Master: quanto costano?

Master

Master

Nel panorama, più o meno vasto, delle formazioni post-lauream, ecco una lista di alcuni prezzi dei master italiani.

1) Master in Business Administration: 9.850 Euro
Saa Scuola di Amministrazione Aziendale (Torino). Aula 12 mesi + project work in azienda di 15 mesi

2) Executive MBA: 11.500 Euro
MIP Politecnico di Milano. 650 0 850 h + project work di 300 h

3) Master in Business Administration: 17.000 Euro+Iva
LUISS Business School (Roma). 12 mesi in aula + 5 mesi in azienda

4) Executive MBA: 17.500 Euro+Iva
Fondazione Cuoa (VI). 500 h d’aula + project work di 6 mesi c.ca

5) Executive MBA: 19.000 Euro+Iva
LUISS Business School (Roma). 19 mesi + project work di 4 mesi

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Sciare: si abbassa l’età media, il business dei piccolissimi

Baby sciatore

Baby sciatore

Se sciare è una delle attività invernali preferite dalla maggioranza degli italiani, che con la stagione delle nevi ne approfittano anche per scoprire le bellezze paesaggistiche delle località sciistiche, pare proprio che lo sport delle piste da neve sia molto ambito dai piccolissimi.

Da una recente osservazione è stato rilevato che l’età media dello sportivo sciatore si è abbassata: i primi a mettere al piede gli scii, adesso, sono i bambini a partire dai 3-4 anni di età.

Una condizione straordinaria ma che presto diventerà ordinaria, favorita anche dall’avanzamento delle tecniche di costruzione dell’attrezzatura sciistica: sempre più leggera, sempre più piccola.

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L’Italia bacchettata dall’Osce

23294_webSono stati diffusi oggi i dati relativi al rapporto “Obiettivo crescita” dell’Osce e purtroppo per l’Italia non ci sono delle buone notizie. Il nostro paese, infatti, si piazza al 19esimo(su 29) posto ed è uno degli ultimi classificati nella categoria big, con una differenza pro-capite rispetto agli Stati Uniti di ben il 30%. “Il divario tra l’Italia e i paesi più performanti continua ad ampliarsi in particolare a causa della bassa produttività”, questo il giudizio dell’Osce.
Cosa fare?
Dal’Organizzazione suggeriscono di dare il via a riforme strutturali che spazino dal settore del lavoro, a quello dell’istruzione, dal servizio locale alle professioni al cuneo fiscale.
Ma non è solo la produttività a dare problemi. Sembra, infatti, che delle lacune ci siano anche nel basso utilizzo del lavoro, soprattutto tra i giovani, le donne e gli anziani. L’Osce raccomando quindi di abbassare le tasse sui redditi
Oltre alla minore produttività, a essere chiamato in causa è il basso utilizzo del lavoro, soprattutto tra giovani, anziani, donne e nel Sud.
L’Ocse raccomanda, quindi, di abbassare le tasse sui redditi da lavoro, di decentrare i rinnovi dei salari, di ridurre la proprietà pubblica, di liberalizzare le professioni e di migliorare le università.
Quindi l’Osce pur riconoscendo al nostro paese l’attuazione di riforme significative, soprattutto sul mercato dei prodotti, sottolinea la necessità di avviarne delle altre, tra le quali spicca la riduzione delle barriere alla concorrenza, il miglioramento del sistema di istruzione, soprattutto universitario, il decentramento della contrattazione salariale e la concessione di incentivi per l’innovazione. Lo studio sottolinea che “l’elevato livello di proprietà pubblica e i vincoli normativi nei servizi professionali e nei trasporti ostacolano la crescita della produttività”. Vanno quindi “eliminate le barriere all’ingresso nei servizi professionali, aboliti i tetti sui prezzi di tali servizi fissati dagli organismi di categoria, ridotte la proprietà e il coinvolgimento dello stato nei business dell’elettricità, del gas, delle poste e dei trasporti e va anche limitato il coinvolgimento degli enti locali nelle aziende di servizi”.
In materia di tassazione prioritario è il taglio delle tasse sui redditi da lavoro.
L’Ocse sottolinea che “resta alta” soprattutto per i redditi più bassi e va quindi ridotta, finanziandola con tagli alla spesa pubblica e con il rafforzamento della lotta all’evasione.
Tra gli altri obbiettivi poi ci deve essere un incremento del numero dei laureati, una riduzione delle disparità regionali nell’utilizzo del lavoro e la promozione di maggiori incentivi in termini fiscali.

