Auto:in agosto nuova crescita

fiat_topolino Nuovo progresso anche nel mese di agosto per il mercato auto che in Italia ha fatto registrare un 8,54% in più. A sostenere il settore sono stati soprattutto gli eco-incentivi che hanno fatto crescere le immatricolazioni ma anche la fiducia dei consumatori. Guadagnano soprattutto le marche nazionali, e migliora la quota di penetrazione che sale di 0,6 punti portandosi al 33,9%.
Ottima la performance della Fiat, con ben 22mila vetture immatricolate e una crescita dei volumi di vendita del 10,2% rispetto all’anno scorso, senza sottovalutare le buone prestazioni di Lancia e Alfa Romeo.
Sottotono le prestazioni negli Stati Uniti, dove la Chrysler ha perso in agosto il 15%, a causa della carenza di scorte legata alla prolungata chiusura degli impianti durante il processo di bancarotta. Sul mercato Usa perde anche Mercedes, mentre sagono Ford e Volkswagen.
Intanto in Italia ci si interroga sugli effetti degli incentivi. Per Vincenzo Malagò, Presidente di Federaicpa, l’associazione che rappresenta il settore delle concessionarie auto ” il mese di agosto conferma che la crescita delle immatricolazioni di auto nuove è essenzialmente sostenuta dai veicoli incentivati, a cui si contrappone il costante arretramento del resto del mercato, fatto che sicuramente non depone a favore di una prossima uscita dalla crisi”.

Marchionne: “In Usa sarà un successo”

marchionne “Non ho dubbi che Chrysler sarà redditizia, ma per poter pensare a previsioni dovete darci almeno il tempo di parlarne in Consiglio di amministrazione. Sarebbe improprio parlarne prima, anche perchè ci sono anche altri azionisti importanti”.
Lo sottolinea l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, durante la conferenza di presentazione della trimestrale del gruppo. Il manager del Lingotto sottolinea di “essere contento di quello che abbiamo” negli Stati Uniti. “Credo di aver trovato un ottimo partner negli USA”, sottolinea Marchionne, “qualcuno con cui costruire il futuro”.
L’amministratore delegato di Fiat precisa inoltre, sempre a margine della conferenza, di aspettarsi margini migliori per il mercato statunitense dell’auto per i prossimi 12-18 mesi.

Merchionne alla guida di Chrysler

logo_fiat Dopo la firma dell’accordo, Sergio Merchionne è diventato ufficialmente il nuovo ad di Chrysler. Il gruppo nato dalla “fusione” tra il colosso americano e la Fiat sarà guidato da un Cda composto da tre amministratori delegati nominati dalla Fiat, quattro nominati dal Dipartimento del Tesoro statunitense, uno uno dal Governo canadese e uno dall’United Auto Workers’ Retiree Medical Benefits Trust. Il Consiglio dovrebbe nominare Presidente Robert Kidder
Entusiasta Merchionne che commentando la nascita del nuovo gruppo ha dichiarato alla stampa:
Questo è un giorno molto importante, non solo per Chrysler e per i suoi dipendenti, che hanno vissuto quest’ultimo anno in un contesto pieno di incertezze, ma anche per l’intera industria automobilistica. Sono consapevole del fatto che questo è stato un processo difficile per tutti i soggetti coinvolti, ma siamo pronti a dimostrare al consumatore americano che Chrysler puo’ tornare ad essere una società forte e competitiva con una gamma di vetture affidabili che colpiscono l’immaginazione e ispirano fedelta”’.
Sin dall’inizio, eravamo decisi a fare di quest’alleanza un passo fondamentale per risolvere i problemi che affliggono l’industria dell’auto. D’ora in avanti, lavoreremo alla definizione di un nuovo modello di riferimento per le aziende automobilistiche che vogliano produrre utili”, prosegue. Partendo dalla cultura di innovazione di Chrysler e dalla tecnologia e know-how di Fiat, intendiamo ampliare il portafoglio prodotti di Chrysler sia in Nord America sia negli altri mercati. Le attività della Chrysler rilevate dalla nuova società, ferme durante questo periodo, sono già o saranno presto nuovamente operative, ed è già iniziato il lavoro per sviluppare vetture ecologiche, a basso consumo e di alta qualità, che saranno le caratteristiche distintive dei nuovi prodotti del gruppo Chrysler”.
Un altro punto da non sottovalutare è il fatto che la Crysler potrà trarre insegnamento dall’esperienza del gruppo italiano, soprattutto dal settore della ristrutturazione aziendale, potendo, tra l’altro, usufruire di un più facile accesso alla rete di distribuzione internazionale che Fiat può vantare in maniera particolare in America Latina e in Russia.
In base alle disposizioni del Tribunale di New York il vecchio gruppo noto come Chrysler Llc ha ufficialmente ceduto tutti i propri beni (con l’esclusione di determinati debiti e altre passività) ad una nuova società con la denominazione sociale di Chrysler group Llc.
Chrysler Group ha assegnato ad una controllata di Fiat una quota del 20% della partecipazione nella nuova società, al netto degli effetti diluitivi, sebbene la quota di Fiat aumenterà progressivamente fino ad un totale del 35% subordinatamente al raggiungimento di determinati obiettivi previsti dall’accordo.
www.finanzaoggi.it Intervista a Sergio Merchionne

