Italia: nessuno vuole privatizzare l’acqua

Acqua privatizzata

Acqua privatizzata

Dopo le molte polemiche sollevate dal caso, il 19 luglio scorso sono state depositate in Cassazione 1.4 milioni di firme di italiani che lottano contro la privatizzazione dell’acqua.

Nei mesi scorsi diversi promotori si sono mossi per le piazze di tutto lo Stivale con l’obiettivo di ottenere consensi affinchè possano presentare un referendum abrogativo sui servizi idrici.

Dato il grande feedback positivo da parte dei cittadini, il centro del referendum sarebbe quello che vedrebbe gli italiani votare 3 “sì” nella scheda, al fine di impedire la privatizzazione dell’acqua su tutto il territorio nazionale. Il referendum è atteso per questa primavera.

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Condono per le multe!

multa Nella manovra anti-crisi è stato inserito anche un piccolo condono riguardante le multe per le violazioni delle norme del Codice Stradale. In sostanza il condono funziona in questo modo: per aderire basta pagare la multa iniziale più un piccolo contributo, a patto che la contravvenzione risalga al 31 dicembre 2004. Il provvedimento è stato adottato per evitare che buona parte di queste multe, scaduti i 5 anni, potrebbero cadere in prescrizione, mentre grazie al condono i cittadini potranno estinguere il pripro debito senza incorrere nel pagamento degli interessi, ma solo versando un tasso del 4% per l’agente di riscossione a titolo di rimborso.
Il condono è stato voluto dal neo-assessore al Bilancio di Roma, Maurizio Leo.
Una bella casualità visto che è proprio il Comune di Roma a registrare gli arretrati più alti, visto che il Campidoglio ogni anno riesce a riscuotere poco meno del 50% delle sanzioni accertate, mentre sulla base dei bilanci la somma condonabile si aggirerebbe intorno ai 300 milioni di euro.
Secondo una stima del Sole 24 Ore in Italia ben una multa su due si perde per strada mentre i verbali che non vengono pagati causano buchi profondi nei bilanci comunali.
Tutti d’accordo quindi?
A quanto pare no, visto che alcuni Comuni italiani hanno fatto sapere di non essere d’accordo con un provvedimento che a loro parere “penalizzerebbe tutti quei cittadini onesti che pagano regolarmente le sanzioni e inoltre questo genere di misure alimenterebbe la sfiducia dei cittadini verso la politica”.
Una soluzione, questa del condono, che potrebbe allievare almeno in parte la spinosa questione delle multe-pazze che negli ultimi anni sono state elevate nei confronti di migliaia di automobilisti. E in prima linea su questo fronte ci sono le associazioni dei consumatori che ora reclamano ad alta voce il rimborso dei pagamenti di multe, in scia all’emissione di avvisi di pagamento errati ed illegittimi, che erano già stati onorati in passato. “Troppo spesso – dichiara l’Adiconsum - il Codice della Strada è utilizzato dai Comuni per fare cassa”.
L’associazione ricorda, così, agli automobilisti come, nel caso di ricezione di avvisi di pagamento per multe ingiuste, si possa presentare ricorso al Giudice di Pace oppure al Prefetto entro un termine massimo di sessanta giorni dalla notifica.
Invece, in generale l’attuale procedimento per contestare una multa prevede che entro 150 giorni la contravvenzione debba essere notificata al proprio domicilio, altrimenti cade in prescrizione. Poi, entro 60 giorni dal ricevimento della notifica, la multa dovrà essere pagata. Se, invece, ritenuta ingiusta si potrà presentare ricorso che – con relativa documentazione – va presentato al Prefetto o al Giudice di Pace. Ma nel caso di presentazione del ricorso al Prefetto, se la multa è confermata, la sanzione raddoppia.
Nel ricorso presentato è opportuno richiedere di essere ascoltati in modo da poter esporre in prima persona le motivazioni del ricorso stesso ai sensi dell’art. 203 del Codice della Strada. Il non accoglimento della richiesta (assenza di risposta) può essere motivo per invalidare la sanzione.
Infine, sulla lettera di notifica deve essere presente il nome del Responsabile del procedimento (legge 241/1990 sulla Trasparenza degli atti amministrativi). In caso contrario si può richiedere l’annullamento della sanzione. Trascorsi 30 giorni senza ricevere risposta a tale richiesta, sarà possibile sporgere denuncia per omissione di atti d’ufficio.

