Scritto Giovedì 12 Novembre 2009 da Carola
A causa dell’uragano Ida, che si è imbattuto la scorsa settimana sul Golfo del Messico, conseguentemente il prezzo del petrolio al barile è salito fino ad $80.
L’uragano Ida è stato inizialmente sottovalutato come una semplice e consueta manifestazione di mal tempo tropicale, ed i produttori di petrolio aspettavano il suo passaggio senza prevedere tali danni.
Tuttavia, gli analisti in Borsa hanno affermato che, anche se l’uragano Ida ha minato il potere del Dollaro, questo era già indebolito in precedenza per altri fattori. L’uragano, tuttavia, che si è manifestato martedì scorso, ha abbattuto del 29.6% la produzione petrolifera del Golfo del Messico.
[Image via Amso]
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Tag:dollaro, economia, Golfo del Messico, petrolio, prezzo al barile, produzione, Uragano Ida
Scritto Sabato 24 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Nuovo primato dell’euro sul dollaro.
Sui massimi livelli negli ultimi 14 mesi la moneta comunitaria è riuscita a toccare quota 1,50 rispetto al biglietto verde, anche grazie al mercato azionario che negli ultimi tempi sembra aver intrapreso una corsa ai guadagni.
Ma a cosa si deve precisamente la forza dell’euro rispetto al dollaro?
La risposta può facilmente essere rintracciata nella maggior propensione al rischio da parte degli investitori che sembra determinare una più accentuata debolezza della moneta statunitense.
Infatti, nel momento in cui cresce la voglia di rendimento, gli operatori tendono a correre maggiori rischi, facendo si che i capitai si spostino dai Titoli di Stato USA ai bond europei, che hanno rendimenti maggiori.
Ma vendere bond americani per acquistare bond europei non significa altro che vendere dollari per euro: ecco perchè negli ultimi tempi il dollaro è sempre più debole.
Ovviamente a questo motivo si deve aggiungere la debolezza dell’economia americana e il fatto che la ripresa economica non sia accompagnata da un rilancio dell’occupazione.
Questa situazione fa si che l’appeal del dollaro sia in costante discesa, con la conseguenza che gli investitori siano sempre più propensi verso i bond europei anziché quelli americani, con la prospettiva che in breve tempo l’euro possa anche toccare quota 1,6.
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Tag:bond, crisi economica, dollaro, euro, europa, Fed, finanza, Mercati Internazionali, occupazione, usa
Scritto Martedì 6 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
E’ schizzato a 71 dollari al barile il prezzo del petrolio a New York, dopo che i futures in prima scadenza si sono attestati in rialzo di ben 90 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.
Il barile di West Texas Intermediate si attesta così a 71,61 dollari, mentre a Londra il barile Brent, il petrolio del Mare del Nord, è aumentato di 1,11 dollari, salendo a quota 69,15.
A contribuire al rialzo del prezzo del petrolio è stato soprattutto un calo del dollaro sul mercato dei cambi.
La moneta americana ha, infatti, subito un ribasso dopo che il quotidiano The Indipendent, ha riferito di alcune presunte manovre segrete tra gli Stati del Golfo e altri paesi, aventi come obiettivo quello di sostituire la divisa Usa sugli scambi di oro nero.
Circostanza già smentita da Arabia Saudita e Kuwait.
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Tag:barile, dollaro, Mercati Internazionali, mercato di cambi, petrolio, usa
Scritto Sabato 18 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
La conferma arriva dal Big Mac, proprio quello della catena di fast food Mc Donald’s. Il Big Mac Index messo a punto dall’Economist, conferma che nei Paesi di Eurolandia ci vogliono in media 4,62 dollari per comprare appunto un Big Mac, il 29% in più rispetto a quanto si spende negli Usa, dove ci si ferma a 3,57 dollari.
