Scritto Venerdì 23 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
In arrivo a metà ottobre altre scadenze fiscali che è bene tenere a mente.
Fissato per il 26 ottobre il termine ultimo per la correzione del modello 730 da parte di quei contribuenti che hanno commesso qualche errore nella compilazione della dichiarazione.
Il modello integrativo dovrà essere presentato esclusivamente presso un Caf o un professionista abilitato, ricordando che sarà necessario esibire anche la documentazione relativa all’integrazione. Ogni contribuente dovrà, poi, ricordare di indicare il codice 1 nella casella “730 integrativo”.
Slitta, invece, al 30 ottobre la scadenza per i titolari dei contratti di locazione, tenuti a versare l’imposta di registro relativa ai nuovi contratti o a quelli che sono stati rinnovati a partire dal primo ottobre 2009. In questo caso si dovrà necessariamente utilizzare il modello F23 disponibile presso banche, poste o concessionari.
Sempre entro il 30 ottobre l’obbligo per gli enti associativi già costituiti al 29 novembre 2008 di comunicare i dati relativi ai fini fiscali tramite il modello Eas, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
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Tag:Agenzia delle Entrate, enti associativi, Fisco, imposte, modello 730, scadenze, tasse
Scritto Lunedì 5 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Cercare ed acquistare case via web è certamente un metodo veloce e alquanto efficace.
Ora a confermare il buon andamento del settore sono anche i numeri che ci provengono direttamente da Locazioni Web, il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate che dallo scorso anno consente dui registrare e di effettuare i pagamenti delle imposte dei contratti di affitto direttamente tramite internet.
Bastano pochi click e seguendo una semplice procedura on line è possibile comprare o affittare una casa senza neanche dover installare il programma sul proprio pc.
Secondo l’Agenzia delle Entrate il servizio permette la definizione in tempi molto rapidi di tutti i rinnovi e le sottoscrizioni dei contratti d’affitto, con una media di circa 160 affitti al minuto.
Un successo indiscusso che dal 2001 ad oggi ha permesso al servizio di raggiungere 6.468.053 operazioni.
Si tratta in media di 1.900 contratti d’affitto al giorno al giorno e ben 160 al minuto. In pratica, quasi 3 al secondo, con il risultato che file, code e lunghe attese si sono drasticamente ridotte restituendo cosi’ ai cittadini oltre 269mila giorni, altrimenti persi in adempimenti burocratici tra uffici, desk e sportelli.
Dunque, e’ nel risparmio di tempo, nella semplicita’, nello snellimento delle procedure e nell’assenza quasi assoluta di errori, che poggia il successo di Locazioni Web, visto che, seduti comodamente davanti al proprio pc e’ possibile registrare i contratti, compilare online i campi relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo. Basta, infatti, cliccare su un pulsante per calcolare le imposte dovute, inserire le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale l’Agenzia addebitera’ l’importo e il codice Pin per confermare l’operazione.
Il ricorso alla procedura telematica gestita dall’Agenzia delle Entrate consente in particolare di creare e stampare il testo del contratto, utilizzando schemi prestabiliti e adattabili alle proprie esigenze; calcolare, senza errori, le imposte dovute; registrare l’atto con la trasmissione telematica del file e pagare in totale sicurezza le imposte dovute; pagare sempre on line le imposte per le annualita’ di affitto successive alla prima, per le risoluzioni, le proroghe e le cessioni dei contratti in essere.
E per quanto riguarda le modalita’ di versamento, va ricordato che ci sono tre soluzioni: e’ possibile l’addebito da parte del contribuente sul proprio conto corrente, l’addebito da parte dell’intermediario sul c/c del contribuente e l’addebito da parte dell’intermediario sul proprio conto.
Un successo che si poggia, tuttavia, anche su altri determinati fattori: l’estensione del servizio anche agli affitti di immobili non adibiti a uso abitativo (studi, negozi, uffici) e l’allargamento delle innovative procedure di registrazione online anche alle operazioni di proroga, di risoluzione e di cessione dei contratti gia’ in vigore, stabilito con il provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 27 giugno 2003.
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Tag:affitti, Agenzia delle Entrate, contratti, contributi, internet, locazioni web, pc
Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Dopo l’approvazione da parte del Senato allo scudo fiscale, si attende l’ok definitivo da parte della Camera. Nel frattempo l‘Agenzia delle Entrate rafforza la sua strategia anti-paradisi fiscali, al fine di mettere in campo misure sempre più restrittive ed accurate.
Con la circolare n. 42/E del 24 settembre che l’Agenzia delle Entrate allarga il raggio d’azione delle indagini di contrasto alle attività estere nascoste al fisco, fornendo nuove istruzioni agli uffici per l’utilizzo dei dati contenuti nell’Archivio, in modo da rendere tale strumento ancor più efficace nell’individuazione di attività detenute all’estero in violazione delle norme sul “monitoraggio fiscale”, cioè senza darne comunicazione attraverso il quadro RW del modello Unico.
