Auto:in agosto nuova crescita

fiat_topolino Nuovo progresso anche nel mese di agosto per il mercato che in Italia ha fatto registrare un 8,54% in più. A sostenere il settore sono stati soprattutto gli che hanno fatto crescere le immatricolazioni ma anche la fiducia dei consumatori. Guadagnano soprattutto le marche nazionali, e migliora la quota di penetrazione che sale di ,6 punti portandosi al 33,9%.
Ottima la performance della Fiat, con ben 22mila vetture immatricolate e una crescita dei volumi di vendita del 10,2% rispetto all’anno scorso, senza sottovalutare le buone prestazioni di Lancia e Alfa Romeo.
Sottotono le prestazioni negli Stati Uniti, dove la Chrysler ha perso in agosto il 15%, a causa della carenza di scorte legata alla prolungata chiusura degli impianti durante il processo di bancarotta. Sul mercato perde anche Mercedes, mentre sagono Ford e Volkswagen.
Intanto in Italia ci si interroga sugli effetti degli incentivi. Per Vincenzo Malagò, Presidente di Federaicpa, l’associazione che rappresenta il settore delle concessionarie ” il mese di agosto conferma che la crescita delle immatricolazioni di è essenzialmente sostenuta dai veicoli incentivati, a cui si contrappone il costante arretramento del resto del mercato, fatto che sicuramente non depone a favore di una prossima uscita dalla crisi”.

Assicurazioni: rincari da record

assicurazione-auto Brutte notizie per gli automobilisti italiani.
Negli ultimi 14 anni, ovvero dal 1994 ad oggi, le tariffe obbligatorie Rc sono aumentate di circa il 155%, passando da 391 euro a 995. A denunciare questo esorbitante aumento sono e Federconsumatori che sottolineano, inoltre, come i rincari più significativi si siano registrati per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata per i quali gli sono stati di ben il 400%.
le due associazioni si scagliano contro il Governo che ha rinviato la , l’unico strumento che, a loro parere, avrebbe potuto proteggere i cittadini contro tariffe fraudolente.
Intanto niente di buono si prospetta per il 2009, anno per il quale si prevede un aumento di circa il 5%, corrispondente a ben 47 euro in più per le polizze obbligatorie, mentre per le due ruote i rincari saranno pari al 7,5%, ovvero di circa 30 euro a polizza.
“Le richieste di rincari del 5-9% inviate anche in questi giorni di agosto ad assicurati virtuosi che non hanno denunciato alcun sinistro da parte di compagnie dominanti sono – riporta ancora la nota dei consumatori – scandalose e ingiustificate. e Federconsumatori sospettano che le compagnie rincarino le tariffe sia per pagare gli alti bonus, le prebende e stock option dei manager che per coprire i buchi prodotti da investimenti su titoli tossici, swap e derivati avariati”.

Salgono le immatricolazioni

a href=”http://www.ruid.com/photos/show/5847/38897″>getimage_php Si conferma positivo il mercato dell’ in Italia che, nel mese di luglio, ha fatto registrare un incremento delle vendite del 6,16%, attestando così il numero delle vetture vendute a ben 204.905. Un bel passo in avanti dopo il +12,38% segnato nel mese di luglio, che fa registrare una bella ripresa per l’intero settore.
A rendere noti questi dati alquanto incoraggianti è stato il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, che ha anche comunicato come la vendita delle usate sia diminuita dell’11,50%, confermando come l’incremento registrato in questi mesi si riferisca soprattutto alle nuove.
Per quanto concerne Fiat, le immatricolazioni sono salite nel mese scorso a 68.811 nuove autovetture, per un balzo dell’11,13% rispetto allo stesso mese di un anno fa.
In circa sette mesi, quindi, le immatricolazioni del gruppo torinese si sono attestate intorno a 446.037 unità, con un rialzo nel solo mese di luglio di circa il 33,58% rispetto al 32,08% registrato nello stesso mese di un anno fa. A giugno si era attestata al 33,97%. Sul cumulato dei sette mesi la quota di Fga è al 33,42% contro il precedente 31,97%.

