Gli italiani tagliano sulle cure mediche: colpa della crisi

Pagliaccio triste

Pagliaccio triste

L’ADICO (Associazione difesa dei consumatori, crf.), a seguito di una ricerca su un campione di 400 persone del Veneto, ha reso noto che c’è una tendenza forte e dilagante di difficoltà per le famiglie a sostenere le spese mediche.

Anche se afflitti da problemi, gli italiani spesso rinunciano alle cure mediche specialistiche perché hanno la necessità di risparmiare per far quadrare il bilancio familiare. Il 14% delle famiglie con un basso reddito, si riscontrano grandi rinunce per le visite dentistiche ed oculistiche.

Purtroppo, questo pare non essere il solo taglio indotto dalla crisi. Il 33% dei casi, rinuncia ai divertimenti (tra cui la pizzata in compagnia), ma anche svago (vacanze), accessori e abbigliamento.

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Confcommercio: detassare per evitare il peggio

crisi
Pare che la fase d’emergenza da crisi economica non si possa ancora definire in ripresa sicura. Nonostante la Confcommercio abbia stimato una leggera ripresa (i consumi caleranno dell’1,8% anziché del previsto 1,9%), molti commercianti si sono visti costretti a chiudere le proprie attività (sono stati stimati quasi 130,000 lavoratori commercianti e 20,000 negozi chiusi).

Nel 2010 pare ci sarà una ripresa, ma solo a livello apparente: se da un lato si potrà registrare una crescita dello 0,7%, dall’altro si potrà registrare allo stesso modo un aumento dei disoccupati.

Come soluzione, il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli propone di ridurre la pressione fiscale, con un intervento sull’Irap ed una parziale detassazione delle tredicesime per i redditi medio-bassi; il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha però respinto la proposta di Sangalli.

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Sosteniamo le PMI

56016_361283_c9b3b508a4_6860134_medium A lanciare l’allarme sullo stato delle piccole e medie imprese italiane è questa volta il presidente della Piccola Industria, Giuseppe Morandini, che, intervenendo al XI Forum ha sottolineato come “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio chiusura nei prossimi sei mesi”.
Una situazione che preoccupa, visto che nel nostro paese le PMI rappresentano la maggior parte delle imprese italiane, ovvero circa 4,4 milioni. A tal proposito Morandini non ha potuto fare a meno di ricordare che “più di 9 imprese su 10 sono di piccola dimensione, più di 8 posti di lavoro su 10 sono nella piccola industria che produce più del 60% dell’export”.
Il convegno, in corso in questi giorni a Mantova, è quindi secondo Morandini l’occasione più giusta per rilanciare una politica di salvaguardia delle PMI, magari attuando il famigerato progetto ‘T-Holding’, “dove T sta per Tutela”.
Il progetto dovrebbe ricomprendere 4 tappe fondamentali:
1)L’imprenditore cede la proprietà della sua azienda ad una holding e ne diventa socio
2)Viene creato un fondo capitale di circa 2 miliardi di euro, da investire per la crescita di questa nuova aggregazione di PMI
3)Agevolazioni fiscali per le nuove holding
4)Partecipazione fiscale agevolata da parte delle banche
Morandini è poi intervenuto anche sulle riforme fiscali, sottolineando come non è sufficiente il taglio dell’Irap a rilanciare l’economia, visto che a questa misura dovrebbe necessariamente accompagnarsi una rilancio della domanda e dei consumi.

L’euro è sempre più forte

euro Nuovo primato dell’euro sul dollaro.
Sui massimi livelli negli ultimi 14 mesi la moneta comunitaria è riuscita a toccare quota 1,50 rispetto al biglietto verde, anche grazie al mercato azionario che negli ultimi tempi sembra aver intrapreso una corsa ai guadagni.
Ma a cosa si deve precisamente la forza dell’euro rispetto al dollaro?
La risposta può facilmente essere rintracciata nella maggior propensione al rischio da parte degli investitori che sembra determinare una più accentuata debolezza della moneta statunitense.
Infatti, nel momento in cui cresce la voglia di rendimento, gli operatori tendono a correre maggiori rischi, facendo si che i capitai si spostino dai Titoli di Stato USA ai bond europei, che hanno rendimenti maggiori.
Ma vendere bond americani per acquistare bond europei non significa altro che vendere dollari per euro: ecco perchè negli ultimi tempi il dollaro è sempre più debole.
Ovviamente a questo motivo si deve aggiungere la debolezza dell’economia americana e il fatto che la ripresa economica non sia accompagnata da un rilancio dell’occupazione.
Questa situazione fa si che l’appeal del dollaro sia in costante discesa, con la conseguenza che gli investitori siano sempre più propensi verso i bond europei anziché quelli americani, con la prospettiva che in breve tempo l’euro possa anche toccare quota 1,6.