Il Big Mac Index si basa su una teoria molto semplice, quella della parità del potere d’acquisto di un identico oggetto consumato in tutto il mondo. E in questo senso il Big Mac si è prestato benissimo. Il punto è che essendo lo stesso identico oggetto venduto a prezzi diversi, i tassi di cambio lo allineano e quindi il panino dovrebbe rivelare le differenze di prezzi e di valore della propria divisa.
Da qui gli esperti dell’Economist hanno pensato bene di tradurre in base ai cambi il prezzo del Big Mac confrontandolo in dollari e avere una idea della situazione in rapporto all’economia statunitense.
L’indice, che si basa mettendo a confronto i prezzi del famosissimo panino in 33 economie mondiali, nel 2008 evidenzia un euro ancora forte anche se meno sopravvalutato rispetto al 2007, quando un Big Mac costava la bellezza di 5,34 dollari in Eurolandia.
Una sopravvalutazione che, come è noto, penalizza l’economia e le imprese europee dell’area euro davanti alla concorrenza statunitense, per anni giocata sulla svalutazione da parte dell’amministrazione Bush. In quella che, con una certa ironia, all’Economist chiamano ‘burgernomics’ emerge una certa mancanza di competitività legata alla forte valutazione dell’euro, “quando la domanda è debole e i posti di lavoro vengono persi, nessuna desidera una moneta forte”, sottolineano gli esperti del giornale economico.
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Tag:Big Mac, dollaro, Economist, euro, tasso di cambio, UNIONE EUROPEA
Scritto Lunedì 1 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
L’euro non è mai stato così forte, almeno dal dicembre scorso. E’ questo l’entusiastico annuncio che giunge dalle istituzioni comunitarie, felici del bel progresso della moneta comune.
A favorire l’euro sono stati senza dubbio una serie di fattori diversi, tra i quali ha giocato un ruolo di primo piano la debolezza del dollaro, dovuta al forte rialzo del greggio e ai dati confortanti che provengono dal comparto manifatturiero cinese, tutti elementi che hanno allontanato gli investitori dalla moneta americana.
L’euro, quindi, viaggia spedito attestandosi al momento sui 1,4227 dollari contro gli 1,4150 di questa mattina e gli 1,4145 di venerdì. Il cross è ai livelli più elevati da fine dicembre e gli andamenti degli indici fanno ben sperare su una buona tenuta della moneta comunitaria.
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Tag:borsa, dollaro, euro, finanza internazionale, mercato cinese, prezzo del petrolio
Scritto Venerdì 15 Maggio 2009 da Lucia Cocozza
Brutte notizie giungono da una delle più importanti aziende giapponesi, la Sony, che non solo ha chiuso l’esercizio in rosso, ma ha anche annunciato forti perdite per l’anno in corso, le quali comporteranno un’accellerazione del processo di ristrutturazione, ma anche la chiusura di ben 4 fabbriche in Giappone e 4 all’estero.
Le perdite sono state causate da un netto calo della domanda e da un rialzo dello yen, comportando una perdita annuale di 227,8 miliardi di yen, con una chiusura dell’esercizio in perdita di circa 294,31 miliardi di dollari.
Per l’esercizio in corso la perdita prevista è di circa 110 miliardi di yen, mentre una ripresa si prevede solo per il 2011. Per quanto concerne il giro d’affari complessivo il calo annuale è stato di circa il 12,9%, così che l’azienda ha deciso di tagliare 16mila posti di lavoro, puntando, per il rilancio, sulla produzione di nuove apparecchiature che dovrebbero riaffermare il gruppo nei mercati internazionali.
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Tag:crisi, dollaro, giappone, licenziamenti, ristrutturazione aziendale, sony, yen
Scritto Mercoledì 29 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
Ottima la ripresa dell’euro rispetto al dollaro, dopo le performance non di certo positive dei giorni scorsi.
Il cambio euro/dollaro ha infatti recuperatola soglia degli 1,32, ma si rimane in attesa della riunione, che si terrà stasera, del FOMC della Federal Reserve nonchè la diffusione del Pil preliminare del primo trimestre negli USA.
