La privacy online dei cittadini si discute con la Fapav

Privacy online

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Nella data citata si terrà la risoluzione di un importante caso, quello che FAPAV ha mosso contro la Telecom, e che andrebbe ad aggredire la privacy dei clienti del gestore di telefonia italiano.

La FAPAV (acronimo di “Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva”) ha avviato un’investigazione sui movimenti internet degli utenti Telecom (eseguita dalla company francese CoPeerRigt), che sono poi stati accusati dalla FAPAV stessa di aver compiuto “illeciti” tramite il download di contenuti peer-to-peer.
Per questo motivo, la FAPAV ha fatto causa alla Telecom chiedendo di pedinare i movimenti dei clienti Telecom e di ristabilire la legalità. La risoluzione del caso avverrà, dunque, tra pochi giorni.

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Confcommercio: con i saldi, +20%

16I saldi si fine stagione rallegrano la Confcommercio, che ha registrato un aumentodel +20% di incassi, se paragonati a quelli dei saldi dello stesso periodo nello scorso anno.

I ribassi hanno attirato la clientela, che – con testimonianze dirette dei neozianti – hanno quasi fatto esaurire i magazzini. L’Adoc, associazione di consumatori, sostiene di aver previsto tale assalto alle vetrine: è dal 2002 che non si registrava una vendita a questi livelli.

Alcuni negozianti, però, si lamentano che la necessaria anticipazione dei saldi abbia comunque svantaggiato I classici acquisti del periodo natalizio, quelli irrinunciabili, e quindi fatti a prezzo pieno

[Image via Timeinc]

In arrivo la moratoria sui mutui

casetta1fv1 In arrivo una moratoria sui mutui, per cercare di venire in soccorso delle famiglie, sempre più in difficoltà a far quadrare il bilancio di fine mese. L’operazione sarà messa in campo dall’Associazione bancaria italiana a partire dal 1° gennaio 2010.
Coinvolti nel piano d’aiuti circa 1,1 milioni di famiglie, tra povere ed indigenti, che saranno interessate da una sospensione dei mutui, ovvero circa 8 miliardi in totale.
Ma chi sarà interessato dal piano di sostegno?
Secondo quando disposto dall’Associazione Bancaria potranno beneficiare del provvedimento i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno perso il posto, i lavoratori a tempo determinato o parasubordinato il cui contratto e’ scaduto, i lavoratori autonomi che hanno cessato l’attivita’, quelli in cassa integrazione ordinaria o straordinaria, infine i nuclei in cui e’ deceduto uno dei componenti percettore del reddito di sostegno della famiglia.
Poi, dopo i 12 mesi di moratoria i titolari dei mutui ricominceranno a pagare le rate ma l’importo sara’ ricalcolato con modalita’ ancora da stabilire. Il dubbio e’ se spalmare sui successivi 5 anni gli importi del 2010 oppure su 10 anni.
Il provvedimento ha raccolto il plauso delle Associazioni dei consumatori.
In particolare Federconsumatori e Adusbef l’hanno definita “una misura che puo’ veramente far tirare un respiro di sollievo nel contesto della crisi che attraversa il paese”, invitano le banche ad “affrontare tali situazioni estremamente delicate, negoziando condizioni piu’ favorevoli per quanto riguarda interessi e durata dei mutui”.
Il Codacons annuncia un giudizio positivo ma “solo ed esclusivamente a condizione che si consenta di sospendere le rate fino a 18 mesi, non 12, e che la sospensione valga per chiunque dimostri sem plicemente di non essere in grado di provvedere al pagamento delle rate del mutuo”.
L’Adiconsum rileva invece che l’importante e’ iniziare a rispondere “con un provvedimento concreto e che alla moratoria sui mutui e’ interessata una famiglia su cinque”. Anche l’Adoc apprezza la decisione, che permettera’ di “evitare il rischio di generare una grave situazione di insolvibilita’”.
Commenti favorevoli anche da parte dei sindacati, dalla Cisl all’Ugl, nella speranza che il piano parta al piu’ presto. Le Acli, invece, sollecitano il governo a pensare anche alle famiglie in affitto.

