Previsioni molto nere per il nuovo anno sul fronte economico, almento stando alle previsioni intermedie pubblicate da Eurostat. La Commissione Europea sembra aver drasticamente rivisto al ribasso le sue stime riguardanti la crescita dell’economia europea, prevedendo per il 2009 un netto crollo del Pil, che potrebbe addirittura toccare quota 1,9%, un netto ribasso della produzione, la perdita di milioni di posti di lavoro e un considerevole aumento del deficit dei diversi paesi europei. Il crollo del Pil. infatti, farà alzare i deficit pubblici, tanto dei singoli paesi dell’eurozona, quanto dell’UE nella sua globalità. A pagare lo scotto più alto sarà l’Irlanda con un Pil pari all’11%, seguita dalla Spagna(6,2%), dalla Francia(5,4%) e dal Portogallo(4,6%).
Uno sforamento della soglia del 3% ci sarà anche per l’Italia con il suo 3,8% e per la Grecia(3,7%), mentre vicini al limite di Maastricht resteranno la Germania(2,9%) e il Belgio(3%).
Al di fuori dell’eurozona la caduta più significativa ci sarà per la Gran Bretagna(8,8%), ma andrà male anche per la Romania(7,5%) e per la Lituania(6,3%), mentre a salvarsi saranno la Lettonia e l’Estonia.
Ma nel 2009 non ci sarà solo la caduta del Pil, ma anche un notevole incremento della disoccupazione che, nella zona euro, salirà mediamente al 9,3%, mentre nei ventisette paesi UE sarà pari al 8,7% con ben 35mila posti di lavoro in meno.
Cosa accadrà in Italia?
Si prevede che nel 2009 il tasso di disoccupazione sarà pari all’8,2% conto il 6,7% del 2007, mentre l’inflazione all’1,2% per poi risalire al 2,2% nel 2010.
In allarme la Commissione europea che in relazione a quanto si sta verificando e si verificherà nel nostro paese fa notare come l’elevato debito pubblico impedisca di ricorrere più efficacemente agli strumenti fiscali per far fronte alla crisi e come ” un ricorso agli stabilizzatori automatici porterebbe il disavanzo delle amministrazioni pubbliche ben al di sopra del 3% del Pil nel 2009, con un solo un marginale miglioramento atteso nel 2010. Questo, insieme con una crescita non certo esuberante – prosegue la Commissione Europea – implica l’aumento del debito. Ed eventuali ricapitalizzazioni bancarie potrebbero far salire ancora di più l’alto debito”.
Insomma una situazione non di certo incoraggiante contro la quale l’Esecutivo Ue cerca di reagire mostrando come la ripresa possa manifestarsi già entro la fine dell’anno e prevdendo come il 2010 potrà chiudersi con uno 0,4% in più.