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	<title>Finanza Oggi &#187; Notizie</title>
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	<description>Il grande blog professionale sulla finanza e sui mercati.</description>
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		<title>Ue: Barroso, fondi per la crescita delle piccole medie imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Il Presidente della Commissione europea, Jose&#8217; Manuel Durao Barroso, ha sostenuto l&#8217;esigenza di destinare parte dei fondi strutturali alla crescita e lo sviluppo per le piccole medie imprese. Una soluzione &#8211; a detta del Presidente &#8211; che renderebbe il bilancio Ue più flessibile: &#8221;C&#8217;e&#8217; una quantità piuttosto importante di denaro che deve essere ancora allocata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2012/01/Barroso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8297" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2012/01/Barroso-150x150.jpg" alt="Barroso" width="150" height="150" /></a>Il Presidente della Commissione europea, <strong>Jose&#8217; Manuel Durao Barroso</strong>, ha sostenuto l&#8217;esigenza di destinare parte dei fondi strutturali alla crescita e lo sviluppo per le piccole medie imprese. Una soluzione &#8211; a detta del <strong>Presidente</strong> &#8211; che renderebbe il bilancio <strong>Ue</strong> più flessibile: &#8221;C&#8217;e&#8217; una quantità piuttosto importante di denaro che deve essere ancora allocata a titolo di fondi strutturali: sono 82 miliardi &#8211; ha detto Barroso &#8211; e sebbene gran parte sia già  destinata a progetti buoni, almeno una parte potrebbe essere indirizzata su programmi di prestito alle piccole e medie imprese&#8221;.<br />
Allo stesso modo, l&#8217;ex premier portoghese ha suggerito di spostare fondi da programmi che non rispettano gli obiettivi verso meccanismi che abbiano dato prova di efficacia per il rilancio economico dei <strong>Paesi Ue</strong>.</p>
<p><span id="more-8295"></span></p>
<p><em>(foto by <a href="http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Barroso.jpg">http://www.direttanews.it/wp-content/uploads/Barroso.jpg</a>)</em></p>
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		<title>Pomeriggio vertice Ue per rilanciare la crescita degli Stati membri</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercati Europei]]></category>
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		<description><![CDATA[Si terrà questo pomeriggio il vertice Ue tra Germania, Francia e Italia per coniugare il rigore e la crescita economica degli Stati in questo periodo di crisi. Coniugare il rigore nella gestione dei conti pubblici con una ricetta per rilanciare la crescita e l&#8217;occupazione: questa la sfida a cui devono rispondere oggi i leader europei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2012/01/vertice-ue.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8289" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2012/01/vertice-ue-150x150.jpg" alt="vertice ue" width="150" height="150" /></a>Si terrà questo pomeriggio il vertice Ue tra <strong>Germania, Francia</strong> e <strong>Italia</strong> per coniugare il rigore e la crescita economica degli Stati in questo periodo di crisi. Coniugare il rigore nella gestione<br />
dei conti pubblici con una ricetta per rilanciare la crescita e l&#8217;occupazione: questa la sfida a cui devono rispondere oggi i leader europei riuniti a <strong>Bruxelles</strong>, in una città sotto assedio dai manifestanti per lo sciopero generale indetto proprio contro il piano di austerità varato<br />
dal governo nazionale.<br />
Il vertice straordinario <strong>Ue</strong> &#8211; che prima di iniziare alle 15 &#8211; sarà preceduto da un incontro trilaterale <strong>Monti-Merkel-Sarkozy</strong> &#8211; punta a raggiungere un accordo politico sul testo<br />
del Patto di bilancio (ovvero il Fiscal Compact), fortemente voluto dalla<strong> Germania</strong>. La <strong>Spagna</strong> ha annunciato che non raggiunger gli obiettivi di bilancio per il 2012.</p>
<p><span id="more-8287"></span></p>
<p><em>Foto by <a href="http://stliq.com/c/l/c/c4/17409052_vertice-ue-il-veto-di-cameron-la-freddezza-di-sarkozy-la-dei-capi-di-stato-di-governo-2.jpg">http://stliq.com/c/l/c/c4/17409052_vertice-ue-il-veto-di-cameron-la-freddezza-di-sarkozy-la-dei-capi-di-stato-di-governo-2.jpg</a></em></p>
