Casello Roma Nord: stop agli aumenti

Roma

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Si è lamentato il Tar del Lazio, in questi giorni, contro l’entrata in vigore dell’aumento del prezzo del pedaggio sull’autostrada A1 del casello di Roma Nord.

L’incremento, entrato in vigore lo scorso 1 luglio, ha scatenato le ire dei guidatori; il pedaggio ha come giustificazione la manutenzione e la gestione dei tratti stessi dell’autostrada. Ma tali misure vengono prese ad un prezzo troppo alto.

Così, raccolte le numerose segnalazioni di autonomi, ora Nicola Zingaretti (presidente della provincia di Roma), annuncia con orgolio che l’aumento sarà bloccato con un’ordinanza di sospensione. Zingaretti commenta:

“Il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario (…) abbiamo evitato un’ingiustizia (…) adesso il governo deve riflettere.”

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Tasse locali per il 2010: previsioni negative

16Gli Enti locali fanno sapere che per il 2010 sono previsti degli aumenti delle tasse locali di circa il 5.3%.

Lo studio portato a termine dalla KrlsNetwork of Business Ethics prevede aumenti di tasse locali e statali per gli Italiani. Sono state individuate alcune zone maggiormente colpite, tra le quali spicca Napoli come la città più cara: i napoletani, per il 2010, sborseranno un totale di €2468.20 per cittadino a causa della pressione fiscale.

Leggermente inferiore la media nazionale (che sarà di circa €1670.21 per cittadino), ma annata costosa però anche per Milano, Aosta e Bologna, con un versamento medio di €2.250 a testa.

Il presidente di Contribuenti.it, riguardo alle ragioni della crescita, lancia un monito per aprire gli occhi ai cittadini: “La crescita c’è per l’assenza di un garante che sorvegli tributi e servizi offerti. Bisognerebbe creare Mister Fisco”

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Inflazione, nuova crescita ad agosto

consumo-benzina Riprende dopo un anno la corsa dell’inflazione nel nostro paese. Secondo i dati diffusi dall’Istat, infatti, in agosto si è registrato un aumento dei prezzi di circa lo 0,4% rispetto al mese di luglio. In tal modo l’inflazione acquisita, ovvero quella che si avrebbe se si continuasse a registrare lo stesso livello rilevato ad agosto, si aggirerebbe intorno allo 0,9%.
Ad aumentare soprattutto il prezzo dei carburanti, visto che in agosto la benzina ha registrato un +1,8%, metre per il gasolio c’è stata una crescita del 3%.
I beni alimentari hanno segnato una diminuzione su base mensile dello 0,1%.
Le associazione dei consumatori Adusbef e Federconsumatori in un comunicato congiunto invitano il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di passare «dalle parole ai fatti, mettendo le mani al portafoglio». Secondo i due rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, «alla luce dei dati Istat sui consumi di giugno, del pessimo andamento economico, delle disastrose previsioni sul Pil, a cui si aggiungono le pesantissime ricadute per l’aumento di cassa integrazione e licenziamenti (che produrranno minori entrate di 580 euro annui a famiglia, ed addirittura di circa 980 euro annui per le famiglie a reddito fisso), è indispensabile intervenire con una manovra concreta a sostegno delle famiglie».

Assicurazioni: rincari da record

assicurazione-auto Brutte notizie per gli automobilisti italiani.
Negli ultimi 14 anni, ovvero dal 1994 ad oggi, le tariffe obbligatorie Rc Auto sono aumentate di circa il 155%, passando da 391 euro a 995. A denunciare questo esorbitante aumento sono Adusbef e Federconsumatori che sottolineano, inoltre, come i rincari più significativi si siano registrati per assicurare moto e motorini sotto i 150 cc di cilindrata per i quali gli aumenti sono stati di ben il 400%.
le due associazioni si scagliano contro il Governo che ha rinviato la class action, l’unico strumento che, a loro parere, avrebbe potuto proteggere i cittadini contro tariffe fraudolente.
Intanto niente di buono si prospetta per il 2009, anno per il quale si prevede un aumento di circa il 5%, corrispondente a ben 47 euro in più per le polizze obbligatorie, mentre per le due ruote i rincari saranno pari al 7,5%, ovvero di circa 30 euro a polizza.
“Le richieste di rincari del 5-9% inviate anche in questi giorni di agosto ad assicurati virtuosi che non hanno denunciato alcun sinistro da parte di compagnie dominanti sono – riporta ancora la nota dei consumatori – scandalose e ingiustificate. Adusbef e Federconsumatori sospettano che le compagnie rincarino le tariffe sia per pagare gli alti bonus, le prebende e stock option dei manager che per coprire i buchi prodotti da investimenti su titoli tossici, swap e derivati avariati”.