In arrivo la moratoria sui mutui

casetta1fv1 In arrivo una moratoria sui mutui, per cercare di venire in soccorso delle famiglie, sempre più in difficoltà a far quadrare il bilancio di fine mese. L’operazione sarà messa in campo dall’Associazione bancaria italiana a partire dal 1° gennaio 2010.
Coinvolti nel piano d’aiuti circa 1,1 milioni di famiglie, tra povere ed indigenti, che saranno interessate da una sospensione dei mutui, ovvero circa 8 miliardi in totale.
Ma chi sarà interessato dal piano di sostegno?
Secondo quando disposto dall’Associazione Bancaria potranno beneficiare del provvedimento i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno perso il posto, i lavoratori a tempo determinato o parasubordinato il cui contratto e’ scaduto, i lavoratori autonomi che hanno cessato l’attivita’, quelli in cassa integrazione ordinaria o straordinaria, infine i nuclei in cui e’ deceduto uno dei componenti percettore del reddito di sostegno della famiglia.
Poi, dopo i 12 mesi di moratoria i titolari dei mutui ricominceranno a pagare le rate ma l’importo sara’ ricalcolato con modalita’ ancora da stabilire. Il dubbio e’ se spalmare sui successivi 5 anni gli importi del 2010 oppure su 10 anni.
Il provvedimento ha raccolto il plauso delle Associazioni dei consumatori.
In particolare Federconsumatori e Adusbef l’hanno definita “una misura che puo’ veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi che attraversa il paese”, invitano le banche ad “affrontare tali situazioni estremamente delicate, negoziando condizioni piu’ favorevoli per quanto riguarda interessi e durata dei mutui”.
Il Codacons annuncia un giudizio positivo ma “solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri sem plicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo”.
L’Adiconsum rileva invece che l’importante e’ iniziare a rispondere “con un provvedimento concreto e che alla moratoria sui mutui e’ interessata una famiglia su cinque”. Anche l’Adoc apprezza la decisione, che permettera’ di “evitare il rischio di generare una grave situazione di insolvibilita’”.
Commenti favorevoli anche da parte dei sindacati, dalla Cisl all’Ugl, nella speranza che il piano parta al piu’ presto. Le Acli, invece, sollecitano il governo a pensare anche alle famiglie in affitto.

USA: Mercato auto in ripresa

marchio_ford Si comincia finalmente a vedere anche sul mercato americano qualche timido segnale di ripresa. Ma per le grandi di Detroit l’orizzonte resta carico di nubi, visto che nè Ford nè GM si azzardano ancora a dire che il pericolo è finalmente scampato.
Certo in settembre le vendite delle Ford hanno riportato soltanto un piccolo -4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, a fronte di un mercato ancora in forte contrazione(-21%).
Un traguardo raggiunto dopo una risalita lenta ma costante cui non è estraneo l’incremento delle vendite di “piccole” come la Focus.
Ma è anche il risultato di una politica commerciale che ha visto la comunicazione Ford puntata non tanto e non più contro le rivali di Detroit ma volta a sfidare direttamente Honda e Toyota.
Unica delle Big 3 ad uscire indenne da un terribile 2009, contando sulle proprie forze, la Ford può inoltre vantare una situazione finanziaria del tutto tranquilla , confortata da una netta riduzione del rosso di bilancio, da 1,4 miliardi di dollari nel primo trimestre a 424 milioni nel secondo.

Italia: produzione industriale in crescita

produzione_industriale Dopo ben 5 cali consecutivi, sembra che il settore industriale italiano sia in ripresa.
A renderlo noto il Centro Studi di Confindustria che per il terzo trimestre del 2009 prevede un aumento della produzione industriale che dovrebbe registrare un +5,9%.
Il dato è contenuto nell’indagine condotta dal Centro e relativa alla produzione industriale, diffusa nei giorni scorsi dall’Istat.
Per quanto riguarda le stime per il mese di settembre il Centro Studi di Confindustria rende noto che, nonostante vi sia stata una leggera flessione, il dato di settembre rimane comunque superiore del 3,6% rispetto ai valori registrati a giugno e a luglio.
Il livello risulta, invece, del 20% inferiore al picco precrisi (aprile 2008), avendo recuperato solo il 7,5% dai minimi di marzo 2009. La produzione media giornaliera si riduce a settembre 2009 del 12,7% sul settembre 2008. In agosto la contrazione annua era stata del 18,3% (dati corretti per il diverso numero di giornate lavorative). Nei dati grezzi l’attività diminuisce in settembre del 12,3% sullo stesso mese del 2008 (-14,5% in agosto).
Nel contesto internazionale l’Italia sembra però registrare una buona performance rispetto ad esempio alla Germania (+1,7%) e alla Francia (+1,8%). Ciò consente di riequilibrare il divario accumulato nei mesi precedenti. L’indicatore anticipatore dell’Ocse delinea ulteriori miglioramenti nei prossimi mesi.

