariagroup (+11%), Mariella Burani (+5,1%) e Amplifon (+4,5%), mentre sono deboli Banca Generali (-2,85%), Seat Pagine Gialle (-2,5%) ed Exor (-2,62%).

Opel, questione ancora aperta

opel_coverSi discute ancora sul caso Opel.
Il governo tedesco ha incontrato oggi i vertici del gruppo Magna, al fine di verificare se questo è disposto a rivedere la propria offerta, facendo maggiori concessioni ad Opel. A renderlo noto il settimanale tedesco Blind, il quale ha anche sottolineato come il governo tedesco preferirebbe l’offerta di Magna, anche se questa non desse la sua disponibilità a migliorare la propria offerta a Berlino.
Blind ha anche aggiunto che l’Ad di Fiat, Merchionne, incontrerà domani il ministro dell’Economia tedesco Guttenberg per discutere dell’offerta fatta dal gruppo italiano, la quale, attualmente, è in grado di offrire maggior sicurezza ed incentivi rispetto a quella di Magna.
Insomma la questione Opel è tutt’altro che risolta. Si attendono i prossimi sviluppi anche perchè dalla risoluzione di questo “nodo” dipendono anche le sorti di centinaia di migliaia di lavoratori italiani.

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