Confindustria: turismo forte, ambiente debole

Turismo forte

Turismo forte

Confindustria ha nominato Firenze come città centrale nella classifica delle città metropolitane europee melgio ricettive ed attive per il profilo di attrattiva e profitto turistico.

La peculiarità della città sarebbe, nello specifico, la qualità nell’attrattiva culturale; tuttavia, pare che la crescita economica di ritorno sia ancora debole, in buona parte determinata dalla bssa capacità di attrattiva delle imprese.

La ricerca che ha fatto emergere il dato si chiama “Benchmarking delle città metropolitane” e che ha incluso, per affinità, altre città come Nizza, Bordeaux, Siviglia, Edimburgo e Venezia.

Il problema del capoluogo toscano sarebbe dunque la scarsa dinamicità di produrre accoglienza economico-turistica e, di conseguenza, nuova ricchezza per le proprie imprese.

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Confindustria dice che si compra solo lo stretto necessario

Pochi soldi

Pochi soldi

Gianpaolo Galli, il direttore generale di Confindustria, sostene che la c risi che sta negativamente caratterizzando l’economia italiana, ha determinato una vertiginosa caduta nel commercio dello Stivale, anche nel settore export.

Pare che gli unici beni che si salvino da questa caduta siano le medicine e gli alimentari; no perché siano fruibili o accessibili, ma perché sono indispensabili.

Galli, infatti, denuncia una situazione di ristrettezza, in cui “si compra solo l’indispensabile”.

I settori come quello del legno, dell’arredamento e degli elettrodomestici, come si può intuire da quadro descritto dal direttore di Confindustria, sono quelli i cui affari vanno peggio.

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Confindustria dice: “Per il 2010 ci sarà ripresa”

ConfindustriaLa Confindustria pare positiva nelle sue stime per il prossimo anno. «Tra fine 2009 e inizio 2010 il consolidamento della ripresa» – dice l’unione degli Industriali.

Pare infatti dagli ultimi rilevamenti che il Pil mondiale punti ad un consolidamento che prevede una ripresa nei primi mesi del 2010. L’indice Pmi (USA) è aumentato vertiginosamente (in positivo), l’Eurozona si rafforza ed i tre settori principali sembrano riprendersi (a detta della Confindustria).

L’Italia ha registrato un aumento del +44% della produzione industriale, e le attese sembrano positive. Le aziende Italiane sono in cerca di grandi mercati dinamici, mostrando un miglioramento nei consumi e negli acquisti.

[Image via Yourban.net]

Mercegaglia: “Sosteniamo le PMI”

mercegaglia Chiare le posizioni del Presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, che parlando del ruolo delle banche nella ripresa economica del paese, ha sottolineato l’esigenza di rendere meno stringenti i vincoli imposti da Basilea 2.
Nel corso dell’audizione alla commissione Attività produttive della Camera, la Meregaglia ha infatti sottolineato la necessità di mettere in campo interventi immediati per dare un pò di sollievo alle imprese, che risultano maggiormente colpite dal credit crunch.
La Marcegaglia ha infatti sottolineato che in un anno la crescita dei prestiti alle aziende é diminuita di 10 punti, passando dal 10,9% all’azzeramento a luglio 2009.
La misura dovrebbe essere temporanea (18 mesi) e legata al credito alle Pmi.
Questa maggiore elasticità dovrebbe essere accompagnata da «misure fiscali» che consentano alle banche di «compensare almeno parzialmente» i maggiori rischi e costi: «un aumento del limite percentuale annuo di deducibilità delle svalutazioni e una riduzione del periodo di imposta in cui é consentita la deduzione dell

Torna lo scudo fiscale!