I contratti si registrano on-line

agenzia delle entrate Nuovo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
A partire da oggi, infatti, sarà possibile con pochi click registrare i contratti di locazione e versare le relative imposte, senza più code chilometriche agli uffici postali.
Grazie a questo nuovo sevizio web sarà quindi possibile da casa, comodamente seduti davanti al proprio pc, registrare i contratti compilando un semplice form nel quale basterà inserire i dati relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo.
Per le imposte da pagare, infatti, basterà cliccare su un pulsante dopo aver inserito le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale poi l’Agenzia delle Entrate addebiterà l’importo.
Sono piu’ di 800mila – riferisce l’Agenzia delle Entrate – i documenti che, nel corso del primo semestre di quest’anno, sono stati inviati telematicamente per la registrazione di contratti di locazione. Inoltre, in questo periodo, e’ emersa una crescita significativa nell’uso del nuovo servizio, tanto da rivelare un incremento del 9,8% nei contratti di affitto, registrati in coincidenza con il lancio della procedura innovativa delle “locazioni web”.
Si tratta, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, di “un significativo balzo in avanti che ha convinto l’amministrazione a realizzare un kit completo con le istruzioni per l’uso, non affollato di pagine e di indici, immediato e di facile lettura, il cui obiettivo e’ ridurre sensibilmente il numero dei contribuenti che si recano presso gli uffici in cerca di informazioni o per chiudere definitivamente una procedura, in questo caso legata alla registrazione d’un contratto di locazione”.
Il pieghevole – disponibile on line su www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione ‘Documenti, guide fiscali’, e distribuito in forma cartacea presso tutti gli uffici delle Entrate – illustra infatti in maniera semplice e immediata la procedura attivata dall’Agenzia a partire da gennaio 2009 per facilitare ulteriormente i cittadini nelle operazioni di registrazione dei contratti di locazione.

Un valanga di reclami in UE

europa In appena un anno, e precisamente da febbraio 2007 a febbraio 2008, qualcosa come 78 milioni di cittadini europei hanno presentato reclamo formale contro un operatore comerciale, mentre ben 30 milioni si sono astenuti sebbene avessero tutte le carte in regola per farlo.
E’ questa la stima della Commissione europea nel rendere pubblica la falsariga di un metodo su scala UE per classificare e rendicontare i reclami dei consumatori. Si tratta di cifre molto pesanti, visto che – dice la Commissione – circa la metà di coloro che hanno presentato reclamo formale non era soddisfatta del modo in cui il reclamo è stato trattato.
Di coloro ancora insoddisfatti circa la metà (quasi 20 milioni di persone) ha contattato un’organizzazione di consumatori per ottenere aiuto. Da qui la necessità della Commissione di iniziare a mettere ordine e cercare di avere un quadro più preciso dei cittadini che si trovano ad avere problemi con le aziende di cui sono clienti.
Non solo. Da uno studio della Commissione è emerso che vi sono più di 700 associazioni di consumatori in Europa che raccolgono i reclami dei cittadini in Europa. Alcune hanno sistemi di rendicontazione avanzati e dettagliati. Ma ciascuna classifica i reclami in modo diverso. Ad esempio alcuni organismi usano categorie ricalcate sulle pagine gialle mentre altri si basano su capitoli della legislazione nazionale.
Di conseguenza questa fonte preziosa di informazioni rimane ampiamente inutilizzata. I raffronti sono spesso difficili anche a livello nazionale , per non parlare di quello europeo, anche se i beni e servizi offerti in tutta Europa sono simili e nonostante il fatto che un gran numero di essi siano ora oggetto di transazioni transfrontaliere.
La frammentazione dei dati rallenta la risposta dei decisori nazionali ed europei ai problemi incontrati dai consumatori su mercati specifici. Alla fine del processo di messa a punto del sistema di raccolta dati, la Commissione si augura che i principali beneficiare della novità saranno gli stessi cittadini alle prese con un reclamo per un bene o un servizio non adeguato a quanto presentato dalle aziende.