Benzina, tra accordi mancati e rialzi

benzina_346 Fallito il vertice tra Governo e petrolieri per giungere ad un’accordo sulla riduzione del prezzo della benzina che,in coincidenza con il grande esodo estivo, ha ripreso ad aumentare. Il Governo ha cercato di evitare altri rincari, ma dall’unione Petrolieri hanno fatto sapere che al momento non esistono i margini necessari per tornare indietro.
Il sottosegretario con delega all’energia, Stefano Saglia, che ha seguito l’incontro ha tentato in tutte le maniere di far fare qualche passo indietro ai petrolieri, invitandoli ad evitare delle manovre di carattere speculativo, a procedere ad una riduzione dei prezzi e a ridurre il differenziale dei costi con l’Europa.
Ma davanti a a sé il sottosegretario ha trovato una porta chiusa, visto che dall’Unione Petrolieri si è ribadito che i prezzi della benzina sono in linea con l’andamento del mercato petrolifero.
Uno scontro serrato dal quale non è scaturito alcun beneficio per i consumatori!
Al Governo così non è rimasto altro che fare appello all’improbabile bandiera della trasparenza al distributore, richiamando la legge che entrerà in vigore il prossimo 15 agosto e che in pratica prevede che ciascun punto vendita dovrà comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico i prezzi effettivi praticati alla pompa e saranno sanzionati coloro che ometteranno la comunicazione: in questo modo i consumatori potranno scegliere il punto di rifornimento più conveniente nella propria area.
Unica nota positiva per i viaggiatori italiani la decisione del Ministro Scajola di chiedere al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare indagini sull’andamento dei listini di carburanti.
Intanto, il consiglio ai milioni di italiani che in queste ore si sta mettendo in macchina alla volta delle mete vacanziere resta quello di puntare sul risparmio grazie all’utilizzo dell’area self-service anche in autostrada dove i listini sono più bassi anche di 4 centesimi al litro.
Per tenere d’occhio i prezzi praticati alle pompe è altresì opportuno dare un’occhiata a www.prezzibenzina.it, il sito Internet dove ogni utente dà il suo contributo aggiornando il prezzo del distributore sotto casa, o sulla strada per andare in ufficio. Basta uno sguardo alle varie classifiche per capire quale compagnia applica il prezzo più conveniente per benzina, diesel, metano e gpl.
E poi ci sono i distributori indipendenti. Sono sempre più diffuse su tutto il territorio nazionale le cosiddette pompe bianche: non sono direttamente collegate a nessuna compagnia petrolifera e praticano quindi prezzi liberi, spesso molto competitivi e che possono portare a un risparmio anche di 6-7 centesimi al litro.

