Scritto Venerdì 3 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
La BCE taglia ancora i tassi di interessi che si attestano oggi sull’1,25%. La riduzione è stata di circa un quanrto di punto, sui depositi dallo 0,5% allo 0,25% e dal 2,5% al 2,25% per quello marginale. Il taglio, deciso giovedì, porta il costo del denaro ad un nuovo minimo storico, vero e proprio record da quando la BCE gestisce la politica monetaria.
La decisione delude però il mercato che sperava in un taglio di mezzo punto, con la conseguenza di un rallentamento delle principali borse europee.
La decisione ha sorpreso anche il mercato dei cambi, dove l’euro è schizzato a quota 1,3419 dollari.
“A metà anno i tassi dovrebbero risalire” ha dichiarato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet che però non ha escluso che fino ad allora possano ulteriormente scendere, aggiungendo che “l’economia dell’Eurozona si è indebolita ulteriormente nei primi mesi dell’anno e ci aspettiamo che rimanga debole per tutto il 2009 con segnali di miglioramento graduale nel 2010″.
Per il momento la pressione dell’inflazione è in diminuzione e tutti gli indicatori fanno presagire che resterà al di sotto del 2%.
Trichet ha poi aggiunto “Non abbiamo modificato la nostra posizione in materia di deflazione. Non vediamo materializzarsi per ora i rischi di deflazione. Certo molto dipenderà anche dai prezzi del greggio”.
Rinviate a maggio le ulteriori decisioni della BCE in relazione ad altri provvedimenti che si spingano oltre la leva dei tassi.
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Tag:BCE, dollaro, euro, Inflazione, mercati, petrolio, taglio, tassi di interesse, trichet
Scritto Venerdì 27 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
Buona la chiusura per Piazza Affari che oggi ha chiuso gli scambi con l’indice Mibtel 1,14%, il risultato migliore in tutt’Europa. Va bene anche il resto delle borse europee, dove si è registrato un buon andamento soprattutto del comparto auto, con rialzi corposi che hanno interessato Porsche con +2,92%, Volkswagen, più 8,87% mentre Psa è salita del 2,13% e Renault del 3,83%.
Bene anche Fiat con un rialzo del 6,25%, i cui effetti si sono fatti sentire subito nel mercato dell’occupazione.
Ma il titolo migliore a Piazza Affari è stato Banco Popolare, salito di ben l’8,49%, grazie anche all’opera di pulizia attuata dal neo amministratore delegato Pierfrancesco Saviotti, che ha appena licenziato il primo bilancio in rosso di Verona da oltre venti anni. Bene anche Intesa, più 5,77%, Bpm (più 3,09%) e Montepaschi, in crescita del 2,92%, mentre tra gli industriali spicca Stm, più 6,17%, e Saipem nel settore energia (più 6,03%).
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Tag:banco popolare, bilancio, borse europee, euro, Fiat, Mibtel, Piazza affari
Scritto Lunedì 23 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
Grandi risultati nel 2008 per la lotta all’evasione fiscale. Ad annunciarlo è stato Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ha dichiarato: “alla complessiva attività di contrasto degli inadempimenti dei contribuenti è stata pari a 6,9 miliardi di euro, l’8% in più rispetto al 2007». Di questi, 3,3 miliardi (+3%) sono arrivati dai ruoli e 3,6 miliardi (+13%) dai versamenti diretti. L’attività di accertamento in senso stretto ha portato nelle casse dell’erario 3,7 miliardi di euro, il 28% in più rispetto al 2007 in cui il riscosso era pari a 2,9 miliardi. «Un risultato record mai conseguito”.
Ad aumentare sono stati soprattutto i procedimenti di accertamento sulle imposte dirette Iva e Irap, salite rispetto al 2007 del 29%.
Ma l’aumento è stato generale, visto che gli accertamenti si sono incrementati complessivamente di circa il 40%, consentendo quest’anno di incassare circa 6,9 miliardi in più.
Il risultato appare ancor più rilevante se si considera che è stato conseguito in un anno definito di passaggio, nel corso del quale c’è stato sia un avvicendamento al vertice dell’Agenzia delle Entrate sia una sua considtente riorganizzazione interna.
