Commercio globale, contrazione del 10%

A trainare la faticosa uscita dalla recessione sono i Paesi Asiatici, ma la contrazione del commercio globale sarà comunque pari al 10% su base reale quest’anno, contro il meno 9% sino ad oggi previsto.
wto Ad affermarlo il WTO in una nota, confermando quanto affermato in precedenza dal direttore generale, Pascal Lamy, in un’intervista.
Secondo la WTO, la contrazione del commercio globale, che l’anno scorso ha messo a segno un aumento del 2% su base reale, sta rallentando. Per i paesi sviluppati il calo degli scambi commerciali dovrebbe essere del 14% su base reale e per i Paesi in via di Sviluppo del 7%.
Sempre nel 2008 l’export di beni a livello globale è cresciuto del 15% in termini nominali e quelli dei servizi dell’11%. La Germania si conferma prima potenza nell’export al mondo con un totale di 1.470 miliardi di dollari, poco al di sopra dei 1.430 miliardi della Cina.

Un valanga di reclami in UE

europa In appena un anno, e precisamente da febbraio 2007 a febbraio 2008, qualcosa come 78 milioni di cittadini europei hanno presentato reclamo formale contro un operatore comerciale, mentre ben 30 milioni si sono astenuti sebbene avessero tutte le carte in regola per farlo.
E’ questa la stima della Commissione europea nel rendere pubblica la falsariga di un metodo su scala UE per classificare e rendicontare i reclami dei consumatori. Si tratta di cifre molto pesanti, visto che – dice la Commissione – circa la metà di coloro che hanno presentato reclamo formale non era soddisfatta del modo in cui il reclamo è stato trattato.
Di coloro ancora insoddisfatti circa la metà (quasi 20 milioni di persone) ha contattato un’organizzazione di consumatori per ottenere aiuto. Da qui la necessità della Commissione di iniziare a mettere ordine e cercare di avere un quadro più preciso dei cittadini che si trovano ad avere problemi con le aziende di cui sono clienti.
Non solo. Da uno studio della Commissione è emerso che vi sono più di 700 associazioni di consumatori in Europa che raccolgono i reclami dei cittadini in Europa. Alcune hanno sistemi di rendicontazione avanzati e dettagliati. Ma ciascuna classifica i reclami in modo diverso. Ad esempio alcuni organismi usano categorie ricalcate sulle pagine gialle mentre altri si basano su capitoli della legislazione nazionale.
Di conseguenza questa fonte preziosa di informazioni rimane ampiamente inutilizzata. I raffronti sono spesso difficili anche a livello nazionale , per non parlare di quello europeo, anche se i beni e servizi offerti in tutta Europa sono simili e nonostante il fatto che un gran numero di essi siano ora oggetto di transazioni transfrontaliere.
La frammentazione dei dati rallenta la risposta dei decisori nazionali ed europei ai problemi incontrati dai consumatori su mercati specifici. Alla fine del processo di messa a punto del sistema di raccolta dati, la Commissione si augura che i principali beneficiare della novità saranno gli stessi cittadini alle prese con un reclamo per un bene o un servizio non adeguato a quanto presentato dalle aziende.

Benzina nuovi rincari all’orizzonte

benzina_346 Sale ancora il prezzo del petrolio che dopo il picco dei 147 dollari a barile registrato lo scorso 11 luglio aveva fatto registrare un bel calo, pari a circa l’80%, fino al minimo storico di 32,70 dollari di gennaio 2009. Ebbene sembra che il prezzo sia tornato a salire, superando la soglia dei 70 dollari, per poi attestarsi, a contrattazioni chiuse, sui 68,44 dollari, in calo di 37 centesimi.
L’ascesa del petrolio ha dato il via ad un nuovo rialzo dei prezzi del carburante, con la verde a quota 1,3 euro al litro e il gasolio a 1,12.
Gli ultimi rialzi si sono registrati alla Schell, dove il prezzo consigliato ai gestori è di 1,329 per la verde e di 1,119 per il diesel. Quotazioni simili non si vedevano da ottobre, quando il prezzo praticato dalle varie compagnie petrolifere si aggirava intorno ai 1,35 euro al litro, quando il petrolio viaggiava sugli 80 euro al barile.
Al di là della Shell, tutti gli altri marchi si stabilizzano per la verde sopra 1,3 euro. Più altalenante invece il prezzo del gasolio che resta ancora sotto 1,1 euro nei distributori di Api, Ip, Esso, Tamoil e Total.
www.finanzaoggi.it Prezzo del petrolio

Luce e gas, giù le bollette

bollette Dopo un lungo periodo di rialzo iniziato lo scorso anno, tornano a scendere le bollette di luce e gas che nel primo trimestre di luglio faranno segnare un ribasso: -9,5% per il gas e -2,1% per la luce.
La flessione, preannunciata dalle stime di Nomisma Energia, farà risparmiare ad una famiglia media circa 107 euro all’anno, facendo così salire il risparmio annuo rispetto al 2008 a 230 euro.
La flessione di luglio si andrebbe infatti ad aggiungere al calo del 5,1% per l’elettricità e dell’1% per il gas scattato a gennaio, nonchè alla riduzione del 7,5% del gas e del 2% della luce in vigore dallo scorso aprile. “La prevista riduzione delle tariffe di luce e gas è un fatto positivo, ma questo è il momento di fare di più, dimezzando l’Iva sul metano dal 20% al 10%”. E’ quanto afferma Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, spiegando che la flessione delle bollette, “più che far risparmiare, riporta a condizioni normali gli enormi sbalzi tariffari di oltre 240 euro all’anno subiti nel 2008″.
www.finanzaoggi.it Scendono luce e gas