tremonti_giulio Addio al Dpef che dal prossimo anno verrà sostituito con il Dfp (Decisione di finanza pubblica) e ben tornato allo scudo fiscale, contestatissimo dalle opposizioni. Alla Camera, infatti, è arrivato il via libera del Consiglio dei Ministri al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2010-2014 ed è stato presentato anche un emendamento al decreto anticrisi per favorire il rientro dei capitali depositati all’estero. L’imposta si applica su di un rendimento lordo presunto in ragione del 2% l’anno per i cinque anni precedenti il rimpatrio, con un’aliquota complessiva del 50% annuo complessiva di interessi e sanzioni. In pratica, l’aliquota sarà del 5%.
Per quanto riguarda invece il Dpef 2010-2014, il governo insiste sulla linea dell’ottimismo come arma per uscire dalla crisi e prevede che il 2009 sconterà ancora gli effetti della recessione internazionale con il Prodotto interno lordo in calo del 5,2%, ma già in ripresa nel 2010 quando la locomotiva Italia riprenderà a marciare con un +0,5% nel 2010 e un altro +2% per ciascuno degli anni 2011-2013.
Tenuta dei conti pubblici, coesione sociale e liquidità alle imprese, a partire da quelle piccole e medie. “Sono questi i principali obiettivi del documento – spiega il ministro dell’economia Giulio Tremonti – per contrastare e fronteggiare la crisi e risanare la finanza pubblica”. Obiettivi perseguiti già dal precedente documento, rivendica il numero uno di via XX settembre, dove “si parlava di crisi” e “c’era già chiara la traccia politica di quello che avremmo e abbiamo fatto” con obiettivi che sono “stati raggiunti”.
Confermate, comunque, le difficili prospettive già annunciate, nelle scorse settimane, dalle previsioni di Bankitalia e Confindustria, non mancano timidi segnali di ottimismo. Rimandato, quindi, al 2010 anche ogni spiraglio di uscita dal tunnel della disoccupazione, che quest’anno si attesterà sull’8,8% della forza lavoro.
Per quanto riguarda il debito pubblico, che nel 2008 si è attestato al 105,7%, salirà quest’anno di quasi dieci punti al 115,3%, toccherà il 118,2% nel 2010 per poi ridiscendere al 114,1% nel 2013.
Capitolo a parte per lo scudo fiscale. Il pacchetto di emendamenti presentati dal Governo e dai relatori al decreto legge anticrisi prevede che i capitali che si trovano nei Paesi extra Ue dovranno essere rimpatriati, mentre quelli che si trovano in Paesi dell’Unione europea potranno essere sia regolarizzati (lasciandoli all’estero) sia rimpatriati.
Nel testo non si fa riferimento esplicito una aliquota ma si riporta la formula di tassazione: “L’imposta si applica su un rendimento lordo presunto – si legge nelle relazione tecnica – in ragione del due per cento annuo per i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione e con un aliquota sintetica del cinquanta per centro per anno comprensiva di interessi e sanzioni”.
Mentre la regolarizzazione delle attività “finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008” potrà avvenire dal 15 settembre 2009 al 15 aprile 2010. Quindi l’ombrello fiscale, nell’ultima versione, riguarda solo l’omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele.
Lo scudo dovrà avere l’ok europeo e altri paesi, Stati Uniti in testa, stanno mettendo a punto regole simili”, assicura Giulio Tremonti. Ma le opposizioni insorgono, puntando l’indice su un “nuovo condono”. Inaccettabile, attacca il segretario del Pd Dario Franceschini; una misura che “serve solo a una piccola casta piduista”, per Antonio Di Pietro.
Confermata, infine, anche la parificazione tra uomini e donne per l’età pensionabile nel settore pubblico, imposta dall’Europa. Nel 2010 le impiegate statali andranno in pensione a 61 anni, dagli attuali 60. La soglia aumenterà poi di un anno ogni due per arrivare nel 2018 a quota 65 anni, età in cui oggi i loro colleghi di sesso maschile smettono di lavorare.

