Stabilimenti balneari gratis contro la deregulation

Un lido a Jesolo

Un lido a Jesolo

Reazione decisa quella degli stabilimenti balneari dello Stivale che, per combattere la deregulation voluta dall’Unione Europea, hanno deciso di offrire ai bagnanti alcune giornate in lido a titolo gratuito.

Gli esercenti che aderiscono al Sindacato Italiano Balneari/Confcommercio hanno protestato in questo modo secondo la nuova regolamentazione, la quale prevede che tali esercenti non potranno più ottenere dallo Stato il rinnovo della concessione all’uso delle spiagge (di cui se ne poteva usufruire fino ad oggi).

Riccardo Borgo, il presidente del sindacato, sottolinea come l’impresa balneare sia di fondamentale ruolo nelle vacanze degli italiani e che, con le nuove regole volute dall’UE a partire dal 2016, si rischia di “uccidere la tradizione balneare italiana”.

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Confcommercio: detassare per evitare il peggio

crisi
Pare che la fase d’emergenza da crisi economica non si possa ancora definire in ripresa sicura. Nonostante la Confcommercio abbia stimato una leggera ripresa (i consumi caleranno dell’1,8% anziché del previsto 1,9%), molti commercianti si sono visti costretti a chiudere le proprie attività (sono stati stimati quasi 130,000 lavoratori commercianti e 20,000 negozi chiusi).

Nel 2010 pare ci sarà una ripresa, ma solo a livello apparente: se da un lato si potrà registrare una crescita dello 0,7%, dall’altro si potrà registrare allo stesso modo un aumento dei disoccupati.

Come soluzione, il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli propone di ridurre la pressione fiscale, con un intervento sull’Irap ed una parziale detassazione delle tredicesime per i redditi medio-bassi; il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha però respinto la proposta di Sangalli.

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Confcommercio: ecco i primi segnali di ripresa

spesa%20supermercato In arrivo i primi segnali della tanto sognata risalita economica.
Stando ai dati diffusi dalla Confcommercio, infatti, i consumi hanno registrato due incrementi fondamentali.
In primo luogo c’è stata una ripresa su base tendenziale, ovvero rispetto a luglio dello scorso anno si è registrato un aumento dello 0,5%, mentre su base congiunturale, e cioe’ rispetto a giugno scorso, e’ dello 0,2%.
Per Confcommercio, si tratta di “un risultato importante che, associato ad altre informazioni, sembra confermare il superamento della fase piu’ negativa del ciclo e l’inizio di una debole ripresa. Certo, l’esiguita’ degli impulsi registrati e il permanere di elementi congiunturali contraddittori non permettono ancora di parlare di una ripresa robusta”.

IRAP, nuovamente rinviata la scadenza

agenzia delle entrate Rinviato il famigerato clic-day per il rimborso dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive.
Dopo il primo rinvio nel mese di giugno, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rinviare anche la scadenza del 14 settembre, a causa delle innumerevoli perplessità espresse da imprenditori e commercialisti.
In un comunicato stampa, l’Agenzia ha motivato la sua decisione, sottolinenado che “la proroga si rende necessaria per individuare, nel rispetto dell’attuale contesto normativo, le soluzioni tecniche piu’ idonee per eliminare alcuni inconvenienti connessi all’attuale meccanismo telematico di presentazione delle istanze di rimborso, tenuto anche conto delle segnalazioni pervenute dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria”.
Ciò che non ha convinto è stato soprattutto il meccanismo attualmente previsto per la restituzione, visto che il riconoscimento del beneficio risulta legato all’ordine cronologico delle istanze e all’esaurimento dei fondi. Budget decisamente insufficiente a restituire ai contribuenti il dovuto, ovvero del 10% dell’Irap pagata tra il 2004 e il 2007.
A dirlo sono i dati che mettono in luce come, in base a questo processo, ben un contribuente su quattro avrebbe rischiato di rimanere a bocca asciutta, visto che contro una domanda stimata di circa 4 miliardi di euro degli aventi diritto, gli stanziamenti previsti dal decreto anticrisi ammontano, infatti, a 100 milioni per il 2009, complessivamente un miliardo di euro nel triennio fino al 2011.
I contribuenti hanno quindi accolto con gran piacere la decisione delle Entrate, così come i commercialisti e diverse associazioni come Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Casartigiani non hanno mai nascosto, di fatto, l’insofferenza creata da questo sistema di ammissione telematica ai benefici con le domande da presentare online che sarebbero state accettate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei pochissimi fondi a disposizione.
Dalle Associazioni si faceva notare da tempo come il rimborso fosse un diritto e non potesse chiaramente essere ridotto ad una semplice gare al “clic” più veloce.

