Bernabè: banda larga per lo Stivale

Banda larga

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Franco Bernabè, amministratore delegato Telecom, prevede un futuro rosa per la company, e dice relativamente fiducioso che l’impresa italiana non soccomberà sotto Telefonica.

Convinto che alla Telecom si siano messi a lavorare sodo ed abbiano apportato dei cambiamenti qualitativi sostanziali, Bernabè confessa il desiderio di trasformare l’attuale compagnia telefonica in una società leader del mondo della rete.

Il futuro della Telecom pare non avrà più a che fare con “semplici” concorrenti come Deutsche Telekom e France Télécom, bensì con giganti come Google ed Apple. E conclude con la proposta di installare, a partire da Milano per l’Expo 2015, una nuova rete a banda larga.

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Governo: bonus da €50.00 per internet a banda larga

uuIl Governo, che ogni tanto parla di incentivi, ne ha pensato uno per le famiglie legate alll’utilizzo di internet.

Chiunque voglia (o debba) acquiaùstare un nuovo computer, potrà richiedere il beneficio di uno sconto di €50.00 con la vincolante di scegliere di abbinare al computer un collegamento internet a banda larga.

L’agevolazione die “ricci” €50.00 sarebbe ad uno stadio di realizzazione definito “certo” da Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Popolo della Libertà. Ed il popoloro risponde: beh, per € 50.00 miseri Euro, a fronte di una spesa per un computer e la restrizione di doversi fare un collegamento secondo dettami… ci aspettiamo proprio che il varo per questo contentino arrivi presto E sia ben pubblicizzato affinchè tutti possano usufruirne.

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Banda larga: bloccato il piano Romano

cavi Il grandioso progetto della rete Internet ad alta velocità viaggia per il momento piuttosto lentamente in Italia.
Il progetto, che prende il nome dal sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani avrebbe dovuto portare alla realizzazione della banda larga in tutt’Italia entro il 2012, mentre al momento il progetto è fermo. Il motivo è che questo piano, dal costo di 1.450 milioni di euro, non ha ancora ricevuto l’approvazione del Cipe. Ne consegue che il finanziamento di 800 milioni, cuore del progetto, resta bloccato.
Scopo del progetto è quello di ridurre il divario digitale tra zone tecnologicamente ricche e povere. E se nello staff del sottosegretario la convinzione è che i tempi di approvazione Cipe saranno brevi, in altri ambienti governativi si raccolgono valutazioni di altro segno. Senza il finanziamento pubblico, per giunta, non partono nemmeno i 200 milioni che gli operatori telefonici si sono impegnati a investire nelle zone meno profittevoli, dove appunto è indispensabile l’aiuto della mano pubblica.
Ne consegue che l’unica parte del programma in fase di avvio è quella di competenza dell’Infratel, l’azienda statale che sta aprendo le gare per il potenziamento delle infrastrutture telefoniche nel Sud.
nel frattempo se a livello nazionale tutto è fermo in altre città, nello specifico Milano e Roma, è l’interesse privato a produrre i primi risultati, sebbene in questo caso il campo di intervento non sia la banda larga ma quella ultralarga (a 100 megabit), ottenibile soltanto con la fibra ottica. A Milano, una delle città più cablate d’Europa, con 30 mila su 60 mila palazzi raggiunti (soprattutto da Fastweb), gli operatori stanno investendo più di 200 milioni: l’area urbana dovrebbe essere interamente cablata entro il 2015. Ma novità arrivano anche dalla Capitale, dove si sta avviando un esperimento del tutto inedito. Rispetto a Milano, la Città Eterna è tecnologicamente meno avanzata e urbanisticamente più complicata: e infatti gli investimenti previsti dal piano «Roma digitale» (tutti privati) ammontano a 600 milioni, per il 75% di Telecom Italia.