L’UE bacchetta l’Italia

unioneeuropea Figura anche l’Italia tra i 9 paesi verso i quali l‘Unione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo rispetto al tetto del 3% fissato per il PIL 2009.
Stando ai dati contenuti nell’ultima nota al Dpef, il disavanzo per il nostro paese si aggirerebbe intorno al 5,3%.
Così la prossima settimana la Commissione Europea si riunirà per discutere la situazione di questi 9 paesi, portando così a 20 su 27 il numero dei membri che non rispettano il parametro.
Nel gruppo dei nove, oltre all’Italia, ci sono anche Germania e Portogallo.
Il commissario agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia, ha spiegato che la prossima settimana “la Commissione discuterà dei rapporti su altri 9 paesi che nel 2009 hanno il deficit sopra il 3%. La Commissione avvierà formalmente la procedura a metà novembre mentre le decisioni formali spettaranno all’Ecofin di dicembre”.
In situazioni di questo tipo, infatti, la riunione della Commissione può solo concludersi con una raccomandazione da inviare all’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e finanziari (cosa che viene data per scontata) a cui poi spetta di decidere che cosa fare.
Gli 11 paesi verso i quali la procedura è già aperta sono invece Ungheria e Regno Unito (l’anno scorso, già prima della crisi) a cui si sono aggiunti, all’inizio di quest’anno e con riferimento al bilancio 2008, Grecia, Irlanda, Francia, Spagna, Malta, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania. Le date entro cui i governi devono riportare il deficit al di sotto del 3% – secondo le rispettive “raccomandazioni” approvate poi dall’Ecofin, variano dal 2010 al 2013/2014.

Contabilità: l’Europa si adegui agli USA

tremonti-3I paesi europei hanno rivolto un appello all’Ecofin, l’istituto che regola gli standard europei di contabilità. La richiesta è semplice: adeguarsi a quanto si sta facendo negli Stati Uniti con l’introduzioni di regole più flessibbili che siano capaci di adeguarsi alla situazione di crisi economica che stanno attraversando le banche.
In sostanza i 27 paesi membri dell’UE chiedono che l’Iasb, l’organismo indipendente che stabilisce i criteri contabili europei, “cooperi strettamente con la Fasb (la corrispondente autorità Usa) per raggiungere un equivalente trattamento e applicazione degli standard paralleli nei sistemi Ifrs e Gaap allo scopo di evitare l’emergere dei rischi di distorsione competitiva”.
Tremonti al termine dell’incontro ha poi contestato l’allarme lanciato dall’opposizione sull’evasione fiscale, sottolineando come i dati sbandierati si riferiscono invece al tempo del governo Prodi, mentre oggi sempre secondo il ministro “l’evasione fiscale è oggi da parte dell’opposizione l’evasione dalla realtà e dalla verità per questo-conclude Tremonti- parlare di evasione fiscale in questi termini è irresponsabile perchè incentiva a evadere”.

Vogliamo più soldi!

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L’Ecofin, che si riunisce oggi a Bruxelles, e’ pronto a raddoppiare i 250 miliardi di dollari a disposizione del Fondo monetario internazionale per aiutare i paesi colpiti dalla crisi economica globale. Lo rivela un documento, ottenuto dall’agenzia Reuters, nel quale i ministri finanziari europei prendono posizione sulla politica economica, la riforma delle istituzioni internazionali, il Fmi e gli organismi multilaterali, in vista del G20 che si terra’ a Londra il prossimo 2 aprile. Il fondo del Fmi dovrebbe percio’ passare a 500 miliardi di dollari. “I paesi membri dell’Unione europea – si legge nel documento – appoggiano il raddoppio delle risorse del Fmi e sono pronti a contribuire al temporaneo aumento, se sara’ necessario”. E ancora: “E’ essenziale che il Fmi abbia appropriate risorse per aiutare i paesi particolarmente colpiti dalla crisi attuale”.