Scritto Sabato 28 Agosto 2010 da Carola

Affitto
Con la nuova regolamentazione fiscale sulal cedolare secca, l’inquilino che si accinge a vivere in una casa ha pieno
diritto al controllo del contratto che andrà a sottoscrivere: per lui è possibile infatti accertarsi che questo sia stato registrato, e che la cifra che l’inquilino paga sia la stessa efettivamente denunciata sulla carta.
L’inquilino diventa quindi una sorta di controllore fiscale che, agendo nel suo interesse, svolge una duplice funzione: custode ed informatore del Fisco. Nel caso in cui il futuro inquilino abbia interesse ad essere informato sulla questione, deve sapere che non sempre chi affitta parla di queste opzioni.
(Foto © Blog.applause-tickets)
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Tag:affitti, diritti del coinquilino
Scritto Domenica 21 Marzo 2010 da Carola

Casa
L’Istat lo ha sempre confermato: gli Italiani sono una popolazione di possessori di case; una media di 7 famiglie su 10 (dati del 2008, crf.), infatti, vive in una cosa di proprio posesso.
Il totale delle famiglie con una casa di proprietà sarebbero quasi 17 milioni di famiglie, più del 60% della popolazione di tutto lo Stivale. Seguono 4.7 milioni di famiglie che vivono in affitto (18.9%) ed restanti 3.1 milioni di famiglie che hanno una casa ad uso gratuito o in usufrutto (12%).
Allo stesso modo, molte famiglie convivono nella casa con il pagamento delle rate di un mutuo. Al nord si è registrata una maggiore percentuale di nuclei su cui grava questa tipologia di contratto di pagamento (15.9% delle famiglie), mentre al sud si tratta solo dell’8.9%.
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Tag:affitti, Italia, mutuo, possessori di case, rate
Scritto Giovedì 22 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
In arrivo una moratoria sui mutui, per cercare di venire in soccorso delle famiglie, sempre più in difficoltà a far quadrare il bilancio di fine mese. L’operazione sarà messa in campo dall’Associazione bancaria italiana a partire dal 1° gennaio 2010.
Coinvolti nel piano d’aiuti circa 1,1 milioni di famiglie, tra povere ed indigenti, che saranno interessate da una sospensione dei mutui, ovvero circa 8 miliardi in totale.
Ma chi sarà interessato dal piano di sostegno?
Secondo quando disposto dall’Associazione Bancaria potranno beneficiare del provvedimento i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno perso il posto, i lavoratori a tempo determinato o parasubordinato il cui contratto e’ scaduto, i lavoratori autonomi che hanno cessato l’attivita’, quelli in cassa integrazione ordinaria o straordinaria, infine i nuclei in cui e’ deceduto uno dei componenti percettore del reddito di sostegno della famiglia.
Poi, dopo i 12 mesi di moratoria i titolari dei mutui ricominceranno a pagare le rate ma l’importo sara’ ricalcolato con modalita’ ancora da stabilire. Il dubbio e’ se spalmare sui successivi 5 anni gli importi del 2010 oppure su 10 anni.
Il provvedimento ha raccolto il plauso delle Associazioni dei consumatori.
In particolare Federconsumatori e Adusbef l’hanno definita “una misura che puo’ veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi che attraversa il paese”, invitano le banche ad “affrontare tali situazioni estremamente delicate, negoziando condizioni piu’ favorevoli per quanto riguarda interessi e durata dei mutui”.
Il Codacons annuncia un giudizio positivo ma “solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri sem plicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo”.
L’Adiconsum rileva invece che l’importante e’ iniziare a rispondere “con un provvedimento concreto e che alla moratoria sui mutui e’ interessata una famiglia su cinque”. Anche l’Adoc apprezza la decisione, che permettera’ di “evitare il rischio di generare una grave situazione di insolvibilita’”.
Commenti favorevoli anche da parte dei sindacati, dalla Cisl all’Ugl, nella speranza che il piano parta al piu’ presto. Le Acli, invece, sollecitano il governo a pensare anche alle famiglie in affitto.
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Tag:Adoc, Adusbef, affitti, associazione bancaria italiana, associazioni consumatori, case, codacons, crisi economica, famiglie, fedrconsumatori, Italia, Mutui
Scritto Lunedì 5 Ottobre 2009 da Lucia Cocozza
Cercare ed acquistare case via web è certamente un metodo veloce e alquanto efficace.
Ora a confermare il buon andamento del settore sono anche i numeri che ci provengono direttamente da Locazioni Web, il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate che dallo scorso anno consente dui registrare e di effettuare i pagamenti delle imposte dei contratti di affitto direttamente tramite internet.
Bastano pochi click e seguendo una semplice procedura on line è possibile comprare o affittare una casa senza neanche dover installare il programma sul proprio pc.
