Carte di credito Visa, sicurezza contro i pericoli del web

safety-netUna carta di credito Visa in grado di prevenire ed evitare le frodi online che purtroppo sono sempre più frequenti. Si chiama Emue Card ed è il nuovo ritrovato tecnologico del gruppo Visa.

I truffatori ormai non hanno più grossi problemi con l’utilizzo di carte di credito per transazioni online. Pin e codici segreti spesso non sono sufficienti a proteggere l’utente perchè basta conoscere numero della carta, codice di sicurezza, data di scadenza e poco altro per effettuare acquisti sul web.

La nuova carta di credito Visa tenta di superare questo problema perché è dotata di display e tastiera e ad ogni utilizzo genera un codice differente da inserire durante l’acquisto online garantendo così transazioni sicure.

La Emue Card sarà compatibile con tutti i sistemi utilizzati nel mondo, durerà 3 anni e funzionerà a batterie.

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Carte di credito:attenti alle frodi!

cartaregionale2 Le frodi a danno dei possessori hanno raggiunto livelli altissimi, nonostante si metta gli utenti all’allerta e si ricorra a tecnologie sempre più avanzate di prevenzione. Nonostante ciò le frodi sono in costante aumento, ben il 149% in più dei reati commessi tramite gli Atm nel solo 2008.
L’allarme è stato lanciato dall’Enisa (European Network and Information Security Agency - l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione) che ha raccolto in un report dal titolo “ATM Crime: Overview of the European situation and golden rules on how to avoid it” (“Reati connessi agli sportelli automatici: la situazione in Europa e le regole d’oro per evitarli”) dati, informazioni e studi specifici che evidenziano le diverse tipologie di crimini.
Sono sempre piu’ ingegnose infatti le tecniche utilizzate dai truffatori, spiega l’Enisa. Gli attacchi agli sportelli bancari automatizzati sono sostanzialmente di tre tipi: quelli finalizzati a rubare le informazioni della carta di un singolo utente; quelli mirati ai computer e che hanno l’obiettivo di raccogliere i dati delle banche; quelli piu’ tradizionali come le rapine e gli scippi compiuti davanti agli sportelli delle banche.
Ma e’ il prelievo fraudolento di contanti che si conferma la tecnica preferita dai criminali. I malviventi riescono, infatti, a carpire i codici Pin attraverso una vasta gamma di tecniche che vanno dal cosiddetto “shoulder surfing”, ovvero spiando un utente mentre si digita il codice segreto, passando per complesse tecniche di “skimming” (strisciata) che sfruttano l’impiego di microtelecamere, false tastiere per l’immissione del Pin e perfino sportelli automatici fasulli. Mentre si diffonde sempre piu’ il ricorso alla tecnologia wireless Bluetooth per trasmettere i dati clonati da carte di credito e Bancomat a computer portatili situati nelle vicinanze.
Una gamma, quindi, piuttosto vasta di strategie contro le quali gli utenti devono imparare a difendersi.
Esistono chiaramente delle regole base che è bene seguire.
Innanzitutto evitare di usare Atm manomessi, privileggiando invece quelli in posizioni visibili e ben illuminate. In secondo luogo controllare che il bancomat non presenti dispositivi supplementari e proteggersi sempre durante la digitazione del codice segreto, mentre se la carta venisse trattenuta dallo sportello, va subito informata la banca e l’emittente della carta.

