Scritto Mercoledì 31 Agosto 2011 da francturini
La manovra finanziaria di questi ultimi giorni, di cui tanto si parla, è ancora in fase di studio. Clamorosamente è saltata la possibilità di non poter usufruire del riscatto della laurea, che tanto ha appassionato gli Italiani.
Ecco che per riuscire a raccimolare i 6 miliardi mancanti, si ipotizza un inasprimento sull’evasione fiscale e Berlusconi minaccia sempre di aumentare l’Iva. Leggi tutto »
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Tag:evasione fiscale, Governo, Iva, Manovra
Scritto Venerdì 26 Agosto 2011 da francturini
Proprio in queste ore la notizia sulla bocca di tutti è l’evasione fiscale, scoperta dalla Guardia di Finanza, da parte della Mastrotto Group.
L’azienda di Vicenza che si è resa protagonista di questo triste record. I beni non dichiarati al fisco, anche se all’estero, hanno un valore di circa 1,3 miliardi di euro. Questo è uno dei punti.
Altra “tegola” sulla Mastrotto Group sono i contributi non versati ai lavoratori. Parte di alcuni pagamenti degli straordinari dei propri dipendenti, venivano fatti in nero. In questo modo sono stati evasi circa 9 milioni di Euro. Leggi tutto »
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Tag:contributi, evasione fiscale, guardia di finanza, milioni euro
Scritto Domenica 21 Febbraio 2010 da Carola
Con la recente questione dell’acquisto, dalle banche svizzere, dei nominativi degli evasori fiscali tedeschi, pare che i teutonici abbiano provato brividi di paura.
Lo denuncia il “Financial Times Deutschland”, quotidiano economico tedesco, che sottolinea come in Germania sia sacttata una sorta di “febbre da autodenuncia per evasione fiscale”.
Qualche esempio? In una sola settimana, gli evasori fiscali della Baviera sono cresciuti esponenzialmente da meno di 20 a 291.
E poi, ancora, Amburgo e Berlino, dove si sono autodenunciati, rispettivamente: da 10 a 88 (in soli tre giorni) ad Amburgo, e se ne sono sommati fino a 112 nella capitale. In Germania, ricordiamo, chi autodenuncia le sue evasioni fiscali non viene perseguito penalmente…
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Tag:autodenunce, evasione fiscale, germania
Scritto Giovedì 10 Dicembre 2009 da Carola
Polemica di evasione fiscale contro i ristoratori ed i commercianti italiani: perché? Molti di loro hanno dichiarato un “reddito da pensionato”, ovvero compreso fra i 13.500 ed i 14.500 € lordi all’anno. Anzi, ristoratori e commercianti risulterebbero quasi più svantaggiati dei lavoratori dipendenti…
L’Agenzia delle Entrate si lamenta affermando che sui redditi autonomi si elude fiscalmente più che si può, quasi a farne uno sport (non a caso la Guardia di Finanza ha trovato irregolarità nel 60% dei suoi controlli a campione).
E se la Confcommercio sostiene che i redditi bassi dipendano dalle miriadi di osterie e minuscoli ristoranti a gestione familiare in cui il reddito è davvero basso, alcuni ristoratori si difendono dicendo che non sono tutti una categoria di ladri (d’altronde, se interpellati, chi di lor ammetterebbe in contrario!?!?!)
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Tag:commercianti, evasione fiscale, risotratori
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Dopo l’approvazione da parte del Senato allo scudo fiscale, si attende l’ok definitivo da parte della Camera. Nel frattempo l‘Agenzia delle Entrate rafforza la sua strategia anti-paradisi fiscali, al fine di mettere in campo misure sempre più restrittive ed accurate.
Con la circolare n. 42/E del 24 settembre che l’Agenzia delle Entrate allarga il raggio d’azione delle indagini di contrasto alle attività estere nascoste al fisco, fornendo nuove istruzioni agli uffici per l’utilizzo dei dati contenuti nell’Archivio, in modo da rendere tale strumento ancor più efficace nell’individuazione di attività detenute all’estero in violazione delle norme sul “monitoraggio fiscale”, cioè senza darne comunicazione attraverso il quadro RW del modello Unico.
