Ue: per l’Italia balzo di fiducia dei consumatori

consumi italia domanda internaL’Italia è uno dei paesi europei dove la fiducia nell’economia ha registrato a febbraio uno degli incrementi più sensibili ma tale crescita è  legata in larga parte al balzo della fiducia dei consumatori, laddove gli indicatori relativi a industria e servizi hanno segnato un calo. E’ quanto emerge dai dati resi noti dell’Economic Sentiment Indicator della Commissione Europea.
L’indice generale sull’Italia è salito da 84,3 a 85,3 punti, un incremento di un punto che e’ il quarto maggiore d’Europa dopo Polonia, Francia e Olanda. Gli indici sulla fiducia delle imprese manifatturiere e dei servizi sono però scesi rispettivamente da -11,8 a -12,3 punti e da -16,2 a -18,3 punti.
Buone novità anche per quel che riguarda la fiducia dei consumatori che è salita da -36,3 a -30,7 punti. Bene anche la fiducia del comparto vendite al dettaglio, passato da -25,6 a -21,6 punti, e delle costruzioni, da -29,3 a -27,3 punti.

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Traffico e auto: quanto mi costi?

16L’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) ha stilato una rapporto chiamato “Cittalia 2009” in cui dimostra ai viaggiatori cosa significa “vivere imbottigliati nel traffico”.

Il rapporto, calcolato su 15 centri urbani italiani, fornisce dati non troppo incoraggianti. E’ stato calcolato che un guidatore passa mediamente 2 settimane all’anno nell’abitacolo della sua auto privata ma il consumo è anche in denaro.

Pare infatti che il forte traffico induca un consumo di risorse (lavoro straordinario dei vigili, incidenti che alzano i premi assicurativi e riducono le ore lavorative ecc…) stimato intorno ai 2.6 miliardi annui. Esempi pratici? Ecco il costo annuo medio per mantenere una macchina a:
Torino: 609,00 €
Milano: 573,00 €
Genova: 881,00 €
Roma: 1.351,00 €
Il risultato è una richiesta di miglioramento dei mezzi pubblici (considerati troppo lenti e poco puntuali). In bocca al lupo!

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Consumi e shopping: test sui Milanesi

Milano-Shopping_-_ItaliaShopping, che piacere! Come si fa a rinunciare ad un’attività cosi importante, considerando che spesso è un anti-stress? La Visa Europe lo ha chiesto ai Milanesi che da – buoni fashion-victims – non hanno smentito le aspettative di tutti coloro per cui Milano è binomio di moda.

L’iniziativa della ricerca, chiamata “La Spesa Intelligente Visa”, aveva l’obiettivo di scoprire secondo quale logica si fanno gli acquisti in questo particolare periodo.

Pare che più della metà dei Milanesi si definisca un oculato acquirente, che non si fa prendere dall’impulso dell’acquisto non ponderato (un 46% addirittura cerca di spendere il meno possibile). Ma questo non basta a fermare la sete di shopping: il 57% acquista durante i periodi promozionali, ed il resto degli intervistati ammette tours de force tra le vie del centro per cercare lo stesso prodotto al prezzo minore.

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Natale 2009: consumi al -15% in Italia

casa-innevata1Il Codacons stima che questo Natale sarà un po’ più “economico” per lo Stivale: meno viaggi, acquisti e regali… perfino meno addobbi.

Secondo l’ente, le feste del 2009 saranno caratterizzate dall’austerità. Carlo Rienzi , presidente Codacons, spiega in dettaglio i settori nei quali si tirerà la cinghia: saranno riutilizzati gli addobbi dello scorso Natale (forse lo stesso varrà anche per qualche regalo, ci chiediamo noi?), i regali limitati in un rapporto qualità-numero, meno “fuggitivi” verso mete calde o fredde, e piccola crisi nel settore alimentare e giocattoli.

