Obama allerta: impossibile ridurre le tasse

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Il Presidente Barack Obama negli scorsi giorni ha annunciato agli Americani che l’anadamento attuale dell’economia Oltremare non permetterà alcuna riduzione sulle tasse per la parte abbiente dei cittadini.

Obama, che ha ammesso che alcune delle sue politiche fiscali non hanno funzionato come sperato, ha però insistito sul fatto che il suo partito sia ancora quello piazzato nel modo migliore sul piano eocnomico.

Durante il suo discorso, Obama ha anche asserito che l’economia è comunque migliorata da quando lui ha preso la guida del suo predecessore Repubblicano, ma che il processo di crescita è lento, ed ha aggiunto:

L’economia sta di nuovo crescendo. I mercati finanziari si son stabilizzati. Il settore privato ha creato dei posti di lavoro a partire dagli scorsi 8 mesi.”

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Obama: complimenti a Marchionne

Barack Obama

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Barack Obama, in visita a Detroit nello stabilimento automobilistico, fà i Complimenti al nostrano Sergio Marchionne. Pare che anche i dipendenti dello stabilimento lo abbiano ringraziato sinceramente.

La risposta di Marchionne è stata: “In Italia Fiat ha responsabilità che vanno al di là di una casa automobilistica. E il ruolo che il governo americano ha giocato qui è molto diverso da quello giocato in Italia. Mi auguro che la gente coinvolta riconosca il ruolo che Fiat sta giocando, è questo lo spirito di Fabbrica Italia: il mondo è piatto, e se la casa non è pulita la gente non viene a mangiare.”

Ed aggiunge: “La strada per l’industria automobilistica è ancora lunga, ma le decisioni prese stanno pagando.”

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Obama: cautela nel Golfo

Barack Obama

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Barack Obama, presidente USA, ha comunicato ufficialmente (via radio ed internet) che le tivellazioni attualmente in corso nel Golfo, per il recupero del petrolio, potranno andare avanti solo se verranno date delle garanzie.

A questo agire, il presidente Obama ha dichiarato di voler far luce sulle cause dell’incidente, e voler anche prendere delle precauzioni per l’ambiente nelle fasi di trivellazione. Lo scopo è quello di evitare, in futuro, indicenti simili.

La misura precauzionale presa da Obama ha soprattutto a che fare con la constatazione attuale dei danni della falla: questa avrebbe continuato ad allargarsi nel giro di 7 giorni, e sembra in mdo continuativo, con il rischio di danni peggiori di quelli verificatisi in Alaska nel 1989, nel distastro della Exxon Valdez.

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Obama positivo sulla ripresa economica: “Ce la faremo”

ObamaIl presidente USA Barack Obama si lascia scappare commenti di parte sull’economia USA. Il presidente annuncia che “I costi del Tarp (Troubled Asset Relief Program, crf.) sono inferiori del previsto e questo ci consentirà di ridurre il deficit”

Il presidente sostiene che, attualmente, l’economia USA si trovi in situazione di miglioramento rispetto allo scorso anno. Dopo aver inoltre dichiarato la volontà di lasciare i problemi economici alle spalle, Obama sottolinea che, nonostante tutto, è oggettivo che ci sia ancora molta strada da fare per raggiungere questo “sanamento” economico da lui stesso annunciato.

Poi, il messaggio successivo del primo presidente di colore, è quello che sottolinea la necessità del consenso bipartisan, grazie al quale si potranno aiutare le pmi ad incrementare le assunzioni.

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Obama all’attacco del sistema finanziario

dollaro Già da tempo Barack Obama aveva annunciato la necessità di porre dei freni al sistema economico americano, dotandolo di una serie di norme che ne limitassero sia l’eccessiva libertà che gli spazi enormi per la creazione di nuovi e pericolosi strumenti di investimento che, come noto, sono stati alla base, della crisi.
E’ stata così annunciata una riforma globale del sistema normativo, al punto di parlare di ‘una trasformazione di dimensioni che non si vedevano dai tempi della Grande Depressione’.
Obama quindi parte all’attacco, fissando come termini fondamentali della sua riforma l’attribuzione di superpoteri di controllo per la Federal Reserve sui mercati, una nuova autorità anti-crac per le grandi aziende, un’agenzia per la tutela finanziaria dei consumatori in particolare nei loro rapporti con le banche, che li vede spesso (anche negli Usa) vittime di abusi.
Stesso discorso per gli strumenti finanziari, visto che la bolla che ha dato vita al crollo delle economie è in larga parte frutto delle trovate del sistema, e in questo caso Obama punta a una stretta su derivati finanziari e prestiti complessi.
Obama dice apertamente di essere alla ricerca di una via di mezzo tra i vantaggi e gli eccessi del capitalismo e spera che il progetto elaborato in queste settimane possa essere approvato, anche se le potentissime lobby finanziarie avranno già fatto le loro mosse per spingere la Camera a creare parecchie tensioni.
Del resto proprio dal Congresso arrivano da tempo accuse contro il presidente, visto come un pericolo perché punta a voler istituire un numero troppo alto di restrizioni che – dicono – potrebbero essere un danno alla competitività dei gruppi finanziari statunitensi sui mercati finanziari.

Allison salverà le banche?

ceoletter_img1Carriera davvero singolare per Herb Allison che oggi è stato nominato ai vertici del piano di salvataggio delle banche statunitensi.
Singolare perché prima di assumere questa carica Allison era alla guida di una delle compagnie bancarie
responsabile della crisi sub-prime.
L’ex-numero uno di Fannie Mae è stato quindi scelto da Barack Obama per guidare il piano da 700 miliardi di dollari che dovrebbe rimettere in moto l’economia americana.
Dopo l’annuncio della Casa Bianca ora si attende la conferma della nomina da parte del Senato, così da consentire a Allison di succedere a Neel Kashkari come sottosegretario al Tesoro per la stabilità finanziaria, un ruolo che gli consentirà di sovrintendere diversi programmi federali di salvataggio del mercato del credito, di quello immobiliare e dell’industria dell’auto e di lavorare come consulente del Segretario al Tesoro Tim Geithner.
Il posto di Allison a Fannie Mae sarà invece occupato da Michael Williams.