“L’obiettivo per il 2009, ha sottolineato Luigi Magistro, direttore dell’Accertamento dell’Agenzia, è riscuotere 7,2 miliardi, attraverso l’impiego di circa il 5′% delle risorse umane“.
Grantito da parte dell’Agenzia anche il tutoraggio per le grandi imprese, nonchè un miglioramento in termini qualitativi degli accertamenti stessi
“anche grazie a specifiche analisi del rischio di evasione/elusione”.
Gli evasori sono quindi avvisati.
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Tag:Agenzia delle Entrate, aumento, euro, evasione fiscale, Iva
Scritto Mercoledì 11 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
Dati negativi arrivano dal terzo produttore al mondo di pneumatici, Pirelli, che ha chiuso il 2008 con una perdita netta di 412,5 milioni di euro. Stabili i ricavi a 4.660,2 milioni (-0,1% in termini omogenei e al netto dell’effetto cambi).
A peare sui conti del gruppo sono soprattutto gli oneri di ristrutturazione per un totale di 144,2 milioni ma anche la svalutazione delle attività immobiliari per circa 136 milioni e la partecipazione in società quotate per 236 milioni.
In totale l’ebit ammonta a 43,2 milioni, facendo così stimare la posizione finanziaria netta su di una perdita di circa 1 miliardo.
Marco Tronchetti Provera, quindi, nel corso della presentazione del piano industriale lo scorso febbraio, ha annunciato che non è prevista la distribuzione di alcun dividendo e che le perdite sarnno coperte mediante riserve esistenti.
Per il 2009 Pirelli prevede ricavi per 4,3 miliardi, con una crescita del peso della componente legata alle attività ambientali al 25% dal 19% di fine 2008.
Per il settore pneumatici, Pirelli Tyre ha chiuso il 2008 con lievi ricavi, seppure in calo rispetto al 2007. L’utile netto del settore è di 25,6 milioni, contro i 210,5 del 2007.
Negativo invece il risultato di Pirelli Real Estate, il cui utile netto consolidato è stato negativo per 195 milioni di euro (era positivo per 162,8 milioni nel 2007, al netto di Dgag).
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Tag:euro, finanziaria, marco tronchetti provera, pirelli, utile
Scritto Sabato 21 Febbraio 2009 da Lucia Cocozza
La crisi economica incide anche sul mondo dell’arte. Una spia forte di questo preoccupante segnale è venuta, infatti, “Arco“, fiera madrilena di arte contemporanea giunta alla sua 28esima edizione. Il calo non si è avuto solo nel numero dei visitatori che, rispetto all’edizione precedente, ha registrato un 10% in meno, ma anche il numero degli artisti.
Grandi assenti soprattutto gli artisti nord-americani, ma anche quelli europei che hanno fatto diminuire il numero delle gallerie partecipanti da 32 paesi diversi da 295 dello scorso anno a 238 di questa edizione 2009.
Il motivo di questa “fuga” di galleristi ed artisti è da ricercare nella grave crisi finanziaria in atto che costringe anche il mondo dell’arte a divenire selettivi e scegliere accuratamente gli eventi a cui partecipare. Non a caso anche la straegia adottata dai galleristi riflette la crisi in atto. In genere gli sconti richiesti oscillano tra il 25 e il 20</strong>%, ma quelli concessi non superano mai il 15-10% e questo soprattutto per tutelare gli interesti dei propri artisti.
E a quanto pare questa scelta ha finito con l’avere frutti positivi, soprattutto per le gallerie locali che hanno fatto registrare il maggior numero di vendite e i prezzi più alti. Tra le gallerie e gli artisti che hanno maggiormente sofferto bisogna segnalare l’India, il cui mercato ha risentito molto dei contraccolpi della crisi e delle forti speculazioni che ne sono derivate.
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Tag:arte, artisti, crisi economica, crisi finanziaria, euro, galleristi, India, Madrid, sconti, ue, usa
Scritto Mercoledì 14 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Intesa trovata tra i partiti della “Grosse Koalition” sul piano di stimolo all’economia, che dovrebbe risollevare le sorti del paese grazie ad un investimento di circa 50 miliardi di euro. Il piano, approvato nella tarda serata di lunedì, prevede tra le altre iniziative un investimento di circa 17-18 miliardi di euro per strade e scuole, 9 miliardi per sgravi fiscali ad aziende e persone fisiche, bonus bebè ed incentivi per l’acquisto di auto ecologiche. Prevista anche una linea di credito di 100 miliardi di euro per venire in soccorso alle aziende in difficoltà, tagli nei contributi per le assicurazioni sanitarie, in modo da rendere meno costose le assunzioni per le aziende e più semplici le regole per i contratti a termine.
