Cina: basta lowcost, punta al lusso

Cina hi-tech

Cina hi-tech

Nonostante l’import dalla Cina sia sempre fortissimo, pare che i colleghi dagli occhi a mandorla abbiano intenzione di affermarsi anche sul mercato dell’hi-tech.

Arriveranno infatti in Italia, nella Maremma, i primi autobus ad impatto zero: sono costruiti a propulsione elettrica, si chiameranno Elettrobus, e sono progettati e importati dalla Cina. Con 200km di autonomia per una guida di 90km/h, gli elettrobus sono prodotti dalla Shanghai Leibo New Energy Auto Technology Co.

Ed anche molti impianti fotovoltaici, che vantano per l’Italia un investimento pari a 30 milioni di Dollari, proverranno dalla stessa città e, allo stesso tempo, la società che si occupa di prodotti per illuminazione, la cinese Kinglong, si è appena installata nella nostrana Castiglione dello Stiviere.

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Vuvuzelas: sono quasi tutte made in China

Vuvuzela

Vuvuzela

Si chiamano vuvzelas, e sono le trombette di plastica che ormai associamo ai mondiali di calcio 2010 in Sudafrica. Tra canzoni, risa, suoni ed allegria, forse è difficile andare più a fondo della patinata presentazione dell’evento.

Tale Wu Yijun, inventore dela vuvuzela, per questi mondiali ne ha fatte produrre a milioni (il 90% delle vuvuzelas sono prodotte nella sua fabbrica, la Jiying Plasti Product Corporation), logicamente a basso costo, logicamente in Cina, logicamente sfruttando i lavoratori che non hanno scelta.

Dopo un primo tentativo di far decollare la trombetta di plastica nel 2001, Yijun ci ha riprovato, questa volta con successo, nel 2010. Adesso annuncia soddisfatto che le vuvuzelas sono state comprate dai tifosi di tutto il mondo, triplicando la produzione nel suo stabilimento sulla costa orientale cinese. E lui, adesso, aspetta solo con ansia i Giochi asiatici di Guangzhou…

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Cina: Baidu multato per download

Baidu

Baidu

E’ uno dei motori di ricerca più famosi della Cina, si chiama Baidu, ed in questi giorni è stato multato. E’ la prima volta nella storia della super-controllata tecnologia cinese che si multa un motore di ricerca.

La ragione? Secondo la legge cinese, Baidu avrebbe violato il copyright per aver permesso agli utenti di scaricare 50 file mp3, tutte canzoni. La Music Copyright Society of China, che ha fatto casa al motore di ricerca, per la prima volta ha vinto la causa. Dopo 2 anni di processo, Baidu è stato condannato a dover pagare 60mlia yuan (circa 7mila Euro).

In passato, altri artisti e compagnie avevano intentato causa per motivi di copyright, ma non avevano mai vinto. Qualcuno, già, parla di rivoluzione nel Paese dagli occhi a mandorla.

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Cina: mercati a rilento

Cina

Cina

L’attività produttiva cinese è avanzata ad un ritmo più lento negli ultimi 17 mesi, secondo quanto ufficialmente decretato domenica scorsa a Beijing.

Le misure di inasprimento introdotto all’inizio di quest’anno e l’incertezza crescente rispetto alla domanda globale hanno continuato a pesare sulle economiche di espansione nel Paese.

La Cina è da tempo più potente del Giappone per quanto riguarda il potere d’acquisto delle economie, infatti, la recente analisi dimostra anche che la Cina potrebbe superare il Giappone all’inizio del prossimo anno. Nonostante il rallentamento economico, il PBOC manterrà la continuità e la la stabilità della politica monetaria e non cambierà la destinazione annuale di credito dei prestiti, mentre per il prossimo anno saranno implementate le politiche di credito, secondo un comunicato pubblicato sul il sito PBOC.

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Cina: i sindacalisti per Foxconn

La Foxconn in Cina

La Foxconn in Cina

Si sono mossi i sindacalisti cinesi, per cercare di far chiarezza nella burrascosa e penosa situazione dei lavoratori sfruttati, i cui ultimi si sono suicidati pochi giorni fa nella fabbrica di iPhone ed iPad Foxconn.

ASIANEWS parla per mezzo di Lee Cheuk Yan, sindacalista, che prende in considerazioni i suidici ed esprime la sua preoccupazione che la società cinese possa esplodere.

Si tratta di atti estremi che non dovrebbero mai essere commessi, e che sono frutto di una “politica gestionale oppressiva e cieca”. Senza timore di parlare, Lee Cheuk Yan spiega come i lavoratori, che spesso hanno lasciato la famiglia e sono privi di qualunque sostegno, vengano trattati come degli animali e siano sottoposti a pressioni tali da compiere molto spesso dei gesti estremi.