Rc auto, mai così alta

code_auto In un periodo molto difficile per il mercato dell’ che tra crisi dei grandi colossi e continue oscillazioni del prezzo del , una nuova “mazzata” si abbatte sul settore e sulle teste dei poveri automobilisti.
Si tratta della che, stando ad una denuncia delle associazioni dei consumatori, sono aumente di circa il 149% tra il 1996 e il 2008, prevedendo che per il 2009 si sfonderà il tetto del +159%.“Nel solo 2008 abbiamo registrato aumenti del 4,5% – affermano in una nota Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di e Adusbef -e nei primi mesi 2009 il nostro Osservatorio ha registrato ancora aumenti del 5% in media, con punte del 12 per cento”.
L’(Associazione nazionale italiana assicuratori) cerca di correre ai ripari, specificando che l’aumento delle polizze sono dovuti soprattutto all’ del numero degli incidenti e alla crescita dei costi per le società assicuratrici.
“La tariffa è un listino prezzi – ha detto il presidente dell’, Fabio Cerchiai, durante la relazione annuale dell’Isvap -. In un mercato concorrenziale non è detto che sia possibile realizzare il prezzo di tariffa. E’ il mercato a deciderlo”.
Ma le associazioni dei concumatori, Codacons in testa, non ci stanno e chiedono a gran voce una netta riduzione delle tariffe, pari ad almeno il 10-15%.
“Chiediamo che le compagnie a seguano il consiglio del presidente dell’Isvap e riducano i costi, piuttosto che aumentare le tariffe, puntando a una reale concorrenza, anziché contrastare primi elementi di competitività inseriti con i decreti Bersani“.

Auto, produzione sempre più giù

logo_fiatCattive le stime che arrivano sulla produzione di automobili in Europa per quanto concerne il mese di aprile.
Una vera e propria doccia fredda, visto che il della produzione è stato di ben il 30,5%,
La produzione e’ infatti passata dalle 1.919.471 unita’ di aprile del 2008 a 1.334.396 unita‘.
E sembra che questa discesa non abbia risparmiato davvero nessuno dei principali produttori europei. per una volta le cose sembrano sia andate meglio in Italia, visto che il registrato da Fiat è stato più contenuto e pari al 14,9%.
Sono questi i dati che emergono da un’analisi di J.D.Power elaborata dall’ANSA, che non ci fanno davvero ben sperare in una ripresa

Industria:fatturato in calo

foto_17468Diminuisce il dell’industria. A comunicarlo è l’ che ha registrato un calo tendenziale di circa il 19,9%, mentre gli ordinativi sono dimiuiti di circa il 31%.
Nuovo record negativo, quindi, che non si raggiungeva dal lontano 1991, visto che tutti gli si sono registrate variazioni negative del 5,9% per i beni strumentali e del 2,5% per i beni intermedi, mentre l’indice del è sceso del 28,1% per l’energia e del 19,7% per i beni strumentali. L’indice del , corretto per gli effetti di calendario, ha registrato a gennaio diminuzioni tendenziali del 28,4% per i beni intermedi, del 28,1% per l’energia, del 19,7% per i beni strumentali e del 4,8% per i beni di consumo (-21,2% per quelli durevoli e -2% per quelli non durevoli).
Continua ad andare mael anche il comparto per il quale il calo è stato di circa il 47,4%, tanto sul mercato interno che su quello estero. con gli ordinativi che hanno segnato un calo del 26,3%, dovuti ad un calo sul mercato interno del 30,5% e su quello estero del 26,3%.