Trichet: “L’economia italiana si riprenderà”

trichet Parole incoraggianti vengono dal presidente della banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che parlando della situazione italiana durante un convegno ha dichiarato:
“Le piccole e medie imprese italiane fronteggiano tempi difficili” a causa della crisi. “Ma sono convinto che ne usciranno con una migliore struttura dei costi e una più efficiente organizzazione dei processi produttivi. Lo spirito imprenditoriale che è il gene di questa nazione alla fine prevarrà”, ha proseguito il presidente della Bce.
“La crisi – ha proseguito Trichet – può essere la leva per un ambizioso piano di modernizzazione dell’economia italiana e per renderla più dinamica. Le riforme economiche non possono essere rinviate. Le istituzioni del mercato del lavoro devono essere riformate per consentire alle retribuzioni di riflettere meglio gli sforzi individuali e il livello di eccellenza delle aziende. La catena dei prezzi, in particolare del settore dei servizi, va modificata incisivamente per incrementare la flessibilità dei prezzi. Alcune prestazioni legate al Welfare vanno eliminate in quanto drenano il reddito disponibile e penalizzano la crescita potenziale”.
Quanto alla situazione generale, “è prematuro dire che la crisi finanziaria sia stata superata. L’economia sta mostrando segnali di stabilizzazione dopo la sua peggiore crisi dai tempi della seconda guerra mondiale, ma la ripresa sarà molto graduale”. Siamo ancora comunque in una fase di incertezza, ma la Bce è, “come sempre, in allerta rispetto a qualsiasi sviluppo inaspettato”.

L’auto è un lusso

code_auto La crisi economica sta scemando, almeno stando alle previsioni degli economisti, ma per le famiglie riuscire ad arrivare alla fine del mese è sempre più difficile.
Tra i beni che stanno diventando davvero di lusso rientra sicuramente l’auto.
E’ quanto rivela il Rapporto Automobile 2009 realizzato dall’ACI in collaborazione con Censis Servizi, che sottolinea come la crisi economica abbia spinto gli automobilisti italiani a percorrere mediamente 600 chilometri in meno rispetto al 2007.
Si registrano inoltre anche aumenti, concernenti i costi di gestione legati ad esempio al parcheggio (+50%) e alle multe (+57%). Costi che hanno spinto verso nuove forme di mobilità diverse dall’auto a vantaggio anche del trasporto pubblico locale che rimane però incapace di rispondere alle aspettative dei cittadini.
Nonostante ciò ben il 28,8% degli automobilisti italiani si è dichiarato disposto a sostituire la propria auto con una più moderna anche se usata, magari approfittando di incentivi. Sempre che abbiano i soldi per permetterselo.
Le cifre di gestione sono quindi ancora alte. Per capire, nel biennio 2007-2009, i costi di “gestione” dell’auto si sono ridotti da 3.339 a 3.306 euro annui (-0,9%). Ma visto che su questo dato influisce il minor uso, se ripartiamo la spesa annua per giorni di effettivo utilizzo e per chilometri percorsi “perveniamo ad un costo giornaliero di 13 euro in leggero rialzo rispetto al 2007 (12,3 euro) e ad un costo per chilometro identico a quello del 2007 (0,21 euro), sottolinea il rapporto.
E infatti i dati dicono che si riducono i costi per carburante (-5,2%) e assicurazione (-7,3%, per arbitraggi con tariffe più convenienti).

Bollette gas ancora giù

gas Finalmente buone notizie per le famiglie italiane ancora alle prese con il caro-vita.
Sembra infatti che nel prossimo trimestre le bollette subiranno un ribasso, visto che dal 1° ottobre scorso è stata decisa una riduzione dell’1,2%, consentendo così un risparmio di circa 12 euro rispetto al trimestre precedente.
Si risparmierà, quindi, sulla bolletta del gas, mentre quella elettrica resterà invariata.
A deciderlo è stata l’Autorità per l’energia e per il gas che ha reso noto che nel dettaglio il prezzo del gas scenderà di circa 67,48 centesimi di euro per metro cubo, mentre il risparmio annuo per ogni famiglia si aggirerà sui 945 euro.
Da gennaio la riduzione del prezzo del gas è stata del 22,4%, mentre le bollette dell’elettricità sono scese dell’8%.
Capitolo a parte per l’esborso annuale delle famiglie per l’elettricità che resta confermato a 449 euro, dal momento che i prezzi di riferimento dell’energia viene confermato nel quarto trimestre per le famiglie un prezzo di 16,63 centesimi di euro per kilowattora.
In aumento, invece, dopo le forti diminuzioni dei mesi scorsi, le condizioni economiche di fornitura del Gpl (gas di petrolio liquefatto), che aumentano dell’8,7%, con un valore medio finale del Gpl pari a 247,33 centesimi di euro per metro cubo.