Secondo Rienzi, la crisi economica è ancora presente in Italia, e si ripercuote sui consumi dei cittadini, tanto che diversi esercizi commerciali italiani stanno fallendo. Si spera che il Governo (visto che a Natale sono tutti più buoni) possa almeno detassare la tredicesima…

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Auto e consumi: come risparmiare il 33%

28445-benzina_1La bassa velocità automobilistica che consente di viaggiare ad andatura costante è un elemento che indubbiamente favorisce l’ottimo risultato in termini di percorrenze: una manciata di minuti in meno incidono parecchio sul portafogli.

Il giornale Automobile ha fatto un esperimento: sono partite tre auto uguali, percorrendo ciascuna lo stesso circuito autostradale di 432 km. Le tre andature non superavano rispettivamente i 90km/h, 130km/h ed il limite massimo tollerato dal Codice per evitare sanzioni. Quanto avrà risparmiato, in termini di carburante, l’auto più lenta?

Ovviamente, l’auto più veloce è arrivata per prima, mentre la seconda ha tagliato il traguardo solo 9 minuti dopo. L‘auto più lenta, mai andata oltre i 90km/h all’ora è arrivata 1h e 17 minuti dopo.

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Sosteniamo le PMI

56016_361283_c9b3b508a4_6860134_medium A lanciare l’allarme sullo stato delle piccole e medie imprese italiane è questa volta il presidente della Piccola Industria, Giuseppe Morandini, che, intervenendo al XI Forum ha sottolineato come “Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio chiusura nei prossimi sei mesi”.
Una situazione che preoccupa, visto che nel nostro paese le PMI rappresentano la maggior parte delle imprese italiane, ovvero circa 4,4 milioni. A tal proposito Morandini non ha potuto fare a meno di ricordare che “più di 9 imprese su 10 sono di piccola dimensione, più di 8 posti di lavoro su 10 sono nella piccola industria che produce più del 60% dell’export”.
Il convegno, in corso in questi giorni a Mantova, è quindi secondo Morandini l’occasione più giusta per rilanciare una politica di salvaguardia delle PMI, magari attuando il famigerato progetto ‘T-Holding’, “dove T sta per Tutela”.
Il progetto dovrebbe ricomprendere 4 tappe fondamentali:
1)L’imprenditore cede la proprietà della sua azienda ad una holding e ne diventa socio
2)Viene creato un fondo capitale di circa 2 miliardi di euro, da investire per la crescita di questa nuova aggregazione di PMI
3)Agevolazioni fiscali per le nuove holding
4)Partecipazione fiscale agevolata da parte delle banche
Morandini è poi intervenuto anche sulle riforme fiscali, sottolineando come non è sufficiente il taglio dell’Irap a rilanciare l’economia, visto che a questa misura dovrebbe necessariamente accompagnarsi una rilancio della domanda e dei consumi.

Consumi alimentari ai minimi

spesa_supermercato Il 2008 è stato un anno davvero difficile, soprattutto per le famiglie, che hanno dovuto fronteggiare rincari e riduzioni del potere d’acquisto. La crisi ha avuto dei significativi effetti innanzitutto sui consumi che sono diminuiti in maniera significativa.
Le ultime statistiche in merito sono state diffuse dalla “Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2008″ redatta del ministero dell’Economia, secondo cui la spesa delle famiglie italiane lo scorso anno si è attestata complessivamente a 922,6 miliardi di euro, segnando in 4 anni una crescita di poco più del 10%.
Ad essere colpita dalla crisi soprattutto la spesa alimentare, per la quale si è registrata una contrazione dello 0,9%, mentre nel 2007 si era registrata una crescita dell’1,2%.
“Bene, anzi male, dopo un anno anche il ministero dell’Economia denuncia quello che noi denunciamo in tempo reale e cioè la situazione delle famiglie e l’andamento dei relativi consumi”, accusano le associazioni Adusbef e Federconsumatori. Che poi aggiungono: “Il prossimo anno ci diranno che i consumi saranno calati del 2,5-3,0% nel 2009 come già oggi noi sosteniamo”.
Intervenire stimolando la crescita, questo chiedono a gran voce le due associazioni che per bocca dei rispettivi presidenti fanno sapere che “la domanda potrà essere stimolata solo attraverso un processo di detassazione del reddito fisso di almeno 1200 euro annui a partire dalla restituzione immediata del fiscal drag“, altrimenti qualsiasi altro intervento “non eviterebbe quello che si sta purtroppo profilando sui consumi, sulla produzione industriale e sul Pil”. Un meccanismo di sostegno che, vede come necessario istituire assegni di sostentamento per i precari e per chi è allontanato dl ciclo produttivo.