Il caso Renault

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La decisione di portare un messaggio di “unita’ e fiducia” al G20, ma anche le accuse di protezionismo lanciate alla Francia per il caso-Renault. La conclusione del Consiglio europeo di Bruxelles e’ stata avvelenata dalla polemica per l’annuncio della casa automobilistica di voler trasferire una parte della sua produzione slovena in Francia per crearvi 400 posti di lavoro.
Cosi’, nelle conferenze stampa finali il caso ha finito per offuscare le decisioni prese al summit, come quella di raddoppiare a 50 miliardi il plafond per i Paesi dell’est in difficolta’ o il contributo ulteriore di 75 miliardi di euro al Fondo monetario per gli interventi d’emergenza anti- crisi.
L’annuncio della decisione della casa automobilistica e’ stato infatti accompagnato dalla soddisfazione del sottosegretario all’Industria, Luc Chatel, il quale lo ha incautamente definito un successo del piano francese di incentivi all’auto. Di qui il sospetto di una misura protezionistica che sarebbe in contraddizione con gli impegni assunti dal francese per ottenere il via libera dell’Antitrust Ue al prestito agevolato da 6,5 miliardi a Renault e Peugeot-Citroen. L’allarme arriva in un momento delicatissimo, a meno di due settimane dal G20 di Londra che dovra’ lanciare un appello proprio contro le tentazioni protezionistiche per rispondere alla crisi. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha assicurato che nell’impianto Renault in Slovenia “nessuno perdera’ il posto di lavoro” per il trasferimento di parte della produzione nello stabilimento di Flins. Il titolare dell’Eliseo ha spiegato che le decisione e’ dettata dalla ripresa della domanda registrata, in seguito al piano auto adottato dalla Francia d’intesa con l’Europa, soprattutto per vetture di piccola cilindrata come Clio e Twingo. Questo, ha assicurato il titolare dell’Eliseo, “ci consente di salvare dei posti di lavoro a Flins senza perderne nessuno da un’altra parte e non credo che questo possa essere visto come un furto di posti di lavoro”. Il primo ministro sloveno, Borut Pahor, ha evitato di polemizzare chiedendo informazioni a Sarkozy. “Dobbiamo essere molto prudenti di fronte a possibili misure protezioniste”, ha avvertito. Cauto il presidente della Commissione europea, Jose’ Manuel Barroso: “Fino ad ora non abbiamo trovato riscontro su alcuna misura che violi le regole sul mercato interno”, ha spiegato in conferenza stampa. Ma il commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes, ha fatto sapere di aver chiesto chiarimenti.
Durante le riunioni del Consiglio Europeo, proprio quello dell’occupazione e’ stato uno dei temi chiave. “Il rapido aumento della disoccupazione e’ causa di grave preoccupazione” ed e’ necessario individuare “orientamenti concreti” in vista del vertice straordinario di Praga del 7 maggio, si legge nel documento finale. Ma i Ventisette hanno discusso anche delle regole della finanza e di banche, sottolineando che gli aiuti alle banche madri non devono comportare restrizioni per il credito alle loro controllate nell’Est Europa. Il Consiglio europeo di giugno “approvera’ i principi di base di un nuovo sistema di supervisione per il settore finanziario dell’Ue”.
Proprio questo argomento ha visto l’Italia giocare un ruolo da protagonista, con il ministro Giulio che ha definito “un successo in se’ quello di avere introdotto un tema prima inesistente, quello del legal standard”. “Il ripristino della fiducia e il corretto funzionamento del mercato – continua il documento conclusivo – e’ una precondizione indispensabile per uscire dall’attuale crisi finanziaria ed economica”. Quanto ai Paesi in difficolta’, l’Ue raddoppiera’ a 50 miliardi il plafond del meccanismo europeo di sostegno finanziario alle bilance dei pagamenti per gli Stati membri fuori dall’Eurozona.
Un altro intervento in termini di “liquidita’” e’ il contributo di ulteriori 100 miliardi di dollari (75 miliardi di euro) in prestiti al Fmi per aiutare i Paesi piu’ colpiti dalla recessione. L’Europa premera’ sul G20 perche’ si raddoppi questo fondo, portandolo a 500 miliardi di dollari. E’ stato inoltre raggiunto un accordo per finanziare con 5 miliardi 39 grandi infrastrutture nel settore energetico e progetti per la banda larga. Per l’Italia 400 milioni per cinque progetti.
Quanto al clima, l’Ue riafferma di voler assumere un ruolo guida per arrivare a un accordo globale. Nella giornata finale del summit e’ arrivata anche la decisione di lanciare il partenariato orientale con sei repubbliche ex sovietiche, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina.
Dopo un acceso dibattito e’ passato anche lo stanziamento di 600 milioni di euro di qui al 2013 per sostenere questi Paesi e promuovere rapporti piu’ stretti sulle forniture eneregetiche.
Le resistenze erano dovute al timore di non irritare la Russia, che considera questi Paesi ancora sotto la sua sfera di influenza, e soprattutto alla contrarieta’ dell’Italia e degli altri Paesi mediterranei ad alterare il rapporto degli aiuti per i vicini dell’Est che dal 2006 rappresenta un terzo rispetto ai due terzi per il sud. “E’ una grande vittoria non solo per questi Paesi ma per l’Ue stessa”, ha commentato il prsidente di turno, il ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzenberg. Piu’ vago l’impegno dei Ventisette sui visti, il cui regime dovrebbe essere allentato. L’Ue negoziera’ nuovi accordi di associazione in cambio di riforme democratiche e di libero mercato. Il piano prevede 600 milioni di euro di aiuti, 350 dei quali saranno nuovi fondi destinati a rafforzare le istituzioni, i controlli alle frontiere e l’assistenza per le piccole e medie imprese. Il 7 maggio a Praga (ma potrebbe esserci uno spostamento a Bruxelles) si terra’ il vertice inaugurale del partenariato. La presidenza ceca ha lasciato in sospeso la decisione se invitare anche il presidente della Bielorussia, viste le sue scarse credenziali democratiche.

Crescita degli ordini

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Unrae, l’associazione delle case estere, prevede per il mese di marzo ordini di auto in a livelli “chiaramente” superiori a marzo 2008, in un mercato che continua a risentire positivamente degli incentivi.

