Scritto Giovedì 18 Marzo 2010 da Carola

Banca
Dopo un’accurata indagine, l’Antitrust non promuove l’operato delle banche, le quali avrebbero abolito la commissione di massimo scoperto per aumentare, però, altre commissioni in modo strategico.
Anzi, secondo l’Antitrust, l’abolizione dello scorso gennaio della commissione sullo scoperto avrebbe in realtà fatto beneficiare solo gli istituti di credito, a scapito dei clienti.
Visto l’allontanamento degli introiti, le banche hanno adibito la lievitazione di altre commissioni con nuovi regolamenti; per esempio, gli scoperti transitori di C/C, implicano un aumento dei costi generali per il correntista stesso.
In pratica, l’Antitrust ha vagliato varie casistiche, le quali portano, per esempio, alla seguente possibile opzione: rincari delle spese bancarie fino ad una moltiplicazione delle spese fino a 15 volte rispetto a prima che la commissione di massimo scoperto venisse abolita.
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Tag:abolizione, antitrust, banche, commissione di massimo scoperto, correntisti, Italia, truffa
Scritto Sabato 13 Febbraio 2010 da Carola

Caschi irregolari
L’azienda
RVM, la Vismara, la Made in Italy, la Cascobene e la XMoto sono le cinque società produttrici di caschi per moto che sono state multate dall’Antitrust per aver prodotto dei caschi irregolari ma non averne dichiarato il difetto.
I caschi venivano presentati sul mercato e venduti con il prezzo di prodotti omologati, ma erano sprovvisti della certificazione relativa necessaria. I caschi irregolari sono quelli appartenenti alle linee “Stone” e “Stoneline”
Ognuna delle cinque aziende presentava caratteristiche differenti: alcuni caschi avevano un brevetto di garanzia falso, visiere non omologate, finti marchi di omologazione internazionale ed altro, ma in comune avevano tutti solo l’illegalità.
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Tag:antitrust, caschi, Cascobene, irregolari, Made in Italy, modello, moto, multa, non omologati, RVM, Stone, Stoneline, Vismara, XMoto
Scritto Domenica 17 Gennaio 2010 da Carola
In seguito alle numerose segnalazioni dei clienti, l’Antitrust vuole adesso verificare che i supermercati dell’elettronica a grande distribuzione (ovvero Mediaworld, Unieuro, Expert, Euronics, Trony) stiano attuando “comportamenti commercialmente scorretti tali da confondere i consumatori”.
Pare che queste catene stiano esercitando un illecito, ovvero quello relativo alla garanzia dei prodotti venduti ed al diritto di recesso ad essi legato. Le grandi compagnie, infatti, avrebbero appositamente confuso i clienti sulle garanzie offerte (differenza tra quella inclusa con l’acquisto del prodotto e quella a pagamento), e soprattutto pare che tali aziende non vogliano prendersi a carico la sostituzione o riparazione dei prodotti difettosi.
Come spiega l’Aduc, “(…) è uno dei più grossi problemi che hanno i consumatori quando acquistano un prodotto che poi risulta difettoso. Migliaia sono le segnalazioni che ci giungono.
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Tag:antitrust, controllo, diritti consumatori, diritto di recesso, Euronics, Expert, Mediaworld, regole restituzione, supermercati elettronica, tecnologia, Trony, Unieuro
Scritto Sabato 21 Novembre 2009 da Carola
Si è registrato un calo del -22% di share televisivo quando, lo scorso lunedì, la TV via cavo è stata oscurata in Lazio. Il motivo? Gli anziani, che formano un’ingente fetta stabile che favorisce l’audience televisiva, sono ancora sprovvisti di decoder.
Intanto, l’Autorità garante delle Comunicazioni suggerisce a Sky di eliminare i canali generalisti dalla sua offerta, e Corrado Calabrò (Presidente dell’Agcom) ha convenuto che ciò avverrà solo se ci sarà una diffusione alternativa di TivùSat, affinché la TV pubblica sia raggiungibile da più piattaforme nella fase di transitorietà al terrestre.
