Settori industriali

Poche fabbriche nel Mezzogiorno italiano

industrieBrutte notizie per quanto riguarda la situazione delle industrie nel Mezzogiorno.  Secondo il rapporto della Fondazione Ugo La Malfa sull‘industria del sud Italia la situazione non è delle migliori.

In soli tre anni le industrie sono diminuite da oltre 154.000 a poco più di 150.000, diminuisce anche il giro d’affari delle medie imprese.

La fondazione ha analizzato anche la situazione dell’occupazione, inviando un questionario ai gruppi industriali con più di 500 operai. Secondo i risultati nel Mezzogiorno ci sono soltanto 22 gruppi di questo tipo, con una occupazione complessiva di 70.000 dipendenti. La gran parte di questi si concentra in Puglia, Abruzzo e Campania e fa capo alla Fiat, mentre alti fanno capo al gruppo siderurgico Riva.

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Economia: diminuiscono le vendite e aumenta lo Spread

economiaSi fa sempre più sentire la crisi. Questa mattina lo Spread  era di nuovo sopra i 500. Lo Spread Btp-bund è in altalena e il differenziale tra i due titoli è volato di nuovo sopra i 500 punti base a 505 punti .

A risentirne sono soprattutto le vendite . Secondo i dati dell’Istat a settembre le vendite sono scese con una grande perdita per i commercianti -0,4% rispetto ad agosto e dell’1,6% su base annua. Contrazione anche per quel che riguarda il settore alimentare (-0,2%). Scendono le vendite nei piccoli negozi, regge la grande distribuzione. Buone notizie per i discount alimentari che segnano un +2,9%.

Foto by http://www.empoli5stelle.com/public/2009/06/economia.jpg

Carburante costi: fare il pieno è più caro della spesa al supermercato

Abbiamo tutti assistito senza poter fare molto agli aumenti dei prezzi dei carburanti anche in questa ultima settimana di luglio.

La Coldiretti ha diffuso delle statistiche interessanti su dati Istat. L’indagine rivela che la spesa per un pieno di carburante sia di gran lunga superiore alla spesa negli alimentari.

Solitamente una famiglia media spende in media circa il 19% del budget mensile nel settore alimentare. Pare che per colpa degli aumenti nel settore petrolifero adesso le famiglie arrivino a spendere il 19,2% nel settore dei carburanti. Leggi tutto »

Italia: grande sciopero dei mezzi di trasporto

Sciopero

Sciopero

A partire dalla seconda metà del mese di settembre, lo Stivale sarà caratterizzato da una serie di scioperi nei settori ddei trasporti (aerei, trasporti locali, ferrovie) e delle telecomunicazioni.

Ecco, in breve, quanto accadrà:
7 settembre: sciopero lavoratori di Bt Italia;
10 settembre: sciopero dipendenti di Ericsson Telecomunicazioni;
20 settembre: sciopero trasporto aereo, dalle 00 alle 24, dei lavoratori Alitalia Cai-Air One e, dalle 12 alle 16, piloti e personale Meridiana Fly;
30 settembre: sciopero personale Enav Acc (Padova) dalle 12 alle 16.
Trasporto ferroviario: sciopero dalle ore 21:00 del 30 settembre fino alle 21:00 del 1 ottobre;
Distributori di benzina: chiusi da mercoledì 15 a venerdì 17 settembre.

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Cinema: basta soldi a Roma, il nostro festival merita di più

Cinema

Cinema

Il Festival di Venezia è di prim’ordine, e dovrebbe essere valorizzato in quanto atle; per questa ragione, gli adetti ai lavori della città dell’acqua, chiedono che siano destinati a loro parte dei soldi che, invece, ogni anno vanno al cinema della Capitale.

