L’alternativa alla crisi? L’E-commerce

new-ecommercePer rimediare alla crisi una buona soluzione è creare un negozio online.  Oggi la possibilità di creare un e-shop è alla portata di tutti. Ci sono moltissime piattaforme che, in maniera semplice e con costi limitati, permettono di raggiungere ottimi risultati in termini di vendite.

Un esempio è Freschcreator, una piattaforma che permette di creare siti negozio con strumenti propri e senza costi iniziali. Da quest’anno, inoltre, è arrivata anche in Italia la piattaforma “marketplace” di Amazon, il principale sito di e-commerce al mondo, che permette di aprire un negozio online sul sito di Amazon e utilizzare anche i suoi servizi di logistica.

Immancabile anche la proposta di Google, Seat, Register e Poste italiane che hanno dato vita a “La mia impresa on line“, una piattaforma che rende più facile avere un sito aziendale e un negozio on line con molti vantaggi.

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Caos nel Mercato sul timore che la crisi irlandese si diffonda

Eurozona

Eurozona

I mercati finanziari sono stati gettati nello sconforto dopo il gigantesco crollo economico dell’Irlanda con l’euro, Paese dell’Unione che non è ancora riuscito a tracciare una linea netta che lo porti al di sopra del debito nella zona euro.

Di conseguenza, i mercati azionari di tutta Europa vivono momenti di preoccupazione, legati al timore che la congiunta dell’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale non saranno sufficiente a prevenire il contagio di crisi economica, e che questo possa dunque estendersi ad altri Stati membri.

Circa 3 miliardi di sterline sono state sottratte dal valore della Royal Bank of Scotland e della Lloyds Banking Group, entrambe nel timore di dover affrontare anche maggiori perdite sui 27 miliardi che hanno prestato agli irlandesi.

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Irlanda in crisi economica chiede nuove elezioni

UE

UE

I due principali partiti di opposizione della Repubblica d’Irlanda hanno richiesto un’immediata generale elezione, dopo il crollo economico UE del Paese stesso.

Il Labour Party e Fine Gael, hanno parlato dopo che il Green Party, partner junior nella coalizione di governo, ha chiesto elezioni per gennaio.

Il Governo ha accettato fino a 90 miliardi di euro di prestiti. Ma il PM Brian Cowen ha detto di mantenere la linea al di sotto delle aspettative, e che il suo governo si concentrerà intensamente sullo stanziamento intelligente di un budget.

Brian Cowen ha anche detto che non scioglierà il Parlamento fino a che le sue misure d’emergenza non saranno approvate dal Parlamento nel nuovo anno. Il governo pubblicherà mercoledì prossimo un nuovo piano economico quadriennale.

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Paura per l’Euro mentre l’Italia è trascinata nella crisi

Euro

Euro

L’Italia è stata la scorsa notte trascinato nella crisi del debito europea come il piano di salvataggio di Irlanda non è riuscito a calmare l’uragano finanziario scatenando il caos in tutto il continente.

L’euro e lo affondò costi ammontano i paesi indebitati a prendere in prestito salito, innescando nuovi dubbi sul futuro della moneta unica e l’Unione europea.

Si sperava che il £ 72bn salvataggio irlandese – hanno deciso di Domenica scorsa a seguito del piano di salvataggio greco nel periodo estivo – si placare gli investitori nervosi.

Ma il pacchetto è stato dato il pollice giù dai mercati finanziari sembra determinato ad attaccare i membri più deboli dell’euro. L’Italia era in prima linea insieme a Spagna, Portogallo e Belgio.

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Wall Street: i broker non comprano, paura crisi

Wall Street

Wall Street

Nonostante Wall Street stia dando segnali positivi, realizzando margini netti superiori alle stime, pare però che, allo stesso tempo, i broker non si stiano fidando dell’apparente ripresa.

Si tratta quindi di operatori pessimisti, che hanno fatto scendere le vendite negli USA al 5.1%, mentre le posizioni di quelli che trattengono (ovvero, chi aspetta a vendere) sono arrivate a livelli da record. Insomma, pare che la tendenza sia quella di prendere e mettere da parte, anzichè far riattivare a Borsa valori.

Si trata, fondamentalmente, di timori e paure per l’economia di domani, tanto che alcuni dei potenti che grazie a WallStreet si sono costruiti degli imperi, sostengono di essere pronti ad inventare misure straordinarie pur di far riprendere il bilanciato andamento della Borsa.