Le nuove disposizioni riguardano soprattutto le banche e gli intermediari finanziari che d’ora in poi saranno tenuti a fornire i dati sui propri clienti.
Non sfuggono alla rete delle Entrate neanche gli italiani residenti all’estero, i cui dati saranno accuratamente controllati e verificati, con lo scopo di stanare i contribuenti fittizi.
Da ottobre partirà poi una serie di controlli tutta incentrata sulla lotta all’evasione internazionale.
Cominciano nel frattempo ad essere diffusi i primi elenchi di contribuenti italiani che possiedono beni immobili, società e quant’altro all’estero, sotto forma di attività fittizie.
Si tratta di nominativi trasmessi al governo italiano da altri stati europei per poi essere confrontati dall’Agenzia delle Entrate con le dichiarazioni dei redditi presentate in Italia per verificare eventuali incongruenze.
Va ricordato in proposito che poco prima dell’apertura dei lavori del G20 a Pittsburgh, negli Stati Uniti, Svizzera, Principato di Monaco e San Marino sono riusciti a uscire dalla lista grigia dei paradisi fiscali ed entrano nella lista bianca che comprende i Paesi che adottano una politica fiscale conforme ai criteri dell’Ocse. Salvi quindi dalle possibili sanzioni che verranno decise durante il summit.
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Tag:Agenzia delle Entrate, capitali esteri, evasione fiscale, Fisco, guardia di finanza, paradisi fiscali, principato di monaco, svizzera
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Ben mezzo miliardo di capitali detenuto all’estero in maniera illegale.
E’ questo l’ultimo dei “tesori” scoperto dalla Guardia di Finanza, che grazie alle indagini partite dalla lista dell’Aire, ovvero l’anagrafe degli italiani all’estero, ha proceduto ad un’attenta analisi della posizione degli iscritti, al fine di verificare la reale ed effettiva residenza degli stessi all’estero.
Uno dei primi casi venuto a galla sarebbe quello dei un ciclista della zona Cittadella che avrebbe spostato la sua residenza nel Principato di Monaco. Fin qui niente di strano se non fosse che il ciclista non sembra risiedere nel Principato visto che continua ad allenarsi in Italia e a non saltare neanche un evento del paesino padovano.
Beccato in fallo anche un pilota di Formula 1 che dal 2006 ha trasferito la propria residenza prima in Inghilterra e poi in Svizzera, ma continuando a comprare case e barche in Italia.
Il valore di beni e capitali all’estero scovati dalle Fiamme Gialle ammonterebbe già a 1,8 milioni di euro. Sempre nel campo delle corse automobilistiche, tra i soggetti sotto controllo figura un copilota di un ex campione del mondo di rally residente a Monaco ma con affari immobiliari in Italia.
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Tag:evasione fiscale, fiamme gialle, Fisco, indagini, principato di monaco, svizzera
Scritto Domenica 23 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Continua l’azione antievasione della Guardia di Finanza che, dal primo luglio, hanno eseguito circa 14.632 rilevamenti nei confronti di 959 possessori di yacht e di altri possessori di beni di notevole valore.
A rendere noti questi dati le stesse Fiamme Gialle: “Di questi – spiega la GdF – sono stati selezionati quelli a più alto rischio di evasione, cioé quelli relativamente ai quali è stata riscontrata una sproporzione fra i beni posseduti e i redditi dichiarati in misura superiore a 100.000 euro”. Nei confronti di questi soggetti – spiega la Guardia di Finanza – “partiranno, a settembre, i primi approfondimenti ispettivi, in vista dell’inoltro di specifiche segnalazioni all’Agenzia dell’Entrate per l’applicazione del redditometro ovvero dell’avvio di verifiche fiscali nei casi di fittizie intestazioni di comodo”.