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		<title>Ue: Eurostat, a novembre surplus commercio estero</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 20:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercati Europei]]></category>
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		<description><![CDATA[A novembre il commercio estero dell&#8216;eurozona ha registrato un surplus di 6,9 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 1,0 miliardi di ottobre. E&#8217; il dato diffuso da Eurostat. A novembre, rispetto al mese precedente, le esportazioni sono aumentate del 3,9%, mentre le importazioni sono rimaste stabili. Per quanto riguarda l&#8217;Ue a 27, le prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2012/01/mercati.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8265" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2012/01/mercati-150x150.jpg" alt="mercati" width="150" height="150" /></a>A novembre il commercio estero dell<strong>&#8216;eurozona</strong> ha registrato un surplus di 6,9 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 1,0 miliardi di ottobre. E&#8217; il dato diffuso da <strong>Eurostat</strong>. A novembre, rispetto al mese precedente, le esportazioni sono aumentate del 3,9%, mentre le importazioni sono rimaste stabili.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;Ue a 27, le prime stime di Eurostat per il mese di novembre hanno fatto registrare un<strong> deficit</strong> di 7,2 miliardi di euro, in diminuzione rispetto agli 11,2 miliardi di ottobre e ai 16,8 di un anno prima. In particolare, a novembre scorso, le <strong>esportazioni</strong> sono salite del 2,8% mentre le importazioni sono calate dello 0,6%.</p>
<p>Secondo l&#8217;Ufficio statistico dell&#8217;Ue, a incidere sul<strong> disavanzo</strong> è stato l&#8217;aumento del deficit nel settore dell&#8217;energia (-317,5 miliardi del periodo gennaio-ottobre 2011, contro i 246,4 miliardi dello stesso periodo dell&#8217;anno precedente), mentre e&#8217; aumentato il surplus nel settore manifatturiero (+198,9 miliardi contro +136,4).</p>
<p><span id="more-8263"></span></p>
<p>Fra i 27, nei primi 9 mesi dell&#8217;anno, i <strong>surplus</strong> più rilevanti sono stati osservati in Germania (+129,2 miliardi) , seguita da Irlanda e Olanda (entrambe +35,9 miliardi), e Belgio (+10,1 miliardi).</p>
<p>I deficit maggiori sono stati invece registrati in Gran Bretagna (-98,2 miliardi), Francia (-72,5 miliardi), Spagna (-40,1 miliardi), Italia (-24,2 miliardi), Grecia (-16,9 miliardi), Portogallo (-13,3 miliardi) e Polonia (-12,0 miliardi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fonte Adnkronos</em></p>
<p><em>Foto by<a href="http://213.215.155.42//media/2012/01/97364_85434_large_1111_5367616_medium.jpg">http://213.215.155.42//media/2012/01/97364_85434_large_1111_5367616_medium.jpg</a></em></p>
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		<title>L&#8217;alternativa alla crisi? L&#8217;E-commerce</title>
		<link>http://www.finanzaoggi.it/blog/2011/12/29/lalternativa-alla-crisi-le-commerce/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 09:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per rimediare alla crisi una buona soluzione è creare un negozio online.  Oggi la possibilità di creare un e-shop è alla portata di tutti. Ci sono moltissime piattaforme che, in maniera semplice e con costi limitati, permettono di raggiungere ottimi risultati in termini di vendite. Un esempio è Freschcreator, una piattaforma che permette di creare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/new-ecommerce.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8229" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/new-ecommerce-150x150.jpg" alt="new-ecommerce" width="150" height="150" /></a>Per rimediare alla <strong>crisi</strong> una buona soluzione è creare un negozio online.  Oggi la possibilità di creare un e-shop è alla portata di tutti. Ci sono moltissime piattaforme che, in maniera semplice e con costi limitati, permettono di raggiungere ottimi risultati in termini di<strong> vendite</strong>.</p>
<p>Un esempio è <strong>Freschcreator</strong>, una piattaforma che permette di creare siti negozio con strumenti propri e senza costi iniziali. Da quest&#8217;anno, inoltre, è arrivata anche in Italia la piattaforma &#8220;marketplace&#8221; di Amazon, il principale sito di e-commerce al mondo, che permette di aprire un negozio online sul sito di Amazon e utilizzare anche i suoi servizi di logistica.</p>
