Sono stati diffusi oggi i dati relativi al rapporto “Obiettivo crescita” dell’Osce e purtroppo per l’Italia non ci sono delle buone notizie. Il nostro paese, infatti, si piazza al 19esimo(su 29) posto ed è uno degli ultimi classificati nella categoria big, con una differenza pro-capite rispetto agli Stati Uniti di ben il 30%. “Il divario tra l’Italia e i paesi più performanti continua ad ampliarsi in particolare a causa della bassa produttività”, questo il giudizio dell’Osce.
Cosa fare?
Dal’Organizzazione suggeriscono di dare il via a riforme strutturali che spazino dal settore del lavoro, a quello dell’istruzione, dal servizio locale alle professioni al cuneo fiscale.
Ma non è solo la produttività a dare problemi. Sembra, infatti, che delle lacune ci siano anche nel basso utilizzo del lavoro, soprattutto tra i giovani, le donne e gli anziani. L’Osce raccomando quindi di abbassare le tasse sui redditi
Oltre alla minore produttività, a essere chiamato in causa è il basso utilizzo del lavoro, soprattutto tra giovani, anziani, donne e nel Sud.
L’Ocse raccomanda, quindi, di abbassare le tasse sui redditi da lavoro, di decentrare i rinnovi dei salari, di ridurre la proprietà pubblica, di liberalizzare le professioni e di migliorare le università.
Quindi l’Osce pur riconoscendo al nostro paese l’attuazione di riforme significative, soprattutto sul mercato dei prodotti, sottolinea la necessità di avviarne delle altre, tra le quali spicca la riduzione delle barriere alla concorrenza, il miglioramento del sistema di istruzione, soprattutto universitario, il decentramento della contrattazione salariale e la concessione di incentivi per l’innovazione. Lo studio sottolinea che “l’elevato livello di proprietà pubblica e i vincoli normativi nei servizi professionali e nei trasporti ostacolano la crescita della produttività”. Vanno quindi “eliminate le barriere all’ingresso nei servizi professionali, aboliti i tetti sui prezzi di tali servizi fissati dagli organismi di categoria, ridotte la proprietà e il coinvolgimento dello stato nei business dell’elettricità, del gas, delle poste e dei trasporti e va anche limitato il coinvolgimento degli enti locali nelle aziende di servizi”.
In materia di tassazione prioritario è il taglio delle tasse sui redditi da lavoro.
L’Ocse sottolinea che “resta alta” soprattutto per i redditi più bassi e va quindi ridotta, finanziandola con tagli alla spesa pubblica e con il rafforzamento della lotta all’evasione.
Tra gli altri obbiettivi poi ci deve essere un incremento del numero dei laureati, una riduzione delle disparità regionali nell’utilizzo del lavoro e la promozione di maggiori incentivi in termini fiscali.