Anche Mediaset tira fuori le unghie contro Sky. I primi (Mediaset) contestano la diffusione della chiavetta TV di cui i clienti Sky potranno fruire e che, a partire da dicembre, permetterà loro di raggiungere gratuitamente alcuni canali facenti parte dell’offerta Mediaste a pagamento.
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Tag:Agcom, antitrust, Mediaste, rai, sky
Scritto Sabato 24 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Aperta un’istruttoria da parte dell’Antitrust contro Sorgenia, a causa di numerose denunce provenute per l’attivazione di contratti di energia elettrica e di gas non richiesti.
L’Antitrust ha così deciso di sanzionare Sorgenia con una multa di 350.000 euro, per pratiche commerciali scorrette.
In particolare, spiega l’Autorita’, ”dalle indagini effettuate e’ emerso che, nonostante i reclami presentati dai consumatori che si vedevano fatturare servizi mai richiesti, in alcuni casi disconoscendo la firma apposta sui contratti, Sorgenia non ha messo a punto un adeguato sistema di verifica e controllo dell’operato degli agenti. Anche il sistema di gestione dei reclami, peraltro tuttora in vigore, non e’ stato in grado di evitare che ai consumatori pervenissero fatture per consumi di energia elettrica o gas naturale mai richiesti”.
Sempre secondo l’Antitrust Sorgenia avrebbe impedito il diritto di recesso dal contratto, visto che ”in numerose occasioni, Sorgenia ha richiesto ai clienti il pagamento dei servizi di fornitura di energia o gas, pur avendo questi regolarmente esercitato il proprio diritto di recesso. Le richieste di pagamento sono comunque pervenute al cliente successivamente al suo esercizio del diritto di recesso e anche a distanza di svariati mesi”.
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Tag:antitrust, bollette, energia, gas, multa, sorgenia
Scritto Giovedì 22 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Frutta e verdura continuano a subire rincari, soprattutto nei grandi supermercati, che quindi si rivelano sempre meno vantaggiosi.
Sarà per questo che la maggior parte degli italiani decide di rivolgersi ai mercati rionali che si rivelano molto più economici.
A rivelarlo l’Antitrust, in occasione dell’11mo Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio organizzato dalla Coldiretti.
“Limitatamente ai prodotti ortofrutticoli – ha spiegato Carla Rabitti Bedogni, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato -, l’indagine conoscitiva ha evidenziato come la Grande distribuzione organizzata non riesca ad utilizzare, a meno di non trovare fornitori di dimensioni e caratteristiche adeguate, gli stessi criteri di marketing di acquisto che utilizza per gli altri prodotti”.
Ne derivano – aggiunge Rabitti Bedogni – costi di approvvigionamento più elevati e, dunque, un’offerta relativamente meno economica rispetto ai mercati rionali. “L’accorciamento della catena derivante dalla distribuzione diretta del produttore, come i farmers’ market, i mercati degli agricoltori, rappresenta un’alternativa concreta”, ha incalzato nella sua relazione.
Secondo l’ultima indagine conoscitiva dell’Antitrust i prezzi per l’ortofrutta - precisa la Coldiretti – moltiplicano di tre volte dalla produzione al consumo e i ricarichi variano dal 77 per cento nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103 per cento nel caso di un intermediario, al 290 per cento nel caso di due intermediari, al 294 per cento per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale).
Proprio per tagliare le intermediazioni ed arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo Coldiretti ha lanciato un progetto per la realizzazione di una filiera agricola tutta italiana attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole.
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Tag:antitrust, aquisti, coldiretti, frutta e verdura, mercati rionali, ortofrutta, rincari, spesa, supermercati
Scritto Venerdì 7 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Sono passati già due anni da quando la crisi economica, partita dagli Stati Uniti, si abbatteva sulle economie mondiali.
Il tutto ha avuto inizio, come detto, negli USA con lo tsunami dei muti subprime, ovvero prestiti facili, concessi anche a persone che non avrebbero avuto normalmente avere i requisiti per ottenere un mutuo, visto il rischio piuttosto elevato di non poter far fronte a delle rate a volte davvero altissime.