Lo shopping ora si fa on-line

shoppingTempo di crisi, ma gli italiani non sembrano disposti a rinunciare ad accessori e vestiti. E mentre lo shopping “tradizionale” cerca di attirare i clienti diminuendo gli zeri sui cartellini dei prezzi, sembra prendere sempre più piede l’acquisto on-line. Già perchè se i negozi a cinque stelle sono belli per sognare, anche le grandi marche vengono vendute solo tramite i siti di second-hand o la formula dello swap party.
Quindi visto che non si può proprio rinunciare al gioco del vestirsi lo si cerca almeno di fare “arraggiandosi”, principalmente tramite internet.
Ma la soluzione che sta prendendo sempre più piede viene dagli albori della storia. Si tratta del baratto.Sono, infatti, sempre più numerose le ragazze che accumulano vestiti “usati” nell’armadio nella speranza di poterli barattare con la borsa o le scarpe dei propri desideri: l’importante è solo cercare di incrociare i reciproci desideri. Ragazze che accumulano vestiti negli armadi e poi si incontrano per scambiare il proprio usato o tramite siti ad hoc come swapstyle.com, barattoonline.com e barattopoli.com. Se invece c’è anche voglia di svagarsi la questione si può risolvere con uno swap party. L e regole sono semplici, basta riunire vestiti, accessori e bijoux, incontrarsi e cercare di fare un affare. Ovviamente esistono delle regole da rispettare: evitare troppi invitati che generano confusione, presentare merce di qualità e perfettamente pulita, inserire nel giro gli amici degli amici, creare una minima omogeneità di stile (e di taglie) e trasformare l’avvenimento in una piccola festicciola. In modo che, se il business non va a buon fine, il divertimento è assicurato.
Vanno bene anche le vendite tra le mura domestiche, dove a vendersi bene sono sia le grandi marche che gli oggetti più originali di nuovi brand o stilisti in erba.
Per chi cerca grandi occasioni c’è venteprive.com, un autentico paradiso dell’occasione che offre link dove trovare occasioni o Saldiprivati.com che è invece un club privato di shopping online dove si accede solo tramite invito e registrazione ma dove si possono trovare sconti dal 30 al 70%.
“Due volte la settimana gli iscritti ricevono, via posta elettronica, l’invito a prendere parte ad una nuova vendita di prodotti di marca offerti con sconti dal 40 al 70%”, spiega l’amministratore delegato di Bnk4 Gionata Tedeschi, “naturalmente in periodi di saldi ovunque la nostra campagna di promozione è notevolmente potenziata. In più le aziende più famose, che normalmente hanno una certa riluttanza a partecipare alle vendite, sono in chiusura di bilancio e volendo stringere il fatturato ci offrono molti più capi ampliando il nostro bacino di offerte”.

Novità in casa Fiat

il_nuovo_marchio_fiat_2109.jpgNovità in casa Fiat, dove Sergio Cravero è subentrato a Luca De Meo, che lo scorso lunedì aveva dichiarato di voler abbandonare il gruppo. Cravero è, quindi, il nuovo amministratore delegato di Alfa Romeo Automobiles, di cui sino ad oggi era capo marketing.
“Militante” in Fiat sin dal 1986, Cravero ha ricoperto nel gruppo diverse funzioni tanto in campo tecnico quanto in quello commerciale e marketing.
La nomina di Cravero ha portato dietro una serie di altre novità: Brand Fiat Lorenzo Sistinio, Brand Lancia Oliver Francois, Brand Alfa Romeo Sergio Cravero,Brand Fiat Professional Lorenzo Sistino, Brand Abarth Harald Wester, che conserva anche le cariche di Chief Technical Officer di Fiat Group e quella di amministratore delegato di Maserati.
La riorganizzazione comporterà anche la creazione di quattro nuove funzioni che lavoreranno in maniera trasversale per i diversi marchi del gruppo.
Le nuove funzioni saranno; Sales, affidata a Lorenzo Sistino, con il compito di coordinare le attività commerciali di Fiat, Lancia e Alfa Romeo, Brand Marketing, attribuita a Oliver Francois, con la funzione di coordinare le attività di comunicazione, Product Portfolio Planning & Automotive Institutional Relations, affidata a Daniele Chiari, con la responsabilità di verificare la pianificazione delle vetture e dei motori, infine, Product Concept, attribuita a Sergio Cravero, che avrà il compito di seguire lo sviluppo dei singoli modelli per Fiat, Lancia e Alfa Romeo.
Molto chiara la osizione di Marchionne che ha dichiarato “La riorganizzazione rappresenta un passaggio importante per Fiat Group Automobiles, perchè mette l’azienda nelle condizioni di affrontare le prossime sfide dei mercati in modo più efficiente ed immediato”.
Lo scopo principale, quindi, è quello di dar vita ad una fase di ammodernamento che sappia anche mettere in luce i talenti di Fiat, attraverso un loro diretto coinvolgimento nel processo decisionale.
Su Cravero Marchionne aggiunge “Ha una grande professionalità e una consolidata esperienza sia nell’ambito ingegneristico che in quello commerciale. Sono convinto che per Alfa Romeo si tratti della migliore scelta possibile”, mentre per quanto concerne il nuovo assetto organizzativo aggiunge “la nuova organizzazione ci permetterà di ottenere maggiori sinergie e di raggiungere un miglior livello di integrazione tra attività comuni ai vari marchi”.
Di certo la riorganizzazione consentirà al Fiat Group Automobiles di avere una struttura più agile e snella, molto più adatte alle opportunità offerte dal nuovo business.