Addio General Motors!

GM General Motors Oramai è ufficiale.
General Motors, l’azienda che per circa un secolo ha dominato i mercati di tutto il mondo, sarà oggi dichiarata fallita.
Nella notte un funzionario del gruppo aveva già annunciato che il Governo americano ha fornito al gruppo aiuti per circa 30,1 miliardi di dollari (aveva già versato 20 miliardi di aiuti pubblici), facendo quindi del Governo il maggiore azionista, con una quaota pari a circa il 60%.
I motivi del fallimento di General Motors sono stati comunicati ieri dallo stesso presidente del gruppo, Fritz Henderson, il quale ha spiegato che la bancarotta è stata determinata dal fatto che la maggioranza degli obbligazionisti non ha accettato la conversione dei propri titoli in Gm ristrutturata.
Accanto al fallimento ci sarà, chiaramente, anche la chiusura di impianti, circa 11 negli Stati Uniti e la sospensione temporanea di altri tre, il che implicherà 21.000 posti di lavoro persi.
nel frattempo il giudice che si occupa del caso, Arthur Gonzalez, del tribunale fallimentare di New York, ha dato il via libera alla vendita degli asset “buoni” di Chrysler alla nuova compagnia che sarà guidata da Fiat.
Secondo il New York Times, infatti, il giudice Gonzalez avrebbe approvato la vendita di asset per un valore di circa 2 miliardi di dollari alla nuova azienda che avrà come azionista principale un fondo sanitario legato all’Uaw, il sindacato delle quattro ruote Usa, con il 68 per cento. Fiat controllerà il 20 per cento, mentre ai governi canadese e statunitense toccherà il restante 12 per cento.

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Fiat, ancora tensioni

sciopero Ancora scontri e tensioni in casa FIAT.
Non bastavano le infinite trattative con Opel e Chryler, la spinosa querstione dello stabilimento di Pomigliano, la cassaintegrazione “ad oltranza”, il malcontento crescente e lproteste sempre più accese degli operai, a dare dei dei grattacapi a Merchionne&co.
E’ di oggi, infatti, la notizia di un nuovo scipero, questa volta a Melfi, dove i lavoratori di un’azienda di componenti ha bloccato la produzione della Grande Punto, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto di 25 operai, mandati a casa per essere sostituiti da operai provenienti dallo stabilimento di Pomigliano D’Arco.
Accanto agli operai sono scesi in campo anche i sindacati, i quali hanno sottolineato come questo clima di tensione sociale sia da imputare esclusivamente alla Fiat, visto che il considerevole aumento della produzione di Melfi era stata decisa proprio per incrementare l’occupazione locale e non per diminuiral.
Insomma le tensioni aumentano e la soluzione sembra lontana, su tutti i fronti.
www.finanzaoggi.it Cariche contro gli operai Fiat:Intervista ad un lavoratore