Consumi:boom per i cellulari

libri%20e%20surrealismo In barba alla crisi e alla “filosofia” dello stringere la cinghia esiste un oggetto al quale gli italiani non sembrano proprio capaci di rinunciare. Si tratta del cellulare che ha registrato, a fronte di un notevole restringimento dei consumi delle famiglie, un incremento di circa il 15,4%.
Il dato è emerso dal Rapporto sul Terziario 2009 elaborato dall’Ufficio Studi di Confcommercio che scatta una fotografia dei consumi delle famiglie italiane tra il 2002 e il 2008.
Un vero e proprio boom si è registrato soprattutto negli ultimi sette anni, periodo nel corso del quale l’acquisto dei cellulari ha registrato un incremento di ben il 189%.
Se i telefonini sono amati, forte disaffezione esiste invece per i libri e i giornali le cui vendite sono scese tra il 2002 e il 2008 di ben l’11,3%. Forte la flessione anche per la spesa relativa per auto e moto (-15,1%), servizi di trasporto (-7,4%), elettrodomestici (-7,1%) e alcuni prodotti alimentari tra cui i prodotti ittici (-5,4%). Bene, invece, oltre al settore della telefonia, in cui l’innovazione determina un sensibile effetto sostituzione, specie tra le fasce più giovani della popolazione, anche le attrezzature per la casa e il giardino (+14,3%) e i tessuti per la casa (+4,7%).

Greggio ancora su!

il-petrolio-ad-un-nuovo-record Sono salite fino ai massimi livelli nell’ultimo mese le quotazioni del greggio, giungendo a sfiorare i 71 dollari a barile.
Oltre al rafforzamento dei mercati dell’equity, alimentano la corsa del greggio i buoni risultati dell’economia cinese, secondo consumatore globale di petrolio.
Le borse internazionali sono salite di circa il 2% la scorsa settimana, chiudendo così la terza settimana consecutiva in positivo e confermando un momento di ripresa dopo il trend negativo dei mesi scorsi.
“Il prezzo del greggio è sostenuto dalla fiducia. I numeri della scorsa settimana sul pil americano confermano che il peggio è passato e l’attenzione ora sarà concentrata sullo scoprire quanto rapida sarà la ripresa”, dice Ben Westmore, commodities analyst alla National Bank of Australia.

USA in uscita dalla crisi

obama Sembra che le parole di Obama, in tour negli Stati Uniti per rassicurare i propri lettori sulla salute dell’economia americana, abbiano avuto oggi una conferma. Secondo quanto reso noto, infatti, sembra che il Prodotto Interno Lordo degli USA del secondo trimestre, ha visto una contrazione della ricchezza americana pari solo all’1%, risultati molto al di sopra delle attese.
Si tratta senza dubbio di un bel passo in avanti, che fa ben sperare sull’uscita degli Stati Uniti dalla crisi , sebbene ci sia ancora molto da fare prima di dichiarare cessato l’allarme.
Da segnalare che i consumi americani, i quali pesano per circa due terzi sull’economia, sono scesi in questo terzo trimestre dell’1,2%, un crollo inatteso soprattutto dopo la ripresa dello 0,6% registrata nei mesi scorsi.
Per questo si conferma la sensazione che il recupero sara’ lento mentre il numero dei senza lavoro preme sull’economia statunitense.