La Guardia di Finanza ha eseguito, lungo le coste italiane, oltre 1.000 verifiche e controlli contro l’evasione fiscale e l’economia sommersa, nei confronti delle attività tipiche della stagione estiva: alberghi e affittacamere (256), ristoranti e pizzerie (237), bar e gelaterie (204), stabilimenti balneari (181), villaggi turistici (47), campeggi (26), discoteche e locali da ballo (24). Ben 44 di queste attività – fanno sapere le Fiamme Gialle – “pur operando alla luce del sole, erano evasori totali, vale a dire soggetti completamente sconosciuti al fisco, non avendo mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi”.
Sono stati 1.563 i casi di mancata emissione di scontrini o ricevute fiscali riscontrati durante i controlli sui litorali, che hanno riguardato per 618 irregolarità altrettanti ristoranti e pizzerie, per 605 casi bar e gelaterie, nonché 256 stabilimenti balneari e 73 alberghi e affittacamere. Le verifiche ed i controlli sono stati estesi anche al riscontro della presenza di lavoratori in nero ed irregolari, che normalmente aumentano nella stagione estiva proprio nelle attività tipiche di questo periodo.
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Tag:alberghi, attività estive, evasione fiscale, fiamme gialle, guardia di finanza, stabilimenti balneari
Scritto Venerdì 17 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Nel caldo torrido dell’estate è arrivata una notizia che di certo farà piacere a molti contribuenti italiani. L”Agenzia delle Entrate ha infatti annunciato l’erogazione di rimborsi per 600 milioni di euro a circa 900 mila contribuenti per le dichiarazioni dei redditi fino al 2007.
La maggior parte dei compensi riguarda l’Irpef e sono stati richiesti nelle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2007.
Le Entrate hanno spiegato nel dettaglio in che modo avverranno i rimborsi, i quali verranno accreditati direttamente sul conto corrente del contribuente o riscossi in contanti presso un qualsiasi ufficio postale tramite l’esibizione del modulo che il fisco sta spedendo al domicilio dei beneficiari.
Un alternativa è rappresentata dalla possibilità di richiedere un vaglia cambiario della Banca d’Italia che è in sostanza un assegno circolare.
Ma al fine di garantire rimborsi sicuri e pratici le Entrate consigliano di ricorrere all’accredito sul c/c, il quale avviene semplicemente comunicando le proprie coordinate Iban “esclusivamente presso un ufficio postale o in via telematica”, cioè tramite i sistemi telematici attivati dal Fisco attraverso il sito www.agenziaentrate.gov.it alla voce “Servizi > Servizi telematici”.
In nessun caso, ribadisce l’Agenzia, sarà richiesto ai contribuenti di dare le coordinate bancarie o altri dati sensibili via e-mail e invita a prestare particolare attenzione ai tentativi di truffe. Si sono verificati, infatti, diversi tentativi di frode attraverso l’invio ai contribuenti di messaggi e-mail falsamente attribuiti all’Agenzia delle Entrate (contraffazione del logo e del dominio) con i quali si chiedono le coordinate bancarie al fine di erogare presunti rimborsi.
L’Agenzia a tutela dei cittadini ha già avviato tutte le iniziative per individuare e perseguire i responsabili dei tentativi di frode.
I 900mila rimborsi in corso di erogazione si sommano ai 100mila già erogati dall’inizio dell’anno, portando a quota 1 milione i rimborsi di imposte dirette e indirette, ad esclusione dell’Iva, erogati a persone fisiche con modalità automatizzate per un importo complessivo di circa 700 milioni di euro.
Nel primo semestre dell’anno, l’Agenzia ha anche erogato alle società rimborsi per 2,5 miliardi di euro relativi alle imposte dirette e ha messo a disposizione 5,5 miliardi per il pagamento dei rimborsi Iva – sia in conto fiscale sia tramite ordinativi individuali – e per i rimborsi Iva auto (circa 60 milioni di euro).