Secondo l’Agenzia delle Entrate il servizio permette la definizione in tempi molto rapidi di tutti i rinnovi e le sottoscrizioni dei contratti d’affitto, con una media di circa 160 affitti al minuto.
Un successo indiscusso che dal 2001 ad oggi ha permesso al servizio di raggiungere 6.468.053 operazioni.
Si tratta in media di 1.900 contratti d’affitto al giorno al giorno e ben 160 al minuto. In pratica, quasi 3 al secondo, con il risultato che file, code e lunghe attese si sono drasticamente ridotte restituendo cosi’ ai cittadini oltre 269mila giorni, altrimenti persi in adempimenti burocratici tra uffici, desk e sportelli.
Dunque, e’ nel risparmio di tempo, nella semplicita’, nello snellimento delle procedure e nell’assenza quasi assoluta di errori, che poggia il successo di Locazioni Web, visto che, seduti comodamente davanti al proprio pc e’ possibile registrare i contratti, compilare online i campi relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione, non dovendo piu’ utilizzare l’F23 cartaceo. Basta, infatti, cliccare su un pulsante per calcolare le imposte dovute, inserire le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale l’Agenzia addebitera’ l’importo e il codice Pin per confermare l’operazione.
Il ricorso alla procedura telematica gestita dall’Agenzia delle Entrate consente in particolare di creare e stampare il testo del contratto, utilizzando schemi prestabiliti e adattabili alle proprie esigenze; calcolare, senza errori, le imposte dovute; registrare l’atto con la trasmissione telematica del file e pagare in totale sicurezza le imposte dovute; pagare sempre on line le imposte per le annualita’ di affitto successive alla prima, per le risoluzioni, le proroghe e le cessioni dei contratti in essere.
E per quanto riguarda le modalita’ di versamento, va ricordato che ci sono tre soluzioni: e’ possibile l’addebito da parte del contribuente sul proprio conto corrente, l’addebito da parte dell’intermediario sul c/c del contribuente e l’addebito da parte dell’intermediario sul proprio conto.
Un successo che si poggia, tuttavia, anche su altri determinati fattori: l’estensione del servizio anche agli affitti di immobili non adibiti a uso abitativo (studi, negozi, uffici) e l’allargamento delle innovative procedure di registrazione online anche alle operazioni di proroga, di risoluzione e di cessione dei contratti gia’ in vigore, stabilito con il provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 27 giugno 2003.
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Tag:affitti, Agenzia delle Entrate, contratti, contributi, internet, locazioni web, pc
Scritto Venerdì 4 Settembre 2009 da Lucia Cocozza
Sarà la crisi, saranno i portafogli sempre più leggeri, sarà l’abitudine degli italiani ad arrangiarsi. Quello che è certo è che negli ultimi tempi si sta registrando un vero e proprio boom delle coabitazioni, un fenomeno che ormai non riguarda più soltanto giovani o studenti.
Colpa principalmente degli affitti che, negli ultimi 10 anni, hanno conosciuto un’impennata che al momento non accenna a diminuire.
Stando ai dati diffusi da Immobiliare.it, portale che si occupa di annunci nel settore, sono sempre più numerose le persone, anche adulte o lavoratrici, che decidono di condividere un’appartamento.
Nelle grandi città, infatti, ben il 59% delle coabitazioni riguarda persone che già hanno un impiego, mentre solo due anni fa le condivisioni di appartamenti fra lavoratori rappresentavano solo il 40% del totale.
Il dato non sorprende soprattutto se si pensa ai costi per l’affitto anche di un monolocale che in città come Roma o Milano varia tra i 750 e gli 810 euro al mese.
“Nelle grandi aree metropolitane – commenta Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it – la coabitazione non è più solo un fenomeno studentesco. In questi tempi di crisi, poter dividere le spese condominiali e le bollette non è cosa da poco e questa soluzione abitativa consente un risparmio medio di 300 euro”.
Più “conosciuto” invece il fenomeno della coabitazione tra studenti, i quali nel 63% dei casi prediligono la camera singola, con un costo medio mensile di circa 320 euro.
Il canone di affitto, però, può anche essere molto maggiore. Dall’indagine è emerso che la città più cara è Milano (in media 503 euro al mese, spese condominiali incluse). Al secondo posto c’è Roma, dove per una stanza singola il prezzo richiesto è di 478 euro mensili, terza Firenze con 422 euro di canone mensile. Appena fuori dal podio, c’è Venezia; qui gli studenti pagano un canone di 409 euro.
La città universitaria più economica dello stivale è Cosenza, 200 euro per un posto letto in una stanza singola. Non va sottovalutato, però, un fenomeno purtroppo molto diffuso nelle città sedi di prestigiosi atenei: l’affitto in nero. Secondo alcuni dati, infatti, solo il 28% degli studenti fuori sede ha un contratto regolare.