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UE: crisi in ripresa, lavoro no

UE

UE

Lo dice Eurostat: anche se l’Eurozona accenna a segni di ripresa dalla crisi economica, purtroppo l’occupazione non dà invece altrettanti segni di ripresa. Si tratterebbe infatti solo di una leggera crescita economica, a cui non tutti i Paesi UE sono allineati, e quindi la svolta decisiva sembra ancora lontana.

La disoccupazione fuori UE, come in USA ed in Giappone, si attesta rispettivamente al 9.5% ed al 5.2%, mentre nel Paesi dell’accordo è più alta, al 10%, con picchi di crescita dei lavoratori inattivi. Al contrario, l’inflazione pare essersi registrata in calo, e pare che nello Stivale i consumi degli ultimissimi mesi siano cresciuti dello 0.2%.

(Foto © Stampalibera)

Mercato dell’auto: caduta libera nell’EU

Mercato dell'auto

Mercato dell'auto

E’ iniziato lo scorso maggio il periodo nero per il mercato dell’auto, che si sta ancora verificando in tutta Europa.

A patirne in Italia è il gruppo FIAT, che ha subito una contrazione considerevole delle immatricolazioni, mentre la Germania si riconferma ancora il Paese in cui il mercato automobilistico è il più vivo, ma è allo stesso modo quello che ha registrato una contrazione maggiore (-35,1%). Sorprendentemente, crescono gli acquisti in Inghilterra e in Spagna.

Alcune delle ragioni della crisi sono l’esaurimento degli incentivi statali e dei bonus. Comunque, nel settore Europeo, è proprio l’italianissima Panda a confermarsi come autovettura più venduta, seguita da un’altra sua connazionale, la 500.

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Crisi: gli italiani rinunciano ai divertimenti

Crisi economica

Crisi economica

Si tratta di un vero e proprio calo dei consumi, registrato in tutta la lunghezza dello Stivale. Quello a cui gli italiani si vedono costretti a rinunciare ultimamente sono i ristoranti ed i bar.

La Fiepet Confesercenti sostiene che il 15% degli italiani frequenta meno il bar (per pausa caffè e colazione), mentre il 26% rinuncia alle cene al ristorante, con un picco di ¼ della popolazione tra i 25 ed i 45 anni che dichiara di non andarci del tutto.

La metà degli italiani, invece, dichiara di frequentare bar e ristoranti solo occasionalmente. Con una media giornaliera di 8,00 Euro spesi dagli 8 milioni di lavoratori costretti a pranzare fuori casa, l’unico consumo che sembra rimanere stabile è quello della colazione al bar, il più economico.

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Arriva il decreto incentivi che sostiene i settori in crisi

Incentivi

Incentivi

E’ arrivato il nuovo decreto, con l’approvazione del Consiglio dei ministri, che ha stanziato 200 milioni di Euro per incentivare e sostenere i settori economici in crisi.

Da dove arriva il denaro che verrà ridistribuito per l’Italia? Dalla lotta all’evasione fiscale (200 milioni di Euro), mentre i restati 100 milioni di Euro sono stati erogati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Certo, date le dimensioni e la condizione attuale dell’Italia, questi soldi non sono molto. Sono stati anche forniti degli incentivi per l’acquisto di strumenti casalinghi: cucine e lavastoviglie, bonus internet e immobili a risparmio energetico.

Per gli altri settori, sono stati disposti incentivi per il campo tessile (e l’acquisto di macchinari), (semi)rimorchi, per il settore aeronautico e persino le emittenti televisive locali.

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Italiani: si alla musica online, i CD restano troppo cari

Musica

Musica

Si sa, il settore musicale è in crisi da sempre sin dal momento dell’arrivo di internet, ed analizzando la situazione in Italia, pare che i negozi di dischi siano nel pieno delle difficoltà.

Gli italiani preferiscono acquistare la musica online, i file al posto del CD in vinile, tanto che nello scorso anno, lo Stivale ha fatto registrare un calo delle vendite nel business del settore.

Fimi-Confindustria parla di una diminuzione del -24% per il fatturato dei negozi, ma una crescita del +27% per gli acquisti di file musicali online.

Il successo della musica online ha molteplici assi: in primis i costi contenuti, poi la facile reperibilità dei pezzi, la diffusione del download, e gli artisti stessi che mettono online CD interi. Il fatturato complessivo dell’online music? Circa 2 milioni di Euro.

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