Le nuove disposizioni riguardano soprattutto le banche e gli intermediari finanziari che d’ora in poi saranno tenuti a fornire i dati sui propri clienti.
Non sfuggono alla rete delle Entrate neanche gli italiani residenti all’estero, i cui dati saranno accuratamente controllati e verificati, con lo scopo di stanare i contribuenti fittizi.
Da ottobre partirà poi una serie di controlli tutta incentrata sulla lotta all’evasione internazionale.
Cominciano nel frattempo ad essere diffusi i primi elenchi di contribuenti italiani che possiedono beni immobili, società e quant’altro all’estero, sotto forma di attività fittizie.
Si tratta di nominativi trasmessi al governo italiano da altri stati europei per poi essere confrontati dall’Agenzia delle Entrate con le dichiarazioni dei redditi presentate in Italia per verificare eventuali incongruenze.
Va ricordato in proposito che poco prima dell’apertura dei lavori del G20 a Pittsburgh, negli Stati Uniti, Svizzera, Principato di Monaco e San Marino sono riusciti a uscire dalla lista grigia dei paradisi fiscali ed entrano nella lista bianca che comprende i Paesi che adottano una politica fiscale conforme ai criteri dell’Ocse. Salvi quindi dalle possibili sanzioni che verranno decise durante il summit.
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Scritto Mercoledì 23 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Sta per scadere il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2008.
Scadrà, infatti, il 30 settembre il termine ultimo per l’invio telematico del Modello Unico, o attraverso i servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate o tramite uno dei tanti intermediari abilitati, come caf, professionisti e associazioni di categoria.
In questo ultimo caso la procedura prevede che il contribuente è tenuto a consegnare la propria dichiarazione originale sottoscritta e conservare tale dichiarazione firmata nonchè quella dell’intermediario che si è assunto il compito di trasmetterla al Fisco.
Chiaramente il contribuente che opterà per questa via dovrà corrispondere un pagamento all’intermediario.
Ma un’alternativa senza costi esiste, visto che la dichiarazione può essere presentata in maniera del tutto gratuita presso uno dei qualsiasi sportelli dell’Agenzia delle Entrate.
Si puo’ invece ancora presentare il modello presso gli Uffici Postali se pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il mod. 730, non si ha più un datore di lavoro perché il rapporto e’ cessato, e non si e’ ancora titolari di pensione; pur potendo presentare il mod. 730, si devono dichiarare alcuni redditi o comunicare dati utilizzando i relativi quadri del modello Unico (RM, RT, RW, AC); si deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti.
E veniamo ora alle scadenze.
Va ricordato infatti che chi supera il termine del 30 settembre, potrà presentare la dichiarazione entro i 90 giorni successivi ma facendosi carico di una mora che va da 258 euro a 1.032 euro, sanzione che si puo’ evitare se entro lo stesso termine di 90 giorni si versa spontaneamente una sanzione ridotta (21 euro, pari ad 1/12 di 258 euro).
I più ritardatari, ovvero quelli che presenteranno la dichiarazione, dopo i 90 giorni previsti, devono infine sapere che la dichiarazione non verrà considerata valida, mentre manterrà assoluta validità la riscossione delle imposte dovute sulla base degli imponibili indicati e delle ritenute dei sostituti d’imposta.
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Scritto Venerdì 11 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Sono ben 190 i milioni di euro evasi nella sola Sardegna nei primi otto mesi del 2009. Sono questi i dati diffusi in seguito ai controlli della Guardia di finanza.
“Questo – ha spiegato il colonnello delle fiamme gialle, Francesco Capasso – ci induce a perseverare nell’attività di controllo e di vigilanza che quest’anno vede, sulla scorta delle direttive ministeriali, l’approfondimento dei controlli nei confronti di soggetti possessori di autovetture di lusso e di imbarcazioni di stazza superiore a 50 tonnellate”.
Scoperti anche 38 milioni di euro di Iva non versata il 67 per cento in più rispetto allo scorso anno. Individuate 107 persone sconosciute all’Agenzia delle Entrate. Dagli accertamenti sugli evasori totali sono emersi 59 milioni di euro in nero, numeri potrebbero salire ancora grazie ai tremila controlli programmati per quest’anno dalla Guardia di Finanza: i militari verificheranno la gestione della contabilità riguardante più anni di attività e le singole operazioni. Importante strumento sarà il redditometro che permetterà di ricostruire il reddito presunto sulla base della capacità di spesa: “Questa capacità di spesa – ha detto il comandante della Guardia di Finanza della Sardegna, Francesco Capasso – viene poi confrontata con le dichiarazioni fornite da questi soggetti al fisco per cui in caso di scostamenti evidenti si approfondirà il controllo.
