Draghi: “Ora servono misure efficaci”

draghiSi allaga il Financial Stability Forum, presieduto dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. New entry sono la Cina, l’India, la Russia, il Brasile e ancora la Corea, il Messico, l’Argentina, l’Arabia, l’Indonesia, il Sudafrica, la Turchia e Commissione europea.
Il risultato è che oggi ci troviamo quindi difronte ad una sorta di G20 tecnico con in più la Spagna, in virtù di un allargamento reso sempre più necessario dalla necessità di adottare delle misure sempre più aggressive vista la grave crisi che sta colpendo sia le economie più deboli che quelle più avanzate.
Il governatore Draghi su questo punto non ha dubbi e al G20 è deciso di farsi promotore di nuovi progetti, soprattutto per quanto concerne il freno da mettere alle retribuzioni dei manager.
Il principio, spiega, «è assicurare l’effettiva gestione delle retribuzioni allineando i compensi all’assunzione prudente dei rischi, e l’efficace supervisione».
Chiare anche le indicazioni che Draghi ha fornito ai responsabili delle filiali regionali, per indirizzarli su come comportarsi di fronte alle richieste dei dati da parte dei prefetti, che entro la fine del mese allestiranno degli osservatori sull’andamento del credito bancario alle imprese. “Piena collaborazione» scrive Draghi avvertendo però che la Banca d’Italia potrà trasmettere «solo i dati aggregati» a livello territoriale e non quelli specifici di ogni banca, visto che su quelli esiste il segreto d’ufficio.
Al G20, che inizia venerdì sera a Brighton, oltre a Draghi parteciperà anche il ministro dell’Economia. Giulio Tremonti, giunto a Londra anche per incontrarsi con il primo ministro, Gordon Brown.

2009, PREVISIONI NERE


Previsioni ancora nere arrivano dalla Banca d’Italia che annuncia per il 2009 una caduta del Pil pari al 2% e una leggera ripresa, dello 0,5%, solo nel 2010. Ad emergere, quindi, un quadro piuttosto scoraggiante che preannuncia una crisi duratura e prolungata.
Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, cerca tuttavia di dare dei segnali di incoraggiamento, reputando le previsioni ancora troppo premature, sebbene il ministro debba ammettere che “esiste una convergenza tra i dati di Bankitalia, Osce, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea”.
Meno ottimistica la posizione del leader del Pd, Walter Veltroni, che sottolinea come da Via Nazionale giungano dei “numeri drammatici”, attaccando poi Tremonti che, a suo parere, “anche dinnanzi a questi dati fa finta di nulla e misura il crollo del Pil sulla disastrosa performance del precedente governo Berlusconi”.
Ancora in Parlamento Veltroni non ha potuto fare a meno di sottolineare “la drammatica inadeguatezza delle misure prese dal Governo, lontane mille miglia dall’iniziativa anti-crisi degli altri grandi paesi europei”.
E nel frattempo la produzione industriale continua a calare, segnando, nell’ultimo trimestre, un ribasso del 6%, mentre l’indebitamento netto, dopo essere sceso negli ultimi due anni, aumenterà di circa un punto percentuale di Pil rispetto al’1,6% del 2007.
Ancora più evidente il deterioramento del debito che nel 2008 si è attestato intorno al 105% contro il 104,1% dell’anno precedente, con il debito delle Amministrazioni Pubbliche salito di 71,7 miliardi.
Questo incremento riflette soprattutto il maggior fabbisogno complessivo e il più alto incremento delle attività detenute dal Tesoro presso Banca d’Italia.
Insomma una situazione piuttosto scoraggiante che di certo non fa ben sperare per il futuro.