Mercati: in Italia cresce il consumo della frutta

Mercato di frutta

Mercato di frutta

Contro la credenza comune che la frutta non sia molto consumata sulel tavole degli italiani, che preferirebbero piatti più elaborati a base di pasta e conimenti, una ricerac della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA, crf.) sosterrebbe l’esatto contrario.

Non solo pare che la tendenza al consunmo di questa sia in grande aumento, ma il mercato del settore si può addirittura dichiarare soddisfatto del consumo effettuato nel 2009, e che ha registrato un +2%. Nonostante la spesa media mensile familiare si sia abbassata, pare che la scelta della frutta sia uscita indenne dal taglio.

Il frutto maggiormente venduto nello scorso anno è stato il kiwi, seguito da pere e mele, mentre l’uva da tavola pare aver registrato un minor indice di gradimento (con un -5.3% nelle vendite). Stabili banane, pesche, angurie e meloni, che segnano il 73% degli acquisti globali per gli italiani.

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Alimentari alle stelle!

Spesa Continua a crescere a dismisura il prezzo degli alimentari che, secondo le stime della Coldiretti, ha raggiunto nel 2009 dei livelli davvero da record.
E i numeri parlano chiaro.
Nel corso di quest’anno i prezzi dei beni alimentari sono infatti saliti alle stelle, sebben si continui ancora a registrare un vero e proprio crollo dei prezzi della produzione agricola che, nel corso del 2009, sono calati di circa il 16%.
L’impennata dei prezzi non ha tuttavia bloccato il consumo che anzi sembra salito dello 0,9%, mettendo così a segno una crescita dei prezzi nove volte superiore al valore medio dell’inflazione.
Tutti questi dati sono contenuti in “Operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani dalla Coldiretti”, un’indagine lanciata in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) in Piazza Montecitorio a Roma.
“I consumatori italiani – sottolinea la Coldiretti – non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne”.
Gli italiani – spiega la Coldiretti – spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19% della spesa familiare ed “è quindi necessario – continua la Coldiretti – interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica”.

Industria:fatturato in calo

foto_17468Diminuisce il fatturato dell’industria. A comunicarlo è l’ISTAT che ha registrato un calo tendenziale di circa il 19,9%, mentre gli ordinativi sono dimiuiti di circa il 31%.
Nuovo record negativo, quindi, che non si raggiungeva dal lontano 1991, visto che tutti gli si sono registrate variazioni negative del 5,9% per i beni strumentali e del 2,5% per i beni intermedi, mentre l’indice del fatturato è sceso del 28,1% per l’energia e del 19,7% per i beni strumentali. L’indice del fatturato, corretto per gli effetti di calendario, ha registrato a gennaio diminuzioni tendenziali del 28,4% per i beni intermedi, del 28,1% per l’energia, del 19,7% per i beni strumentali e del 4,8% per i beni di consumo (-21,2% per quelli durevoli e -2% per quelli non durevoli).
Continua ad andare mael anche il comparto auto per il quale il calo è stato di circa il 47,4%, tanto sul mercato interno che su quello estero. con gli ordinativi che hanno segnato un calo del 26,3%, dovuti ad un calo sul mercato interno del 30,5% e su quello estero del 26,3%.

USA: ecco i dati di febbraio

usaSono stati diffusi i dati relativi al mese dui febbraio per quanto concerne il consumo e i redditi negli USA.
A quanto pare le spese al consumo hanno fatto registrare una variazione positiva dello 0.2%, mentre il reddito personale e’ sceso dello 0.2%.
A darne notizia il Dipartimento del Commercio Usa che sottolinea comeil primo dato si sia allineato al consensus, mente il secondo ha sostanzialemte deluso le aspettative.
L’indice “core” PCE (Personal Consumption Expenditures) e’ risultato in rialzo dello 0.2%, portando il tasso annuale all’1.8%, oltre le stime (+1.6%), comunque sotto il range di “tolleranza” fissato dalla Fed. Il deflatore della spesa per consumi personali e’ invece cresciuto dell’1%, in misura superiore alle attese degli analisti (+0.8%).