“In termini di ordini, a marzo, prosegue l’effetto incentivi che abbiamo già visto a febbraio”, dice a Reuters il segretario generale Unrae, Gianni Filipponi.

“Dall’andamento delle prime tre settimane, si può stimare un mese di marzo con ordini chiaramente superiori ai livelli di marzo 2008″, ha aggiunto.

Filipponi ricorda che marzo 2009 beneficia, in termini di ordini, di un giorno lavorativo in più.

Nei giorni scorsi il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola ha detto che le immatricolazioni di auto torneranno a crescere in a partire dal mese di marzo e già a febbraio si è registrato un aumento del 4% degli ordinativi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Esportazioni in calo

esportazionihu2Esportazioni italiane ancora in . A rivelarlo l’ che, rispetto a genaio 2008 ha registrato un -25,8%, aggiungendo che il dato è il peggiore registrato dal 1986. Il saldo commerciale è così risultato negativo per 3.585 milioni di euro. A registrare le performances peggiori è stato il settore dei mezzi di trasporto, con -38,8%, in particolare l’ che ha avuto un del 49%.
Se a livello mondiale le esportazioni diminuiscono, anche a cusa della congiuntura, un segnale di ripresa viene invece dagli scambi con i pesi europei, con l’export che, rispetto a dievembre segna un +1,3% mentre le importazioni salgono del 2,1%.
Per quanto concerne le esportazioni il crollo si è verificato soprattutto con la Spagna
(-42,1% l’export, -36,7% l’import) e il Regno Unito (-31,2% l’export e -24,5% l’import) mentre sono più contenuti con la Francia e la Germania.
A crollare sono anche le importazioni di greggio (-61,8%) rispetto a gennaio 2008 mentre crescono del 48,3% quelle di gas naturale, quelle relative al comparto tessile (-32,4%) mentre hanno tenuto gli articoli di abbigliamento (-9,9%).
Diminuiscono anche le esportazioni di prodotti chimici del 35,5% e quelle dei prodotti petroliferi raffinati del 56,1% in linea con il delle importazioni nel comparto (-55,8%).

Aiuti statali non solo per le auto

LAVATRICEDopo gli aiuti concessi dal Governo al settore dell’auto, il pacchetto potrebbe allargarsi anche a quello degli elettrodomestici. Lo ha dichiarato ieri il Premier , per il quale, tuttavia, bisogna dare priorità al comparto automobilistico. Della stessa opinione anche il ministro per lo Sviluppo Eonomico, Claudio Scajola, il quale ha dichiarato “rispetteremo l’impegno preso nell’incontro con le parti sociali quando fu annunciato un provvedimento entro 10 giorni”.
Ma quali sono le misure che il ministro intenderà mettere in atto?
Innanzitutto si partirà con una nuova , per sostituire le auto Euro, Euro 1 e Euro 2, immatricolate diino al 1999, con vetture Euro 4 e Euro 5, alla quale si aggiungeranno una serie di agevolazioni per gli scooter.
“Un provvedimento forte – annuncia Scajola – da sottoporre venerdì al Consiglio dei ministri e che riguarderà anche altri settori sulla base del rispetto dell’ambiente e della sicurezza”.
Per quanto concerne i costi di queste operazioni, che dovrebbe aggirarsi tra 1 e 1,5 miliardi, il Governo mantiene il riserbo anche se annuncia che una parte sarà certamente coperta con un esborso netto dello Stato, mentre un’altra verrà dal maggior gettito fiscale.
Ma, come visto, il Governo è deciso ad impegnarsi anche in altri settori, probabilmente con un secondo provvedimento, attraverso il credito al consumo. Per tale motivo il Premier ha calorosamente invitato gli italiani a non cambiare il proprio stile di vita e che il Governo è pronto a nuovi impegni. “Stiamo preparando altri provvedimenti per sostenere settori strategici, come quello delle auto, degli elettrodomestici, della componentistica e altri ancora, e per sostenere anche il credito ai consumatori. Si tratterà di cifre non da poco, il totale sarà di circa 80 miliardi di euro, anche utilizzando i fondi europei e regionali”.
Nel frattempo il ministro Tremonti guarda già ai fondi UE, puntando soprattutto ad una riprogrammazione degli stessi.
Per quanto concerne il credito al consumo si sta ipotizzando di mettere in campo un meccanismo di detrazioni fiscali sugli interessi delle rate, riguardanti però le rate relative all’acquisto di beni durevoli estesi all’arredamento e agli elettrodomestici.