<p>Immancabile anche la proposta di Google, Seat, Register e Poste italiane che hanno dato vita a &#8220;<strong>La mia impresa on line</strong>&#8220;, una piattaforma che rende più facile avere un sito aziendale e un negozio on line con molti vantaggi.</p>
<p><span id="more-8227"></span></p>
<p><em>Foto by <a href="http://1.bp.blogspot.com/-yiHPgk01LRM/TsDu8PgRA_I/AAAAAAAAACs/ZXqzlXjYNo0/s1600/new-ecommerce.jpg">http://1.bp.blogspot.com/-yiHPgk01LRM/TsDu8PgRA_I/AAAAAAAAACs/ZXqzlXjYNo0/s1600/new-ecommerce.jpg</a></em></p>
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		<title>Irpef: 2,1 milioni di stranieri che in Italia pagano le imposte sui redditi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 15:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa, sono 2,1 milioni di stranieri che in Italia pagano le imposte sui redditi, sborsando mediamente 2.810 euro a testa per un totale di quasi 6 miliardi di euro di Irpef. Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con il maggiore il peso della contribuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/imprenditoria-immigrata.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8223" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/imprenditoria-immigrata-150x150.jpg" alt="imprenditoria-immigrata" width="150" height="150" /></a>Secondo uno studio condotto dalla <strong>Fondazione Leone Moressa</strong>, sono 2,1 milioni di <strong>stranieri</strong> che in Italia pagano le imposte sui redditi, sborsando mediamente 2.810 euro a testa per un totale di quasi 6 miliardi di euro di <strong>Irpef</strong>.</p>
<p>Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con il maggiore il peso della contribuzione straniera. Subito dopo si trovano le regioni centro nord della penisola: Veneto (9,0%), Emilia Romagna (8,7%) e Liguria (8,2%). Man mano che si scende verso il sud, l’incidenza dei contribuenti stranieri diminuisce. La Lombardia è al primo posto come valore assoluto di imposte pagate dagli stranieri (oltre 1,5 miliardi di euro), seguita da Lazio (712 milioni) e Veneto (624 milioni).</p>
<p><span id="more-8221"></span></p>
<p>Nella ricerca si rivela inoltre che, nel 2009, i nati all&#8217;estero hanno pagato mediamente 2.810 euro per contribuente, contro i 4.865 euro dei nati in <strong>Italia</strong>.  Come sottolineano gli autori della ricerca, &#8220;se il sistema riuscisse ad eliminare le sacche di illegalità che colpiscono anche i lavoratori stranieri, l&#8217;apporto degli <strong>immigrati</strong> alla <strong>finanza pubblica</strong> sarebbe certamente maggiore, contribuendo ad un&#8217;integrazione che passa anche per il pagamento delle <strong>tasse</strong>&#8221; .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto by <a href="http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2009/10/imprenditoria-immigrata.jpg?cda6c1">http://www.gazzettadellavoro.com/wp-content/uploads/2009/10/imprenditoria-immigrata.jpg?cda6c1</a></em></p>
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		<title>Crisi di fiducia per le piccole medie imprese italiane</title>
		<link>http://www.finanzaoggi.it/blog/2011/12/22/8213/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 16:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi economica che sta attraversando l’Europa e l’Italia sta determinando una vera e propria mancanza di fiducia per quanto concerne la crescita delle piccole medie imprese. Certamente i dati a messi a disposizione della Confesercenti non mostrano segnali di fiducia: la flessione delle vendite a ottobre è l&#8217;ennesima allarmante prova che le piccole e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/02_fondo_garanzia_pmi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8215" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/02_fondo_garanzia_pmi-150x150.jpg" alt="fondo di garanzia" width="150" height="150" /></a>La <strong>crisi economica</strong> che sta attraversando l’<strong>Europa</strong> e l’Italia sta determinando una vera e propria mancanza di fiducia per quanto concerne la crescita delle piccole medie imprese. Certamente i dati a messi a disposizione della <strong>Confesercenti</strong> non mostrano segnali di <strong>fiducia</strong>: la flessione delle <strong>vendite</strong> a ottobre è l&#8217;ennesima allarmante prova che le piccole e medie imprese del commercio stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi.</p>