Le conseguenze di queste concessioni sconsiderate le conosciamo tutti e purtroppo ogni giorno le paghiamo sulla nostra pelle.
E’ di questi giorni però la notizia che i mutuatori italiani avranno finalmente qualcosa da festeggiare visto che nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicata una legge di riconversione della manovra d’estate che in sostanza mette in atto le nuove norme sulla surrogata.
L’art.2 del Dl Anticrisi(78/2009) ha infatti introdotto una penale per le banche che fanno ostruzione, ritardando la cosiddetta portabilità a costo zero del mutuo.
Pertanto con questa nuova normativa, nel caso in cui la surroga del prestito immobiliare non si perfezioni entro 30 giorni dalla data della richiesta da parte della banca entrante a quella uscente, il cliente ha diritto a un risarcimento “in misura pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo”.
Questi intoppi hanno addirittura spinto l’Antitrust a comminare lo scorso anno a ben 23 istituti italiani multe per circa 10 milioni di euro per “pratiche commerciali scorrette” (sanzione poi annullata dal Tar fra le polemiche e presto oggetto di nuovo giudizio da parte del Consiglio di Stato).
Da oggi tuttavia le cose cambiano, in quanto se il l’operazione trasloco viene ritardata, il mutuatario che ha richiesto di trasferire un prestito dal valore di 100mila euro, potrebbe beneficiare di un rimborso di 100euro per ogni mese o frazione di mese di ritardo. A pagare chiaramente sarà la banca uscente che avrà la possibilità di rivalersi su quella entrante nel caso in cui il ritardo fosse a questa imputabile.
Una modifica di certo a vantaggio dei mutuatari, i quali avranno una via molto più semplice per rinegoziare il proprio mutuo.
A questo punto è chiaro che si dovrà prestare molta attenzione alle variazioni dei tassi d’interesse e alle condizioni di offerta delle banche, variabili che che possono incidere notevolmente sul costo di un mutuo, anche parecchi anni dopo che lo si e’ stipulato. Migliorare la situazione del finanziamento e’ infatti piu’ semplice.
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Tag:antitrust, banche, crisi economica, economia globale, gazzetta ufficiale, Italia, Mutui, mutui subprime, mutui variabili, usa
Scritto Venerdì 24 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Tempo di vacanze, tempo di partenza!
Manca poco all’affollamento di strade ed autostrade, invase da vacanzieri ansiosi di raggiungere il mare e il sole.
C’è però un problema che affiggerà i viaggiatori italiani, almeno quelli che decideranno di muoversi in macchina. Già perchè il prezzo della benzina sembra lievitare senza freni, nonostante il prezzo del gregge si mantega stabile.
Se la benzina ha raggiunto quota 1,3 euro a litro, non scherza neanche il gasolio, ormai al di sopra dei 1,1 euro. Un incremento che non piace per nulla alle associazioni dei consumatori, che da tempo fanno notare come si adeguino a eventuali crescite dei prezzi del greggio molto ma molto piu’ in fretta di quanto non facciano quando invece le quotazioni scendono.
“Per questo, prima che accada, è necessario che tutte le istituzioni preposte ai controlli dei prezzi dei carburanti intervengano su quella che appare evidente essere una speculazione sulle vacanze degli italiani“, attacca il Codacons.
L’associazione chiede ad Antitrust, Commissione Industria e Commercio, ministro dello Sviluppo Economico e Mister Prezzi non solo di convocare immediatamente sia l’Unione Petrolifera che le compagnie petrolifere, ma anche di prendere provvedimenti per calmierare i prezzi.
Il Codacons, ad esempio, vorrebbe che arrivassero provvedimenti per favorire la vendita dei carburanti da parte della grande distribuzione. Non solo, ci vorrebbero modifiche legislative, che prevedano “cartelli luminosi per esporre i prezzi praticati e sanzioni severe per chi non li espone in modo ben visibile, ‘benzacartelloni’ anche in città e controlli della Guardia di Finanza alle pompe, sia per controllare i litri effettivamente emessi che la corrispondenza tra i prezzi esposti nei cartelli e quelli effettivamente praticati”.