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Tag:Agenzia delle Entrate, conto corrente bancario, contribuenti italiani, dichiarazioni dei redditi, evasione fiscale, Fisco, Irpef, rimborsi, truffe
Scritto Martedì 23 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Nuovo primato negativo per l’Italia. Stando ad una ricerca di Eurostat, il nostro paese è risultato quello con il maggior carico fiscale sul lavoro, sorpassando di gran lunga paesi come il Belgio e la Svezia. Ad aggravare la situazione nel nostro paese c’è poi il fatto che lo Stato non offre alcun tipo di supporto o di assistenza ai propri cittadini in difficoltà, come avviene invece in buona parte degli altri paesi europei.
Secondo Eustat le tasse e i contributi sociali rappresentano nel nostro paese ben il 44% del costo del lavoro, contro il 42,3% della Svezia e del Belgio.
Non va tutto così male, tuttavia, visto che l’istituto di ricerca europeo ha anche fatto notare come in Italia l’aliquota massima applicata alle dichiarazioni delle persone fisiche sia scesa di un punto percentuale, passando dal 45,9% al 44,9%. Più consistente la riduzione dell’imposizione fiscale per i redditi delle imprese che è calata di ben 10 punti percentuali, passando dal 41,3% del 2000 al 31,4% di quest’anno.
Ciò significa che le imprese incassano di più mentre i dipendenti vengono strozzati e non ricevono nulla in cambio, visto che l’Italia è tra gli ultimissimi posti per capacità di sostituire con aiuti pubblici la mancanza di un reddito da lavoro.
I lavoratori e i pensionati calcola Agostino Megale, della segreteria confederale Cgil, “portano nelle casse dello Stato quasi il 90% del gettito Irpef ed è dal 1993 che la tassazione media effettiva dei redditi da lavoro dipendente in Europa è pari al 16,8% e in Italia al 19,6%. Non a caso le retribuzioni nette negli ultimi 15 anni sono cresciute circa 4 punti in meno delle lorde e nelle buste paga risultano 6.738 euro cumulati di perdita di potere d’acquisto per i lavoratori dipendenti che ha trattenuto il fisco”.
Così il fisco più che togliere ai ricchi per ridistribuire a tutti, toglie ai soliti per non distribuire niente. E intanto l’evasione taglia le gambe a qualsiasi proposito. Megale infatti ricorda che “in Italia circa 3 milioni di persone evadono in proporzione più del 60% di quello che pagano regolarmente lavoratori dipendenti e pensionati. Si tratta di più di 100 miliardi all’anno persi dallo Stato, e quindi a tutti i cittadini onesti che non aiutano di certo una finanza, anche locale, già in difficoltà e che, invece, potrebbero essere utilizzati por fronteggiare la grave crisi in corso”
www.finanzaoggi.it Draghi:bisogna abbassare le tasse
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Tag:cgil, eurostat, evasione fiscale, imposte sul lavoro, imprese, lavoratori
Scritto Domenica 5 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
I paesi europei hanno rivolto un appello all’Ecofin, l’istituto che regola gli standard europei di contabilità. La richiesta è semplice: adeguarsi a quanto si sta facendo negli Stati Uniti con l’introduzioni di regole più flessibbili che siano capaci di adeguarsi alla situazione di crisi economica che stanno attraversando le banche.
In sostanza i 27 paesi membri dell’UE chiedono che l’Iasb, l’organismo indipendente che stabilisce i criteri contabili europei, “cooperi strettamente con la Fasb (la corrispondente autorità Usa) per raggiungere un equivalente trattamento e applicazione degli standard paralleli nei sistemi Ifrs e Gaap allo scopo di evitare l’emergere dei rischi di distorsione competitiva”.
Tremonti al termine dell’incontro ha poi contestato l’allarme lanciato dall’opposizione sull’evasione fiscale, sottolineando come i dati sbandierati si riferiscono invece al tempo del governo Prodi, mentre oggi sempre secondo il ministro “l’evasione fiscale è oggi da parte dell’opposizione l’evasione dalla realtà e dalla verità per questo-conclude Tremonti- parlare di evasione fiscale in questi termini è irresponsabile perchè incentiva a evadere”.
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Tag:ecofin, evasione fiscale, Fasb, IABS, prodi, tremonti, ue, usa