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Cina: Foxconn, la fabbrica che produce suicidi

La Foxconn in Cina

La Foxconn in Cina

Accade in Cina, nella fabbrica Foxconn, nella quale si producono iPad e iPhone. Negli scorsi giorni si è verificato l’ennesimo suicidio di uno dei 400mila lavoratori. Un totale di 10 persone si sono tolte la vita solo nel 2010.

E pare che la governance dello stabilimento cinese non ne sia all’oscuro, tutt’altro: una delle clausole del contratto di questa monodopera sfruttata a basso costo è proprio l’accetazione di una lettera in cui si dichiara che l’operaio si impegna a non suicidarsi.

Per milgiorare le condizioni dei lavoratori nel Paese sembra non si riesca a fare molto: tra la sovrapopolazione e la necessità di soldi, i 10 lavoratori il cui gesto è stato estremo, possono già essere stati rimpiazzati da altri che, pur amaramente, sono costretti ad accettare il duro sistema lavorativo.

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Cina: risparmi a scapito degli animali, morte 11 tigri protette allo zoo

Cina

Cina


LIAONING - lo zoo locale cinese della provincia di Liaoning ha registrato la morte di 11 tigri siberiane soltanto negli ultimi tre mesi.

Un’inchiesta della protezione animali della zona, la “Shenyang Wild Animal Protection Station” , ha denunciato l’accaduto, riportando anche alcuni dettagli che testimonierebbero in modo inequivocabile le gravi violazioni delle norme basilari dello zoo.

Il vice capo della protezione animali, Liu Xiaoqiang, avrebbe scoperto che lo zoo non avrebbe speso a sufficienza per fornire un sufficiente apporto alimentare agli animali, ma facendo cibare tutti gli animali della struttura unicamente con ossa di pollo econmiche.

Già lo scorso novembre, una tigre affamata aveva aggredito un operaio dello zoo (adesso è in ottime condizioni); in seguito a ciò, le tigri sarebbero state anche rinchiuse in gabbie che hanno portato, insieme alla malnutrizione, lo sviluppo di malattie infettive e alla successiva moria delle bestie.

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Cina: censurato Avatar di James Cameron nonostante gli incassi record

Avatar

Avatar

Nonostante i 40 milioni di incassi realizzati al botteghino, i cinesi hanno deciso di rimuovere dalle sale cinematografiche l’ultimo tormentone di James Cameron, “Avatar”.

La ragione ufficiale sarebbe che la Cina è maggiormente interessata a promuovere patriottico su Confucio, anche a scapito di “Avatar”. Per questa ragione, il cartone fantasy del regista americano è stato concesso solo nelle sale 3D, subendo una contrazione da1.628 sale a “sole” 900.

La “China Film Group Company” ha ufficializzato la rimozione di “Avatar” con un comunicato stampa. Altri punti di vista, però, sosterrebbero che l’accanita censura cinese abbia alla base dei motivi politici: “Avatar” farebbe riferimento alle minoranze etniche, riferimenti non graditi dal Partito Comunista Cinese, data la loro situazione con le minoranze locali e difficilmente gestibili di Tibetani ed Uighuri.

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La Coldiretti vuole il Decreto sulla provenienza dei prodotti alimentari

Latte cinese tossico

Latte cinese tossico

La storia non è nuova: lo scorso anno la commercializzazione di un latte tossico (contenente melamina) proveniente dalla Cina ha contaminato diverse centinaia di persone e causato la morte di sei bambini cinesi.

A dodici mesi di distanza, il latte tossico è nuovamente sugli scaffali dei supermercati. La verifica è stata denunciata dalla Coldiretti, che ha anche fatto sequestrare 72 tonnellate di latte e 100 tonnellate di latte in polvere.

Questo evento ribadisce l’importanza della protezione sui cibi importati e non. Quindi si preme affinché la Commissione UE approvi il prima possibile il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, che richiede l’applicazione di uno sticker, sui prodotti, che ne attesi la provenienza.

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Cina supera Germania come export leader mondiale

16Dopo un continuo rincorrersi durato anni la Cina/, come prevedevano le stime, è diventato il leader indiscusso dell’export mondiale. Fino allo scoccare del 2010, questo leader è sempre stato da sempre la Germania.

Ma con dati alla mano, per la prima volta l’export cinese ha fatturato 1070 miliardi di Dollari e quello tedesco, contemporaneamente, “solo” 1050 miliardi di Dollari. I numeri sono stati emanati da Pechino, e sono poi stati confermati dai colleghi tedeschi.

Ed è già discussione. Esperti e scienziati hanno già iniziato con gli sproloqui: c’è chi dice tanto si sapeva che la Cina sarebbe diventata leader, era solo una questione di tempo”, ed i più nostalgici che si eclissano nel “attualmente ci sono due leader mondiali in contemporanea: Cina e Germani esportano prodotti estremamente differenti tra di loro”.

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