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Tag:affitti, canone mensili, case, condivisioni, costi, immobili, Milano, roma
Scritto Venerdì 21 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Va male il mercato immobiliare.
Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta da Scenari Immobiliari, un istituto indipendente di studi e di ricerche di mercato, che ha calcolato come nel 2009 le vendite siano crollate proprio come i prezzi delle case. La colpa è da attribuire alla crisi economica che nel nostro paese ha colpito soprattutto il mercati residenziale, ovvero quello relativo alle famiglie.
L’Istituto ha dunque rivisto al ribasso di circa il 15% le compravendite (a quota 630mila), in calo del 9,6% il fatturato nel settore residenziale e del 20% quello turistico (seconde case e alberghi), e in discesa dell’8% i prezzi.
Non va tutto male comunque, visto che qualche piccolo segnale di ripresa comincia a vedersi, grazie alle prospettive per il secondo semestre dell’anno che fanno sperare in un miglioramento, sebbene piuttosto contenuto. La ripresa vera e propria è infatti attesa a partire dal 2010, a patto tuttavia che le banche allentino la morsa sul credito e che l’inflazione torni a salire, mettendo cosi’ le ali al tradizionale bene di rifugio degli italiani: il mattone.
Per quanto le aree i piccoli centri sono stati i più colpito dal crollo delle compravendite, mentre nelle aree metropolitane il calo ha riguardato soprattutto le costruzioni più recenti.
Per il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, “a livello generale si sta formando una bolla di domanda sia nelle fasce basse, giovani e immigrati, che in quelle medio-alte, che potrebbe riversarsi sul mercato in presenza di maggiore facilita’ di credito”.
Intanto, sempre secondo l’istituto, da giugno 2008 a giugno 2009 sono scesi del 4,1% anche i prezzi per gli affitti di case, tornando ai livelli di tre anni fa. La variazione tuttavia non e’ stata omogenea a livello territoriale: si passa infatti dal -6,8% di Venezia, alla sostanziale stabilita’ dei canoni a Bari e Palermo.
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Tag:2009, 2010, affitti, case, crisi economica, crollo dei prezzi, famiglie, Italia, metropoli, stretta del credito
Scritto Lunedì 3 Agosto 2009 da Lucia Cocozza
Affittare una casa è diventata davvero un impresa impossibile, e questo non perchè non ci siano offerte ma per il fatto che i canoni rimangono elevati ed inaccessibili per la maggior parte delle famiglie.
A parlare sono i numeri.
Ad esempio per una casa di 80 mq in un grande centro urbano, il canone medio si aggira intorno a 1.030 euro mensili, con picchi di 2.000 euro per città come Venezia e Milano.
A fare il resoconto sui livelli medi di affitto in Italia è Suina, il sindacato degli inquilini, che da un’indagine appena condotta ha constatato che l’offerta di affitto è aumentata in seguito agli investimenti sul mattone degli ultimi anni.
Nel rapporto si legge che tra gli alloggi più gettonati si confermano quelli di taglio minore: i monolocali e i bilocali rappresentano il 60% delle offerte contro il 56% della precedente rilevazione. Mentre i trilocali raggiungono il 35% contro il 32%, con punte che arrivano al 54% se situati in zone periferiche (contro il precedente 47%).
Contemporaneamente, come detto, non si riduce il livello dei canoni.
Nel 2008, infatti, il canone medio per un’abitazione in un centro urbano era pari a 740 euro per i contratti registrati e di 1.100 euro secondo le offerte di mercato. Un aumento, tra il 1999 e il 2008 pari a circa il 150%.
Roma, Milano e Venezia figurano tra le città dove gli affitti sono più cari, mentre Bari, Palermo e Catania registrano i canoni più bassi.
Così per un monolocale il canone oscilla da un minimo di 360 euro al mese a Bari ad un massimo di 1.100 euro a Roma, per un trilocale si va dai 750 euro di Catania e Palermo ai 2.000 euro di Milano.
Un livello medio dei canoni dei contratti sottoscritti negli ultimi anni che, tuttavia – secondo il Sunia – è incompatibile per le famiglie con redditi annui netti inferiori a 20.000 euro (il 77,1% delle famiglie in affitto). Mentre le attuali offerte del mercato privato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 35.000 euro annui (solo il 3,3% delle famiglie in affitto ha un reddito di oltre 30 mila euro).
Pronta la replica di Confedilizia.
