Aumentare i risparmi: conto corrente o canali di deposito?

Risparmi

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Uno dei pensieri di molti risparmiatori è quello di trovare la soluzione migliore per proteggere i propri risparmi in modo intelligente e, se possibile, anche di farli fruttare.

In questo secondo caso, la regola da tenere a mente è: non far perdere potere d’acquisto ai vostri risparmi, e far crescere il valore del vostro denaro.

“Altroconsumo”, in merito, ha emanato alcuni consigli che possano offrire un’alternativa al deposito di tutti i soldi nel conto corrente bancario.

“Altroconsumo” suggerisce di mantenere sul C/C lo stretto necessario per pagare bollette ed affini, in quanto il C/C solitamente non tiene il passo con l’inflazione e dunque non sempre è un buon mezzo in cui lasciare i risparmi.

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Soldi: consigli pratici di Altroconsumo

Soldi

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Ecco i consigli di Altroconsumo in base a fasce di risparmi:

BoT e Pronto Conto Termine: per chi ha > 50.000 Euro. I primi sono dei titoli con sacadenza, solitamente, entro i 12 mesi successivi all’acquisto. Gli altri, al contrario, bloccano i soldi per 1, 2, 3 mesi la cui soglia minima per l’investimento è 50mila Euro, si acquistano i titoli ad un dato prezzo anche direttamente dalla banca.

Titoli di Stato: per chi ha tra i 10.000 ed i 50.000 Euro. Con un limite di 3, 6 o 12 mesi, i Titoli di Stato sono investimenti “dalla breve vita” che tuttavia danno al risparmiatore la tranquillità di non rischiare ed anche buoni rendimenti. La loro accensione necessita una spesa totale di 44.20 Euro (20 Euro all’anno + 34,20 Euro per l’imposta di bollo) per aprire un conto deposito titoli.

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Tim e Vodafone multate

484500.000 euro ciascuno, questa la multa che è stata sanzionata a Tim e Vodafone dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il motivo?
Come si legge in una nota dell’ente la causa della sanzione sarebbe da attribuire ad “una modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari, senza fornire adeguate motivazioni al consumatore”.
A darne notizia l’associazione Altroconsumo che aveva denunciato il fatto all’Authority, chiedendo di prendere quanto prima dei provvedimenti visto che le modifiche non comunicate dalle due compagnie avrebbe comportato una mancanza di trasparenza che, a sua volta, avrebbe impedito ai consumatori di conoscere le caratteristiche dei nuovi piani tariffari.
Sempre secondo Altroconsumo le modifiche non comunicate avrebbero consentito a Tim e Vodafone di aumentare i propri rincari in un anno mediamente da 49 a 83 euro, con picchi di aumento che per singole telefonate hanno sfiorato anche il 100%.
“L’intervento dell’Antitrust – sottolinea Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo – dimostra la necessità urgente di introdurre la class action nel nostro Paese. L’istituto del risarcimento collettivo si adatterebbe perfettamente a casi come questi, dove, per tali pratiche commerciali scorrette, la multa acquista un significato formale e non restituisce alle migliaia di utenti le cifre incassate automaticamente dai gestori, senza che i consumatori avessero alcuna possibilità di essere informati e di scegliere”.
Una soluzione che sarebbe di certo importante ma che per ora è stata messa in soffitta dal decreto milleproroghe che ne ha rinviato l’esame al prossimo luglio.