Se il dollaro appare più debole rispetto all’euro, appare invece tenere bene contro lo yen, scambiando a 96,88 yen, in una giornata che vede l’assenza dalle sale operative degli investitori giapponesi, vista la chiusura della borsa nazionale per lo “Sowa Day”.
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Tag:dollaro, euro, Federal Reserve, scambi, yen
Scritto Venerdì 3 Aprile 2009 da Lucia Cocozza
La BCE taglia ancora i tassi di interessi che si attestano oggi sull’1,25%. La riduzione è stata di circa un quanrto di punto, sui depositi dallo 0,5% allo 0,25% e dal 2,5% al 2,25% per quello marginale. Il taglio, deciso giovedì, porta il costo del denaro ad un nuovo minimo storico, vero e proprio record da quando la BCE gestisce la politica monetaria.
La decisione delude però il mercato che sperava in un taglio di mezzo punto, con la conseguenza di un rallentamento delle principali borse europee.
La decisione ha sorpreso anche il mercato dei cambi, dove l’euro è schizzato a quota 1,3419 dollari.
“A metà anno i tassi dovrebbero risalire” ha dichiarato il presidente della Bce Jean-Claude Trichet che però non ha escluso che fino ad allora possano ulteriormente scendere, aggiungendo che “l’economia dell’Eurozona si è indebolita ulteriormente nei primi mesi dell’anno e ci aspettiamo che rimanga debole per tutto il 2009 con segnali di miglioramento graduale nel 2010″.
Per il momento la pressione dell’inflazione è in diminuzione e tutti gli indicatori fanno presagire che resterà al di sotto del 2%.
Trichet ha poi aggiunto “Non abbiamo modificato la nostra posizione in materia di deflazione. Non vediamo materializzarsi per ora i rischi di deflazione. Certo molto dipenderà anche dai prezzi del greggio”.
Rinviate a maggio le ulteriori decisioni della BCE in relazione ad altri provvedimenti che si spingano oltre la leva dei tassi.
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Tag:BCE, dollaro, euro, Inflazione, mercati, petrolio, taglio, tassi di interesse, trichet
Scritto Giovedì 19 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
Dollaro sempre più debole e il petrolio va su. Per la prima volta, infatti, dallo scorso 6 gennaio il prezzo del greggio è salito sopra i 50 dollari a barile, sospinto dalle forti variazioni registratesi in Borsa.
Il dollaro in caduta libera sui mercati asiatici e su quello europeo, è scambiato in Europa a 1,35, mentre ancora più basso è il valore stimato sui mercati dell’Est, dove si sono registrati dei minimi bimestrali.
Intanto si è dato il via alle vendite, grazie alla Fed che ha offerto 300 miliardi di dollari per acquistare Treasury nei prossimi sei mesi, 750 miliardi per acquistare Mbs e 100 miliardi extra destinati ad acquistare bond della agenzie federali specializzate in finanza di scopo (case, prestiti agli studenti). Immediato il collasso dei rendimenti, il Treasury decennale è sceso a 2,53% con un calo di ben 45 punti base. E le borse tornano a soffrire
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Tag:dollaro, Fed, Mbs, petrolio, Treasury
Scritto Martedì 17 Febbraio 2009 da Lucia Cocozza
Nuovamente in discesa i mercati americani che nonostante la chiusura di ieri di Wall Street ha registrato una caduta considerevole dell’indice S&P 500 che, rispetto alla chiusura di venerdì, ha fatto già registrare una perdita di due punti percentuali.
Male anche la piazza giapponese che, dopo la brutta figura del ministro Nakagawa in Eurovisione, ha visto il Nikkei 225 arretrare di circa 1,35%.
In calo anche i mercati europei con il future sull’Eurostroxx che perde circa l’1,8%.
Va invece bene il mercato delle obbligazioni tedesco con il bud future a 125,50, mentre continuano anche le vendite sui titoli italiani.
Per quanto riguarda le monete il dollaro sembra si stia rafforzando rispetto all’euro(1,2640) e allo yen(116,40).
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Tag:dollaro, Nikkei, titoli, Walla street, yen