E così, Luca Zaia mastica si confessa:

“Non è che a Roma si può dar tutto! Vede le Olimpiadi e le vuole. Vede la Mostra del Cinema e la vuole pure lei. Ora anche il Gran Premio… Basta! (…) Io non ho niente contro la Capitale, non è il solito balletto Nord contro Sud. Dico solo che non possiamo andare avanti con questo sistema: in un momento di ristrettezze bisogna puntare sulle leadership. E’ come se Parigi volesse scippare il festival a Cannes o Monaco quello di Berlino. O come se noi veneti volessimo gli internazionali di tennis che si tengono a Roma o l’ippica di Piazza di Siena! La Mostra del Cinema di Venezia l’ha voluta Volpi nel ’32 e quando si è dato da fare per metterla in piedi c’era un preciso disegno, lungimirante. I romani c’erano anche allora, ma evidentemente pensavano ad altro. Ora le energie a livello nazionale vanno concentrate su Venezia. Non possiamo più presentarci come l’armata Brancaleone, perché i nostri competitors sono agguerriti. Là va risolto il problema.”

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Fiat in Serbia: problemi per l’Italia?

Fiat

Fiat

L’investimento che l’azienda locale produttrice di auto (Fiat) ha deciso di effettuare in Serbia, per la manifattura della nuova autovettura, non cessa di sollevare questioni in Italia.

I sindacati si incontreranno per discutere insieme al tavolo delle trattative il da farsi, e nel frattempo il sindaco Chimaparino ha discusso con Segio Marchionne per i lavoratori nostrani, e quest’ultimo ha affermato di non avere intenzione di precludere nulla a Torino, città madre della Fiat stessa.

Promesse (da mantenere) a parte, anche Berlusconi si pronuncia sulla questione della delocalizzazione dello stabilimento, e dichiara:

“Delocalizzazione non a scapito dell’Italia (…) In una libera economia ed in un libero stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione (…) mi auguro però che questo non accada a scapito dell’Italia e degli addetti a cui la Fiat offre il lavoro.”

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Internet mobile fa paura alla rete stessa

Internet mobile

Internet mobile

Soprattutto in Italia, il successo dei nuovi telefonini Smartphone, con annesse le “colleghe di lavoro” auli chiavette, sta avendo un momento che si può tranquillamente definire d’oro.

Tranne che per internet “classica”, ovvero quella della rete. Se in Italia ci sono 15 milioni di utenti che si connettono con internet mobile (siamo seguiti solo dagli inglesi, con 11 milioni di utenti, gli altri Paesi sono ad un distacco più netto) il Garante delle telecomunicazioni Calabrò avverte anche sul possibile sovracarico di traffico.

Pare infatti che la diffusione degli strumenti atti all’internet mobile sia in continuo, mentre le reti disponibili per questo tipo di navigazione siano sempre le stesse, e quindi sovracatiche.

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YouTube arriva in Pay Per View

YouTube

YouTube

Tanto attesa, tanto discussa, finalmente è arrivata la TV di YouTube, con l’opzione pay-per-view. Da non confondere con la Google TV, la televisione che sta nacsendo, e di cui abbiamo già parlato, il cui broadcasting sarà disponibile a tutti gli utenti con televisore compatibile alla tecnologia.

La TV di YouTUbe, capitanata da Eric Schmidt, offrirà prodotti che verranno presentati come à la carte: gli utenti potranno infatti scegliere di acquistare serie TV e/o film. Come spesso accade, la YouTube pay-per-view sarà inizialmente attivata solo negli States, e poi negli altri Paesi.

E mentre alcuni potenziali utenti di questa tipologia di TV si lamentano dicendo che molti contenuti sono già free, YouTube ribatte dicendo che le novità sarebbero diffuse a “soli” 5 Dollari.

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YouTube potrebbe arrivare in TV?

UK: le banche tornano in attivo

Banche britanniche

Banche britanniche

Le banche britanniche Hsbc, Standard Chartered, Lloyds e Barclays, insieme alla Royal Bank of Scotland, sono lentamente ritornate in attivo nei primi mesi del 2010. Nonostante i problemi di debiti dovuti alla crisi economica, i colossi UK sono in ripresa.

Stephen Hester, amministratore delegato di Rbs, commenta:

“La banca è sulla strada della ripresa, ma c’è ancora molta strada da fare prima di cantare vittoria (…) Io capisco che il governo debba fare il suo lavoro, ma noi dobbiamo fare il nostro, e i servizi finanziari sono un terreno di grande importanza per noi.”

E, anche se la ripresa economica delle banche avverrà lentamente, i britannici sono tra i primi in Europa a rimettersi in moto.

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