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Tag:antitrust, associazioni di consumatori, aumenti, benzina., codacons, ministero dello sviluppo economico, mister prezzi, partenze, prezzo greggio, rincari, Unione petrolifera, vacanze
Scritto Lunedì 20 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Nuovi problemi per le carte di credito.
L’Antitrust ha infatti avviato delle nuove indagini al fine di verificare l’esistenza di intese restrittive, che potrebbero minare la concorrenza nel settore delle preziosissime tesserine.
Nello specifico, il Garante per la concorrenza ha avviato un’istruttoria nel corso di alcune ispezioni eseguite in collaborazione con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, concentrandosi soprattutto su Mastercard e otto banche (Monte dei Paschi di Siena, Banca nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI -Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane- e UniCredit), al fine di “accertare se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali per le transizioni eseguite con le carte di pagamento in Italia da parte di Mastercard e quindi la loro applicazione da parte delle banche licenziatarie del marchio, restringa il confronto competitivo in Italia, trasferendo costi elevati sugli esercenti e sui consumatori”.
Affermativa di certo la risposta dei consumatori che da tempo vedono lievitare i costi addebitati per l’uso delle carte di credito. Così il Grante ha deciso di fare luce sulla questione, anche perchè in Italia Mastercard detiene ben il 35-45% del mercato ed è in costante ascesa.
Allo stato attuale Mastercard prevede il pagamento di una commissione interbancaria nazionale (interchange fee), ogni volta che viene effettuata una transizione, ovvero un acquisto da parte di un cliente.
Ed è proprio questa commissione uniforme che – secondo l’Authority – “rappresentando una quota considerevole della commissione finale (merchant fee) a carico degli esercenti, potrebbe limitare il gioco competitivo, innalzando i costi del sistema”.
Per l’Antitrust, infatti, “la fissazione di una interchange fee elevata favorisce sia il circuito MasterCard sia le banche (acquirer) che gestiscono i rapporti con i commercianti, nonché quelle (issuer) che emettono le carte ai clienti. MasterCard trae infatti beneficio da commissioni interbancarie elevate perché queste ultime incentivano le banche, che ne incassano l’ammontare, ad emettere carte del proprio circuito, e ciò, a sua volta, aumenta il numero di possibili transazioni sulle quali le banche che gestiscono i rapporti con i negozianti percepiscono le merchant fee”.
Un meccanismo che lede la concorrenza?
Sarà proprio l’istruttoria a dover verificare se la definizione della interchange è corretta e se la sua esistenza vada o meno a ledere la concorrenza del mercato.
Il primo è “una intesa orizzontale relativa alla definizione della commissione italiana da parte del circuito Mastercard, in quanto esito di una decisione di una associazione di imprese”.
Il secondo prevede, invece, “un insieme di intese verticali basate sui contratti di licenza tra MasterCard e le singole banche acquirer, che comportano l’applicazione uniforme e coordinata di uguali voci di costo ma limitando così il confronto competitivo”.
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Tag:antitrust, banche, carte di credito, cartello, concorrenza, consumatori, mastercard, pratiche sleali
Scritto Venerdì 15 Maggio 2009 da Lucia Cocozza
E’ stata cancellata dal Senato la norma che che aveva previsto e fissato una serie di tetti antitrust al mercato del gas. Le soglie erano state stabilite al 61% e avrebbero dovuto trovare applicazioni dal 31 dicembre 2010 fino al 31 dicembre 2015, con particolare riferimento all’Eni.
L’assemblea di Palazzo Madama ha, invece, di abrogare l’articolo 18 bis del disegno di legge sviluppo, anziché mettere mettere ai voti un disegno del presidente della Commissione Industria del Senato, Cesare Cursi, che prevedeva la soppressione della proroga, inserita nel corso dell’esame.
Il mercato torna, quindi, ad essere libero per la gioia dei produttori.
www.finanzaoggi.it Cesare Cursi a Mappero
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Tag:antitrust, Cesare Cursi, Commissione industria, eni, mercati, Senato