Indici su, indici giù

dati istatVariazione positiva segnata a marzo dall’indice destagionalizzato, ovvero quello che misura il valore delle vendite al dettaglio. Il rialzo è stato dello 0,1% rispetto a febbraio, mentre nel confronto tendenziale rispetto al 2008 il valore delle vendeti del commercio fisso al dettaglio ha presentato una diminuzione del 5,2%.
A comunicarlo l’Istat, chiarendo che la variazione tendenziale è sintesi di variazioni negative del 5,6% delle vendite di prodotti alimentari e del 5,1% delle vendite di prodotti non alimentari. Per quanto riguarda le variazioni congiunturali, il valore delle vendite di prodotti alimentari ha registrato una variazione negativa dello 0,1%, mentre quello delle vendite di prodotti non alimentari un incremento dell0 0,2%.

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Produzione industriale ancora giù

produzione_industrialeBrusco calo degli ordinativi dell’industria italiana che nel mese di marzo ha segnato una diminuzione del 26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A comunicarlo è l’Istat, secondo il quale a calare non è solo il fatturato industriale, soprattutto quello del comparto auto, ma anche gli ordinativi che a marzo sono scesi del 19%.
Il calo è stato determinato soprattutto da una notevole flessione della domanda estera, calata del 9,4%, mentre gli ordinativi interni sono cresciuti di un timido 1%.
Per quanto concerne i settori i mezzi di trasporto accusano un calo del fatturato del 36,4% sul marzo del 2008 mentre gli ordinativi mostrano una contrazione del 30%. Per il fatturato le flessioni più contenute per la farmaceutica (-6,3%), estrazione minerali (-2,2%), alimentari (-2,7%).

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Reale mutua, 2008 nero

reale_mutuaSi chiude male l’anno 2008 per il gruppo Reale Mutua il quale ha risentito di forti minusvalenze che hanno fatto calare il bilancio di ben 208 milioni e l’utile di 155.
Scegliendo di non usufruire delle deroghe del decreto anti-crisi il gruppo ha deciso di optare per svalutazioni passate a conto economico, per un totale di circa 265 milioni su attivi di circa 9 miliardi. Questa scelta ha determinato di certo un calo ma consentirà al gruppo Reale di affrontare il 2009 con una situazione finanziaria più solida e di certo meno soggetta ad ulteriori evoluzioni negative del sistema finanziario.
Grazie a questa operazione il margine di solvibilità di Reale Mutua spa si attesta al 470% (208% quello del gruppo), con un’eccedenza complessiva di 1.149 milioni di euro.

2008, tempo di bilanci

bilancia.jpgMancano ormai davvero poche ore alla fine di questo 2008 e come sempre arriva il tempo dei bilanci, anche in economia.
Inevitabile il confronto con il 2007, o meglio con quanto si sarebbe potuto fare e puntualmente non si è fatto per evitare la crisi che oggi, purtroppo, ci attanaglia.
Volgiamo quindi lo sguardo al dicembre del 2007 e vediamo quali erano le preoccupazioni del Governo dinnanzi a una situazione economica che cominciava a farsi preoccupante. Gli ultimi mesi del 2007 furono, infatti, caratterizzati in Italia da preoccupazioni di carattere essenzialemnte politico, con la destra e la sinistra interessate esclusivamente a far valere le proprie posizioni.
La crisi dei mutui sub-prime in America era già evidente ma la maggior parte dei politici italiani la vedeva lontana e comunque incapace di scuotere l’economia del Vecchio Continente.
Nella conferenza stampa di fine anno, l’allora premier Romano Prodi definiva i dodici mesi appena trascorsi come l’anno del risanamento, sebbene, in realtà, la ripresa dell’economia italiana dovesse essere attribuita più all’aumento delle tasse ed a una congiuntura economica lievemente positiva, che ad una vera e propria ripresa generale.
Nulla veniva quindi detto dell’aumento del deficit tendenziale, che riportò il PIL al di sopra del 2% o dello spreco di risorse pubbliche sottratte ad opere che di certo sarebbero state utili al paese, mentre i ministri Padoa Schioppa e Visco si preoccupavano esclusivamente di prevedere agli italiani un futuro roseo e un consistente taglio dell’IRPEF.
D’altra parte centinaia di migliaia di lavoratori vivevano le vacanze natalizie del 2007 come una sorta di “scampato pericolo”, visto che il Parlamento aveva appena ratificato un protocollo, poi sottoscritto dal Governo, che prevedeva l’abolizione dello scalone Maroni, permettendo di andare in pensione a 58 anni anzichè 60.
Una vera e propria rivoluzione visto che per la prima volta in Occidente l’età pensionistica veniva abbassata, con grande gioia per i padri e un pò meno per i figli che si sarebbero trovati a pagare un conto abbastanza salato quando, di lì a pochi mesi, la crisi economica sarebbe sbarcata anche in Europa, causando la perdita di molti posti di lavoro.
Nel 2008 improvvisamente ci si è svegliati e ci si è accorti quanto miope e irresponsabile fosse stata la condotta del Governo, che anzichè accumulare risorse aveva, come sempre, sperperato trovandosi così del tutto impreparato a quella crisi che, giungendo da Occidente e non da Oriente come molti avevano pensato, ha poi finito con il travolgerlo.
Come sempre a prevalere in quell’anno fu la politica del “farsi trasportare dalle contingenze”, senza prestare la minima attenzione al futuro e alla dovuta necessità di mettere in campo degli strumenti di prevenzione.