Economia: piccoli negozi schiacciati dagli outlet

Promozioni outlet

Promozioni outlet

Ormai sono in tanti, tantissimi. Hanno proliferato e sono un pò d’appertutto, per la gioia dei consumatori… e lo sconforto dei piccoli commercianti, sopratttto quelli “sotto casa”. Si tratta della diffusione degli outlet, che hanno creato un nuovo modo di fare moda e spendere i soldi.

Sono arrivati progressivamente, dal nord Italia. Gli outlet sono dei “contenitori” di abbigliamento, accessori, mobili e quant’altro di alta qualità, i cui pezzi vengono però venduti a meno rispetto al negozio e che, soprattutto, sono passibili ai saldi stagionali.

Un doppio sconto, quindi un doppio affare. Gli italani si muniscono di auto o bus e partono a scaglioni verso le diverse mete del risparmio, e a risentirne sono sopratutto i negozi autonomi, che stanno sperimentando un calo della clientela e sono, spesso, costretti ad alzare i prezzi. Si punta ormai solo nella speranza che il piccolo rivenditore abbia “roba di qualità”, che nelle grandi distribuzioni si insinua non essere così. O, per lo meno, così sperano i piccoli commercianti.

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Crisi economica: tempo di nuovi studi di settore

Crisi economica

Crisi economica

Dato che la realtà cambia, anche gli studi relativi al settore devono adeguarsi. E fu così che l’attuale crisi economica riuscì a creare dei nuovi studi, totalmente focalizzati e ponderati su questo fenomeno.

Per esempio, l’agenzia delle entrate ha modificato lo strumento di indagine fiscale, e lo ha diversificato in base ai diversi Paesi, dal quale ne vengono fuori tre campi d’indagine: le retribuzioni, il redditto pro-capite, le quotazioni immobiliari di ogni zona delimitata.

Questi tre indicatori vengono analizzati in base al modo in cui si intersecano naturalmente: come le retribuzioni influenzino il reddito del singolo cittadino, il quale mostrerà un comportamento in relazione alle realtà territoriali.

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Nonni: il motore dell’economia

Nonni sprint

Nonni sprint

Alla faccia di chi sostiene che le persone anziane non siano più utili alla società. Un’analisi dell’Ires dimostra come l’operato dei nonni, nonne e pensionati/e italiani rappresenti un importante perno per l’economia dello Stivale.

Il loro aiuto è infatti equiparabile ad una cifra pari a 13,8 miliardi di Euro annui. Grazie al loro affaccendarsi nella cura dei nipoti e le attività di volontariato, i nonni sono l’orgoglio del Paese perchè arrivano a contribuire fino all’1,2% del Pil nazionale.

Il risparmio economico portato dalla faschia più matura della società gioverebbe soprattuto alle famiglie con figli ma non solo: con le attività extra che spesso svolgono i pensionati, si arriva ad aiutare anche le persone bisognose di cure e compagnia, senza contare un fato più importante: c’è vita anche dopo il pensionamento.

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L’economia dell’assistenza sanitaria

Costi assistenza sanitaria

Costi assistenza sanitaria

I lavoratori influenzatisi nel 2010 sono costati, fino al giorno d’oggi, 263 milioni di Euro in assenza per la malattia.

Produttività e costi che si sono ripercossi sul lavoro e sulle impresse, che hanno dovuto sostenere costi non indifferenti, come spiega la Camera di Commercio di Milano.

L’assenza media è stata di 3 giorni a persona (weekend esclusi), per un totale di +16 millioni di Euro spesi in più rispetto allo scorso anno.

Quelli che si ammalano di più? Sono stati, nell’ordine:
Milano: 327mila giorni di assenza e 22 milioni di Euro spesi;
Roma: 290mila giorni di assenza e 18 milioni di Euro;
Torino: 170mila giorni di assenza e 10 milioni di Euro;
Bologna: 82mila giorni di assenza e 5 milioni di euro persi.

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Il segreto dell’economia potente del Giappone? L’amore

Love Hotel

Love Hotel

Si chiamano «love hotels» e sono nati in Giappone: non c’è prostituzione, e sono pure legali.
La trovata perfetta tra lifestyle ed economia; i love hotels si intrecciano nei molteplici aspetti della vita quotidiana. Vediamo come…

Un vero e proprio fenomeno di costume che è entrato a fare parte della cultura asiatica, ma non solo in quella: il business dei sexy hotel produce un ritorno impressionante nell’economia giapponese, ragguagliabile a 40 miliardi di Dollari annui.

Ogni camera dell’hotel si non si paga in cash bensì elettronicamente (per eludere la sensazione di mercanteggiamento), ogni camera ha temi e colori differenti per compiacere i gusti diversi dei clienti, e la privacy è assicurata.