Soddisfatta il cancelliere, Angela Merkel, che ha affermato “il piano costituisce il più grande programma di misure mai realizzato nella storia della Germania Federale. Se mi gurado intorno in Europa non vedo davvero chi lo fa come noi e chi lo fa in maniera più adatta di noi”.
Il cancelliere ha, inoltre, spiegato che per l’ingresso dello Stato nel capitale della Commerzbank, di cui Berlino ha rilevato il 25%, sono stati usati fondi previsti da misure precedenti, ovvero il Fondo per la stabilizzazione del mercato finanziario di 500 miliardi di euro, varato lo scorso ottobre.
Sebbene sia stata ben congeniata la misura anti-crisi della Merkel non è stata esente da critiche, soprattutto da parte dei sindacati che hanno definito troppo “timide” le misure adottate dinnanzi a quella che sembra essere la più grave crisi economica e finanziaria affrontata dalla Germania dal dopo-guerra ad oggi. In particolare sono stati ritenuti insufficienti i 17-18 miliardi stanziati per le infrastrutture e l’alleggerimento fiscale che, a sentire la Dbg, avrebbe dovuto essere molto più corposo.
Insoddisfatta anche la Federazione dei consumatori che ha giudicato ridicola la prevista riduzione di un punto percentuale dell’aliquota fiscale di base, che così passerebbe dal 15 al 14%.
Diverso il parere della SP, l’agenzia di raiting, che non ha mancato di sottolineare come la Germania abbia dato prova di riuscire a contrastare gli schock economici, anche perchè aiutata da un background politico stabile e coeso.
Tuttavia anche la Germania risentirà della crisi, visto che si prevede che il suo Pil dovrebbe quest’anno contrarsi di circa il 2%, con un rapporto deficit/Pil che salirà del 3% e il debito pubblico che nel 2010 toccherà quota 73%.
Nel frattempo anche gli altri paesi europei corrono ai ripari con la Spagna che ha messo in campo un pacchetto anti-crisi di 38 miliardi, la Francia ne ha stanziati 26, la Gran Bretagna 23 e l’Italia appena 5.
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Tag:angela merkel, crisi economica, economia, euro, europa, Gran Bretagna, incentivi, piano anticrisi
Scritto Giovedì 8 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Nel nuovo anno acquistare un caffè o il giornale sarà sempre più semplice, soprattutto per tutte quelle persone che non hanno mai manete nel portafoglio o faticano a ricordare il codice della propria carta.
La soluzione ci viene offerta da Barclays che da marzo consentirà a tutti i suoi clienti europei di acquistare, fino ad un massimo di 10 sterline, circa 11 euro, tutto ciò che vorranno, semplicemente avvicinando la carta di debito ad un lettore magnetico, senza dover digitare alcun pin.
Questo metodo, detto “contactless“, ovvero “senza contatto”, è al momento operativo solo in Gran Bretagna, Spagna, Turchia e Svizzera, mentre in Italia, che ne ha fatto richiesta, arriverà probabilmente entro l’anno prossimo, coinvolgendo circa cinque milioni di utenti.
Questo ritardo è da attribuire alla difficoltà che la cosiddetta cultura della moneta virtuale riscontra nell’attecchire, sebbene il mercato vada ormai nettamente verso questa direzione, con notevoli vantaggi tanto per gli utenti, che avranno a disposizione un mezzo molto più pratico e veloce della moneta cartacea, quanto delle banche che otterranno un concreto risparmio sul costo della carta.
Barclays sarà la prima banca a fornire questo tipo di servizio di carte di debito a livello europeo che in sostanza consentirà di addebitare i piccoli acquisti direttamente sul conto corrente del titolare. In questo modo le operazioni potranno essere effettuate molto velocemente, con un gran risparmio di tempo, stando sicuri anche in caso di smarrimeto o di furto. In questa eventualità infatti, il ladro non potrà di certo prelevare somme da capogiro e anche se il ladro volesse dilapidarci a suon di 10 euro, la carta richiederebbe, dopo un certo numero di “giri”, comunque il codice.