Mastercard nel mirino dell’Antitrust

Rubati-40mila-euro-con-carte-credito-clonate-742871 Nuovi problemi per le carte di credito.
L’Antitrust ha infatti avviato delle nuove indagini al fine di verificare l’esistenza di intese restrittive, che potrebbero minare la concorrenza nel settore delle preziosissime tesserine.
Nello specifico, il Garante per la concorrenza ha avviato un’istruttoria nel corso di alcune ispezioni eseguite in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, concentrandosi soprattutto su Mastercard e otto banche (Monte dei Paschi di Siena, Banca nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI -Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane- e UniCredit), al fine di “accertare se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali per le transizioni eseguite con le carte di pagamento in Italia da parte di Mastercard e quindi la loro applicazione da parte delle banche licenziatarie del marchio, restringa il confronto competitivo in Italia, trasferendo costi elevati sugli esercenti e sui consumatori”.
Affermativa di certo la risposta dei consumatori che da tempo vedono lievitare i costi addebitati per l’uso delle carte di credito. Così il Grante ha deciso di fare luce sulla questione, anche perchè in Italia Mastercard detiene ben il 35-45% del mercato ed è in costante ascesa.
Allo stato attuale Mastercard prevede il pagamento di una commissione interbancaria nazionale (interchange fee), ogni volta che viene effettuata una transizione, ovvero un acquisto da parte di un cliente.
Ed è proprio questa commissione uniforme che – secondo l’Authority – “rappresentando una quota considerevole della commissione finale (merchant fee) a carico degli esercenti, potrebbe limitare il gioco competitivo, innalzando i costi del sistema”.
Per l’Antitrust, infatti, “la fissazione di una interchange fee elevata favorisce sia il circuito MasterCard sia le banche (acquirer) che gestiscono i rapporti con i commercianti, nonché quelle (issuer) che emettono le carte ai clienti. MasterCard trae infatti beneficio da commissioni interbancarie elevate perché queste ultime incentivano le banche, che ne incassano l’ammontare, ad emettere carte del proprio circuito, e ciò, a sua volta, aumenta il numero di possibili transazioni sulle quali le banche che gestiscono i rapporti con i negozianti percepiscono le merchant fee”.
Un meccanismo che lede la concorrenza?
Sarà proprio l’istruttoria a dover verificare se la definizione della interchange è corretta e se la sua esistenza vada o meno a ledere la concorrenza del mercato.
Il primo è “una intesa orizzontale relativa alla definizione della commissione italiana da parte del circuito Mastercard, in quanto esito di una decisione di una associazione di imprese”.
Il secondo prevede, invece, “un insieme di intese verticali basate sui contratti di licenza tra MasterCard e le singole banche acquirer, che comportano l’applicazione uniforme e coordinata di uguali voci di costo ma limitando così il confronto competitivo”.

Addio monete!

carte_di_credito.jpg Nel nuovo anno acquistare un caffè o il giornale sarà sempre più semplice, soprattutto per tutte quelle persone che non hanno mai manete nel portafoglio o faticano a ricordare il codice della propria carta.
La soluzione ci viene offerta da Barclays che da marzo consentirà a tutti i suoi clienti europei di acquistare, fino ad un massimo di 10 sterline, circa 11 euro, tutto ciò che vorranno, semplicemente avvicinando la carta di debito ad un lettore magnetico, senza dover digitare alcun pin.
Questo metodo, detto “contactless“, ovvero “senza contatto”, è al momento operativo solo in Gran Bretagna, Spagna, Turchia e Svizzera, mentre in Italia, che ne ha fatto richiesta, arriverà probabilmente entro l’anno prossimo, coinvolgendo circa cinque milioni di utenti.
Questo ritardo è da attribuire alla difficoltà che la cosiddetta cultura della moneta virtuale riscontra nell’attecchire, sebbene il mercato vada ormai nettamente verso questa direzione, con notevoli vantaggi tanto per gli utenti, che avranno a disposizione un mezzo molto più pratico e veloce della moneta cartacea, quanto delle banche che otterranno un concreto risparmio sul costo della carta.
Barclays sarà la prima banca a fornire questo tipo di servizio di carte di debito a livello europeo che in sostanza consentirà di addebitare i piccoli acquisti direttamente sul conto corrente del titolare. In questo modo le operazioni potranno essere effettuate molto velocemente, con un gran risparmio di tempo, stando sicuri anche in caso di smarrimeto o di furto. In questa eventualità infatti, il ladro non potrà di certo prelevare somme da capogiro e anche se il ladro volesse dilapidarci a suon di 10 euro, la carta richiederebbe, dopo un certo numero di “giri”, comunque il codice.
La carta potrà inoltre essere utilizzata anche per acquisti di entità superiore ma in questo caso l’inserimento del pin di sicurezza sarà necessario.
Invece per usarla in modalità “contactless” sarà sufficiente avvicinarla al lettore magnetico al momento dell’acquisto che verrà confermato con un semplice bip e da un messaggio di “transazione avvenuta”, con un unica accortezza, quella di non tenere troppo lontana la carta dal lettore.
La macchiana, ad acquisto effettuato, non emetterà alcuna ricevuta, sempre nell’ottica di risparmio di tempo e denaro, sebbene se ne possa poi fare rischiesta.
Nel Regno Unito sono già 8000 i negozi che hanno aderito a questo nuovo metodo di pagamento veloce, con la prospettiva che entro la fine di marzo tutto il territorio inglese verrà coperto.
Le previsioni si basano, oltre che sulla praticità e la semplificazione che la carta da debito offre, anche sugli esempi che l’hanno preceduta. Infatti la carta contactless è molto simile al PayWave Visa e al PayPass di Mastercad con la sola differenza di essere rivolta esclusivamente all’Europa. La carta per il momento, infatti, non è ancora esportabile nè in USA nè in Canada dove per il momento si dovrà continuare a fare ricorso alla cara, vecchia moneta.