Ferragosto?Spesa no problem!

Spesa Quest’anno fare la spesa anche nella settimana di Ferragosto non sarà un problema, sia per chi rimarrà in città sia per chi si recherà nei luoghi di villeggiatura. Già perché a restare aperti non saranno solo supermercati e ipermercati, ma anche l’80% degli alimentari e circa la metà delle panetterie e delle macellerie.
Aperti anche il 50% di bar, pizzerie e ristoranti, mentre anche il rifornimento di carburanti non sarà un problema visto che il 50% delle pompe di distribuzione non andranno in ferie.
E’ quanto emerge da un’indagine di Confcommercio, realizzata in collaborazione con Fipe, Fida e Federdistribuzione.
In particolare a tenere aperte le serrande saranno gli oltre 18.000 punti vendita aderenti a Federconsumatori e ben l’80% degli oltre 60mila esercizi aderenti a Fida, mentre le 31mila macellerie italiane garantiranno in due turni successivi il 50% delle aperture: il primo dal 1° al 15 agosto, il secondo dal 16 al 31.
Aperte anche la metà delle oltre 30.000 panetterie italiane. Infine assicurate anche colazioni al bar e pasti al ristorante o in pizzeria. Infatti, più della metà dei pubblici esercizi (56,6%) terrà la saracinesca alzata ad agosto. In particolare, da un’indagine effettuata dalla Fipe-Confcommercio, rimarranno aperti quasi il 60% dei bar e il 54,6% dei ristoranti. Nessun problema, infine, per i rifornimenti di carburante in quanto rimarranno aperti il 50% dei benzinai (self service compresi) nelle città e il 100% dei distributori di benzina sulle autostrade e nei posti di villeggiatura (turnazioni a parte).

Al via i saldi!

saldi Puntuale come ogni anno arriva la stagione dei saldi.
Ad aprirla ieri è Campobasso che sarà seguita a ruota da Napoli, Milano, Bari, Bologna, Palermo, Roma e Torino, dove gli sconti inizieranno domani.
L’Ufficio Studi Confcommercio ha stimato che ogni famiglia spenderà in media circa 240 euro, per un totale di 3,6 miliardi di euro.
Interessante- dicono alla Confcommercio -, anche per capire come reagiranno il mercato e i consumatori, sarà il “test” di Trento dove, grazie ad una recente legge Provinciale, per la prima volta i saldi estivi partono con le nuove regole di liberalizzazione con periodi stabiliti dagli stessi commercianti.
Un appuntamento importante quello dei saldi, soprattutto per i commercianti, per i quali la stagione degli sconti persa per il 12% sul fatturato totale annuo del settore abbligliamento.
“Le vendite estive – spiega Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia – non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli”.
Secondo Borghi un parziale recupero potrà avvenire proprio grazie ai saldi estivi, “che rappresentano, indubbiamente, un’importante occasione per le famiglie per poter acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%. C’è comunque una aspettativa ottimistica derivante dai dati Isae che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”.
Ma c’è anche chi non riesce ad essere ottimista sullo scenario saldi. Ad esempio l’Adoc si esprime così per bocca del suo presidente, Carlo Pileri: “Le previsioni per i prossimi saldi sono fosche. Stimiamo che poco meno del 50% dei consumatori non effettuerà acquisti a saldo. Sarebbe opportuno estendere la durata dei saldi a tutto l’anno. Crediamo sia una misura opportuna e utile, che gioverebbe sia ai consumatori che ai commercianti stessi”.

