Scritto Venerdì 2 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
E’ arrivato l’ok della Camera dei Deputati al decreto legge “correttivo anticrisi”, facendo così diventare legge il decreto che consentirà di riportare capitali in Italia senza incorrere nei reati di falso in bilancio.
Si aspetta quindi solo la promulgazione da parte del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che arriverà probabilmente domani.
Così tra le proteste dell’opposizione e con solo 20 voti di scarto è arrivata l’approvazione di un decreto che ha il suo cuore proprio nel famigerato scudo fiscale che dopo la modifica della settimana scorsa da parte del Senato, amplia la platea dei reati non punibili, garantendo anche l’anonimato a chi ne farà richiesta.
Tra le norme contenute nel decreto, oltre alle nuove disposizioni sulla Corte dei conti e quelle relative alle competenze del ministro dell’Ambiente sull’energia, ci sono quindi le modalità da seguir per aderire al condono fiscale.
Così, pagando un’imposta sostitutiva del 5% sarà possibile rimpatriare i capitali esportati illegalmente fuori dalla Ue. Lo scudo, però, non varrà per i contribuenti che abbiano un procedimento in corso alla data del 15 settembre.
Lo scudo-ter protegge anche i reati di false comunicazioni sociali, assicurando l’estensione delle garanzie anche ad una serie di reati tributari e penali: dalle dichiarazioni fraudolente mediante uso di fatture o altri artifici, a quella infedele, dall’occultamento alla distruzione di documenti contabili alla soppressione di atti veri.
Il 15 settembre scorso si sono aperte le porte per avviare le operazioni per aderire allo sanatoria. Le modifiche apportate dal Senato restringono la finestra a disposizione da 7 a 3 mesi: la nuova scadenza viene fissata al 15 dicembre 2009.
Infine, con le modifiche approvate dal Senato, salta l’obbligo per intermediari di segnalare le operazioni sospette a fini antiriciclaggio.
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Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Dopo l’approvazione da parte del Senato allo scudo fiscale, si attende l’ok definitivo da parte della Camera. Nel frattempo l‘Agenzia delle Entrate rafforza la sua strategia anti-paradisi fiscali, al fine di mettere in campo misure sempre più restrittive ed accurate.
Con la circolare n. 42/E del 24 settembre che l’Agenzia delle Entrate allarga il raggio d’azione delle indagini di contrasto alle attività estere nascoste al fisco, fornendo nuove istruzioni agli uffici per l’utilizzo dei dati contenuti nell’Archivio, in modo da rendere tale strumento ancor più efficace nell’individuazione di attività detenute all’estero in violazione delle norme sul “monitoraggio fiscale”, cioè senza darne comunicazione attraverso il quadro RW del modello Unico.
Le nuove disposizioni riguardano soprattutto le banche e gli intermediari finanziari che d’ora in poi saranno tenuti a fornire i dati sui propri clienti.
Non sfuggono alla rete delle Entrate neanche gli italiani residenti all’estero, i cui dati saranno accuratamente controllati e verificati, con lo scopo di stanare i contribuenti fittizi.
Da ottobre partirà poi una serie di controlli tutta incentrata sulla lotta all’evasione internazionale.
Cominciano nel frattempo ad essere diffusi i primi elenchi di contribuenti italiani che possiedono beni immobili, società e quant’altro all’estero, sotto forma di attività fittizie.
Si tratta di nominativi trasmessi al governo italiano da altri stati europei per poi essere confrontati dall’Agenzia delle Entrate con le dichiarazioni dei redditi presentate in Italia per verificare eventuali incongruenze.
Va ricordato in proposito che poco prima dell’apertura dei lavori del G20 a Pittsburgh, negli Stati Uniti, Svizzera, Principato di Monaco e San Marino sono riusciti a uscire dalla lista grigia dei paradisi fiscali ed entrano nella lista bianca che comprende i Paesi che adottano una politica fiscale conforme ai criteri dell’Ocse. Salvi quindi dalle possibili sanzioni che verranno decise durante il summit.
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Tag:Agenzia delle Entrate, capitali esteri, evasione fiscale, Fisco, guardia di finanza, paradisi fiscali, principato di monaco, svizzera