<p>Che la situazione si sarebbe aggravata nel tempo era già noto agli esperti dei<strong> mercati nazionali</strong>: “Sono cinque anni che le Pmi attraversano crescenti difficoltà – si legge sulla nota rilasciata alla stampa della Confesercenti &#8211; numeri parlano chiaro: dal2006 aottobre 2011 le vendite dei piccoli esercizi hanno subito un calo in termini reali del 17,2%”.</p>
<p><span id="more-8213"></span></p>
<p>Il nuovo governo italiano ha preso coscienza della situazione e ha garantito uno sforzo ulteriore per accelerare la crescita dell’economia italiana a partire dalle Pmi.</p>
<p><em>Foto by <a href="http://www.youimpresa.it/imgs/cameranews/02_fondo_garanzia_pmi.jpg">http://www.youimpresa.it/imgs/cameranews/02_fondo_garanzia_pmi.jpg</a></em></p>
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		<title>Poche fabbriche nel Mezzogiorno italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 13:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brutte notizie per quanto riguarda la situazione delle industrie nel Mezzogiorno.  Secondo il rapporto della Fondazione Ugo La Malfa sull&#8216;industria del sud Italia la situazione non è delle migliori. In soli tre anni le industrie sono diminuite da oltre 154.000 a poco più di 150.000, diminuisce anche il giro d&#8217;affari delle medie imprese. La fondazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/mezzogiorno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8207" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/mezzogiorno-150x150.jpg" alt="industrie" width="150" height="150" /></a>Brutte notizie per quanto riguarda la situazione delle industrie nel Mezzogiorno.  Secondo il rapporto della Fondazione Ugo La Malfa sull<strong>&#8216;industria</strong> del sud Italia la situazione non è delle migliori.</p>
<p>In soli tre anni le industrie sono diminuite da oltre 154.000 a poco più di 150.000, diminuisce anche il <strong>giro d&#8217;affari</strong> delle medie imprese.</p>
<p>La fondazione ha analizzato anche la situazione dell&#8217;occupazione, inviando un questionario ai gruppi industriali con più di 500 operai. Secondo i risultati nel <strong>Mezzogiorno</strong> ci sono soltanto 22 gruppi di questo tipo, con una occupazione complessiva di 70.000 dipendenti. La gran parte di questi si concentra in Puglia, Abruzzo e Campania e fa capo alla Fiat, mentre alti fanno capo al gruppo siderurgico Riva.</p>
<p><span id="more-8205"></span></p>
<p><em>(fonte Espresso)</em></p>
<p><em>Foto by <a href="http://www.economiaepolitica.it/wp-content/uploads/ilva2.jpg">http://www.economiaepolitica.it/wp-content/uploads/ilva2.jpg</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;E-commerce in Italia non decolla</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 12:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[potere d'acquisto]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia l’e-commerce non decolla, a dirlo è il T-Index, una indicazione per chi decide di scommettere sull’e-commerce, in quanto fornisce una chiara indicazione di quali siano i mercati internazionali sui quali puntare per ottenere il miglior ritorno di investimento traducendo il proprio sito web in più lingue. Secondo le stime presentante da Pmi. it, l&#8217;Italia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/commercio-elettronico-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8195" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/commercio-elettronico-1-150x150.jpg" alt="commercio-elettronico" width="150" height="150" /></a>In Italia l’e-commerce non decolla, a dirlo è il T-Index, una indicazione per chi decide di scommettere sull’<strong>e-commerce</strong>, in quanto fornisce una chiara indicazione di quali siano i <strong>mercati internazionali</strong> sui quali puntare per ottenere il miglior ritorno di investimento traducendo il proprio sito web in più lingue.</p>
<p>Secondo le stime presentante da Pmi. it, l&#8217;Italia è tra i Paesi con il minore <strong>potere d’acquisto</strong> e le cose non andranno meglio nei prossimi anni: il nostro Paese subirà un caldo pari al<strong>-43,4%</strong><strong> </strong>del <strong>potere d’acquisto online</strong> entro il2015, a differenze di Brasile, Russia e Stati Uniti. Tra i Paesi per i quali è prevista un’ascesa ci sono poi i mercati emergenti di India (+26,6%), Indonesia (+20,8%), Turchia e Polonia.</p>