Saldi al via

saldi Ha preso il via il 2 dicemnbre la corsa ai saldi.
Ad innaugurare la stagione sono state Napoli, Trieste, Potenza e Campobasso, seguite a ruota da Roma, Milano, Torino, Genova, Palermo, Bologna, Bari, Venezia e Catanzaro. Contente, quindi ,circa 16 milioni di famiglie che, secondo la Confcommercio, hanno aspettato appunto i saldi per fare i loro acquisti e che spenderà in media 432 euro per abbigliamento e accessori.
Un periodo importante per il settore, sul cui fatturato questi saldi invernali incideranno per circa il 19,5%, grazie ad un incasso di 6,8 miliardi di euro, che di certo farà rifare i commercianti delle entrate, sino ad ora, piuttosto scarse a causa della crisi economica.
Infatti, l’andamento alquanto negativo delle vendite per il periodo autunno-inverno ha fatto sì che le giacente a disposizioni aumentassero esponenzialmente, andando così ad incrementare notevolmente le offerte per i saldi. L’ampia disponibilità, quindi, associata a dei prezzi fortemente scontati, che in media si aggireranno intorno al 40% porta molte associazioni di commercianti a ben sperare e a formulare delle previsioni alquanto ottimistiche.
Ovviamente anche per i saldi molte associazioni di consumatori invitano a tenere gli occhi ben aperti.
Ecco perchè sono state formulate delle regole per evitare delle brutte sorprese.
Innanzitutto la Confcommercio ricorda che è obbligatorio per i commercianti indicare il prezzo originale della merce, lo sconto e il prezzo finale. Inoltre il cambio della merce deve essere necessariamente eseguito nel caso in cui il prodotto sia danneggiato, mentre, in altri casi, sarà solo facoltà dell’esercente effettuare il cambio.
Tenendo in mente queste poche, ma precise regole, si potranno fare buoni acquisti in tutta sicurezza.
A questo punto non ci resta che augurare a tutti un buon schopping!

Saldi, aiuti e programmi contro la crisi

saldi2.jpg La partenza ufficiale dei saldi si avrà in molte regioni italiane solo il 3 gennaio, ma già da giorni sono iniziati, magari sotto banco, i primi sconti.
Non si prevede, per questi saldi invernali, una sorta di “notte bianca”, sebbene la Confcommercio abbia già previsto che gli acquisti, soprattutto per abbigliamento ed accessori, ci saranno e che ogni famiglia spenderà in media 450 euro.
La crisi economica che l’Italia sta attraversando ha però portato le istituzioni a prevedere un programma di più ampio respiro, così da evitare che gli acquisti calmierati delle famiglie si concentrino esclusivamente sulle vendite promozionali.
E’ per questo che per tutto il 2009 si è deciso di mettere in campo un pacchetto di iniziative scontate, indirizzate soprattutto a casalinghe, giovani e anziani, così da incentivare sia i consumatori che le imprese e magari rilanciare un economia attualmente piuttosto stagnante.
A tal fine sono stati previsti non solo degli incentivi per i cittadini, così da stimolare gli acquisti, ma anche delle forme di sostegno alle imprese, tra le quali bandi per la ristrutturazione del credito indirizzati principalmente a quegli esercizi che hanno diminuito le vendite e a quei distretti commerciali che stanno per partire.
Per i giovani dai 16 ai 26 anni è stata invece prevista una card che consentirà di fare la spesa ottendendo ottimi sconti, mentre per le casalinghe la Federcasalinghe ha lanciato un’iniziativa volta ad incentivare il consumo dei cibi della nostra tradizione, ugualmente buoni e molto più economici. ù
Per tutto il 2009 continuerà poi l’offerta di prodotti fortemente scontati nei mercati comunali coperti, un progetto che mira non solo ad aiutare quelle famiglie che non riescono ad arrivare alla quarta settimana, ma anche le imprese per le quali si cerca soprattutto di incentivare l’apertura di nuovi spazi.
Delle iniziative importanti che di certo potranno offrire un certo sollievo a tutte le famiglie “medio-borghesi” in difficoltà, ma non solo.
Già perchè secondo una recente indagine del mensile “World</strong>&<strong>Pleasure“, anche i cosiddetti ricchi tireranno la cinghia , facendo così calare l’acquisto di champagne di oltre il 70%, a testimonianza del fatto che la crisi nn guarda davvero in faccia a nessuno.