Made in Italy: appello per difendere il marchio

made-in-italyDavanti alla sede della Camera dei deputati, questa mattina, si sono riuniti in tanti per la difesa del Made in Italy, e in particolare dei prodotti dell’agricoltura. La protesta è nata in quanto non si ritiene che il marchio Italia, principale patrimonio del Paese, sia adeguatamente tutelato e rispettato.  Coldiretti sta cercando, insieme a consumatori (Federconsumatori, Adusbef, Codacons), ambientalisti (Legambiente) e associazioni di settore come Slowfood e l’Aiab (associazione italiana per l’agricoltura biologica) di promuovere una vera e propria alleanza per il Made in Italy. A preoccupare per la scarsa tutela dei prodotti made in Italy è il rischio per 300 mila posti di lavoro e 100 miliardi all’anno di fatturato che potrebbero andare in fumo se non si prende una direzione univoca, volta principalmente alla tutela del settore.

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Made in Italy: un’etichetta sacra per l’economia nostrana

Made in Italy

Made in Italy

Giancarlo Galan, ministro delle Politiche agricole, preme sul fatto che si renda obbligatoria l’etichetta Made in Italy che accompagna l’origine della materia prima.

Pare che, oltre ad essere una priorità di Coldiretti, questa lo sia anche per il premier Silvio Berlusconi, il quale pare aver affermato di voler al più presto istituire l’obbligatorietà di quest’indicazione, tramite una legge, al fine di tutelare la qualità e l’eccellenza dei prodotti nostrani, soprattutto pane, pasta e carne.

L’accordo italiano, però, deve trovare riscontro positivo con Bruxelles; la Coldiretti, tuttavia, procede convinta nel volere salvaguardare la fiorente economia gastronomica del Paese, sopratutto dopo il recente caso delle mozzarelle blu.

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Coldiretti: sì agli agriturismi

Agriturismo

Agriturismo

Il 2 giugno 2010, Coldiretti ha stimato che più di 200mila italiani sceglieranno una giornata in agriturismo.

In Italia esistono attualmente circa 18 mila strutture ricettive di questo tipo, nelle quali gli italiani amano sedersi a tavola e promuovere il made in Italy.

Secondo i dati di Terranostra, gli agriturismi con più affluenza tendono ad essere quelli in prossimità del mare o delle località di amre, così come quelle vicine ai grandi laghi.

E per i consumatori più avventurieri pare non ci sia nessun problema: ormai molti agriturismi e B&B si sono attrezzati per sfruttare le zone a loro circostanti, ed offrire quindi ai clieni colazioni al sacco, con tanto di noleggio tende ed affitto roulottes, camper e mappe per sostare nelle aree picnic.

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Coldiretti: vino, il prodotto più acquistato

Vino

Vino

Secondo la Coldiretti, la bevanda di bacco si piazza nuovamente in pole-position per il gradimento: 1.2 mld per acquisti in cantina.

E stando al favorevolissimo trand del mercato, l’istituto fa sapere che il vino più apprezzato è quello italiano al momento. Così, con 21.624 aziende agricole che lo Stivale puà vantare, la Coldiretti ha pensato di creare “Cantine Aperte”.

Si tratta di un’iniziativa di incontro e scambio del vino, considerando anche che l’acquisto della bevanda supera persino quelli effettuati per ortofrutta e formaggi. La top list dei maggiori produttori? Eccola:

1)Toscana (4.876 produttori!)
2)Piemonte
3)Veneto
4)Emilia Romagna
5)Sicilia

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Coldiretti: la campagna è di moda

Vita di campagna

Vita di campagna

Lo dice la Coldiretti, che ha raccolto i desideri e le aspirazioni degli italiani: la campagna è in auge, con vita tranquilla e aria pura annessi.

Più della metà degli italiani (ovvero, il 51%) vorrebbero abitare (anche se non necessariamente vivere) in un piccolo comune o fuori dalla città, isolato, preferibilmente nel verde e/o con gli animali.

Sono di moda “i sospiri” per i 5.700 comuni italiani che “vantano” da 5.000 abitanti in giù. Il sondaggio che ha rivelato questa tendenza si chiama “Voler bene all’Italia”.

Insieme a Coldiretti e Legambiente, che insieme lavorano ancheper la valorizzazione dei piccoli comuni, ha anche rivelato una tendenza migratoria di abitanti che dalle grandi città (o, per lo meno, quelle con più di 500 mila abitanti) verso le zone periferiche e di campagna.

