Cina: Baidu multato per download

Baidu

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E’ uno dei motori di ricerca più famosi della Cina, si chiama Baidu, ed in questi giorni è stato multato. E’ la prima volta nella storia della super-controllata tecnologia cinese che si multa un motore di ricerca.

La ragione? Secondo la legge cinese, Baidu avrebbe violato il copyright per aver permesso agli utenti di scaricare 50 file mp3, tutte canzoni. La Music Copyright Society of China, che ha fatto casa al motore di ricerca, per la prima volta ha vinto la causa. Dopo 2 anni di processo, Baidu è stato condannato a dover pagare 60mlia yuan (circa 7mila Euro).

In passato, altri artisti e compagnie avevano intentato causa per motivi di copyright, ma non avevano mai vinto. Qualcuno, già, parla di rivoluzione nel Paese dagli occhi a mandorla.

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Italiani: si alla musica online, i CD restano troppo cari

Musica

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Si sa, il settore musicale è in crisi da sempre sin dal momento dell’arrivo di internet, ed analizzando la situazione in Italia, pare che i negozi di dischi siano nel pieno delle difficoltà.

Gli italiani preferiscono acquistare la musica online, i file al posto del CD in vinile, tanto che nello scorso anno, lo Stivale ha fatto registrare un calo delle vendite nel business del settore.

Fimi-Confindustria parla di una diminuzione del -24% per il fatturato dei negozi, ma una crescita del +27% per gli acquisti di file musicali online.

Il successo della musica online ha molteplici assi: in primis i costi contenuti, poi la facile reperibilità dei pezzi, la diffusione del download, e gli artisti stessi che mettono online CD interi. Il fatturato complessivo dell’online music? Circa 2 milioni di Euro.

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La privacy online dei cittadini si discute con la Fapav

Privacy online

Privacy online

Nella data citata si terrà la risoluzione di un importante caso, quello che FAPAV ha mosso contro la Telecom, e che andrebbe ad aggredire la privacy dei clienti del gestore di telefonia italiano.

La FAPAV (acronimo di “Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva”) ha avviato un’investigazione sui movimenti internet degli utenti Telecom (eseguita dalla company francese CoPeerRigt), che sono poi stati accusati dalla FAPAV stessa di aver compiuto “illeciti” tramite il download di contenuti peer-to-peer.
Per questo motivo, la FAPAV ha fatto causa alla Telecom chiedendo di pedinare i movimenti dei clienti Telecom e di ristabilire la legalità. La risoluzione del caso avverrà, dunque, tra pochi giorni.

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