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Bruxelles: aiuti di Stato alle poste

fondi-europei-La Commissione Ue ha approvato gli aiuti di Stato alle poste di Francia e Grecia e chiede a Germania e Belgio di recuperare quelli concessi perché incompatibili con le norme della concorrenza.
Per Joaquin Almunia, commissario Ue alla Concorrenza, si tratta di decisioni che hanno lo scopo di prevenire distorsioni nel settore postale che danneggerebbero cittadini e imprese.
Nel caso delle poste tedesche, Deutsche Post, Bruxelles ha approvato il compenso di 5,6 miliardi concessi dallo Stato dal 1990 al 1995 per coprire i costi del servizio postale universale, ma ha chiesto di recuperare 500 milioni per sussidi ai pensionandi. Nel caso delle poste belghe invece, la Commissione ha approvato i sussidi di 3,8 miliardi alle pensioni ma ha chiesto di recuperare 417 milioni finiti in compensi ‘sovradimensionati’.
Gli aiuti alle poste francesi (1,9 miliardi) hanno invece il via libera di Bruxelles e sono destinati a coprire parte dei costi di distribuzione dei giornali in aree non urbane.
Via libera anche a quelli della Grecia, destinati a modernizzare il sistema.

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Telecom Italia e le nuove cabine telefoniche

cabinaTelecom Italia non vuole mandare in pensione le vecchie cabine telefoniche nonostante la presenza massiccia di telefonini. Anzi, ha intenzione di rilanciare le cabine sul mercato nazionale in una nuova veste, tutta tecnologica e moderna.  E’ un progetto in fase embrionale, ma che potrebbe ben presto diventare realtà.

L’originalità di queste cabine sarà nell’interfaccia tecnologica simile all’I-phone, la nuova cabina multimediale dovrebbe permettere agli utenti non solo di telefonare, ma anche di navigare in internet, dialogare con la pubblica amministrazione ed ottenere informazioni generali.

Insomma, altro che pensione: Telecom pensa ad una cabina tutta tecnologica, ai passi con i tempi.

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Imprese in crisi, dal 2012 molti i debiti da rimborsare alle banche

dollariDati scottanti per le imprese italiane che dal prossimo anno dovranno rimborsare prestiti bancari per 26,9 miliardi di euro e obbligazioni per 9,4 miliardi.

Questi numeri, evidenziati dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore, sono la prova della pesante situazione in cui versano le aziende italiane, strettamente obbligate a chiedere prestiti alle banche, con tassi elevati. Il 2012 inizierà in modo non certo facile per le tantissime imprese che saranno costrette a limitare la richiesta di finanziamenti (per evitare un indebitamento insostenibile), con conseguente stop alla produzione e allo sviluppo aziendale.

Un meccanismo di questo genere non esclude un rallentamento dell’economia del Paese. L’ipotesi di trovare alternative ai finanziamenti delle imprese si fa sempre più pressante.

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L’alternativa alla crisi? L’E-commerce

new-ecommercePer rimediare alla crisi una buona soluzione è creare un negozio online.  Oggi la possibilità di creare un e-shop è alla portata di tutti. Ci sono moltissime piattaforme che, in maniera semplice e con costi limitati, permettono di raggiungere ottimi risultati in termini di vendite.

Un esempio è Freschcreator, una piattaforma che permette di creare siti negozio con strumenti propri e senza costi iniziali. Da quest’anno, inoltre, è arrivata anche in Italia la piattaforma “marketplace” di Amazon, il principale sito di e-commerce al mondo, che permette di aprire un negozio online sul sito di Amazon e utilizzare anche i suoi servizi di logistica.

Immancabile anche la proposta di Google, Seat, Register e Poste italiane che hanno dato vita a “La mia impresa on line“, una piattaforma che rende più facile avere un sito aziendale e un negozio on line con molti vantaggi.

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Irpef: 2,1 milioni di stranieri che in Italia pagano le imposte sui redditi

imprenditoria-immigrataSecondo uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa, sono 2,1 milioni di stranieri che in Italia pagano le imposte sui redditi, sborsando mediamente 2.810 euro a testa per un totale di quasi 6 miliardi di euro di Irpef.

Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono le regioni con il maggiore il peso della contribuzione straniera. Subito dopo si trovano le regioni centro nord della penisola: Veneto (9,0%), Emilia Romagna (8,7%) e Liguria (8,2%). Man mano che si scende verso il sud, l’incidenza dei contribuenti stranieri diminuisce. La Lombardia è al primo posto come valore assoluto di imposte pagate dagli stranieri (oltre 1,5 miliardi di euro), seguita da Lazio (712 milioni) e Veneto (624 milioni).