Da Confindustria previsioni nere

marcegaglia03g La crisi imperversa ancora.
E’ questa l’amara conclusione a cui è giunto il CsC,Centro Studi di Confindustria, che ha stimato per il 2009 un crollo di circa il 5% del PIL, un deficit e un debito pubblico totalmente fuori controllo e qualcosa come un milione di italiani senza lavoro nel giro di due anni.
Insomma un anno difficile, nel corso del quale la contrazione sarà del 4,9%, a fronte del -3,5% previsto qualche tempo fa. Una ripresa dovrebbe esserci nel 2010, con una variazione del +0,7%. Ma anche in questo caso il CsC invita alla prudenza, “La ripresa sarà ripida, faticosa e impegnativa“. Per cominciare il Csc spiega che per il ritorno alla crescita, uno dei perni “è la stabilità dei mercati finanziari, la minore selettività del credito (che in Italia penalizza soprattutto le Pmi) e il ristabilirsi della fiducia di imprese e consumatori sui livelli più elevati degli attuali”.
Confindustrioa non ha poi mancato di ritornare sullo spinoso tema delle riforme strutturali. “Diventano insostenibili gli standard di welfare state e si incrina la coesione sociale“, spiegano in Confindustria. In questo senso il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha in mente idee ben precise: la sburocratizzazione, la riforma dell’istruzione, il ritorno alla legalità soprattutto al Mezzogiorno, le liberalizzazioni, la riforma della Pubblica amministrazione e del processo civile.
Con questi interventi il CsC vede addirittura una crescita del Pil italiano del 30% nei prossimi 20 anni. Altrimenti saranno guai per tutti. Tanto che le previsioni degli industriali dicono che dal primo trimestre del 2008 al primo trimestre del 2010 saranno complessivamente circa 1 milione i lavoratori che andranno in Cig o perderanno il posto di lavoro. A picco anche i conti pubblici, dice il CsC: quest’anno il disavanzo salirà al 4,9%, per scendere leggermente nel 2010 (4,7%). Anche il debito continuerà a crescere: 114,7% del Pil nel 2009 e 117,5% il prossimo anno.
www.finanzaoggi.it La Marcegaglia sulla crisi economica

Fini e Marcegaglia: “No alle gabbie salariali”

marcegaglia03g Sulle stesse posizioni il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che hanno detto un deciso no alle gabbie salariali.
Apredno i lavori del Convegno “Impresa e lavoro nella Costituzione”, Fini ha infatti affermato che “Un rinnovato clima di collaborazione tra capitale e lavoro dovrà favorire più moderni ed efficienti meccanismi che promuovano la produttività dell’azienda insieme con gli incentivi salariali e l’aumento del reddito a disposizione dei lavoratori. Un auspicio in tale direzione è mosso anche dalla necessità di dare attuazione, nell’odierna situazione sociale ed economica, al disposto dell’articolo 36 della Costituzione che prevede una retribuzione, per il lavoratore, ‘proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro’”.
”Personalmente – rimarca Fini – non credo che il ritorno al passato di una diversificazione territoriale dei salari produrrebbe alcunché di positivo per il Paese. In questo modo si darebbe un messaggio disgregante ai territori più deboli del Paese”.
Condivise da Confindustria le parole del presidente Fini che per bocca della Marcegaglia così si esprime “Siamo contrari alle gabbie salariali. Per noi la differenza salariale deve nascere azienda per azienda attraverso la riforma del modello contrattuale che collega il salario alla produttività”.
”Noi abbiamo fatto una riforma del modello contrattuale proprio per migliorare l’incontro tra produttività e salario in una logica aziendale. Siamo contrari, perciò – conclude – a ogni logica dirigista che lega il salario all’inflazione e che porterebbe a una indicizzazione piena delle retribuzion
i”.
Concorde anche l’opposizione che tramite il responsabile Lavoro, Cesare Damiano, ha sottolineato che
”un ritorno ai differenziali territoriali nelle retribuzioni creerebbe nuovi squilibri, ingiustizie e non porterebbe a nessun risultato apprezzabile”.
Su tutt’altra linea Umberto Bossi per il quale la proposta delle gabbie salariali rimane prioritaria, soprattutto per la Lega, sebbene il leader del Carroccio ci tenga a sottolineare che si tratta di una proposta del popolo.