L’organizzazione dei proprietari di casa osserva che “proprietari e inquilini hanno oggi un avversario unico, che è il famelico fisco, soprattutto locale. Se in dieci anni i tributi locali sono aumentati di quasi il 120%, i proprietari - osserva – si sono invece limitati a richiedere aumenti del 150% circa. Così che i canoni reali si saranno attestati su una misura tale da coprire sì e no l’aumento delle tasse”
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Tag:2008, 2009, affitti, appartamenti, aumenti, canone amensile, case, crisi economica, famiglie, redditi
Scritto Giovedì 5 Marzo 2009 da Lucia Cocozza
Sono stati resi noti i dati diffusi dal Borsino immobiliare di Confedelizia, relativi alla vendita degli immobili in 104 province italiane, precisamente 47 ciità del Nord, 25 del Centro e 32 del Sud.
I dati confermano una certa stabilità dei prezzi ed un sostanziale ritorno all’affitto, ma stilla anche una classifica delle città più care e di quelle più “low cost“.
Tra i valori massimi di compravendita registrati da Confedelizia, spicca Venezia con una media di 9.500 euro al metro quadro, seguita da Roma con 7.800 euro al metro quadro e da Milano con 7.500 euro al metro quadro.
Venezia si conferma la più costosa anche per le zone semi-centrali con 6.200 euro almetro quadro, seguita da Milano al secndo posto con 5.000 euro al metro quadro e da Roma con 4.600 al metro quadro.
E non c’è due senza tre visto che Venezia si aggiudica il podio della città più cara anche per gli affitti nelle zone periferiche.
Dove invece si compra spendendo meno è a Vibo Valencia con 350 euro al metro quadro inuna zona periferica mentre ce ne vogliono 400 per una zona semicentrale. Al secondo posto delle più “economiche” si piazza Trapani dove bastano 480 euro al metro quadro per compare un appartamento in una zona centrale.
“Nel 2008 avevamo previsto una caduta delle transazione e quindi una discesa dei prezzi delle abitazioni – spiega Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia – e così si è verificato. Nel 2009 invece siamo convinti che ci sarà una stabilità sia del numero delle transazioni che dei prezzi. Questo in parte è dovuto ai disinvestimenti da attività finanziarie, dovuto alla crisi economica, e al dirottamento della relativa liquidita’ negli immobili”.
Confedilizia, poi, sottolinea un ritorno all’affitto. ”Sono state confermate le previsioni di un anno fa circa il significativo aumento nel corso del 2008 del numero dei contratti di locazione -spiega Sforza Fogliani- risultato di diversi fattori, fra cui l’aumento dei tassi dei mutui. Per il 2009, prevediamo un consolidamento di tale ritorno di interesse per l’affitto, soprattutto a causa delle perduranti difficoltà di accesso al credito da parte delle famiglie”. Il presidente di Confedilizia, quindi, annuncia una campagna per favorire l’affitto: “Si chiamera’ ‘Casa Mon Amour’ per richiamare l’attenzione sugli oltre 40 mila immobili invenduti nei centri delle città -afferma Sforza Fogliani- e allora chiedo ai politici perché si continua a costruire, sottraendo zone all’agricoltura, al verde e all’ambiente. Vogliamo rilanciare l’affitto degli immobili già costruiti e allora proponiamo una cedolare secca al 20%, che stabilisca la non cumulabilità con altri redditi”. ”Oggi, invece -spiega Sforza Fogliani – l’attuale tassazione si aggira intorno al 50-60%. Con una tassazione cosi’ alta al proprietario di casa, pagate la tasse, rimane ben poco. E non siamo solo noi a dirlo che gli immobili hanno una scarsa redditività. In questo modo, invece, emergerebbero gli affitti in nero e si eviterebbero tutti quegli immobili sfitti”.
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Tag:affitti, aumento, classifica, Confedilizia, crisi, Milano, nord, prezzi, roma, tasse
Scritto Martedì 10 Febbraio 2009 da Lucia Cocozza
La crisi economica si fa sentire anche sul mercato immobiliare, con un calo delle vendite ed una netto aumento della crescita degli affitti e delle domande di offerta di locazioni.
E’ questo il quadro tracciato da uno studio del Sunia e dalla Cgil sulle offerte delle abitazioni in affitto nelle grandi città.
Il dato più importante è rappresentato dalla crescita esponenziale dei canoni d’affitto che, a fronte di un’offerta in crescita non accennano a diminuire., segnando addirittura, per il periodo 1999-2008 un aumento del 130%. Il canone medio per chi si trova già in affitto è quindi di 740 euro, ma per chi si appresta a prendere ora una casa in locazione il canone lievita a circa 1.100 euro al mese.
I pressi più alti si registrano a Roma e Milano, dove si va da un massimo di 2.300 euro ai 1.400 euro per un appartamento in centro, mentre per quelli situati in periferia il prezzo si attesta intorno ai 1.100 euro.
A diminuire, invece, sono le compravendite residenziali, che hanno registrato una riduzione del 13%, mentre le domande di affitto sono cresciute di circa il 4% a causa delle crescenti difficoltà di accesso al credito.
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Tag:affitti, cgil, compravendite, locazioni, Milano, roma, sunia