Italia: nessuno vuole privatizzare l’acqua

Acqua privatizzata

Acqua privatizzata

Dopo le molte polemiche sollevate dal caso, il 19 luglio scorso sono state depositate in Cassazione 1.4 milioni di firme di italiani che lottano contro la privatizzazione dell’acqua.

Nei mesi scorsi diversi promotori si sono mossi per le piazze di tutto lo Stivale con l’obiettivo di ottenere consensi affinchè possano presentare un referendum abrogativo sui servizi idrici.

Dato il grande feedback positivo da parte dei cittadini, il centro del referendum sarebbe quello che vedrebbe gli italiani votare 3 “sì” nella scheda, al fine di impedire la privatizzazione dell’acqua su tutto il territorio nazionale. Il referendum è atteso per questa primavera.

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2009, novità per il paniere

inflazione%201Come ogni anno l’Istat aggiorna il proprio paniere per il calcolo dell’inflazione, molte le conferme ed alcune le novità. Innanzitutto nessuno dei “beni” già inserito è uscito, mentre ad aggiungersi sono state 4 nuove voci: la pasta base per pizze e dolci, il mais in scatola, i film in dvd e le chiavette usb.
Tra le new entry quella che sorprende di più e che fa anche un pò sorridere è il dvd. L’Istat ha motivato questa scelta con il bisogno di colmare un vuoto nel settore degli audiovisivi, dopo l’uscita della videocassetta nel 2007, ma non sono stati in pochi a notare che l’inserimento del dvd appare anacronostico nell’epoca del blu-ray.
Un paniere molto più consistente quello di quest’anno, visto che al suo interno sono ricompresi 1.143 beni e servizi, contro 1.099 del 2008. Tra le altre novità, oltre all’inserimento delle tariffe adsl e dei netbook, spicca il peso che hanno assunto cinque comparti, quello dell’abbigliamento, delle abitazioni, dell’acqua, dell’elettricità e dei combustibili, dei mobili, degli articoli e servizi per la casa, delle comunicazioni e servizi ricettivi e di ristorazione.
Stando ai primi dati diffusi sembra che in gennaio l’inflazione sia scesa all’1,6%, mentre i prezzi su base mensile sarebbero calati dello 0,1% e l’indice armonizzato dell’inflazione a gennaio, comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzi (il primo mese dell’anno è periodo di saldi), sarebbe passato all’1,5% dal 2,4% di dicembre, attestandosi così ai minimi dal 2001. Il dato è comunque più alto di quello europeo comunicato da Eurostat e pari all’1,1%.

Inflazione in crescita. Dal 1996 mai così alta

inflazione.jpg L’anno paenna trascorso ha fatto registrare una vera e propria impennata dell’inflazione che si è attestata intorno ai 3,3%, il valore più alto toccato dal lontano 1996.
Se si confronta, infatti, l’indice dei prezzi al consumo del 2008 con quello del 2007, si può facilmente notare che la crescita è stat esponenziale, visto che appena l’anno scorso questo era pari a 1,8%.
Non meglio si va nel resto d’Europa, dove l’indice armonizzato in media annuo ha segnato un rialzo del 3,5%, il valore più alto da quando viene calcolato.
A dicembre il NIC, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, ha segnato una variazione di meno 0,1% rispetto al novembre 2008 e una variazione di +2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Le previsioni indicano, inoltre, che l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, IPCA, ha registrato nel mese di dicembre una variazione di meno 0,2% rispetto al mese precedente e una variazione di +2,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Per quanto riguarda i “settori” che hanno registrato i rincari maggiori in testa si colloca lo spettacolo e la cultura, con +0,5%, le comunicazioni, con 0,3%, mentre variazioni molto esigue hanno fatto registrare i servizi sanitari e le spese per la salute e l’istruzione, mentre nettamente negative sono state le variazioni per quanto concerne il settore dei trasporti, meno 1,1%, per l’abitazione, l’acqua, l’elettricità e i combustibili, che hanno fatto registrare un meno 0,6%, e per i servizi ricettivi e la distribuzione con meno 0,3%.
Gli incrementi maggiori si sono avuti per i capitoli acqua, abitazione, elettricità e conbustibili, con +5,5%, per gli alcolici e i tabacchi, con +5,3%, per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, con +4,3%.
Insomma una situazione negativa e alquanto preoccupante che rispecchia bene la grave situazione economica che ha investito il paese e che si spera nel prossimo anno di poter fronteggiare con decisione.