La carta potrà inoltre essere utilizzata anche per acquisti di entità superiore ma in questo caso l’inserimento del pin di sicurezza sarà necessario.
Invece per usarla in modalità “contactless” sarà sufficiente avvicinarla al lettore magnetico al momento dell’acquisto che verrà confermato con un semplice bip e da un messaggio di “transazione avvenuta”, con un unica accortezza, quella di non tenere troppo lontana la carta dal lettore.
La macchiana, ad acquisto effettuato, non emetterà alcuna ricevuta, sempre nell’ottica di risparmio di tempo e denaro, sebbene se ne possa poi fare rischiesta.
Nel Regno Unito sono già 8000 i negozi che hanno aderito a questo nuovo metodo di pagamento veloce, con la prospettiva che entro la fine di marzo tutto il territorio inglese verrà coperto.
Le previsioni si basano, oltre che sulla praticità e la semplificazione che la carta da debito offre, anche sugli esempi che l’hanno preceduta. Infatti la carta contactless è molto simile al PayWave Visa e al PayPass di Mastercad con la sola differenza di essere rivolta esclusivamente all’Europa. La carta per il momento, infatti, non è ancora esportabile nè in USA nè in Canada dove per il momento si dovrà continuare a fare ricorso alla cara, vecchia moneta.
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Tag:banche, barclays, carte di credito, contactless, euro, Gran Bretagna, Italia, mastercard, usa, Visa
Scritto Mercoledì 7 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Dopo l’ingresso nell’Unione Europea, il primo maggio del 2004, a partire dal primo gennaio di quest’anno la Slovacchia entra a far parte anche dell’eurozona, sostituendo la corona con l’euro ad un tasso di cambio di 1 euro=30,1260 Skk.
Così a partire dal 17 gennaio potranno essere utilizzate solo le monete e le banconote in euro per i pagamenti in contante, sebbene le banche continueranno a cambiare la vecchia valuta nazionale con la nuova moneta europea per un certo periodo ad un tasso fisso: i biglietti fino alla fine del 2009 e le monete fino a giugno dello stesso anno.
Realizzato, quindi, quanto promesso dall’Esecutivo “rosso-bruno” che, per bocca del socialdemocratico, Robert Fico, aveva appunto promesso il passaggio alla monta europea nel corso delle elezioni elettorali del giugno 2006.
Un obiettivo che Bratislava è stata capace di conseguire in momento a ir poco cruciale, visto che l’ombrello europeo viene visto da molti paesei ell’Est ome una sorta di ancora di salvezza, contro la grave crisi economica che anche questi paesi stanno attraversando.
Così l’8 gennaio il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia, voleranno a Bratislava per festeggiare l’ingresso della Slovachia nell’eurozona.
Generale, quindi, l’entusiasmo che è andato a stemperare l’iniziale scetticismo, soprattutto della popolazione slovacca che temeva che l’arrivo dell’euro potesse causare un indiscriminato incremento dei prezzi. Così per evitare che si verifichi il cosiddetto caro-euro il premier Fico ha annunciato un monitoraggio attento dei prezzi dei prodotti e delle tariffe dell’energia, con particolare attenzione a quelle di gas e acqua che, a quanto sembra, resteranno invariate per tutto il 2009, mentre quelle dell’elettricità aumenteranno appena dello 0,11%.
Unica incognita rimane l’inflazione che a novembre si attestava intorno al 4,9% e che rappresenta l’unico punto debole in un economia nel complesso piuttosto solida e basata soprattutto sull’industria automobilistica ed elettronica.
Per quanto riguarda, infine, il “look” degli euro slovacchi si è deciso di imprimere sulle monete da 1 e 2 euro la croce patriarcale su tre alture che compare nell’emblema nazionale della Slovacchia, le monete da 10 e 20 cent saranno dedicate al castello di Bratislava, mentre il monte Krivan, simbolo della sovranità slovacca, comparirà sulle monete da 1, 2 e 5 cent.
Bhè che dire, benvenuta Slovacchia!
