L’Italia? Forte nell’export armi

Export d'armi

Export d'armi

Un pò inaspettata come notizia, ma lo Stilvale ha registrato un forte export in prodotti diversi da quelli culinari.

Nello scorso anno del 2009, l’Osservatorio sul commercio di armi Oscar, crf.) ha potuto registrare quella che viene definita una “crescita record” dell’export delle armi italiane.

Tale commercio sarebbe cresciuto del +61%, ed avrebbe portato nelle casse italiane degli introiti pari a 4.9 miliardi d’Euro.

Felici sono state anche le banche, che si sono divise circa 3.79 miliardi d’Euro grazie alal vendita dei prodotti per sicurezza e difesa.

E’ qualla che viene anche considerata come una crescita record del settore, e repentina, negli ultimi 20 anni, nonostante anche il settore armamenti soffra notoriamente della crisi economica.

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Famiglie e debiti: una panoramica europea

16I dati e le stime diffusi dai tecnici del settore non sono proprio positivi ma, dalla panoramica, l’Italia sembra essere in una situazione migliore rispetto ad altri Paesi Europei di decisiva importanza.

L’ufficio studi della Cgia ha stilato un resoconto degli indebitamenti complessivi delle famiglie UE nell’ultimo anno; eccole:
Italia: 524,1 miliardi € (importo più contenuto tra i Paesi UE);
Spagna: 896,7 miliardi di €;
Francia: 942,4 miliardi di €;
Germania
: 1.515,2 miliardi di €;
Regno Unito: 1.605,3 miliardi di €.

Filtrando, il debito medio per famiglia europea risulta così suddiviso: Italia, 21.270 €; Francia, 36.150 €, Germania, 37.785 €, Spagna, 55.886 €, Inghilterra, 63.477 €.

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Prestiti: calo nell’erogazione per il 2009

prL’osservatorio sul credito da registrato un calo del volume dei prestiti erogati, che sono scesi dell’11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il settore più colpito? Quello degli autoveicoli, settore per i cui finanziamenti per gli acquisti di autovetture sono letteralmente crollati di circa il 20%.

Pare che anche le carte di credito, nello specifico quella revolving, paiono aver subito una certa battuta d’arresto. Se prima i consumi permessi dalle carte revolving erano aumentati del +2,5% rispetto al 2008, nei mesi successivi la crescita di è notevolmente ridotta (+0,2%).

Che cosa cresce, allora, in tutto questo scemare? Sfortunatamente, cresce il tasso di default, cioè l’indicatore di ritardi delle rate (tante, da 6 in su), che indica anche che è sempre più difficile rimborsare un prestito al momento attuale.

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Buon Natale da Finanzaoggi!

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Mutui casa 2009: si abbassano

s_675Notizie migliori arrivano per quanto riguarda i mutui per la casa. Il mercato pare presentare cifre più moderate, ma anche la legge ne mette del suo con alcuni ritocchi.

Ritocco n°1: lo Stato si accollerà (pagando, a fondo perduto) la quota eccedente il 4% di tutte le rate con scadenza nel 2009;
Ritocco n°2: il vantaggio di poter stipulare mutui con gli indici della Bce (Banac Centrale Europea). Tali indici sono obbligatori da offrire al cliente da parte delle banche.
Ritocco n°3: resta aperta senza scadenze la possibilità di surrogare il vecchio mutuo e stipularne uno nuovo con un’eventuale altra banca, in base al concetto di “portabilità”.

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Carta di Credito: il Grande Fratello a portata di tasca

 cs_iwbank_20090618-2-copia Per chi non riesce a staccare gli occhi da Grande Fratello, sappiate che da oggi potete anche uscire di casa: portate il GF in tasca con voi…

Sono nate le nuovissime carte di credito griffate Grande Fratello, è ideata da IW Bank (la prima Banca interamente online in Italia), ed sono a tiratura limitata.

La nuova carta, prepagata, sarà data in usufrutto ai nuovi clienti correntisti di IW Bank, che sarà rilasciata con un bonus di 15,00 Euro. IW Bank fa parte del Gruppo UBI).

La carta di credito del Grande Fratello (che vedete nella foto), riproduce il logo del GF con l’occhio della telecamera “spiona”. Le carte sono state presentate con il grand-opening a Torino, prossime tappe: Jesolo, Riccione, Milano, Roma, Reggio Calabria. Per maggiori informazioni, collegatevi al sito della IW Bank.

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Confindustria dice: “Per il 2010 ci sarà ripresa”

ConfindustriaLa Confindustria pare positiva nelle sue stime per il prossimo anno. «Tra fine 2009 e inizio 2010 il consolidamento della ripresa» – dice l’unione degli Industriali.