Poste Italiane, nuovi aumenti all’orizzonte

Poste_Italiane Nuovi aumenti per le Poste italiane. E’ di oggi, infatti, la notizia che il ministro Scajola ha autorizzato un nuovo aumento per l’invio di una raccomandata postale. Il prezzo minimo diventa quindi di 3,3 euro, contro i precedenti 2,8 euro.
Significa un incremento di quasi il 18%. Per lettere che superano i 20 grammi di peso e fino a 50, l’aumento è addirittura del 37,5%, da 3,2 euro a 4,4 euro”, commenta l’associazione dei consumatori Aduc, una delle prime a segnalare l’aumento. “Nella giornata in cui si celebrano le riduzioni dei prezzi in settori parzialmente liberalizzati (gas, luce e telefonia) è la dimostrazione che il monopolio pubblico nuoce all’utente, costretto per invii ufficiali ad usare la cara vecchia raccomandata per mettere in mora l’azienda inadempiente o per disdire il canone Rai“, incalza con durezza l’associazione.
Inoltre, sottolineano sempre dall’Associazione, visto che a questo tipo di invii si associa sempre la ricevuta di ritorno ciò significa che il prezzo salirà a ben 4 euro, senza alcuna garanzia sul giorno di consegna della raccomandata.
E’ credibile un Governo che striglia banche e altre aziende private quando aumentano costi aggiuntivi alla clientela, se una società interamente controllata dall’Esecutivo, allegramente, per un servizio essenziale, pratica aumenti a doppia cifra?”.
“Consideriamo l’aumento delle raccomandate effettuato da Poste Italiane del tutto improponibile, con percentuali del 20%. Non è assolutamente vero che esso inciderà di soli 2 Euro sulla spesa della famiglie, cercando di banalizzare il problema”, sottolinea a sua volta l’associazione Federconsumatori.
Che aggiunge: “Le ricadute non si limiteranno al singolo costo delle raccomandate, ma vi saranno, oltre a ciò, delle pesantissime ricadute indirette, a partire, ad esempio dalle centinaia di migliaia di contestazioni che vengono fatte rispetto ai raggiri di mercato dalle stesse Associazioni dei Consumatori, dalle pratiche e gli atti inviati da uffici, studi legali”.

Al via i saldi!

saldi Puntuale come ogni anno arriva la stagione dei saldi.
Ad aprirla ieri è Campobasso che sarà seguita a ruota da Napoli, Milano, Bari, Bologna, Palermo, Roma e Torino, dove gli sconti inizieranno domani.
L’Ufficio Studi Confcommercio ha stimato che ogni famiglia spenderà in media circa 240 euro, per un totale di 3,6 miliardi di euro.
Interessante- dicono alla Confcommercio -, anche per capire come reagiranno il mercato e i consumatori, sarà il “test” di Trento dove, grazie ad una recente legge Provinciale, per la prima volta i saldi estivi partono con le nuove regole di liberalizzazione con periodi stabiliti dagli stessi commercianti.
Un appuntamento importante quello dei saldi, soprattutto per i commercianti, per i quali la stagione degli sconti persa per il 12% sul fatturato totale annuo del settore abbligliamento.
“Le vendite estive – spiega Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia – non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli”.
Secondo Borghi un parziale recupero potrà avvenire proprio grazie ai saldi estivi, “che rappresentano, indubbiamente, un’importante occasione per le famiglie per poter acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%. C’è comunque una aspettativa ottimistica derivante dai dati Isae che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”.
Ma c’è anche chi non riesce ad essere ottimista sullo scenario saldi. Ad esempio l’Adoc si esprime così per bocca del suo presidente, Carlo Pileri: “Le previsioni per i prossimi saldi sono fosche. Stimiamo che poco meno del 50% dei consumatori non effettuerà acquisti a saldo. Sarebbe opportuno estendere la durata dei saldi a tutto l’anno. Crediamo sia una misura opportuna e utile, che gioverebbe sia ai consumatori che ai commercianti stessi”.