Affitti sempre più cari

assicurazione%20casa Affittare una casa è diventata davvero un impresa impossibile, e questo non perchè non ci siano offerte ma per il fatto che i canoni rimangono elevati ed inaccessibili per la maggior parte delle famiglie.
A parlare sono i numeri.
Ad esempio per una casa di 80 mq in un grande centro urbano, il canone medio si aggira intorno a 1.030 euro mensili, con picchi di 2.000 euro per città come Venezia e Milano.
A fare il resoconto sui livelli medi di affitto in Italia è Suina, il sindacato degli inquilini, che da un’indagine appena condotta ha constatato che l’offerta di affitto è aumentata in seguito agli investimenti sul mattone degli ultimi anni.
Nel rapporto si legge che tra gli alloggi più gettonati si confermano quelli di taglio minore: i monolocali e i bilocali rappresentano il 60% delle offerte contro il 56% della precedente rilevazione. Mentre i trilocali raggiungono il 35% contro il 32%, con punte che arrivano al 54% se situati in zone periferiche (contro il precedente 47%).
Contemporaneamente, come detto, non si riduce il livello dei canoni.
Nel 2008, infatti, il canone medio per un’abitazione in un centro urbano era pari a 740 euro per i contratti registrati e di 1.100 euro secondo le offerte di mercato. Un aumento, tra il 1999 e il 2008 pari a circa il 150%.
Roma, Milano e Venezia figurano tra le città dove gli affitti sono più cari, mentre Bari, Palermo e Catania registrano i canoni più bassi.
Così per un monolocale il canone oscilla da un minimo di 360 euro al mese a Bari ad un massimo di 1.100 euro a Roma, per un trilocale si va dai 750 euro di Catania e Palermo ai 2.000 euro di Milano.
Un livello medio dei canoni dei contratti sottoscritti negli ultimi anni che, tuttavia – secondo il Sunia – è incompatibile per le famiglie con redditi annui netti inferiori a 20.000 euro (il 77,1% delle famiglie in affitto). Mentre le attuali offerte del mercato privato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 35.000 euro annui (solo il 3,3% delle famiglie in affitto ha un reddito di oltre 30 mila euro).
Pronta la replica di Confedilizia.
L’organizzazione dei proprietari di casa osserva che “proprietari e inquilini hanno oggi un avversario unico, che è il famelico fisco, soprattutto locale. Se in dieci anni i tributi locali sono aumentati di quasi il 120%, i proprietari - osserva – si sono invece limitati a richiedere aumenti del 150% circa. Così che i canoni reali si saranno attestati su una misura tale da coprire sì e no l’aumento delle tasse

Benzina, ancora rincari!

consumo-benzina Tempo di vacanze, tempo di partenza!
Manca poco all’affollamento di strade ed autostrade, invase da vacanzieri ansiosi di raggiungere il mare e il sole.
C’è però un problema che affiggerà i viaggiatori italiani, almeno quelli che decideranno di muoversi in macchina. Già perchè il prezzo della benzina sembra lievitare senza freni, nonostante il prezzo del gregge si mantega stabile.
Se la benzina ha raggiunto quota 1,3 euro a litro, non scherza neanche il gasolio, ormai al di sopra dei 1,1 euro. Un incremento che non piace per nulla alle associazioni dei consumatori, che da tempo fanno notare come si adeguino a eventuali crescite dei prezzi del greggio molto ma molto piu’ in fretta di quanto non facciano quando invece le quotazioni scendono.
Per questo, prima che accada, è necessario che tutte le istituzioni preposte ai controlli dei prezzi dei carburanti intervengano su quella che appare evidente essere una speculazione sulle vacanze degli italiani“, attacca il Codacons.
L’associazione chiede ad Antitrust, Commissione Industria e Commercio, ministro dello Sviluppo Economico e Mister Prezzi non solo di convocare immediatamente sia l’Unione Petrolifera che le compagnie petrolifere, ma anche di prendere provvedimenti per calmierare i prezzi.
Il Codacons, ad esempio, vorrebbe che arrivassero provvedimenti per favorire la vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione. Non solo, ci vorrebbero modifiche legislative, che prevedano “cartelli luminosi per esporre i prezzi praticati e sanzioni severe per chi non li espone in modo ben visibile, ‘benzacartelloni’ anche in città e controlli della Guardia di Finanza alle pompe, sia per controllare i litri effettivamente emessi che la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati”.