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Scritto Venerdì 4 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Rinviato il famigerato clic-day per il rimborso dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive.
Dopo il primo rinvio nel mese di giugno, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rinviare anche la scadenza del 14 settembre, a causa delle innumerevoli perplessità espresse da imprenditori e commercialisti.
In un comunicato stampa, l’Agenzia ha motivato la sua decisione, sottolinenado che “la proroga si rende necessaria per individuare, nel rispetto dell’attuale contesto normativo, le soluzioni tecniche piu’ idonee per eliminare alcuni inconvenienti connessi all’attuale meccanismo telematico di presentazione delle istanze di rimborso, tenuto anche conto delle segnalazioni pervenute dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria”.
Ciò che non ha convinto è stato soprattutto il meccanismo attualmente previsto per la restituzione, visto che il riconoscimento del beneficio risulta legato all’ordine cronologico delle istanze e all’esaurimento dei fondi. Budget decisamente insufficiente a restituire ai contribuenti il dovuto, ovvero del 10% dell’Irap pagata tra il 2004 e il 2007.
A dirlo sono i dati che mettono in luce come, in base a questo processo, ben un contribuente su quattro avrebbe rischiato di rimanere a bocca asciutta, visto che contro una domanda stimata di circa 4 miliardi di euro degli aventi diritto, gli stanziamenti previsti dal decreto anticrisi ammontano, infatti, a 100 milioni per il 2009, complessivamente un miliardo di euro nel triennio fino al 2011.
I contribuenti hanno quindi accolto con gran piacere la decisione delle Entrate, così come i commercialisti e diverse associazioni come Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e Casartigiani non hanno mai nascosto, di fatto, l’insofferenza creata da questo sistema di ammissione telematica ai benefici con le domande da presentare online che sarebbero state accettate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei pochissimi fondi a disposizione.
Dalle Associazioni si faceva notare da tempo come il rimborso fosse un diritto e non potesse chiaramente essere ridotto ad una semplice gare al “clic” più veloce.
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Scritto Martedì 4 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Stando alle ultime disposizioni del Garante della Privacy lo scontrino non sarà più così “parlante”.
Già perchè nel mese di maggio è stato disposto che lo scontrino fiscale, utilizzato per la detrazione, non dovrà più contenere il nome del farmaco, in quanto la diffusione di questa informazione può ledere la privacy del contribuente.
Il concetto è semplice e ben comprensibile, in quanto, se il nome del farmaco continuasse ad essere inserito nello scontrino, chiunque si occupa delle nostre tasse potrebbe venire a conoscenza di che patologie soffriamo e di quali farmaci prendiamo.
Così al posto del nome il Garante ha disposto che l’indicazione sullo scontrino della specificazione della qualità del prodotto acquistato è soddisfatta attraverso l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic), rilevato mediante lettura ottica del codice a barre di ciascun farmaco.
L’Agenzia delle Entrate dovrà ora adeguarsi a queste nuove disposizioni, indicando le modalità di detrazione delle spese mediche. Per poterne beneficiare gli scontrini dovranno indicare natura e qualità del farmaco acquistato, codice alfanumerico posto sulla confezione del medicinale e codice fiscale del destinatario.
Il Garante ha fissato al 1° gennaio 2010 la data-limite entro la quale adeguare lo scontrino alle nuove indicazioni. Fino al 31 dicembre 2009 vanno quindi bene anche quelli emessi con il vecchio sistema, vale a dire con la denominazione del farmaco al posto del codice Aic.
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Tag:Agenzia delle Entrate, detrazioni, farmaci, grante della privacy, medicine, scontrino fiscale
Scritto Lunedì 20 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Nuovo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
A partire da oggi, infatti, sarà possibile con pochi click registrare i contratti di locazione e versare le relative imposte, senza più code chilometriche agli uffici postali.
Grazie a questo nuovo sevizio web sarà quindi possibile da casa, comodamente seduti davanti al proprio pc, registrare i contratti compilando un semplice form nel quale basterà inserire i dati relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo.
Per le imposte da pagare, infatti, basterà cliccare su un pulsante dopo aver inserito le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale poi l’Agenzia delle Entrate addebiterà l’importo.
“Sono piu’ di 800mila – riferisce l’Agenzia delle Entrate – i documenti che, nel corso del primo semestre di quest’anno, sono stati inviati telematicamente per la registrazione di contratti di locazione. Inoltre, in questo periodo, e’ emersa una crescita significativa nell’uso del nuovo servizio, tanto da rivelare un incremento del 9,8% nei contratti di affitto, registrati in coincidenza con il lancio della procedura innovativa delle “locazioni web”.