Mercegaglie:”Ci vuole impegno politico”

46138-5appdjj4t394rf9ebnzrLa coesione sociale è il bene assoluto da salvaguardare“. Sono state queste le parole che il presidente di Confindustria, Emma Mercegaglie, ha rivolto al premier Silvio Berlusconi intervenendo all’Assemblea 2009. A Berlusconi, seduo in platea, la Mercegaglie ha ricordato che il “consenso politico” è un patrimonio straordinario da sfruttare, per risollevare le sorti, soprattutto economiche del paese.
Il Presidente di Confindustria, infatti, pur notando dei segnali di miglioramento già nel corso di questi ultimi mesi, e concordando con quanti ritengono che entro la fine dell’anno si vedranno dei netti miglioramenti, ha ribadito la necessità di non abbassare la guardia, visto che le difficoltà non sono di certo ancora finite.
Si nota qualche segno di lieve miglioramento, ma sarebbe un errore abbassare la guardia. Le difficoltà non sono finite. Ci attende un lungo cammino per recuperare i livelli di attività perduta e imboccare la via della crescita“.
La ripresa potrebbe quindi arrivare presto, sebbene il Pil per il 2009 sia previsto in caduta, ma la Mercegalgia sembra essere convinta del fatto che qualche miglioramento si potrebbe avere anche entro al fine dell’anno, sfruttando i rimbalzi positivi, provenienti dalla Cina.
www.finanzaoggi.it Berlusconi vs Mercegaglie

Crollo della produzione industriale

produzione_industrialeCalo eccessivamente elevato“, così è stato definito dall’Istat il forte rallentamento della produzione industriale che a marzo è arretrata rispetto al mese precedente di ben il 4,6%, perdendo nel primo trimestre del 2009 il 9,8%.
Considerevole anche il calo tendenziale, visto che rispetto al 2008 la produzione industriale è caduta del 23,8%. Cifre alquanto negative che assegnano al 2009 un triste primato, quello di calo più considerevole dal 1990.
Negative, ameno stando ai dati di Confindustria, anche le previsioni per il prossimo mese, per il quale la flessione è stata stimata intorno al 23,1%, con appena 1,5% in più rispetto al mese di marzo.
Ad andare particolarmente male, soprattutto in base alle variazioni congiunturali, sono i beni intermedi, -4,5%, i beni di consumo, -4,3% e quella dei beni strumentali, -4,1%.
Tra i settori, rispetto a febbraio arretra maggiormente la produzione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-10,6%); industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,9%); metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-9,3%).
Su base annua in testa metallurgia (-38,6%); apparecchiature elettriche (-36,4%); mezzi di trasporto (-30%): insomma tempi ancora difficili.

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Mercegaglia:”Siamo in ripresa”

http://www.finanzaoggi.it/ Mercegaglia ulla crisi economica mercegagliaLa ripresa sembra essere più vicina di quanto si immaginasse. Questo è il messaggio lanciato dal Presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia, la quale sottolinea come la crisi economica “forse arrivata al fondo” e da luglio “potrebbe esserci qualche inversione di tendenza”.
Un ottimismo che appare condiviso anche dall’Osce che, sebbene non ritenga che la fase più dura sia passata, non può non sottolineare come gli aiuti messi in campo a sostegno dell’economia e della finanza, comincino a dare i loro frutti.
Quindi secondo il presidente di Confindustria uno spiraglio si è finalmente aperto, mentre ora “il problema è capire in quanto tempo torneremo alla crescita e probabilmente avremo ancora qualche mese difficile. Il nostro Centro studi ritiene che nella seconda parte dell’anno, da luglio, ci possa essere qualche inversione di tendenza”.
Soprattutto perché, ha concluso Marcegaglia, la crisi “è stata gestita complessivamente bene, con tempestività, dando l’impressione alla gente che c’era volontà di governarla”.
Ma non tutti sembrano condividere questo entusiasmo. Paolo Galassi, presidente della Confapi, replica seccamente alle dichiarazioni della Mercegaglia, sottolineando come ” le PMI italiane non sono così convinte che la ripresa sia dietro l’angolo”.”Più che di previsioni, – aggiunge Galassi – le PMI italiane hanno bisogno di misure immediate, come il posticipo dell’acconto delle tasse di giugno, altrimenti a luglio più che di ripresa si dovrà parlare di declino perché se crollano le PMI crolla l’intero sistema economico nazionale”.
Ma per una vera ripresa bisogna attendere il 2010, almeno secondo le previsioni dell’Osce che ricorda a tutti che il 2009 sarà un anno molto difficile. Insomma si deve stringere ancora la cinghia!