<p><span id="more-8193"></span></p>
<p>Un allarme che desta preoccupazione e rende sempre più evidente l&#8217;esigenza di investire sul settore dell&#8217;e-commerce.</p>
<p><em>Foto by <a href="http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/11/commercio-elettronico.jpg">http://www.gliitaliani.it/wp-content/uploads/2010/11/commercio-elettronico.jpg</a></em></p>
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		<title>Crisi: gli Usa hanno fiducia nell’Europa. Parola del segretario del tesoro americano Timothy Geithner</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercati Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Usa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Timothy Geithner]]></category>

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		<description><![CDATA[Buone notizie arrivano dall’America: gli Stati Uniti sono fiduciosi del successo dell’Europa di fronte alla crisi e non smentiscono il loro entusiasmo davanti alla possibilità di risolvere in maniera congiunta con i paesi europei la crisi. Lo ha detto il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, dopo un incontro col suo omologo francese, sottolineando quanto tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/mercati.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8183" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/12/mercati-150x147.jpg" alt="mercati" width="150" height="147" /></a>Buone <strong>notizie</strong> arrivano dall’America: gli <strong>Stati Uniti</strong> sono fiduciosi del successo dell’Europa di fronte alla crisi e non smentiscono il loro entusiasmo davanti alla possibilità di risolvere in maniera congiunta con i paesi europei la crisi.</p>
<p>Lo ha detto il segretario al Tesoro, <strong>Timothy Geithner,</strong> dopo un incontro col suo omologo francese, sottolineando quanto tale successo sia importante per gli Stati Uniti e per il resto del mondo.</p>
<p>L’intervento del segretario del Tesoro è seguito al buon andamento dei mercati odierni, caratterizzati da un segno positivo per i mercati stamani, con le banche in sprint in avvio di seduta e lo spread Btp-Bund sotto i 360 punti e un rendimento sui 10 anni al 5,78%.</p>
<p><em>Foto by l.yimg.comsse/20110908_ECO_NW01_0085.JPG</em></p>
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		<title>Crescita italiana al rallentatore: salari bassi e inflazione alta</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 22:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Rocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fatti del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre si aspettano le misure contenute nella manovra che dovrà&#8217; portare l&#8217;Italia fuori dalla crisi i numeri e le statistiche fotografano le difficoltà presenti. Per l&#8217;Istat le retribuzioni a ottobre sono rimaste ferme rispetto al mese precedente e sono cresciute dell&#8217;1,7% su base annuale, mentre nelle grandi imprese è calata l&#8217;occupazione e i salari. Sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/11/bandiera_italia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8175" src="http://www.finanzaoggi.it/files/2011/11/bandiera_italia-150x150.jpg" alt="bandiera" width="150" height="150" /></a>Mentre si aspettano le misure contenute nella <strong>manovra</strong> che dovrà&#8217; portare l&#8217;Italia fuori dalla crisi i numeri e le statistiche fotografano le difficoltà presenti. Per l&#8217;Istat le retribuzioni a ottobre sono rimaste ferme rispetto al mese precedente e sono cresciute dell&#8217;1,7% su base annuale, mentre nelle grandi imprese è calata l&#8217;occupazione e i<strong> salari</strong>. Sempre a ottobre secondo l&#8217;Ocse, inoltre, l<strong>&#8216;inflazione</strong> nei paesi dell&#8217;area ha rallentato al 3,2% rispetto al 3,3% di settembre. Il calo p dovuto, spiega l&#8217;organizzazione, ai prezzi dell&#8217;energia scesi dal 14,2% di settembre al 12,4% di ottobre.</p>
<p>foto by <a href="http://www.libertiamo.it/wp-content/uploads/2010/06/bandiera_italia.jpg">http://www.libertiamo.it/wp-content/uploads/2010/06/bandiera_italia.jpg</a></p>
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