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Tag:bratislava, euro, eurozona, Inflazione, José Manuel Barroso, robert fico, slovacchia, UNIONE EUROPEA
Scritto Lunedì 5 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Il decreto anti-crisi, approntato dal Governo per fronteggiare la crisi economica, prevede tra gli altri provvedimenti anche lo stanziamento di una serie di fondi grazie ai quali molti cittadini potranno usuffruire di rimborsi fiscali. La somma ammonterebbe a 300 milioni per i rimborsi Irpef a favore di tutti quelli che hanno presentato la dichiarazione dei redditi sino al 2006, mentre 3 miliardi andrebbero a tutti quei cittadini che sono in attesa, da circa 10 anni, di rimborsi Irpeg.
Nel decreto si prevede che l’operazione dovrebbe completarsi entro i primi mesi del 2009, andando così ad aiutare famiglie ma anche imprese che avranno una larga disponibilità di liquidità in un momento così cruciale.
Per quanto concerne l’anno appena trascorso i rimborsi ammontano a circa 6,5 miliardi, per quanto concerne i crediti per imposte dirette pagati dall’Agenzia delle Entrate, con la possibilità, per tutti quei contribuenti che nella dichiarazione hanno indicato il codice Iban, di ottenere il rimborso direttamente sul proprio conto corrente.
Per tutti gli altri, invece, il rimborso è stato effettuato attraverso vaglia cambiario della Banca d’Italia o tramite vaglia postali.
Per quanto riguarda le imposte indirette i rimborsi sono stati pari a 7,3 miliardi per Iva erogati in conto fiscale nel corso dell’anno, ai quali vanno poi a sommarsi i 119 milioni di euro di rimborsi Iva auto richiesti dai contribuenti in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia. Importanti anche i 347 milioni per le altre imposte indirette e i 2,4 per i rimborsi per le tasse di concessione governativa.
Insomma una cascata di denaro che di certo sarà utile a famiglie ed imprese e che le aiuterà a superare questo periodo dic erto molto difficile.
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Tag:Agenzia delle Entrate, Corte di giustizia, euro, Irpef, Italia, Iva, Rimborsi auto, rimborsi fiscali
Scritto Lunedì 5 Gennaio 2009 da Lucia Cocozza
Ha preso il via il 2 dicemnbre la corsa ai saldi.
Ad innaugurare la stagione sono state Napoli, Trieste, Potenza e Campobasso, seguite a ruota da Roma, Milano, Torino, Genova, Palermo, Bologna, Bari, Venezia e Catanzaro. Contente, quindi ,circa 16 milioni di famiglie che, secondo la Confcommercio, hanno aspettato appunto i saldi per fare i loro acquisti e che spenderà in media 432 euro per abbigliamento e accessori.
Un periodo importante per il settore, sul cui fatturato questi saldi invernali incideranno per circa il 19,5%, grazie ad un incasso di 6,8 miliardi di euro, che di certo farà rifare i commercianti delle entrate, sino ad ora, piuttosto scarse a causa della crisi economica.
Infatti, l’andamento alquanto negativo delle vendite per il periodo autunno-inverno ha fatto sì che le giacente a disposizioni aumentassero esponenzialmente, andando così ad incrementare notevolmente le offerte per i saldi. L’ampia disponibilità, quindi, associata a dei prezzi fortemente scontati, che in media si aggireranno intorno al 40% porta molte associazioni di commercianti a ben sperare e a formulare delle previsioni alquanto ottimistiche.
Ovviamente anche per i saldi molte associazioni di consumatori invitano a tenere gli occhi ben aperti.
Ecco perchè sono state formulate delle regole per evitare delle brutte sorprese.
Innanzitutto la Confcommercio ricorda che è obbligatorio per i commercianti indicare il prezzo originale della merce, lo sconto e il prezzo finale. Inoltre il cambio della merce deve essere necessariamente eseguito nel caso in cui il prodotto sia danneggiato, mentre, in altri casi, sarà solo facoltà dell’esercente effettuare il cambio.
Tenendo in mente queste poche, ma precise regole, si potranno fare buoni acquisti in tutta sicurezza.
A questo punto non ci resta che augurare a tutti un buon schopping!
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Tag:Confcommercio, crisi economica, euro, Milano, saldi