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Poche fabbriche nel Mezzogiorno italiano

industrieBrutte notizie per quanto riguarda la situazione delle industrie nel Mezzogiorno.  Secondo il rapporto della Fondazione Ugo La Malfa sull‘industria del sud Italia la situazione non è delle migliori.

In soli tre anni le industrie sono diminuite da oltre 154.000 a poco più di 150.000, diminuisce anche il giro d’affari delle medie imprese.

La fondazione ha analizzato anche la situazione dell’occupazione, inviando un questionario ai gruppi industriali con più di 500 operai. Secondo i risultati nel Mezzogiorno ci sono soltanto 22 gruppi di questo tipo, con una occupazione complessiva di 70.000 dipendenti. La gran parte di questi si concentra in Puglia, Abruzzo e Campania e fa capo alla Fiat, mentre alti fanno capo al gruppo siderurgico Riva.

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Crisi: gli Usa hanno fiducia nell’Europa. Parola del segretario del tesoro americano Timothy Geithner

mercatiBuone notizie arrivano dall’America: gli Stati Uniti sono fiduciosi del successo dell’Europa di fronte alla crisi e non smentiscono il loro entusiasmo davanti alla possibilità di risolvere in maniera congiunta con i paesi europei la crisi.

Lo ha detto il segretario al Tesoro, Timothy Geithner, dopo un incontro col suo omologo francese, sottolineando quanto tale successo sia importante per gli Stati Uniti e per il resto del mondo.

L’intervento del segretario del Tesoro è seguito al buon andamento dei mercati odierni, caratterizzati da un segno positivo per i mercati stamani, con le banche in sprint in avvio di seduta e lo spread Btp-Bund sotto i 360 punti e un rendimento sui 10 anni al 5,78%.

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Crescita italiana al rallentatore: salari bassi e inflazione alta

bandieraMentre si aspettano le misure contenute nella manovra che dovrà’ portare l’Italia fuori dalla crisi i numeri e le statistiche fotografano le difficoltà presenti. Per l’Istat le retribuzioni a ottobre sono rimaste ferme rispetto al mese precedente e sono cresciute dell’1,7% su base annuale, mentre nelle grandi imprese è calata l’occupazione e i salari. Sempre a ottobre secondo l’Ocse, inoltre, l‘inflazione nei paesi dell’area ha rallentato al 3,2% rispetto al 3,3% di settembre. Il calo p dovuto, spiega l’organizzazione, ai prezzi dell’energia scesi dal 14,2% di settembre al 12,4% di ottobre.

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Economia: diminuiscono le vendite e aumenta lo Spread

economiaSi fa sempre più sentire la crisi. Questa mattina lo Spread  era di nuovo sopra i 500. Lo Spread Btp-bund è in altalena e il differenziale tra i due titoli è volato di nuovo sopra i 500 punti base a 505 punti .

A risentirne sono soprattutto le vendite . Secondo i dati dell’Istat a settembre le vendite sono scese con una grande perdita per i commercianti -0,4% rispetto ad agosto e dell’1,6% su base annua. Contrazione anche per quel che riguarda il settore alimentare (-0,2%). Scendono le vendite nei piccoli negozi, regge la grande distribuzione. Buone notizie per i discount alimentari che segnano un +2,9%.

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Politica marittima europea: sì a 40 mln per 2011-201

affari marittimiLa politica marittima è a cuore all’Europa. Il Parlamento europeo, infatti, ha deciso di stanziare 40 milioni di euro nel bilancio della politica marittima integrata europea, per il triennio 2011-2013. Il testo si integra all’accordo raggiunto con il Consiglio dei ministri dell’Ue, che prevede di finanziare programmi nell’ambito della politica marittima integrata.

L’auspicio del Parlamento europeo e che ”tutti i soggetti a livello internazionale, nazionale, regionale e locale vengano coinvolti nella definizione di questa politica, per aiutare a sviluppare le zone costiere e le regioni ultraperiferiche dell’Ue”.

La nuova direttiva è stata approvata a grandissima maggioranza dai deputati europei che, ancora una volta, chiedono per la politica marittima integrata ”un finanziamento continuo da prevedere nelle prospettive finanziarie dell’Ue 2014-2020, all’interno del quadro di finanziario pluriennale.

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