Insulti via email: non è molestia

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La Cassazione ha da pochi giorni sancito che le molestie telematche, ovvero quelle inviate per email, non costituiscono reato.

La ragione? Al contrario degli SMS, che possono costituire anche gravi molestie, l’email raggiungerebbe in modo molto meno immediato la persona.

Oltre al fatto di doversi conenttere ad internet, digitare indirizzo e password, e solo dopo scegliere se aprire o meno il messaggio di posta di un dato mittente, la Cassazione ha anche ritenuto che leggere degli insulti seduti alla scrivania sia molto meno fastidioso che riceverli di presenza.

La questione è stata sollevata in concomitanza di un recente avvenimento, in cui un uomo ha scritto ed inviato ingiurie ad una donna. L’uomo è stato sollevato dalle accuse.

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Cassazione: espellere gli immigrati irregolari, anche se i figli studiano

Immigrati

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La Cassazione ha emanato una sentenza in cui stabilische che gli immigrati irregolari che si trovano in Italia debbano essere espulsi irrevocabilmente, anche nel caso in cui questi abbiano dei figli che frequentano la scuola.

Un immigrato albanese in attesa di cittadinanza (è sposato con una donna con il permesso di soggiorno) ha chiesto di non essere espulso dal Paese per garantire ai suoi due figli, che entrambi vanno a scuola, di non interrompere il loro corretto “svilppo psicofisico”.

La Cassazione, che ha respinto tale richiesta, ha specificato che in Italia è consentito che i clandestini irregolari non vengano espulsi qual’ora si verifichino “gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d’emergenza”, e pare che la frequenza a scuola non sia giustificabile come uno di questi motivi.

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Cellulari, ex amori, reati e Cassazione. Risultato: una multa di 300 €

16Una telefonata o uno squillo alla ex, dopo le 24, per la Cassazione è reato, e non hanno attenuanti poiché “sono petulanti ed arrecano disturbo”. In pratica, questa è la storia di un 53enne abruzzese (Nicola) e della sua ex moglie (Franca).

Nicola chiama sul cellulare la sua ex moglie dopo lo scocco della mezzanotte, lei denuncia la telefonata dell’uomo. Nicola si difende dichiarando di averla chiamata unicamente per avere notizie del figlio che hanno insieme, sapere per quale motivo la sua e moglie non lo ha portato al padre nel giorno prestabilito per legge (lei lo aveva portato al mare anziché dal padre).

La Cassazione ha multato l’uomo con 300 € il comportamento suo comportamento, che è stato considerato reato , chiamato “atto molesto” e punito dall’art. 660 c.p. dal Tribunale di Chieti.

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