Italiani: si alla musica online, i CD restano troppo cari

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Si sa, il settore musicale è in crisi da sempre sin dal momento dell’arrivo di internet, ed analizzando la situazione in Italia, pare che i negozi di dischi siano nel pieno delle difficoltà.

Gli italiani preferiscono acquistare la musica online, i file al posto del CD in vinile, tanto che nello scorso anno, lo Stivale ha fatto registrare un calo delle vendite nel business del settore.

Fimi-Confindustria parla di una diminuzione del -24% per il fatturato dei negozi, ma una crescita del +27% per gli acquisti di file musicali online.

Il successo della musica online ha molteplici assi: in primis i costi contenuti, poi la facile reperibilità dei pezzi, la diffusione del download, e gli artisti stessi che mettono online CD interi. Il fatturato complessivo dell’online music? Circa 2 milioni di Euro.

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Donne: potenziale economico

donneLo avevano anticipato le Spice Girls già anni fa, il girl power è la regola vincente. In tutto.
Adesso lo conferma il Boston Consulting Group, che in campo economico mette le donne nella leading position per salvare il mercato globale dall’attuale crisi economica.

Le ragioni? Le donne, che si sono emancipate dalla loro condizione prettamente di mogli-madri-casalinghe, non hanno però perso la loro acutezza nella gestione pratica della famiglia. Ora che la donna è autonoma e ha un reddito personale, è in grado di spenderlo al meglio sia per i consumi in casa che a suo piacimento.

Il Boston Consoultin Group prevede anche che in cinque anni il divario di reddito tra i sessi si attenuerà grazie anche all’aumento del 50% del reddito al gentil sesso. Pare che il potenziale economico delle donne in questo settore sia estremamente importante, e che l’introduzione di figure femminili in monopoli maschili sia giusto, dovuto (e svegliati, mondo!) e salutare.

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Il mercato? Lo sostengono i teenagers

teenagerCrisi? Pare che per il mercato under 20 non ci sia. Una recente ricerca della TNS ha dimostrato che l’Italia dei giovanissimi non avverte la crisi.

Questa è la fascia di età sulla quale fa più presa il potere del marketing, soprattutto per l’abbigliamento e la tecnologia – come rivela la 4°edizione del convegno chiamato Teenagers, organizzato da Somedia.

I consumi di questo mercato di massa di nicchia sono infatti studiati per questo target d’età, cercando di coinvolgere questo pubblico e cercando di creare il bisogno di determinati servizi.

D’altronde, TNS diffonde numeri interessanti per il settore: il mercato dei teenagers fattura 9milliardi di euro annui, che non sono frutto di lavori svolti dai ragazzi (ad eccezione del 18%) ma da amorevoli elargizioni familiari.

Le cose indispensabili da avere quando hai meno di 20 anni? Accessori, telefonino, gadget (per telefonino), internet… ed il 73% di loro sostiene però di acquistare solo lo stretto necessario….

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La crisi di Dubai: una possibile risorsa per altre economie?

dubaiCon la crisi di Dubai dello scorso giovedì (che ha trascinato a piccole Borse), c’è chi sostiene che questa situazione sfavorevole per alcuni possa offrire situazioni speculative per altri.

Considerando infatti che molti titoli sono crollati, si può forse approfittare del nuovo rapporto rendimento/rischio che è nato con Dubai. Anche chi non è abituato ad investire personalmente, o chi preferisce investimenti più lunghi, può ricordare che le regole di mercato sono altalenanti (chi sale, chi scende) e che comprare si fa poco per volta, non tutto insieme. L’investimento a lungo termine permette infatti di arricchire il portafoglio titoli.

I consigli degli esperti di trading sono: informatevi più approfonditamente degli andamenti del mercato (se potete), mantenete calma e lucidità e siate calcolatori. In bocca al lupo!

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Francesco Alberoni: “Consigli per battere la crisi”

AlberoniIl sociologo Italiano Francesco Alberoni esprime alcune considerazioni sul periodo di crisi, e di come superarlo a parer suo.

Innanzitutto, Aberoni accusa un generale abbassamento della qualità, nato dagli USA fino ad arrivare in Italia (nonostante gli sforzi del Paese nel pro Made in Italy): tale abbassamento qualitativo ha anche abbassato i prezzi che, logicamente, sono risultati più appetibili nelle circostanze attuali.

Alberoni sostiene che per una ripresa economica, sociale e culturale bisogna riappropriarsi delle eccellenze di un tempo, in più campi possibili (prodotti, informazione, scuola, ricerca e rapporti umani). Alberoni propone quasi una piccola-grande rivoluzione di costume, affinché noi stessi ci rendiamo conto di essere in grado di pensare, creare e produrre prodotti perfetti.

