L’auto è un lusso

code_auto La crisi economica sta scemando, almeno stando alle previsioni degli economisti, ma per le famiglie riuscire ad arrivare alla fine del mese è sempre più difficile.
Tra i beni che stanno diventando davvero di lusso rientra sicuramente l’auto.
E’ quanto rivela il Rapporto Automobile 2009 realizzato dall’ACI in collaborazione con Censis Servizi, che sottolinea come la crisi economica abbia spinto gli automobilisti italiani a percorrere mediamente 600 chilometri in meno rispetto al 2007.
Si registrano inoltre anche aumenti, concernenti i costi di gestione legati ad esempio al parcheggio (+50%) e alle multe (+57%). Costi che hanno spinto verso nuove forme di mobilità diverse dall’auto a vantaggio anche del trasporto pubblico locale che rimane però incapace di rispondere alle aspettative dei cittadini.
Nonostante ciò ben il 28,8% degli automobilisti italiani si è dichiarato disposto a sostituire la propria auto con una più moderna anche se usata, magari approfittando di incentivi. Sempre che abbiano i soldi per permetterselo.
Le cifre di gestione sono quindi ancora alte. Per capire, nel biennio 2007-2009, i costi di “gestione” dell’auto si sono ridotti da 3.339 a 3.306 euro annui (-0,9%). Ma visto che su questo dato influisce il minor uso, se ripartiamo la spesa annua per giorni di effettivo utilizzo e per chilometri percorsi “perveniamo ad un costo giornaliero di 13 euro in leggero rialzo rispetto al 2007 (12,3 euro) e ad un costo per chilometro identico a quello del 2007 (0,21 euro), sottolinea il rapporto.
E infatti i dati dicono che si riducono i costi per carburante (-5,2%) e assicurazione (-7,3%, per arbitraggi con tariffe più convenienti).

Inflazione in ribasso

spesa%20supermercatoL‘inflazione continua a frenare. Nel mese di gennaio sembra essersi attestata intorno all’1,6% su base annua, segnando quindi una discesa rispetto al 2,2% di dicembre. Ad annunciarlo è stato l’Istat, confermando così il dato provvisorio che era stato diffuso ad inizio febbraio.
L’inflazione sembra essere calata soprattutto per i prodotti che vengono acquistati con più frequenza dagli alimentari ai tabacchi per i quali l’inflazione sembra essersi attestata intorno all’1,4%. Su base tendenziale, infatti, sembra che il prezzo del pane sia calato di circa lo 0,1% rispetto a dicembre, mentre ad aumentare sarebbero stati il prezzo della pay-tv(+14,1%), le carni(+0,1%), formaggi, latte e derivati(+4%). Aumenti congiunturali si verificheranno anche per ill comparto del pesce e per i prodotti ittici per i quali, invece, l’incremento sarà di circa il 3,1%.
In drastico calo invece il prezzo del carburante che secondo l’Istat scenderà di circa il 18.1% per quanto concerne la benzina e del 17,6% per quanto concerne il gasolio.

Brusco stop per il mercato dell’auto

Mini Cooper Chili S Grey Il 2008 si è chiuso on maniera negativa anche per il mercato dell’auto che, secondo le stime del Ministero dei Trasporti, ha fatto registrare a dicembre 140.656 immatricolazioni in meno, per un calo complessivo di circa il 13,29% rispetto allo stesso mese del 2007.
La flessione riguraderebbe però solo il mercato delle auto nuove, mentre un andamento diverso ha fatto registrare l’usato che a dicembre ha fatto segnato 391.015 passaggi di proprietà, con un incremento dell’1,99% rispetto allo stesso mese del 2007, per un totale di trasferiemnti che si aggirerebbe intorno ai 5 milioni.
Per quanto concerne il nuovo la lieve ripresa registrata comunque per dicembre, rispetto all’utunno nero, sarebbe da attribuire alle maxi promozioni offerte dai concessionari e siprattutto agli ultimi giorni di ecoincentivi ministeriali, scaduti il 31 dicembre, che hanno invogliato molti consumatori ad anticipare i propri acquisti.
Il successo ottenuto da questi strumenti ha spinto il Governo ad ipotizzarne una ri-utilizzazione, soprattutto in previsione delle chiusure negative del settore per il 2009, che potrebbe chiudersi con una flessione ancora più negativa.
Per quanto concerne gli altri dati relativi a dicembre 2008 il Lingotto ha immatricolato circa 43.506 nuove auto, con un calo del 15,16%, rispetto alle 51.281 dell’anno passato. Se si considera, infatti, solo l’ultimo mese dell’anno si calcola che la Fiat è scesa dal 31,61% del 2007 al 30,94% del 2008. Per quanto concerne le marche solo sei hanno chiusto in crescita il 2008. Si tratta di Audi, Nissan, Bmw, Smart, Mazda e Skoda, mentre tutte le altre case automobilistiche hanno chiuso in negativo, con Fiat,
Ford e Volkswagen che hanno fatto registrare le perdite maggiori.
Nonostante questi dati, di certo non incoraggianti, il direttore del Centro Studi Promotor di Bologna, Gian Primo Quagliano, è ottimista, sottolineando come “quello che dovrebbe essere l’anno oriibile per la congiuntura mondiale e italiana, inizia nel nostro paese con un dato sull’economia reale nel nostro paese molto migliore rispetto le attese”.
Riguardo ai dati del 2008, infatti, Quagliano ricorda come ad incidere negativamente siano stati essenzialmente due fattori: la stanchezza della domanda, dopo undici anni di vendita su livelli piuttosto elevati, e il fallimento degli incentivi alla rottamazione, senza dimenticare poi il significativo aumento dei prezzi del carburante, soprattutto nella prima parte dell’anno.
Le attese del settore sono, comunque, per il niovo anno ottimistiche, sperando che una ripresa generale della congiuntura economica possa aiutare anche una ripresa del mercato automobilistico.