Badanti, circa la metà lavora in nero

colf Secondo una ricerca recentemente diffusa dall‘Acli, circa il 57% delle colf lavora in nero. A confermare il dato è l’Adoc che per bocca del suo presidente, Carlo Pileri, chiarisce “Solo 650mila badanti sono regolarizzate mentre oltre 1 milione di famiglie risultano utilizzare servizi di colf irregolari. Tra queste famiglie, più della metà, il 58%, sarebbe disposte a regolarizzare la posizione se fosse possibile una sanatoria, anche pagando delle penali. Il 24% non lo farebbe solo per i costi troppo alti dei contributi da versare e la mancanza di incentivi statali, il 18% non è interessato al problema. Non voler far collaborare i cittadini attraverso l’utilizzo di autodichiarazioni per il versamento dei contributi è un segnale di sfiducia nei loro confronti. Inoltre, la presenza di una badante non in regola provoca stress e disagio psicologico, e non permette alla famiglia di poterla sottoporre a controlli sanitari e di iscriverla a corsi di aggiornamento, con il rischio di peggiorare il disagio del familiare bisognoso di aiuto.”
Pileri continua “Il loro lavoro è una risorsa importante per gli anziani e per lo Stato, soprattutto in un momento di crisi lo Stato, grazie al loro impegno, ottiene un risparmio annuo di circa 45 miliardi di euro, considerando che una degenza nelle case di riposo costa al welfare mediamente 26.000 euro a persona e alle famiglie altri 18.000 euro. Se venisse poi sanata la posizione di tutte le colf irregolari, lo Stato potrebbe incassare oltre 800 milioni dal pagamento di tasse e contributi. Per molte famiglie le badanti rappresentano l’unica soluzione possibile per ottenere assistenza infermieristica continua. Qualora la loro posizione non dovesse venire regolarizzata, si avrebbe un grave danno sociale ed economico. Le famiglie sarebbero costrette a dover sobbarcarsi il costo di una casa di riposo o rinunciare alle cure. E poche possono permetterselo”.
www.finanzaoggi.it Le badanti nel mondo globale

Vacanze magre!

Vacanze Le vacanze quest’anno saranno davvero per pochi. A renderlo noto è un’indagine di Adoc, che sottolinea come solo il 24% degli italiani si concederà il mare e l’ombrellone.
Altro che aumento di vacanzieri, la prossima estate sara’ segnata dal risparmio - dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – solo un quarto degli italiani, il 24%, andra’ in vacanza e la maggior parte di questi optera’ per viaggi brevi e economici. Secondo i risultati dell’indagine dell’Adoc, difatti, circa 6 italiani su 10 soggiorneranno al massimo per una settimana, mentre solo l’1% potra’ permettersi quasi un mese di relax. Il mese preferito continua ad essere agosto, scelto dal 51% dei vacanzieri, mentre e’ in crescita del 3% la percentuale di turisti che organizza il suo viaggio a settembre“.
Come se ciò non bastasse, anche coloro che si concederanno la meritata vacanza cercheranno di ridurre i costi al minimo. Sempre l’indagine di Adoc sottolinea che, la spesa media per persona si aggirerà sui 700 euro, mentre appena il 3% dei vacanzieri ha preventivato un budget di 1.000 euro.
Inoltre la crisi porterà molti a ridurre drasticamente il numero dei giorni di ferie, con la conseguenza che ad essere in crescita sono soprattutto i viaggi low-cost, scelti da ben il 35%, e quelli a rate, per i quali optano l’8%.

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