Poste Italiane, nuovi aumenti all’orizzonte

Poste_Italiane Nuovi aumenti per le Poste italiane. E’ di oggi, infatti, la notizia che il ministro Scajola ha autorizzato un nuovo aumento per l’invio di una raccomandata postale. Il prezzo minimo diventa quindi di 3,3 euro, contro i precedenti 2,8 euro.
Significa un incremento di quasi il 18%. Per lettere che superano i 20 grammi di peso e fino a 50, l’aumento è addirittura del 37,5%, da 3,2 euro a 4,4 euro”, commenta l’associazione dei consumatori Aduc, una delle prime a segnalare l’aumento. “Nella giornata in cui si celebrano le riduzioni dei prezzi in settori parzialmente liberalizzati (gas, luce e telefonia) è la dimostrazione che il monopolio pubblico nuoce all’utente, costretto per invii ufficiali ad usare la cara vecchia raccomandata per mettere in mora l’azienda inadempiente o per disdire il canone Rai“, incalza con durezza l’associazione.
Inoltre, sottolineano sempre dall’Associazione, visto che a questo tipo di invii si associa sempre la ricevuta di ritorno ciò significa che il prezzo salirà a ben 4 euro, senza alcuna garanzia sul giorno di consegna della raccomandata.
E’ credibile un Governo che striglia banche e altre aziende private quando aumentano costi aggiuntivi alla clientela, se una società interamente controllata dall’Esecutivo, allegramente, per un servizio essenziale, pratica aumenti a doppia cifra?”.
“Consideriamo l’aumento delle raccomandate effettuato da Poste Italiane del tutto improponibile, con percentuali del 20%. Non è assolutamente vero che esso inciderà di soli 2 Euro sulla spesa della famiglie, cercando di banalizzare il problema”, sottolinea a sua volta l’associazione Federconsumatori.
Che aggiunge: “Le ricadute non si limiteranno al singolo costo delle raccomandate, ma vi saranno, oltre a ciò, delle pesantissime ricadute indirette, a partire, ad esempio dalle centinaia di migliaia di contestazioni che vengono fatte rispetto ai raggiri di mercato dalle stesse Associazioni dei Consumatori, dalle pratiche e gli atti inviati da uffici, studi legali”.

Landi: sul petrolio servono regole più chiare

petrolioSi apra un tavolo per definire in modo trasparente i criteri di adeguamento del prezzo alla pompa sia quando il petrolio sale sia quando scende per impedire il ripetersi dei fenomeni speculativi. Siamo stanchi dei soliti appelli alla responsabilita“.
Ad affermarlo è il Presidente di Adiconsum, Paolo Landi, che difronte alla drammatica situazione della costante ascesa del prezzo dell’oro nero ha indicato come unica soluzione l’adozione di provvedimenti legislativi ed amministrativi che sanciscano una maggior trasparenza ed inducano a comportamenti più responsabili.
Sino ad oggi, infatti, Governo ed Autorità hanno fatto ben poco nei confronti dei petrolieri, limitandosi ad appelli che non hanno prodotto alcun risultato.
Ecco perchè Landi insiste su interventi più concreti.
“Bisogna definire parametri di adeguamento a cui ogni compagnia deve attenersi non significa andare contro il mercato, bensi’ significa maggiore trasparenza. Occorre, inoltre, che gli adeguamenti non avvengano quotidianamente, perche’ cio’ ha un forte impatto anche inflattivo, e recuperare anche per i carburanti il meccanismo di adeguamento del prezzo alla pompa in modo periodico sulla base delle variazioni intervenute nel periodo precedente, cosi’ come avviene per il gas e l’elettricita”’. ”Sulla speculazione internazionale – conclude – occorre evitare che si ripetano gli errori del passato. Il governo e l’Europa intervengano su quegli strumenti finanziari che sono alla base della speculazione che hanno provocato cosi’ tanti danni all’economia”.
www.finanzaoggi.it Gioele Dix sul calo petrolio

Mercato auto, in Francia va su!

mitsubishi_lancerE’ stato un maggio positivo per il mercato dell’auto francese che nel mese appena trascorso ha fatto registrare una forte ripresa, con un aumento delle vendite pari a circa il 12,4%.
A renderlo noto l‘Associazione dei costruttori francesi che ha precisato che a maggio in Francia sono state immatricolate più di 207.287 vetture.
Ma cosa ha determinato questa ottima ripresa?
Il motivo principale deve essere ricercato nell’avvio di una forte campagna di incentivi che, unita alla rottamazione, ha spinto molti francesi all’acquisto. Ad aprile il mercato non aveva infatti fatto registrare delle buone prestazioni con una flessione pari al 7%, mentre nei primi cinque mesi dell’anno il calo era stato dell’1,3%.