New York

Chef Newyorkesi a rischio multa

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E’ lotta dichiarata, quella tra gli chef della Grande Mela ed il Consiglio Comunale.
Pare infatti che quest’ultimo abbia formulato una proposta di legge che vieti l’uso del sale nella preparazione degli alimenti.

Se tale proposta dovesse venire approvata ed accolta, dunque ai cuochi dei ristoranti di New York sarebbero vietato, come recita na parte della proposta, “l’uso di sale in ogni forma e nella preparzione di qualsiasi cibo”.

Inutile sottolineare che gli chef sono già partiti con le proteste, soprattutto affinchè questa legge non venga varata, ma anche per evitare di incorrere in una salata multa; infatti, qual’ora il divieto entrasse in vigore, lo chef “pizzicato” ad usare il sale nelle portate del suo ristorante è passibile di una multa pari a 1.000 Euro.

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Scandalo H&M: straccia i capi invenduti mentre i barboni muoiono di freddo

16NEW YORK – il gigante del franchising di abbigliamento ed accessori H&M (numerosi punti vendita sono presenti anche nelle maggiori città italiane) è al centro di un’accesa polemica riguardo ai provvedimenti eticamente scorretti adottati dall’azienda per il disfacimento dei capi invenduti.

Il New York Times, in seguito ad una segnalazione di una studentessa (Cynthia Magnus) ed adeguati controlli, ha reso noto quanto segue che la compagnia H&M straccia, taglia e scalfisce indumenti ed accessori inveduti, al fine di renderli inutilizzabili, che scarica nei paraggi del suo outlet a New York.
A riprova del vero, all’outlet sulla 34th Street sono stati ritrovati numerosi sacchi di indumenti tecnicamente in ottime condizioni, ma dolosamente manomessi. La Magnus dice: “Scarpe bucate con un corpo contundente, giacconi tagliati in più punti con l’imbottitura che fuoriesce, guanti sfilati e camicie da uomo con le braccia strappate… sono rimasta inorridita da tale spreco.”

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Aumento di capitale

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Enel vara un aumento di capitale da 8 miliardi di euro da completare entro la fine del 2009. E il Ministero del Tesoro ha manifestato l’interesse ad aderire. E’ quanto si legge nel piano industriale 2009-2013 del gruppo energetico.

Enel chiude il 2008 con un utile netto a 5,29 miliardi di euro, in crescita del 35,2% rispetto all’esercizio precedente, trascinato soprattutto dall’acquisizione di Endesa. I ricavi, si legge in una nota, sono aumentati del 40% a 61,18 miliardi, mentre il risultato operativo è salito del 40,7% a 9,54 miliardi di euro. L’indebitamento è sceso del 10,4%, appena sotto i 50 miliardi di euro, in linea con le attese del gruppo. Il dividendo viene confermato a 0,49 euro per l’intero esercizio 2008, di cui 0,20 euro già versati come acconto nel novembre scorso.

Conti: 2008 conferma solidità del Gruppo
I risultati del 2008 “confermano la solidità della nostra società, che cresce anche in un contesto economico e finanziario sfavorevole” e pongono le basi per il mantenimento del rating A. E’ il commento dell’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, a seguito dei dati di bilancio della società. “Il programma di sviluppo internazionale, avviato nel 2005 ci consente di meglio affrontare periodi di rallentamento dell’economia. L’integrazione delle attività all’estero e le conseguenti importanti sinergie contribuiranno alla crescita della redditività del Gruppo, che, unitamente ad una rigorosa disciplina finanziaria, ci consentirà di mantenere l’attuale livello di rating di classe A-/A2, a beneficio dei nostri azionisti e stakeholders”. Allo stesso tempo, prosegue Conti, “l’aumento di capitale al servizio della nostra politica di espansione internazionale, oggi completata, la nuova politica dei dividendi, la cessione di asset non strategici, un selettivo piano di investimenti nonché il continuo miglioramento dell’efficienza, producono un robusto cash-flow e preparano la nostra società alla ripresa dei mercati e delle economie”.

Crisi mondiale

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L’economia globale è sulla rotta della peggiore recessione dagli anni 30 con una contrazione prevista dell’1-2% quest’anno. Lo ha riferito il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick al quotidiano Daily Mail.

I paesi dell’Europa centrale e orientale saranno particolarmente vulnerabili, ha aggiunto, sottolineando che le nazioni ricche devono fare di più per colmare il gap finanziario lasciato dall’esodo di capitali dai paesi in via di sviluppo.

“Immagino che la crescita probabilmente calerà dell’1-2%”, ha detto al giornale. “Non si vedevano numeri del genere dalla Seconda guerra mondiale, dagli anni 30. Dunque siamo in un momento serio e pericoloso”.