Pare infatti dagli ultimi rilevamenti che il Pil mondiale punti ad un consolidamento che prevede una ripresa nei primi mesi del 2010. L’indice Pmi (USA) è aumentato vertiginosamente (in positivo), l’Eurozona si rafforza ed i tre settori principali sembrano riprendersi (a detta della Confindustria).

L’Italia ha registrato un aumento del +44% della produzione industriale, e le attese sembrano positive. Le aziende Italiane sono in cerca di grandi mercati dinamici, mostrando un miglioramento nei consumi e negli acquisti.

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Toyota aumenta le sue vendite del 2009.

toyota-4x4-ski-tour-2007-2008-offroadNegli ultimi quindici mesi Toyota, il colosso giapponese nel campo delle autovetture ha registrato un incremento delle vendite un po’ a sorpresa.

Le vendite globali sono aumentate in ottobre del 5% (64.000 unità), e la notizia arriva direttamente dall’azienda stessa in forma ufficiale.

Da un lato il “merito” del rialzo è degli incentivi statali erogati dal Governi, e poi nello specifico il mercato giapponese ha apprezzato il modello di auto chiamato Pruis (auto ibrida) di piccola cilindrata che ha fatto letteralmente furore da giugno, per cui la vendita ad oggi non si è ancora interrotta.

Grazie a questi dati, il gruppo nipponico sta sostenendo il commercio del settore a livello globale.
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Vendite al dettaglio: valori ancora negativi

spesa1 Davvero poco incoraggianti i dati diffusi dall’Istat che, nella mattinata di ieri, ha diffuso i dati relativi al mese di luglio per quanto concerne l’andamento delle vendite al dettaglio.
Secondo l’istituto di ricerca i valori non sarebbero positivi, visto che si è registrato un calo dello 0,4% rispetto al precedente mese di giugno.
Su base annua il divario sarebbe ancora più marcato se si considera il fatto che rispetto a luglio dello scorso anno il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione del 2,6%, somma di una contrazione del 2,1 per cento per le vendite di prodotti alimentari e del 2,8 per cento per le vendite di prodotti non alimentari.
Va anche segnalato che l’istituto statistico sottolinea come la variazione annuale negativa sia il risultato di flessioni dello 0,8 per cento per le vendite della grande distribuzione e del 3,7 per cento per le imprese operanti su piccole superfici.
“I nuovi dati relativi alle vendite al dettaglio resi noti oggi dall’Istat, purtroppo, non fanno altro che confermare nuovamente quanto, con insistenza e pervicacia, sosteniamo da tempo” – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
In effetti le previsioni effettuate dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, infatti, già da mesi prospettavano, nel 2009, in assenza di interventi tesi a rilanciare la domanda di mercato, una caduta dei consumi dell’ordine del -2,5-3% (per le famiglie a reddito fisso -3,3%), con una minore spesa complessiva, da parte delle famiglie, di oltre 20 miliardi di euro.
“A questo punto si rendono sempre più necessarie le manovre a sostegno delle famiglie che rivendichiamo da tempo, per le quali siamo scesi in piazza nei giorni scorsi”, incalzano le due associazioni.
Che per l’ennesima volta chiedono al governo di lanciare provvedimenti per una detassazione di almeno 1200 euro annui per le famiglie a reddito fisso (colpite dagli effetti della crisi per minori entrate di 980 euro annui, ed addirittura per 300 euro al mese per quanto riguarda le famiglie al cui interno vi è un cassaintegrato) e una serie di misure di sostegno a favore di disoccupati e precari.

Tasso di disoccupazione ancora in crescita

stress Aumenta ancora di più la disoccupazione che si attesta al 7,4%.
A rivelarlo l’Istat, che sottolinea anche come si tratti del dato più alto registrato negli ultimi tre anni.
Dall’istituto di statistica fanno anche sapere come in circa un anno il tasso di disoccupazione aumenti di ben nove decimi di punto percentuale per gli uomini e di appena un decimo per le donne.
I dati sono allarmanti in quanto in appena tre mesi sono stati ben 378mila i posti di lavoro persi, il dato peggiore mai registrato dal lontano 1994.
“Il risultato – spiega l’istutito di statistica – sintetizza il protrarsi della caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese, l’accentuarsi del calo dei dipendenti a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori”.
L’offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dell’1%, ovvero -241.000 unità, mentre il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 59,2% del secondo trimestre 2008 all’attuale 57,9 per cento. Il numero delle persone in cerca di occupazione sale invece a 1.841.000 unità (+137.000 unità, pari al +8,1% rispetto al secondo trimestre 2008).