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Trichet:Nuova caduta dei prezzi al consumo

unioneeuropea Non arrivano delle buone notizie dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, il quale ha annunciato che nei prossimi mesi i prezzi al consumo saliranno nuovamente, sebbene il tasso di riferimento resterà al suo minimo storico, ovvero all’1,0%.
“Ci aspettiamo che la stabilità dei prezzi venga preservata nel medio termine – ha detto Trichet – Gli indicatori disponibili sulle aspettative di inflazione restano fermamente in linea con l’obiettivo del consiglio direttivo di mantenere l’inflazione inferiore ma prossima al 2%”.
Ad ogni modo, ha aggiunto il numero uno dell’Eurotower, ” nel medio termine la pressione inflazionistica resterà bassa, in quanto l’espansione monetaria e creditizia continuerà a rallentare”.
Così ci aspetta per la zona euro una crescita negativa del Pil compresa tra -4,4% e -3,8%, mentre nel 2010 la situazione dovrebbe migliorare con un Pil che oscillerebbe tra -0,5% e +0,9%. Proiezioni al rialzo, quindi, rispetto a quelle del mese di giugno, che rifletterebbero secondo il numero uno della Bce i recenti dati macro.
Anche per l’inflazione le stime sono state infatti riviste al rialzo, con una proiezione di 0,2/0,6% per il 2009 da 0,1/0,5% delle previsioni di giugno, e di 0,8/1,6% per il 2010 da 0,6/1,4%.

Consumi:boom per i cellulari

libri%20e%20surrealismo In barba alla crisi e alla “filosofia” dello stringere la cinghia esiste un oggetto al quale gli italiani non sembrano proprio capaci di rinunciare. Si tratta del cellulare che ha registrato, a fronte di un notevole restringimento dei consumi delle famiglie, un incremento di circa il 15,4%.
Il dato è emerso dal Rapporto sul Terziario 2009 elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio che scatta una fotografia dei consumi delle famiglie italiane tra il 2002 e il 2008.
Un vero e proprio boom si è registrato soprattutto negli ultimi sette anni, periodo nel corso del quale l’acquisto dei cellulari ha registrato un incremento di ben il 189%.
Se i telefonini sono amati, forte disaffezione esiste invece per i libri e i giornali le cui vendite sono scese tra il 2002 e il 2008 di ben l’11,3%. Forte la flessione anche per la spesa relativa per auto e moto (-15,1%), servizi di trasporto (-7,4%), elettrodomestici (-7,1%) e alcuni prodotti alimentari tra cui i prodotti ittici (-5,4%). Bene, invece, oltre al settore della telefonia, in cui l’innovazione determina un sensibile effetto sostituzione, specie tra le fasce più giovani della popolazione, anche le attrezzature per la casa e il giardino (+14,3%) e i tessuti per la casa (+4,7%).

Italia: PIL ancora negativo

soldi negativi i dati diffusi sull’andamento del PIL per questo secondo trimestre, visto che ci sarebbe stata una riduzione di circa lo 0,5% e un crollo annuo pari addirittura al 6%.
Un vero record negativo, che secondo l’Istat conferma il trend negativo degli ultimi mesi, visto che si tratta del quinto calo consecutivo, anche la contrazione e’ molto piu’ leggera rispetto alle precedenti.
Ma il dato su base annuale continua a marcare una pesante differenza. “La contrazione congiunturale del Pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi”, spiega Istat.
Dati, quindi, piuttosto preoccupanti che confermano come l’Italia viva una situazione piuttosto difficile anche perchè altri paesi come il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno fatto registrare un andamento migliore: per il primo la riduzione congiunturale è stata dello 0,8% mentre per il secondo il calo è stato pari allo 0,3%.

Sony è crisi nera

sonyBrutte notizie giungono da una delle più importanti aziende giapponesi, la Sony, che non solo ha chiuso l’esercizio in rosso, ma ha anche annunciato forti perdite per l’anno in corso, le quali comporteranno un’accellerazione del processo di ristrutturazione, ma anche la chiusura di ben 4 fabbriche in Giappone e 4 all’estero.
Le perdite sono state causate da un netto calo della domanda e da un rialzo dello yen, comportando una perdita annuale di 227,8 miliardi di yen, con una chiusura dell’esercizio in perdita di circa 294,31 miliardi di dollari.
Per l’esercizio in corso la perdita prevista è di circa 110 miliardi di yen, mentre una ripresa si prevede solo per il 2011. Per quanto concerne il giro d’affari complessivo il calo annuale è stato di circa il 12,9%, così che l’azienda ha deciso di tagliare 16mila posti di lavoro, puntando, per il rilancio, sulla produzione di nuove apparecchiature che dovrebbero riaffermare il gruppo nei mercati internazionali.

Petrolio:quotazioni in calo

il-petrolio-ad-un-nuovo-recordDopo una settimana caratterizzata da buone performance, tornano a perdere terreno le quotazioni del petrolio, le quali, tuttavia, sembrano contenere bene le perdite.
Nonostante ciò gli scambi sono terminati nella giornata di ieri con un bilancio piuttosto pesante, questo soprattutto a causa dei timori legati alla febbre da suino che sta colpendo il Messico e gli Stati Uniti.
Nelle ultime ore l’allarme si è spostato anche in Europa, facendo temere che, una diffusione del panico da epidemia, possa avere anche dei gravi contraccolpi sulla prospettiva di una ripresa dell’economia a livello mondiale.
Le vendite così hanno preso il sopravvento sul circuito del Nymex a New York dove il future con scadenza giugno è stato fotografato a quota 50,07 dollari, con una flessione del 2,9%, dopo essere arrivato a segnare nell’intraday una perdita superiore ai cinque punti percentuali.