Facebook: vecchio fondatore chiede interessi

Facebook e Zuckerberg

Facebook e Zuckerberg

A partire dalla nascita del social network Facebook nel 2003, quando ancora aveva il nome di thefacebook, fino ad oggi è spuntato un autoproclamatosi cofondatore.

Tale Paul Ceglia, cittadino newyorkese, sostiene di aver firmato un contratto con Mark Zuckerberg (attualmente conosciuto come il solo fondatore del social network) che attestava l’84% della proprietà del sito a Ceglia.

Se il tribunale dovesse onorare i termini del presunto contratto iniziale denunciato ada Ceglia, quest’ultimo potrebbe quindi ottenere fino a 6 miliardi di Dollari di “arretrati”.

La causa di Ceglia è stata depositata lo scorso 30 giugno; nel frattempo, il portavoce di Facebook sostiene che la società si opporrà con tutte le proprie forze a questa richiesta, che considerano priva di fondamento.

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Polize più care per gli utenti di Facebook

Comincia davvero a diventare pericoloso diffondere i propri dati personali attraverso social network come Facebook o Twitter. Dal prossimo autunno, infatti, potrebbero diventare più salati i premi assicurativi per le case di questi utenti che favorirebbero, proprio tramite i social network ladri e topi d’appartamento nel loro “mestiere”.
In sostanza quando con una certa superficialità si scrivono dati personali sul web, a finire in linea sono anche tutte quelle informazioni che favoriscono i ladri, soprattutto quando si è fuori per il week-end o le vacanze.
A confermare questa “paura” i numerosi casi esplosi che hanno cominciato ad indispettire le compagnie assicuratrici britanniche, decise ad ingaggiare una battaglia contro gli assicurati troppo “chiacchieroni”.
ladro1 In primis si potrebbe schierare la Legal & General, che per questo motivo potrebbe in futuro far pagare polizze piu’ care agli iscritti dei social network.
In particolare, in uno studio commissionato dal gruppo assicurativo – condotto dalla societa’ di ricerca europea Opinion Matters – emerge un dato allarmante: gli utenti di Facebook e Twitter non capiscono la gravita’ della situazione. Su 2.092 utenti intervistati, infatti, circa la meta’ non ritiene rischioso divulgare dettagli personali su Internet. Mentre circa quattro persone su 10, il 38% degli utenti, pubblicano invece i dettagli dei piani di vacanza e il 33% scrive se va via per il weekend.
Inoltre, per testare quanto la gente sia pronta ad accettare amici online, Legal & General ha inviato 100 richieste di amici a estranei scelti a caso. Di queste, il 13% sono state accettate su Facebook e il 92% su Twitter, senza alcun controllo.