Proteste a Termini Imerese contro il piano Merchionne

01E’ di qualche giorno fa la notizia che il piano di risrutturazione ideato da Merchionne preveda la chiusura dei due contestatissimi stabilimenti di Pomigliano D’Arco e di Termini Imerese, rispettivamente nel 2012 e nel 2016.
Sebbene non vi sia ancora alcuna conferma della notizia, molti sono pronti a giurare che il progetto idiato da Merchionne per consentire l’acquisizione della Chrysler e di Opel, determinerà necessariamente la chiusura dei due impianti meridionali e di una serie di altre fabbriche sparse per l’Europa.
La notizia ha ovviamente creato scalpore e preoccupazione, suscitando le proteste dei lavoratori che si sentono ormai sull’orlo del licenziamento.
E’ di oggi la notizia di una manifestazione organizzata dagli operai di Termini Imerese, sostenuta da Fim, Fiom e Fismic contro, appunto, le ipotesi di accordo tra il Lingotto e la Opel.
Ad aderire alla manifestazione sono stati anche gli operai dell’indotto nonchè le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl e molti sindaci del comprensorio.

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Fiat negli USA è fatta!

Fiat_GM_headerphotoAlleanza conclusa tra Chrysler e Fiat. E’ infatti arrivato oggi l’ok del Tribunale fallimentare di New York che sta seguendo la procedura della casa automobilistica americana. La decisione ha così sbloccato la procedura per il prestito da 4,5 miliardi di dollari, dopo che i creditori che si erano opposti hanno dovuto arrendersi alla decisione della corte, la quale riflette le pressioni che giungono dal governo statunitense.
Sergio Marchionne incassa la vittoria e continua il suo andirivieni tra Usa e Europa, dove spera di concludere anche l’accordo con Opel, il cui futuro dovrà decidersi entro il 31 maggio.
Nel frattempo crescono le preoccupazioni sul destino di Opel, non solo in Germania ma anche in Italia dove il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, chiede al governo di “passare dagli annunci ai fatti convocando la Fiat e le parti sociali a un tavolo in cui l’azienda di Torino illustri i suoi piani”. Perché se è vero che “bisogna fare in fretta”, è altrettanto vero che i sindacati italiani non accettano la logica del ministro Claudio Scajola, secondo il quale una riunione ci sarà “quando sarà conclusa la trattativa della Fiat”.

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Fiat e Chrysler, nuove direttrici di collaborazione

fiatComincia ad assumere forma il piano di integrazione tra Fiat e Chrysler. Le novità e le prime indiscrezioni sono penetrate in seguito alla presentazione alla Casa Bianca del nuovo piano Crysler che, a quanto pare, prevede la costruzione di due modelli Fiat, la nuova Alfa Romeo 149 e la 159, anche negli USA con il nome di Giulia e Milano.
La Milano verrà presentata contemporaneamente in Europa e negli Stati Uniti nel 2010, mentre Giulia, in versione berlina e sportwagon, sarà in commercio solo nel 2011.
Accanto a queste novità ve n’è un’altra di grande importanza. Sembra, infatti, che Fiat abbia l’intenzione di acquistare da Daimler un altro 19% del suo capitale, pari a circa 200 milioni di dollari, facendo così salire i titoli in suo possesso a circa il 55%.
Per quanto riguarda le collaborazioni tra le due case automobilistiche sembra che Fiat contribuirà per le vetture più piccole, mentre il motore per la Giulia arriverà dal Michigan.
Insomma un sodalizio che si consolida e che, speriamo, potrà contribuire a risollevare il settore in crisi nera.