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Economia e Lavoro in Italia: differenza tra nord e sud

Nord e Sud

Nord e Sud

Uno studio della Svimez messo a punto dalla “Rivista Economica del Mezzogiorno” ed incentrato sulle politiche economiche dello Stivale, rivela che la panisola soffra di grandi discrepanze lavorative tra nord e sud, con un picco di negatività in quest’ultima area geografica.

Che cosa accade nella parte meridionale dell’Italia? Diversi studi hanno rilevato che la tendenza all’arenamento nel campo del lavoro deriva da diversi fattori: il “lavoro nero”, così viene definito, includendo anche tutte le pratiche che danno poche garanzie al lavoratore, tra cui tassi d’interesse, i contratti atipici ed il basso investimento per ricerca e sviluppo.

Il costo del lavoro nel meridione, inoltre, sarebbe affetto da uno dei tassi più elevati della nazione: e se in Puglia la situazione è semi-normale, in Calabria, Sicilia e Basilicata si arriva fino a picchi del 26.4%.

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Pmi: incrementare il commercio con il web marketing

Pmi

Pmi

Recenti studi hanno affermato esserci una differenza tra il marketing tradizionale ed il (relativamente) nuovo web marketing, soprattutto per le Piccole e Medie Imprese.

Le caratteristiche di internet sono poche e semplici, ma fanno la differenza in termini di pubblicità e fidelizzazione della clientela per le aziende. I costi del web marketing non sono necessariamente ingenti ed i contenuti sono a discrezione dell’azienda.

Il grande vantaggio? La visibilità e l’audience, che può essere illimitata grazie all’elettronica. Inoltre, dal web, è il cliente che cerca l’azienda e non viceversa; in questo modo, è più facile fidelizzare l’audience, che sente di poter scegliere in più autonomia e senza le pressioni o i fastidi di un’azienda che si auto-propone.

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L’enogastronomia italiana: fa bene alla salute e persino al portafogli

423La Coldiretti parla dell’economia italiana, e si riferisce al turismo in questo periodo natalizio. L’Italia, patria dell’enogastronomia, pare infatti poter contare sul settore del turismo enogastronomico per il mantenimento economico del settore.

Questo tipo di turismo rappresenta 5 miliardi di fatturato annuo per il nostro Paese, classificandosi come una delle vere colonne portanti. Questo successo è dovuto anche alla qualità: Coldiretti afferma che l’Italia è l’unico Paese in grado di offrire una vastissima gamma di prodotti di qualità, tra 172 prodotti Dop e 469 vini Doc.

Inoltre, l’organizzazione di festival, movimenti, incontri e sagre a tema esaltano questi prodotti e favoriscono il commercio anche all’estero. La Coldiretti afferma che l’Italia, anche per la sue strutturazione geografica, dispone di un vero patrimonio agroalimentare nazionale.

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Donne: potenziale economico

donneLo avevano anticipato le Spice Girls già anni fa, il girl power è la regola vincente. In tutto.
Adesso lo conferma il Boston Consulting Group, che in campo economico mette le donne nella leading position per salvare il mercato globale dall’attuale crisi economica.

Le ragioni? Le donne, che si sono emancipate dalla loro condizione prettamente di mogli-madri-casalinghe, non hanno però perso la loro acutezza nella gestione pratica della famiglia. Ora che la donna è autonoma e ha un reddito personale, è in grado di spenderlo al meglio sia per i consumi in casa che a suo piacimento.

Il Boston Consoultin Group prevede anche che in cinque anni il divario di reddito tra i sessi si attenuerà grazie anche all’aumento del 50% del reddito al gentil sesso. Pare che il potenziale economico delle donne in questo settore sia estremamente importante, e che l’introduzione di figure femminili in monopoli maschili sia giusto, dovuto (e svegliati, mondo!) e salutare.

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La crisi di Dubai: una possibile risorsa per altre economie?

dubaiCon la crisi di Dubai dello scorso giovedì (che ha trascinato a piccole Borse), c’è chi sostiene che questa situazione sfavorevole per alcuni possa offrire situazioni speculative per altri.

Considerando infatti che molti titoli sono crollati, si può forse approfittare del nuovo rapporto rendimento/rischio che è nato con Dubai. Anche chi non è abituato ad investire personalmente, o chi preferisce investimenti più lunghi, può ricordare che le regole di mercato sono altalenanti (chi sale, chi scende) e che comprare si fa poco per volta, non tutto insieme. L’investimento a lungo termine permette infatti di arricchire il portafoglio titoli.

I consigli degli esperti di trading sono: informatevi più approfonditamente degli andamenti del mercato (se potete), mantenete calma e lucidità e siate calcolatori. In bocca al lupo!

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