Si tratta, sottolinea l’Agenzia delle Entrate, di “un significativo balzo in avanti che ha convinto l’amministrazione a realizzare un kit completo con le istruzioni per l’uso, non affollato di pagine e di indici, immediato e di facile lettura, il cui obiettivo e’ ridurre sensibilmente il numero dei contribuenti che si recano presso gli uffici in cerca di informazioni o per chiudere definitivamente una procedura, in questo caso legata alla registrazione d’un contratto di locazione”.
Il pieghevole – disponibile on line su www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione ‘Documenti, guide fiscali’, e distribuito in forma cartacea presso tutti gli uffici delle Entrate – illustra infatti in maniera semplice e immediata la procedura attivata dall’Agenzia a partire da gennaio 2009 per facilitare ulteriormente i cittadini nelle operazioni di registrazione dei contratti di locazione.
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Scritto Venerdì 17 Luglio 2009 da Lucia Cocozza
Nel caldo torrido dell’estate è arrivata una notizia che di certo farà piacere a molti contribuenti italiani. L”Agenzia delle Entrate ha infatti annunciato l’erogazione di rimborsi per 600 milioni di euro a circa 900 mila contribuenti per le dichiarazioni dei redditi fino al 2007.
La maggior parte dei compensi riguarda l’Irpef e sono stati richiesti nelle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 2007.
Le Entrate hanno spiegato nel dettaglio in che modo avverranno i rimborsi, i quali verranno accreditati direttamente sul conto corrente del contribuente o riscossi in contanti presso un qualsiasi ufficio postale tramite l’esibizione del modulo che il fisco sta spedendo al domicilio dei beneficiari.
Un alternativa è rappresentata dalla possibilità di richiedere un vaglia cambiario della Banca d’Italia che è in sostanza un assegno circolare.
Ma al fine di garantire rimborsi sicuri e pratici le Entrate consigliano di ricorrere all’accredito sul c/c, il quale avviene semplicemente comunicando le proprie coordinate Iban “esclusivamente presso un ufficio postale o in via telematica”, cioè tramite i sistemi telematici attivati dal Fisco attraverso il sito www.agenziaentrate.gov.it alla voce “Servizi > Servizi telematici”.
In nessun caso, ribadisce l’Agenzia, sarà richiesto ai contribuenti di dare le coordinate bancarie o altri dati sensibili via e-mail e invita a prestare particolare attenzione ai tentativi di truffe. Si sono verificati, infatti, diversi tentativi di frode attraverso l’invio ai contribuenti di messaggi e-mail falsamente attribuiti all’Agenzia delle Entrate (contraffazione del logo e del dominio) con i quali si chiedono le coordinate bancarie al fine di erogare presunti rimborsi.
L’Agenzia a tutela dei cittadini ha già avviato tutte le iniziative per individuare e perseguire i responsabili dei tentativi di frode.
I 900mila rimborsi in corso di erogazione si sommano ai 100mila già erogati dall’inizio dell’anno, portando a quota 1 milione i rimborsi di imposte dirette e indirette, ad esclusione dell’Iva, erogati a persone fisiche con modalità automatizzate per un importo complessivo di circa 700 milioni di euro.
Nel primo semestre dell’anno, l’Agenzia ha anche erogato alle società rimborsi per 2,5 miliardi di euro relativi alle imposte dirette e ha messo a disposizione 5,5 miliardi per il pagamento dei rimborsi Iva – sia in conto fiscale sia tramite ordinativi individuali – e per i rimborsi Iva auto (circa 60 milioni di euro).
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Scritto Lunedì 8 Giugno 2009 da Lucia Cocozza
Le dimore fastose, le degustazioni di vino pregiati, le sedute di yoga e il personal trainer, non potranno più essere oggetto di sconti da parte del Fisco per l’ente associativo che, pur non perseguendo scopi di lucro, li garantisce in quanto servizi ai propri soci.
Il Fisco ha, infatti, stabilito che tutte le spese rientranti in queste categorie devono essere considerate ai fine delle imposte sul reddito e dell’Iva, poichè si tratta di corrispettivi diversificati e quantificati in ragione anche della tipologia delle unità abitative e della pluralità dei servizi fruiti.
A chiarirlo la risoluzione 141/E, diffusa oggi, con la quale l’Agenzia delle Entrate risponde al quesito presentato da un’associazione che chiedeva di conoscere il trattamento tributario, ai fini Iva e dell’imposta sui redditi, da riservare alle somme che riceverà dagli associati, in vista dell’acquisto di appartamenti di pregio, facenti parte d’un complesso storico immobiliare, in cui i soci potranno soggiornare.
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