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La frutta a Km 0 è la più economica: ecco perché conviene

Frutta Km 0

Frutta Km 0

Si tratta di frutta nostrana, denominata “Km 0” perché predilige le coltivazioni locali. Per questo motivo, questa nuova tipologia di prodotti non è solo qualitativamente migliore, ma aiuta le economie locali ed il risparmio dei consumatori che la prediligono.

Da un lato, infatti, la scelta dell’acquisto di frutta locale aumenta il business territoriale, rende la zona più stabile a livello economico ed apporta risvolti positivi sull’occupazione, dall’altro la frutta che non è importata è meno cara, e si può fare affidamento sulla sua genuinità.

La Coldiretti fa anche osservare che l’aumento del costo dei carburanti per l’acquisto di frutta esportata o comprata fuori porta, ha una ripercussione sul taglio della spesa alimentare di ogni singola famiglia. In pratica: meno qualità, meno quantità, meno soldi. Da qui, il giusto avvaloramento per i prodotti a “Km 0”.

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Coldiretti: a rischio il made in Italy gastronomico

Gastronomia

Gastronomia

A seguito dello sciopero dei lavoratori immigrati, pare che la Coldiretti ne stia denunciando gli effetti negativi sul made in Italy, soprattutto per quello che riguarda il settore gastronomico.

L’associazione sottolinea infatti come l’impiego degli immigrati nel lavoro ne determini un sostentamento per i prodotti italiani, che vanno dal settore della raccolta delle mele alla mungitura delle mucche, fino alla vendemmia.

Tali attività si rendono indispensabili per circa 30 mila aziende agricole italiane, che impiegano per queste mansioni fondamentali circa 90 mila extracomunitari regolari (di cui 15 mila con contratti a tempo indeterminato).

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Coldiretti: i single spendono il doppio delle famiglie

Monoporzione

Monoporzione

La Codiretti annuncia una questione singolare per certi aspetti: spesso i single spendono più soldi di interi nuclei familiari (nucleo medio: 2.5 persone). E se il rapporto single-famiglia è di 1 su 4 (ovvero, c’è una famiglia monopersona ogni quattro pluripersona), i single sborsano comunque il doppio rispetto a nuclei più numerosi per gli alimenti.

Un esempio pratico? La spesa mensile per gli alimenti di un single ammonta a circa €312,00/mese mentre quella di una famiglia ammonta a circa €190/mese. Quali sono le ragioni alla base di questa tendenza? Il primo punto sarebbero le confezioni alimentari: spesso non ne esistono – dice la Coldiretti – di quantità adatte al consumo di una sola persona: per questo, il single da spazio libero ai “formato-famiglia”, e poi spreca cibo e soldi.

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Coldiretti: no ai soft drinks, si ai succhi di frutta

Succhi di frutta

Succhi di frutta

Basta alle bevande analcoliche gassose e zuccherate – almeno a scuola, che dovranno essere sostituite con succhi di frutta o frutta fresca.

Questo è il diktat della Coldiretti, che si appella ai risultati dell’American Association for cancer research: il cancro al pancreas è uno dei tumori più ardui da curare, ed il consumo di soft drinks lo può raddoppiare.

La misura va adottata a partire dalle scuole, dove i soft drinks sono disponibili ogni giorno. E la Coldiretti aggiunge che in Italia, un bambino su quattro non consuma quotidianamente della frutta a tavola. Ma con grande probabilità beve uno zuccherato soft drink a scuola – il che, contribuirebbe anche al sovrappeso.

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La Coldiretti vuole il Decreto sulla provenienza dei prodotti alimentari

Latte cinese tossico

Latte cinese tossico

La storia non è nuova: lo scorso anno la commercializzazione di un latte tossico (contenente melamina) proveniente dalla Cina ha contaminato diverse centinaia di persone e causato la morte di sei bambini cinesi.

A dodici mesi di distanza, il latte tossico è nuovamente sugli scaffali dei supermercati. La verifica è stata denunciata dalla Coldiretti, che ha anche fatto sequestrare 72 tonnellate di latte e 100 tonnellate di latte in polvere.

Questo evento ribadisce l’importanza della protezione sui cibi importati e non. Quindi si preme affinché la Commissione UE approvi il prima possibile il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, che richiede l’applicazione di uno sticker, sui prodotti, che ne attesi la provenienza.

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