Il capo del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ieri ha ricordato il rischio di una “Grande recessione”, aggiungendo che le sue previsioni di stagnazione economica per quest’anno sono troppo ottimistiche.

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Mi avete scoperto!

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L’ex finanziere Bernard Madoff, autore della piu’ grande truffa della storia, giovedi’ al primo giorno del processo si dichiarera’ colpevole di 11 capi di imputazione tra cui truffa e frode. Lo ha annunciato il suo avvocato, Ira Sorkin, mentre la procura ha annunciato che chiedera’ una condanna a 150 anni di carcere Madoff, 70 anni, che ha defraudato i suoi clienti 50 miliardi di dollari, Madoff era stato arrestato lo scorso 11 dicembre e da allora e’ rimasto agli arresti domiciliari nel suo lussuoso appartamento di Manhattan dietro pagamento di una cauzione da 10 milioni di dollari. Secondo i legali delle vittime, lo scandalo Madoff avrebbe colpito fino a tre milioni di clienti. Nella lista dei truffati figurano stelle di Hollywood come Steven Spielberg e John Malkovich e i piu’ importanti istituti di credito americani.

AIG ancora in crisi

157_rt_crisi%20finanziariaConti ancora in rosso per AIG. il colosso assicurativo americano, che, dopo essere stato salvato perben due volte dal fallimento grazie ad un intervento del Governo, rischia nuovamente la bancarotta a causa di una perdita di circa 60 miliardi di dollari. A renderenoto questo tracollo, a causa della svalutazione degli asset, sono i dati trapelati dai dossier della società. Se la notizia dovesse essere confermata ci troveremmo difronte alla più grave perdita registrata da una società trimestrale in un bilancio trimestrale. AIG nel terzo trimestre aveva perso 24,5 miliardi di dolari, spingendo il Governo americano ad innalzare gli aiuti a 150 miliardi di dollari. Per il momento la situazione è ancora sospesa, sebbene l’agenzia Bloomberg ipotizzi che la AIG potrebbe trasformare in azioni ordinarie le azioni privileggiate detenute dal Governo, aggiungendo che sia Metlife che Axa si sarebbero già fatte avnti per acquistare la società, con offerte ce supererebbero gli 11,2 miliardi di dollari.

Armani anti-crisi

storiesGiorgio%20ArmaniC’è chi sembra non risentire minimamente della grave crisi economica in atto. Se, infatti, gli stilisti americani devono fare i conti con la recessione e il calo delle vendite, il Made in Italy sembra in buona salute, per nulla scalfito dalle difficoltà internazionali.
A testimoniarlo è il ritorno di Giorgio Armani a New York, con l’apertura di una nuova boutique sulla Quinta Strada, il secondo innaugurato dalla stilista, nonché unico azionista della sua casa di moda, nella Grande Mela.
“Anche in tempi difficili, New York è sempre la stessa, bellissima New York. È vero però che le strade sono più vuote. C’é meno gente in giro”, ha commentato ieri lo stilista in un blog pubblicato sul New York Times.
Tra gli altri italiani tornati quest’anno a New York spunta anche Alberta Ferretti, Miss Sixty il cui direttore creativo ha così risposto alle domande dei giornalisti “crediamo che la moda sia prima di tutto un divertimento. Siamo ottimisti. Questa è anche la nostra risposta alla crisi”.
Tra gli stilisti americani la risposta alla crisi è stata invece di tipo pragmatico, improntata cioè a pochi eccessi e alla totale abolizione degli sfarzi.

E’ intesa sul piano Obama

barak-obamaBarak Obama ce l’ha fatta. Il nuovo presidente degli Stati Uniti è riuscito infatti ad incassare il sì della Camera e del Senato sul piano di rilancio dell’economia americana. La manovra così, che complessivamente prevede 789 miliardi di dollari, passa alla fase di ratifica del nuovo progetto che sarà votato giovedì prossimo.
L’intesa raggiunta è arrivata in seguito alla presentazione, da parte del ministro del Tesoro Tim Geitnner, del piano di salvataggio delle banche americane, grazie ad una serie di negoziati che hanno consentito di “risolvere le divergenze” tra il progetto presentato dalla Casa Bianca di 820 miliardi di dollari e quello avanzato dal Senato di 838 miliardi.
Tra le iniziative più importanti contenute nella strategia economica di Obama spicca il taglio delle tasse per la classe media e la creazione di circa 3,5 milioni di nuovi posti di lavoro.
Staremo a vedere se le misure prese dal nuovo presidente riusciranno effettivamente a risollevare le sorti dell’economia americana e con esse quelle delle economie europee.